Silence (DVD)

Paese: Stati Uniti
Anno: 2016
Supporto: DVD

13° nella classifica Bestseller di IBS Film - Drammatico - Storico

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1633. Due giovani gesuiti, Padre Rodrigues e Padre Garupe, rifiutano di credere alla notizia che il loro maestro spirituale, Padre Ferreira, partito per il Giappone con la missione di convertirne gli abitanti al cristianesimo, abbia commesso apostasia, ovvero abbia rinnegato la propria fede abbandonandola in modo definitivo. I due decidono dunque di partire per l'Estremo Oriente, pur sapendo che in Giappone i cristiani sono ferocemente perseguitati e chiunque possieda anche solo un simbolo della fede di importazione viene sottoposto alle più crudeli torture. Una volta arrivati troveranno come improbabile guida il contadino Kichijiro, un ubriacone che ha ripetutamente tradito i cristiani, pur avendo abbracciato il loro credo.

Recensioni dei clienti

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    Salvo

    19/09/2018 23:19:55

    Capolavoro cinematografico capace di raccontare una storia drammatica. Il dramma non è tanto nel martirio fisico dei cristiani quanto in quello morale e spirituale. Viene presentato egregiamente il travaglio interiore di coloro che si ritrovano a scegliere fra Cristo e la propria vita. E' un film che riguarda la filosofia/teologia morale per cui sarebbe indicato anche per cineforum. Fino alla fine è pieno di sorprese, capovolgimenti, gioie e dolori. Due sono le frasi che mi ha portato alla mente e che ho usato come chiavi di lettura: "Il giudizio spetta solo a Dio" e "Ad impossibilia nemo tenetur" (nessuno è tenuto a fare cose impossibili). E' un film che lascia letteralmente in "silenzio", da quando l'ho visto non riesco a commentarlo... ti mette a tacere!

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    luca bidoli

    15/01/2018 19:38:44

    Un film duro, che non può lasciare indifferenti e che ci pone delle domande forti, sulla fede, sulla nostra identità, sull'identità altrui, sulla responsabilità che individuale, sul grado di sopportazione di fronte al dolore, alla sofferenza ed alla speranza. Un punto di vista, almeno per noi europei, straniante: non siamo, non eravamo il centro dell'universo. Con motivazioni sottili, in una razionale e ponderata visione del proprio tornaconto e della misura della propria civiltà, una classe egemone decide che il cristianesimo sia nocivo al paese. Si comporta di conseguenza, anche, soprattutto, con mezzi atroci. Il Giappone era, in parte è, ancora questo: una palude, e nella palude non germogliano i frutti, non prospera ciò che viene da lontano. La palude risucchia, trattiene, fagocita, anche con delicatezza e tempo. Non ha fretta. E mette alla prova. Un film di rara potenza e lacerazione, dove il bene occidente ed oriente si incontrano senza mai comprendersi del tutto, cercando, all'opposto, la sopraffazione e la assimilazione forzata e fasulla. Veritas filia temporis. Cos'altro aggiungere, che non appartenga già al silentium?

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    Frank Sato

    20/12/2017 23:00:08

    Seduto in visione di questa meravigliosa pellicola ti accorgi da un punto importante della storia che vorresti essere tu a dare risposte alle preghiere dei protagonisti. É questo quello che fa Silence, ti trasporta lentamente, spostandoti dalla poltrona, dal tuo giaciglio comodo, fino a trasferirti in un epoca lontana e dura. Condizioni di vita difficili e saltuariamente confortanti. Hai voglia di pregare ed inchinarti con loro per avere quella benedizione e sopratutto una risposta all'interrogativo a tratti quasi scoraggiante che viene fuori. Perchè Dio non risponde al dolore dei semplici uomini? gli attori sono subliminali, la regia, la fotografia ed i ruoli sono sapientemente raccolti in un opera che resterà per sempre impressa nella mente di chi lo ha visto.

