Silenzio

Shusaku Endo

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Traduttore: Lidia Lax
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 2 gennaio 2017
Pagine: 224 p., Rilegato
  • EAN: 9788867002948

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Silenzio

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Da questo libro il film a cui Martin Scorsese ha dedicato gli ultimi 20 anni di lavoro: il suo progetto cinematografico più ambizioso.

«Ho letto e riletto questo libro innumerevoli volte e mi sono deciso a farne un film. Mi ha offerto un nutrimento spirituale che ho trovato in pochissime altre opere d'arte.» - Martin Scorsese

«Un'opera delicata, luminosa e piena di compassione.» John Updike

«Uno dei più raffinati romanzi storici di sempre.» David Mitchell

Nagasaki, 1633: l’indomito padre gesuita Christovao Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia di Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani religiosi, Sebastian Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un’indagine all’interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni. I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall’amico Kichijiro, il suo «Giuda», mentre implora Dio di rompere il suo «silenzio». Un romanzo intenso, aspro, pieno di ispirazione e sensibilità. Universalmente riconosciuto come un capolavoro.
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    es

    20/07/2019 14:53:58

    Non attribuisco il massimo punteggio perchè all'inizio la lettura è stata un po' difficile. Tuttavia, proseguendo nella storia, il libro propone delle riflessioni profonde e si fa via via sempre più coinvolgente. A volte sentivo quasi il bisogno di pregare.

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    Gianlu

    10/07/2019 13:19:25

    non una lettura semplice, libro che richiede gli venga dedicato tutto il tempo necessario

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    Giovanni Galaffu

    21/06/2019 09:00:30

    Un romanzo su una fede disperata, sincera, forse anche troppo forte. Le persecuzioni dei Cristiani vissute con il silenzio di Dio. Struggente e appassionato.

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    Nadia

    29/03/2019 14:49:59

    L'avevo letto un paio di anni fa e mi ero ripromessa di rileggerlo, perché era rimasto in me il desiderio di comprenderlo più a fondo. Non è una lettura facile, ma profonda e per certi aspetti misteriosa. Lascia aperte molte domande nel cuore del lettore, e anche un po' di perplessità...

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    Giorgia

    10/03/2019 16:46:20

    A volte capita di leggere un libro e poi di ricordarlo per molto tempo. In questo caso a me è accaduto così. Il travaglio interiore, la scoperta di un modo di amare ed il senso della spiritualità più profonda dell’animo umano sono gli elementi che mi hanno colpita maggiormente di questo romanzo che regalerei alla mia migliore amica perché credo sia fondamentale riflettere su testi come questo.

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    Giuliana Babini

    21/02/2019 20:23:04

    Non ho visto il film, ma questo penso mi ha fatto cogliere meglio l'intensa narrazione che cala dentro un travaglio umano interiore in cui credere e amare divengono lotte al di là di ogni possibile confortante chiarezza per la situazione al limite, in tutti i sensi, in cui viene a trovarsi il protagonista: i disagi fisici sono solo eco di quanto i pensieri lo scarnificano dentro, perfino il tradimento ha una figura esterna che non lo lascia e pian piano si fa eco di un vissuto interiore che diviene soluzione costretta e insieme si fa scoperta di un altro modo di amare e di credere. Una situazione storica concretissima si fa voce di ogni possibile prova estrema: questo richiede una grande arte!

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    Carlo

    19/02/2019 20:38:27

    Ho letto per la prima volta un romanzo di Shusaku Endo e ne sono rimasto colpito favorevolmente. Tanto che ho ordinato subito altri tre suoi famosi romanzi. Detto questo, posso affermare che l'autore scandaglia l'animo umano nella piu' amara condizione, quando questa e' scossa dalle fondamenta e deve scegliere tra fede e convenienza, tra opportunita' e adesione alla propria religione, con tutto quel che ne consegue. Il lettore si trova come di fronte a uno specchio, nel quale vede riflessa la propria immagine, cosi' come e', con tutti i difetti e qualche pregio. Si trova a prendere posizione da una parte o dall'altra. Come si dice, non si puo' avere il piede in due scarpe. O no? Un libro che fa meditare e che fa snguinare l'animo umano.

