Recensioni La società signorile di massa

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    17/01/2021 23:42:37

    Libro basato in gran parte su pregiudizi e moralismo spiccio da parte dell'autore, che mischia con dati sparsi a casaccio per dare al tutto una parvenza di serietà. Non consigliato.

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    19/10/2020 10:52:50

    Ottima analisi: acuta, documentata e stimolante. Forse la piu' originale interpretazione della societa' italiana degli ultimi decenni. MI piacerebbe che da questo "sasso nello stagno" nascessero riflessioni, critiche, approfondimenti da parte di altri sociologi ed economisti nostrani.

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    17/05/2020 14:36:48

    Ne consiglio la lettura. È un’analisi precisa e per certi versi spietata dell’Italia di questi anni. Non è una denuncia, ma una raffigurazione rigorosamente documentata di una nuova organizzazione sociale.

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    12/05/2020 10:29:50

    Un ottimo spaccato sullo stato socio-economico dell'Italia che apre la riflessione a tanti aspetti della nostra società e le mancate reazioni economiche-culturali che la politica non riesce a mettere in campo per ribaltare alcuni indicatori decisamente preoccupanti. Lettura scorrevole e ben corredata da informazioni numeriche per la comprensione del contesto.

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    12/05/2020 07:05:18

    pur non essendo personalmente d'accordo con alcune delle tesi e' un buon punto di partenza per analizzare la societa' italiana

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    11/05/2020 20:49:23

    Una società signorile di massa (SSM) è caratterizzata da consumi opulenti, ristagno economico e prevalenza degli inoccupati. Oltre la metà dei cittadini consuma quote di Pil che non contribuisce a formare. Un po’ come, un tempo, facevano i nobili, i guerrieri e il clero. L’Italia è un modello perfetto di SSM. Altre società europee ne hanno solo alcuni tratti. Israele (sommando crescita economica, maggioranza di occupati ma consumi non opulenti) ne è l’antitesi. In Italia un’elevata ricchezza finanziaria delle famiglie coesiste con la crisi del sistema educativo (oltre il 30% dei giovani fra 25 e 30 anni sono NEET) e con una infrastruttura para schiavistica formata da circa 3 milioni e mezzo di persone, in prevalenza immigrati, che eroga servizi a famiglie e imprese svolgendo lavori pesanti, ipersfruttati e privi di garanzie legali. I redditi provengono meno dal lavoro e più da rendite e trasferimenti assistenziali; lo spazio del lavoro è eroso dai consumi e dallo svago. Per il consumo di stupefacenti, che coinvolge 8 milioni di persone, si spende più che per l’istruzione. Idem per il gioco d’azzardo, che nel 2018 è costato 107,3 miliardi di euro (quasi quanto si spende per il finanziamento di tutta la Sanità o per la spesa alimentare). La rete è usata più per lo svago che per lo studio. Siamo dunque “un paese che non studia, non legge e gioca”. Può una SSM tenersi in equilibrio con poco lavoro, molto benessere e nessuna crescita? No. Lo impediscono: una sempre minore produttività del lavoro (causata anche dagli eccessi di normazione); l’enorme debito pubblico; l’incipiente contrazione del risparmio che, insieme all’allungamento della vita, erode le riserve. Tutti fattori, aggiungiamo, sui quali graveranno i nuovi costi legati all’emergenza sanitaria da Covid-19. Lettura da consigliare, anche se ci pare non sia indagato quanto la globalizzazione abbia inciso, spostando quote di lavoro e di ricchezza verso l’est del pianeta, sugli aspetti occupazionali.

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    27/04/2020 16:11:50

    Sarò banale ma lo hanno già detto altri quindi è possibile che io sia obiettivo: questo libro andrebbe fatto leggere agli studenti delle scuole superiori; visto che saranno loro quelli più direttamente coinvolti. E già che ci siamo andrebbe fatto leggere ai politici di ogni ordine e grado. E già che ci siamo anche agli insegnanti. E ai genitori. Testo semplice, comprensibile da tutti e per questo ancora più efficace. Testo difficilmente attaccabile da chi la pensa diversamente perché farcito al punto giusto di dati e riferimenti ufficiali. Testo che fa male al cuore e alla pancia ma non può non essere condiviso dal cervello.

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    04/04/2020 10:31:57

    Da leggere e meditare assolutamente.Da sviluppare la constatazione dei 200MLD di evasione fiscale che se eliminati farebbero venire meno tutte le preoccupazioni in sede europea.Il disastro finanziario in cui si trova l'Italia è colpa anzi DOLO di tutta la classe politica che ha permesso la detta evasione.

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    LR
    17/02/2020 11:53:04

    Considerazioni sconcertanti... ma vere. D'altronde non si spiega altrimenti come mai l'impiegato appena assunto va in giro con la macchina ultimo modello mentre l'avvocato di cinquant'anni ha la panda... e questo, tanto per iniziare...

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    29/01/2020 17:42:36

    Ottimo, convincente perché si basa sull'analisi dei dati

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    28/01/2020 12:51:29

    Piacevolissimo per chi come me è un tecnico, trovare le conferme e scoprire nuove realtà fondate su basi statistiche e non filosofiche da un eccellente tecnico di cui ho apprezzato anche il pensiero ...

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    27/01/2020 15:11:01

    Ingredienti: uno stato ricco di contraddizioni tra crisi e benessere, una società anomala fatta di pochi che lavorano e molti che consumano, i pilastri su cui si regge un sistema in equilibrio precario, il futuro incerto di un paese sempre più vecchio. Consigliato: a chi vuole un ritratto cinico della nazione più individualista d’Europa, a chi cerca cause e conseguenze dei NEET.

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    11/11/2019 13:21:37

    Straordinaria visione della società italiana, condivisibile praticamente in toto, una valutazione obiettiva, lucida e talvolta cinica di quello che accade nel paese Italia. Un libro che per me ha rappresentato una crescita ( ho quasi 60 anni) e che mi ha consentito di apprezzare anche i numeri di una crisi che dura da anni. Inoltre nonostante si tratti di argomenti ostici essi sono resi facilmente fruibili anche da non addetti ai lavori.

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    29/10/2019 20:10:45

    L'Italia è l'unico paese con una società signorile di massa. Per essere società signorile di massa bisogna rispettare otto parametri: Più inoccupati che occupati, ricchezza elevata, stagnazione dell'economia, alta presenza di Neet, diseguaglianza nella allocazione del lavoro, alto peso del tempo libero nella vita, molti anziani e infine pochi figli per donna fertile. Altri paesi si avvicinano, ma nessuno ancora ci raggiunge. Per questo l'Autore contesta chi continua a fini elettorali a riempirci la testa di paese povero, in cui la disuguaglianza è enorme, in cui milioni di persone sono privi dei più elementari diritti, dove la disoccupazione non permette una vita dignitosa. La realtà è che la povertà interessa poco più del 5% delle famiglie considerando anche quelle immigrate.

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