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    Claudio Rapetti

    07/11/2017 20:55:16

    "Silence" è un film profondo e doloroso che merita di essere visto per più di una ragione. Prima di tutto perchè sa far riflettere su tantissimi temi, il più grande, ed è il vero senso profondo del film, è indicato proprio dal titolo: il silenzio. Un silenzio assordante, un assenza che inquieta e distrugge dall'interno il protagonista. All'ultimo realtà e delirio si confondono e rendono difficile la comprensione del messaggio finale del regista o forse questa scelta è fatta per lasciare la scelta a chi vede il film. Ma fanno capire una cosa: il personaggio centrale del film è un personaggio assente: Dio (come nella splendida "Chimera" di Vassalli). Poi vi è il tema del Bene e del Male che nel film da concetti assoluti si sgretolano nell'incertezza di dover scegliere in una realtà estrema e difficile. Un vero e proprio percorso di distruzione di ogni certezza nel più assoluto assordante silenzio. Aggiungiamo che la storia, anche se con personaggi di fantasia, racconta eventi veramente accaduti che è importante conoscere e che debbono far riflettere lo spettatore. Un film forte dove la violenza è tanta ma necessaria e non gratuita perchè la storia vera fu questo. Infine non si banalizza la posizione dell'altra parte (quella giapponese) e questo è importante. Un fim che consiglio vivamente anche se a un primo giudizio affrettato può sembrare una "propaganda" della fede cattolica.

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    Massimo

    07/07/2017 01:59:15

    Film bello, sporco e intenso.

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    tommaso

    22/05/2017 06:15:27

    Film magnifico,potente,profondo.

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Dio è morto? E se non lo è, perché sembra essere sordo, cieco e muto di fronte alla sofferenza umana? Quest’ultimo sarebbe uno spunto profondo per qualsiasi film, ma Silence di Martin Scorsese affronta senza paura il grande salto, in un crescendo vertiginoso che offre poche risposte ma pone tutte le domande giuste. Non è la prima volta che il regista – cresciuto in un ambiente cattolico praticante – affronta il tema della fede, avendolo fatto in precedenza sia in modo diretto (L’ultima tentazione di Cristo, Kundun) che implicito (Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno, Taxi Driver, Toro scatenato, Cape Fear – Il promontorio della paura), opere in cui il credo esplode nel sangue. Questo racconto sui missionari gesuiti è stato definito un progetto nato da una passione personale di Scorsese – un termine improprio, dal momento in cui questo grande regista americano non ha mai girato un film su un tema che non lo appassionasse. Quello che conta qui è che questo artista di 74 anni ha cercato di portare Silence sullo schermo dalla fine degli anni Ottanta, da quando ha letto per la prima volta l’omonimo romanzo del 1966 di Shusaku Endo, un giapponese convertito al cattolicesimo che ha visto qualcosa di profondo nella storia dei missionari portoghesi che hanno rischiato la vita per portare la parola di Dio in Giappone nel corso del XVII secolo.

Questa è la trama su cui Scorsese sviluppa la ricerca spirituale del suo necessario, indimenticabile film. Andrew Garfield, con gli occhi vivi di fervore, interpreta padre Sebastião Rodrigues; Adam Driver, con un corpo affamato che ricorda quello di un santo asceta, è coprotagonista nei panni di padre Francisco Garupe. Attraverso tali interpretazioni feroci e impegnate, viaggiamo verso est con i giovani sacerdoti alla ricerca di Padre Cristovao Ferreira, il loro mentore scomparso, interpretato da Liam Neeson. È nascosto e vive in clandestinità, è stato giustiziato oppure è sposato e vive nel peccato da buddista? L’ultima possibilità li riempie di terrore. Inesperti in tema di persecuzione religiosa, il Giappone sovverte il mondo e i sistemi a cui Rodrigues e Garupe sono abituati. I brutali signori feudali e i samurai al potere sono impegnati a stanare i cristiani e a convertire chi può salvarsi a patto che accettino di calpestare un yefumi, un’immagine rozzamente scolpita di Cristo. La resistenza può causare la morte per annegamento, combustione, crocifissione o accoltellamento, oppure l’essere semplicemente appeso a testa in giù e lasciato lentamente morire dissanguato sopra una fossa. Scorsese, che ha scritto la sceneggiatura con Jay Cocks (L’età dell’innocenza), non è solito sguazzare in questo immaginario violento, che utilizza solo per riflettere l’orrore dei sacerdoti a cui viene offerto di calpestare un yefumi per salvare le vite di altri.