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    Leonardo

    11/12/2018 01:56:02

    Un romanzo storico di ampio respiro che indaga sulla spiritualità più profonda dell'animo umano. Scrittura e sensibilità tipica dell'oriente. Una perla.

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    Tina

    23/09/2018 14:02:38

    I romanzi storici sono i miei prediletti, ma non conoscevo questo autore. Dopo aver visto il film omonimo, mi si è aperto un mondo. La storia parla delle missioni dei frati cattolici in Giappone, convinti che quella fosse la terra perfetta per trovare nuovi adepti. Ne esce fuori una storia molto cruda, scritta molto bene, che lascia il segno, siate voi credenti o meno, e che ci fa mettere in discussione tante cose: io, al loro posto, cosa avrei fatto? Sarei esattamente come Kichijiro?

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    Serena

    23/09/2018 13:58:50

    Ci sono pagine di storia che non sempre conosciamo e, almeno per me, Silenzio ha rappresentato un modo per apprenderne una. L'opera parla delle missioni cattoliche in Giappone, della sorte destinata non solo ai frati missionari, ma anche ai locali che divenivano loro seguaci. È un libro atroce, che fa riflettere ed arrabbiare, ma che ci porta alla consapevolezza che non conoscere tale storia sarebbe peggio: l'ignoranza è sempre da non preferire.

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    Pietro

    20/09/2018 09:23:45

    Storia e religione si intrecciano in questo romanzo storico, che narra dei primi missionari che, sbarcati in Giappone, cominciarono ad evangelizzare le popolazioni locali. Il cattolicesimo ebbe largo seguito perché, per la prima volta nella loro vita, gli strati più poveri della popolazione venivano considerati come esseri umani e non come meri oggetti. Va da sé, dunque, che il governo osteggiasse la nuova religione: da qui partirono feroci persecuzioni, che hanno segnato per sempre la storia. Meraviglioso, leggetelo!

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    Kirù

    20/09/2018 09:21:24

    Certi pezzi di storia restano inspiegabilmente nel dimenticatoio. Eppure gli eventi che hanno portato i missionari in Giappone, ciò che loro hanno vissuto, così come le persecuzioni del popolo, sono una storia da raccontare e non dimenticare. È un libro molto intenso, spesso atroce, ma necessario ed è singolare il fatto che proprio l'autore sia cattolico, discendente proprio da una di quelle famiglie che si convertì con l'arrivo dei primi missionari. Un romanzo storico bellissimo, da leggere anche se non si è credenti (ovvio).

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    luciano

    28/10/2017 12:13:29

    Il portoghese Sebastiao Rodrigues è un missionario gesuita che nel 1637 approda in Giappone per diffondere la Parola di Gesù. I pochi cristiani, poveri contadini che vivono in una miseria estrema, sono perseguitati dal potere e, se non rinnegano il cristianesimo, vengono torturati; la tortura più terribile è quella della fossa, cioè vengono appesi, a testa in giù, su di una fossa piena di fetidi escrementi. Padre Sebastiao al sentire quelle voci di dolore è sconvolto dal silenzio di Dio: " Dio non ha fatto nulla. Dio non ha fatto assolutamente nulla. Ho pregato con tutte le mie forze, ma Dio non ha fatto nulla". Allora quando Rodrigues, difronte al silenzio di Dio, sta per cedere ai suoi aguzzini e si appresta a calpestare il crocefisso, pur di avere salva la vita, la voce di Dio si fa sentire: "Calpesta! Calpesta! Io più di ogni altro so quale dolore prova il tuo piede. Calpesta. Io sono venuto al mondo per essere calpestato dagli uomini. Ho portato la croce per condividere il dolore degli uomini." Questo è un racconto sull'amore verso il prossimo che deve prevalere su tutto: sulle regole della Compagnia di Gesù, sull'ordinamento della Chiesa, sui nostri pregiudizi, egoismi, ipocrisie...

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    Luisa

    15/09/2017 16:32:01

    Non mi è piaciuto. Scritto in modo prolisso, lento e ripetitivo.

