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Traduttore: R. Rambelli
Editore: Mondadori
Formato: Tascabile
Pagine: 502 p.
  • EAN: 9788804370987
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recensione di Rak, M., L'Indice 1992, n. 1

Il Manipolatore di questo romanzo è una spia che si trova alla fine di un'epoca di segreti e della sua visione del mondo terribile ma ad alta definizione: la Guerra Fredda con le sue regole di comportamento e le mappe delle forze in campo elaborate attraverso sofferenze, danari, violenze, attese e pazienze, come per altre guerre. Ma le spie sono spiazzate da realtà ancora indecifrabili: la Cooperazione impone nuovi rapporti tra i paesi e la Tecnologia rileva e registra tutto.
Il Manipolatore ha lavorato a rompicapi mettendo insieme frammenti eterogenei e dando loro un senso. Ma ormai si dubita dell'utilità del suo Ufficio di Simulazione, Disinformazione e Operazioni Psicologiche. Il Manipolatore ascolta, prima di essere allontanato, il racconto di tre vicende esemplari in tre luoghi ex caldi (Berlino est, Libia, Caraibi). In esse si è rivelato decisivo il suo "pensiero laterale" che combina quanto è visibile e calcolabile (i dati, le notizie) con quanto è avvertibile nel sottofondo come un disegno nascosto che ridispone in altro modo tutti i documenti e ne svela il senso. Le menzogne hanno una caratteristica: prima o poi sono note a tutti. A differenza delle verità che sono di materia più impalpabile e insoddisfacente. Il Manipolatore deve sapere molto sulle varie ragioni dello spiare e del tradire: risentimento, ideologie, mancate promozioni, odio verso i superiori, vergogna per insolite inclinazioni sessuali, timore di tornare a casa senza soldi, intolleranza per corruzione e nepotismo. Il Manipolatore deve essere in grado di muoversi in quel territorio d'ombra che separa ogni verità da ogni menzogna. Deve sapere interrogare chi è abituato a simulare, che può mentire al poligrafo o macchina della verità, non a chi sa decifrare un battito di ciglia. I più complessi dispositivi di sicurezza e di osservazione si rivelano inadatti a queste sottigliezze. In questo romanzo le spie hanno l'età del diavolo e della saggezza, quasi la cinquantina, e hanno qualche difficoltà a capire perfino sé stesse quando siano state simulatrici di professione. In ogni caso non vogliono essere spossessate del loro territorio: il segreto che è lo stesso spazio della verità.
È un romanzo che racconta anche di un aspetto di questo tipo di scrittura. La cura dei dettagli deve essere assoluta ("ci sono troppi lettori in grado di riconoscere le imprecisioni di un testo"). Il romanzo di spie prevede un piacere particolare, quello di verificare sui giornali che quanto si legge non è puro divertimento ma informazione. Il lettore sotto stress, che è il maggior consumatore di questi romanzi, trova così le ragioni per leggere, in fondo si tratta quasi di lavoro. In questo sofferto romanzo sulle trasformazioni del mestiere le buone vecchie spie hanno meno lavoro, suggeriscono che questa faccenda della distensione potrebbe anche essere una menzogna di poca durata, forse sperano di essere mandate in missione contro altri nemici - la mafia, la droga, la violenza. Sarà difficile: in certi paesi gli amatori di questo tipo di merci e stili di vita tendono a occupare le istituzioni e a dotarsi di adeguate spie e polizie.

Recensioni dei clienti

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    maurizio

    25/10/2010 20:06:33

    Rileggo sempre questo libro,anche recentemente, e, malgrado sia composto non da una storia lunga, ma da più racconti - non brevi - Forsyth,riesce a dare suspance e giocare al suo gioco preferito, che è quello delle spie occidentali contro i sovietici.IL Maestro è bravissimo a regalarci emozioni anche con racconti che son più brevi di quelli con cui ci ha abitualmente intrattenuti.La unica delusione con il maestro l'ho provata con " L' Afghano " libro da evitare, ma leggerò quanto prima " IL Cobra ". Qui invece troviamo un agente che deve far passare documenti dalla Germania Est a Londra,poi smascherare un doppiogiochista russo passato negli Usa,poi combattere contro il terrorismo islamico affiliato a quello Nord Irlandese,ed infine i Caraibi,forse l'unica delle quattro missioni del Capo dello Ufficio Simulazioni,che ribadisco,non affascina.Per il resto un F.F.in ottima forma,da leggere e rileggere,insieme ad " IL Negoziatore " e gli altri suoi classici. Ottima,lettura da fare,per gli appassionati.

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    wehrkelt

    27/07/2010 19:52:54

    Il mestiere resta e Forsyth si legge sempre volentieri. Ma il libro nel suo complesso è deludente. In pratica, una serie di racconti la cui durata, ovviamente, non consente le solite storie mozzafiato e intriganti dell'Autore. Insomma, il peggior Forsyth che abbia letto.

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    Francesco

    11/01/2010 14:55:20

    Forsyth è talmente bravo che i suoi lettori tendono a darlo per scontato. Ouesto penso sia l'unico "difetto" dell'autore: un talento e una credibilità tali da pretendere da lui l'impossibile. A parte "Icona", a mio giudizio il più debole e il meno forsythiano, tutti gli altri suoi romanzi viaggiano su un livello abbondantemente sopra la media. Quindi si può scegliere un suo qualsiasi romanzo ed essere sicuri che sarà una lettura che appassiona anche il lettore più esperto di questo genere. Il Silumatore è probabilmente il romanzo che più si avvicina, per trama e stile, al modo in cui approccia il genere spionistico John Le Carrè. Le diverse storie in cui si articola il libro, accomunate soltanto dalla presenza del protagonista, sono tutte ben costruite ed interessanti.

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    maurizio

    02/03/2009 17:39:13

    Si tratta di quattro racconti relativi a quattro missioni di un buon agente inglese;i primi tre son molto belli,nel solco del migliore forsyth,mentre l'ultimo non prende.Lo sciacallo è il top per tale autore e vale 7/5,mentre questo è al livello del quarto protocollo,l'alternativa...,icona etc. Comunque molto bello nel gioco inglese,russo, americano;c'è il sapore tutto dei bei libri di spionaggio come se ne scrivevano una volta ed oggi purtroppo non più;bello.

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    davide

    09/09/2004 18:25:13

    Ottima la caratterizzazione del personaggio, punto di forza dell'autore, un po' decadente e pessimista la cornice..

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    riccardo

    24/06/2004 17:25:39

    Bello al 50%, pessimo nel resto.

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