Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 14 ottobre 2010
Pagine: 190 p., Brossura
  • EAN: 9788815138583
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Descrizione
Facebook, MySpace, Twitter, Linkedln sono ormai termini entrati nel lessico quotidiano e sempre più spesso capita di sentire persone che ci chiedono se abbiamo una pagina su Facebook o se siamo iscritti a questo o quel gruppo. I social network sono dunque una moda o qualcosa di duraturo? Se non sono una moda, che effetti hanno sulle nostre modalità di relazione? Sono utili o costituiscono una perdita di tempo? Questo volume affronta il fenomeno dei social network: come sono nati e come si sono evoluti, quali effetti hanno prodotto sulle relazioni e sull'identità delle persone. Un'opera accessibile e informata per comprendere a fondo un fenomeno ormai così diffuso da non poter essere ignorato.

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I social network sono un tema d'attualità: ne parlano i Tg e gli adolescenti all'uscita da scuola. Proprio per questo sono necessari testi che vadano oltre le rappresentazioni mediali e le chiacchiere da bar, per mettere in luce problematiche e opportunità delle nuove tecnologie di comunicazione. Giuseppe Riva, con il suo I social network, si propone proprio di rispondere alle domande che ogni cittadino si pone di fronte al successo di siti come Facebook e Twitter. Sentendo parlare dei dieci milioni di italiani iscritti a Facebook, viene naturale domandarsi se i social network siano una moda passeggera, un nuovo canale che espande le opportunità di comunicazione o una perdita di tempo. Riva non ci consegna una risposta definitiva a tale quesito, perché le tecnologie non determinano effetti univoci, ma offrono "opportunità" (affordance) che possono essere utilizzate in modo differenziato dagli individui per rispondere ai propri bisogni. Innanzitutto, i social network devono essere interpretati come un'"interrealtà", un nuovo spazio sociale che permette di "far entrare il virtuale nel nostro mondo reale e viceversa, offrendo a tutti noi uno strumento potentissimo per creare e/o modificare la nostra esperienza sociale". Proprio l'uso del termine "virtuale" è tuttavia una delle poche note negative del saggio. Nel senso comune tale aggettivo è infatti utilizzato in accezione dispregiativa o di diffidenza, per contrapporre le esperienze del mondo digitale a quelle del mondo offline, che viene qui e altrove indicato come "reale". Tuttavia il concetto di "virtuale" indica "qualcosa che esiste in potenza e non ancora in atto". Quindi il mondo digitale non deve essere messo in contrapposizione al mondo reale, in quanto identità, relazioni ed emozioni esperite online sono reali a tutti gli effetti. Nonostante tale imprecisione, nel proporre il termine "interrealtà", Riva ci mette a disposizione un'utile strumento per comprendere opportunità e problematiche che derivano dalla natura ibrida e dinamica delle nuove reti sociali emergenti dall'interazione tra relazioni online e offline. Interagendo all'interno dei social network gli individui possono sperimentare ruoli e identità scegliendo quali aspetti di sé comunicare e valorizzare (impression management). All'interno dello sviluppo individuale la sperimentazione identitaria è un fattore estremamente rilevante e la creazione di sé possibili online può favorire il self empowerment attraverso cui gli individui valorizzano le proprie potenzialità. Inoltre la costruzione di una rete di contatti consente di rafforzare i "legami deboli", ovvero le relazioni con persone incontrate occasionalmente o a scopi strumentali, che consentono di aumentare il "capitale sociale" e di espandere gli orizzonti esperienziali. Esistono tuttavia anche rischi legati all'uso dei social network, come quelli relativi alla privacy. I dati personali condivisi online sono infatti usati a scopi professionali al di fuori del controllo dei singoli individui, ad esempio da parte di inserzionisti commerciali o di agenzie di collocamento. I social network offrono dunque opportunità di empowerment ma, al contempo, mettono gli utenti di fronte a potenziali rischi di cui dobbiamo essere consapevoli. Testi scientifico-divulgativi come il saggio di Riva possono aiutare non solo studiosi ma anche comuni cittadini ad acquisire tale consapevolezza. Agnese Vellar