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    Giacomo Ricciari

    12/08/2017 14:17:30

    Una delle tante perseguitazioni dei Gesuiti. Questa volta il teatro e' il Giappone, nel diciasettesimo secolo. Forse poteva essere tradotto meglio.

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    Giuliana

    03/07/2017 15:43:11

    Un racconto raffinato sul silenzio di dio difronte alla sofferenza dell'uomo anche quando questa è a lui dedicata; sulla volontà di potenza dell'individuo in ordine alla fede religiosa messa alla prova dal dolore fisico e, infine, sulla correttezza (efficacia) o meno del proselitismo.

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    Nadia

    29/04/2017 07:06:57

    Un libro che, voltata l'ultima pagina, ti lascia il desiderio di rileggerlo per capirlo più a fondo....

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    stefi82

    13/02/2017 13:00:35

    Temevo che questo romanzo “storico” mi annoiasse. Perché mi ero immaginata il mero racconto del viaggio dei preti Rodrigues e Garrpe in Giappone, alla ricerca del prete apostata, Ferreira. E invece sono stata piacevolmente colpita per due motivi: dallo stile della scrittura dell’autore, appassionante e fluido, la storia è come un serpentone che si snoda tra i dubbi del prete che accompagnano la sua fuga. E dal fatto che il libro è il pretesto per raccontare i dubbi della fede. Più e più volte, quando messo alla prova duramente, Rodrigues si chiede se Dio esista davvero, e perché Quel Dio stia in silenzio. Paragona il suo calvario con il calvario di Gesù, l’orto dei Getsemani, il tradimento da parte di Giuda, la via Crucis… e la morte in croce. Si sente come Gesù che, salito sulla croce, forse dubita dell’esistenza di Dio, se lo chiede, se Gesù, potesse avere i suoi stessi dubbi. Mi ha colpito da questo punto di vista, questa storia, forse perché ho sempre pensato che i preti, loro no, non abbiano mai dubbi sul loro Dio. Mi sono piaciuti molto anche i pensieri dei due sacerdoti, sempre tutti rivolti a una cosa: la povertà e il sacrificio dell’essere cristiano in un Paese inospitale per il Cristianesimo, come il Giappone. Sacrificio che anche oggi alcuni cristiani vivono. Dunque… i dubbi, i problemi, e gli atteggiamenti dei cristiani di allora, sono uguali a quelli dei cristiani di oggi. La fragilità umana di fronte al mistero divino.

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    andrea campi

    06/02/2017 09:49:38

    Mi ha impressionato la delicatezza che l'autore usa per descrivere la debolezza e la fragilità dell'uomo.

Vedi tutte le 19 recensioni cliente

Endo ritrae, con la visione d’insieme di uno storico e l’afflato lirico del poeta, le violenze subite dai cristiani giapponesi attraverso una scrittura di un nitore cristallino che esalta la descrizione paesaggistica e l’introspezione psicologica.

È un peccato che il lettore si avvicini a questo portentoso romanzo storico solo in occasione dell’uscita della sua trasposizione cinematografica ad opera di Martin Scorsese. Rischia infatti di esserne irrimediabilmente oscurato. Non merita di finire nell’oblio destinato ai romanzi di buon valore surclassati dalle relative opere cinematografiche a loro ispirati. Un esempio? Forrest Gump. Chi si ricorda dell’ottima prova di Winston Groom adattata da Zemeckis? Penso, almeno qui in Italia, che si possano contare sulle dita di una mano.

Endo, morto alla fine degli anni Novanta e più volte vicino al Nobel, fu una mosca bianca nel panorama della letteratura giapponese. Di famiglia cristiana, i suoi lavori sono fortemente influenzati dall’appartenenza a un credo con scarsissime adesioni in Giappone. Sentitosi sin dall’infanzia un outsider, ha indagato le ragioni per cui il cristianesimo non ha mai attecchito nel paese del Sol Levante, giungendo con Silenzio a ritrarne la principale: le persecuzioni del diciassettesimo secolo.