L’introduzione del dubbio, soprattutto in Rodrigues, è un tema che funge da forza propulsiva per il film – due ore e quaranta minuti d’impegnativa spiritualità – che non sarà facile da vendere a un pubblico popolare diffidente dal fare un passo fuori dall’universo della Marvel. Scorsese ci incoraggia a esaminare i nostri sentimenti sulla fede e sulla redenzione. Neeson, che mostra in pieno il suo carattere nella parte finale del film, è notevole nel mostrare come Padre Ferreira concilia convinzione e dubbi su un Dio che sceglie di soffrire con gli uomini, piuttosto che porre fine alle loro sofferenze. Girato a Taiwan con l’occhio poetico del talentuoso Rodrigo Prieto (The Wolf of Wall Street), il film è una meraviglia tecnica ed espressiva. Se volete la prova che il montaggio può essere una forma d’arte, guardate ciò che Thelma Schoonmaker, collaboratrice di lunga data di Scorsese, è in grado di fare editando immagini capaci di dar vita a un dibattito riflessivo.

Tutte le interpretazioni sono di prim’ordine, con particolare lode agli attori giapponesi. Yosuke Kubozuka è eccezionale nei panni di Kichijiro, una figura alla Giuda che vuole aiutare i sacerdoti ma li tradisce continuamente per salvare la propria pelle. C’è un meritato rumorio da Oscar per l’interpretazione d’Issey Ogata nelle vesti d’Inoue, l’Inquisitore malvagio il cui spirito sornione parla al lato politico delle sue scelte spirituali. È Inoue che ordina la crocifissione di tre cristiani del villaggio su una spiaggia, ognuno dei quali viene soffocato dall’acqua con l’aumentare della marea. Come molte altre scene di Silence, anche questa è ricca di bellezza e terrore, rivolgendosi a un Dio silenzioso in contrasto con una squisita natura che, sullo sfondo, afferma l’esistenza di un potere superiore.

A tratti, il prete accerchiato interpretato da Garfield ascolta Cristo e parla per mezzo di lui: “Calpestato. È per essere calpestato dagli uomini che sono nato in questo mondo”. È una visione, una forma di compassione o di autoindulgenza? Scorsese ha affermato che Silence indaga “la necessità che la fede combatta la voce dell’esperienza”. Non vi è alcun dubbio in merito alla pertinenza del film in un mondo contemporaneo in cui il fondamentalismo e l’estremismo religioso sono in costante aumento. Scorsese, con una correzione rigorosa sulla complessità del suo soggetto, rifiuta di temperare la durezza del film con prediche o facili sentimentalismi. Il cielo e l’inferno, la natura bruta e la grazia, secondo Scorsese hanno lo stesso peso nel forgiare la fede così come il regista la vede.

Certo, Scorsese si sta spingendo troppo oltre. La maggior parte dei visionari lo fanno. Il destino di questo film dipenderà da ciò che aprirà o non aprirà in voi. Le questioni che solleva non sono destinate a essere assimilate facilmente, ma nessuno con una vera convinzione nelle possibilità e nei misteri del cinema, penserebbe di non andare a vedere Silence. Si tratta di filmografia essenziale dal credo di Scorsese, un maestro moderno che vive e respira attraverso le immagini che mette sullo schermo.

Recensione di Peter Travers


Una parabola quietamente potente che riesce a insinuarsi sotto le resistenze razionali per penetrare nell'inconscio di chi guarda

Trama
1633. Due giovani gesuiti, Padre Rodrigues e Padre Garupe, rifiutano di credere alla notizia che il loro maestro spirituale, Padre Ferreira, partito per il Giappone con la missione di convertirne gli abitanti al cristianesimo, abbia commesso apostasia, ovvero abbia rinnegato la propria fede abbandonandola in modo definitivo. I due decidono dunque di partire per l'Estremo Oriente, pur sapendo che in Giappone i cristiani sono ferocemente perseguitati e chiunque possieda anche solo un simbolo della fede di importazione viene sottoposto alle più crudeli torture. Una volta arrivati troveranno come improbabile guida il contadino Kichijiro, un ubriacone che ha ripetutamente tradito i cristiani, pur avendo abbracciato il loro credo.

  • Produzione: Rai Cinema, 2017
  • Distribuzione: Rai Cinema - 01 Distribution
  • Durata: 161 min