Immaginando il rinvenimento del diario di un missionario, Endo ricostruisce, con la visione d’insieme di uno storico e l’afflato lirico del poeta, le violenze subite dai giapponesi che abbracciarono il cattolicesimo, portato nel Cinquecento da Francesco Saverio e dai gesuiti. Dapprima ingolositi dalle opportunità commerciali portate dallo sbarco dei portoghesi, i daimyo giapponesi - l’equivalente dei nostri feudatari - si convertirono in massa, obbligando i loro contadini a seguirli, per compiacere i nuovi arrivati e stringere lucrosi patti mercantili. Pessime premesse. Infatti i daimyo fecero presto ritorno all’esercizio dei culti tradizionali una volta appresa l’opprimente esclusività del monoteismo portato dal lontano occidente. Questo, unito alle mal celate ambizioni di conquista degli Europei, spinsero le autorità a sterminare non solo i missionari, ma anche le comunità locali che si erano genuinamente convertite al messaggio cristiano.

Il protagonista è padre Rodrigues, giovane gesuita di stanza a Lisbona, rimasto sconcertato dalle notizie giunte dalla lontana Nagasaki. Il suo mentore, padre Ferreira, campione di fede, scampato più volte al martirio nonostante le terribili torture, ha improvvisamente abiurato. Non si conosce la ragione. Dopo anni di resistenza a indicibili violenze fisiche e psicologiche non può aver semplicemente ceduto. Avrebbe preferito un nobile martirio. Il suo allievo vuole indagare i motivi di un gesto tanto inspiegabile e accompagnato da altri due missionari, si recherà verso il lontano Cipango - il nome dato a quei tempi al Giappone - non solo per ritrovare Ferreira ma anche per lenire le sofferenze di una comunità di fedeli oramai ridotta all’osso, costretti alla clandestinità.

L’intento di Endo è chiarissimo. Innestare sulla possente intelaiatura di un romanzo storico riflessioni sull’intolleranza, la chiusura mentale del suo popolo e l’imperialismo europeo, servendosi al contempo di una scrittura di un nitore cristallino che valorizza la descrizione paesaggistica e l’introspezione psicologica. Il diario del missionario sembra una raccolta di appunti di un pittore intento a ritrarre l’anima del Giappone, le cui risaie, ridotte in paludi, paiono rappresentarne il cuore nero, avvizzito dalle persecuzioni e dalla miseria in cui versano non solo i cristiani clandestini, ma tutti i contadini piegati dall’iniquità sociale. Non bisogna dimenticare la data di uscita di questo romanzo, quel 1967 che precedette di un anno la contestazione studentesca. Anche in Giappone si verificarono moltissime proteste, all’insegna della denuncia dell’imperialismo statunitense in Vietnam e dell’ipocrisia della società nipponica, rinvigorita da un boom economico sorto sulle ceneri radioattive di Hiroshima e Nagasaki e favorito da quel nemico che, dall’altra sponda del Pacifico, trasmetteva il credo consumista, pronto a erodere le antiche radici di una cultura millenaria. Endo assorbì queste tensioni, riuscendo a traslarle in un romanzo che rifiuta il paradigma dello scontro di civiltà o la riduzione dell’appartenenza religiosa a mere ragioni socio-culturali, ricordando quella magnifica stagione di piogge di quattrocento anni prima in cui sia a un prete portoghese che a un misero coltivatore di riso sembrava possibile intravedere in quella terra lorda di sangue la speranza di un futuro di pace e mutuo rispetto.  

Recensione di Matteo Rucco

  • Shusaku Endo Cover

    (Tokyo 1923-96) scrittore giapponese. Laureatosi in letteratura francese a Tokyo, visse a lungo in Francia e viaggiò molto. L’ambiente familiare lo indusse ad abbracciare il cattolicesimo all’età di undici anni. Questo evento, vissuto drammaticamente, è alla base di molti suoi lavori: Silenzio (1966), Il samurai (1980) e numerosi racconti brevi sono ambientati a cavallo tra i secc. XVI-XVII, quando il cristianesimo, benché osteggiato con violenza dallo shogunato Tokugawa, cominciò a diffondersi in Giappone; in questo contesto si inseriscono vari suoi personaggi, la cui fede viene costantemente insidiata. Questa tematica è del tutto singolare nella storia della letteratura nipponica e ha suscitato ampie polemiche sia in patria sia all’estero.... Approfondisci
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