DISPONIBILITA' IMMEDIATA

Sofia si veste sempre di nero

Paolo Cognetti

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Minimum Fax
Formato: EPUB
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 486,98 KB
  • EAN: 9788875214661
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 8,99

Punti Premium: 9

Venduto e spedito da IBS

EBOOK
Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

"Sofia si veste sempre di nero" è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di "Manuale per ragazze di successo" e "Una cosa piccola che sta per esplodere". Nei suoi racconti, Cognetti ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l'universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent'anni di storia: dall'infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all'adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, Cognetti ci regala il ritratto di una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada.
3,8
di 5
Totale 20
5
7
4
4
3
7
2
2
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Chiara

    23/09/2018 20:35:52

    “Sofia si veste sempre di nero” è - insospettabilmente dal titolo - una raccolta di racconti. Più che parlare di Sofia, Cognetti ha parlato della sua storia, delle sue radici, del mondo in cui è cresciuta. I suoi affetti hanno molto più peso in questo libro di quanto ne abbia Sofia, che ricalca un po' la cosiddetta “pixie manic dream girl”; questo stesso concetto a me dà fastidio, è una maniera riduttiva per catalogare dei personaggi femminili che risultano talvolta bidimensionali. Sofia è un po' bidimensionale, ma Sofia sembra essere più che altro un tramite per raccontare un'immagine. A me ha dato l’impressione di suggestioni dal film di “Colazione da Tiffany”: l'idea di una donna che sappia avvolgere intorno a sé le vite e i destini di molte persone, riuscendo poi a sfuggire e svicolare. Però ne esce un racconto di affetti che funzionano male, un po' come un manuale di fallimenti personali, in una luce grigia, nostalgica, come di chi se ne sia già fatto una ragione. Se dovessi indicare un libro che esprima bene la generazione degli attuali trentenni, penserei subito a questo.

  • User Icon

    Gabriella

    01/08/2017 21:24:33

    Primo libro di Cognetti che leggo e devo dire che come immaginavo é una lettura piacevole e leggera. Storia sicuramente poco originale che però ha di originale la protagonista Sofia Muratore. Ragazza sopra le righe da cui apprendiamo il mondo che la circonda e il suo modo particolare di affrontarlo. Scrittura scorrevole e "spezzettata"interessanti I cambi di narrazione, sicuramente uno stile un pochino stringato e povero ma in linea con la storia raccontata.

  • User Icon

    Emanuela

    17/11/2016 12:54:27

    Di Paolo Cognetti mi piace la scrittura: asciutta, pulita e con qualche punta di lirismo. Meno mi piacciono le storie che sceglie di raccontare... In questo caso, nonostante una bella struttura narrativa (dieci racconti che costruiscono una figura femminile come in un puzzle), le storie sono piatte e stereotipate. Noioso e quasi irritante in alcuni capitoli. Piu dinamico e poetico in altri. Ma in media non e' affatto un libro imperdibile. Peccato, speravo meglio.

  • User Icon

    Francesco Cutrì

    18/08/2015 13:34:49

    Devo essere sincero, non lo conoscevo o, meglio, ne avevo sentito soltanto parlare, ed avevo anche letto una sua introduzione ad un libro di Andrè Dubus. Paolo Cognetti, scrittore emergente, ho terminato di leggere Sofia si veste sempre di nero, e sono rimasto sconvolto. E' un libro bellissimo. Sono dieci storie collegate tra loro da un filo sottile: Sofia. Sono dieci pezzi di un puzzle che, una volta incastrati, formeranno un perfetto mosaico, sulla, vita, la morte, il dolore, l'amore. E c'è di tutto, la madre insoddisfatta e psicolabile, il padre chiuso nel suo egoismo, stacanovista, e che sovrappone due immagini di donna nell'assurdo tentativo di farne e di amarne una sola, la zia coraggiosa che viene dalla lotta armata, che ha vissuto pagine importanti della storia d'Italia sulla propria pelle, e che oggi vive con coraggio la propria solitudine. E sopra tutto e tutti, Lei, Sofia, che percorre il sentiero della vita, come può, come sa. E' una lunga poesia, è la vita, che non è né bella e né brutta, ma entrambe le cose. Leggetelo amiche ed amici, vi resterà nel cuore.

  • User Icon

    alex

    09/04/2015 14:05:43

    E' un libro strano e io alla fine non so nemmeno se mi è piaciuto poco, abbastanza o molto. Strano, no? Il capitolo finale è sicuramente il migliore: poetico, intenso, profondo. Il resto mi è parso un romanzo d'esordio, e forse lo è chissà, che mi farebbe dire all'autore se ne avessi l'occasione "Il materiale è buono, sai scrivere, provaci ancora e vedrai che la prossima volta ti verrà meglio".

  • User Icon

    valentina

    10/02/2015 10:13:22

    è stata una piacevole conferma. mi piace lo stile di cognetti. è un buon libro!

  • User Icon

    Borromini

    31/12/2014 00:25:29

    Tirare in ballo Carver e Salinger mi sembra un po' eccessivo. Capisco il marketing, ma non bisogna scomodare i maestri di fronte a un'opera del genere.

  • User Icon

    vanni macori

    10/07/2014 18:09:35

    L'ho acquistato questa mattina, su consiglio del mio libraio, lettore fortissimo. Si fidi - mi dice. In genere mi fido di chi legge libri! Lo apro e leggo "Una notte l'infermiera si affacciò alla finestra del reparto e vide il furgone di lui fuori sall'ospedale." Come si fa a scrivere "il furgone di lui" solo per evitare che si pensi che il furgone è "di lei". (Di lei? Il furgone dell'infermiera?). Chiedo scusa al giovane scrittore e al suo curatore editoriale, ma ... e gli vide il furgone fuori dall'ospedale .. non poteva essere la soluzione più giusta? Registro basso, concordanza a senso. O no? Poiché mi fido del mio libraio, continuerò a leggerlo, fino alla fine.

  • User Icon

    Monica

    22/06/2014 21:33:09

    Libro ben scritto, ma che non mi ha preso più di tanto. Scontro generazionale, problemi di crescita,una madre disturbata, insomma è la trama, più che i personaggi, a non avermi conquistata

  • User Icon

    Fabio Marchioni

    03/02/2014 10:40:09

    Scritto è ben scritto, senz'altro. Meno convincente è la vicenda che perde forza mano a mano che si procede nella lettura. Può anche essere che sia un fatto voluto, ma non mi convince a fondo. Un po' come tanti film contemporanei che alla fine lasciano sospesa una domanda, tanto banale quanto decisiva: e quindi?

  • User Icon

    Alice N.

    21/10/2013 10:27:07

    Il libro trovo sia scritto molto bene, con passaggi decisamente lirici e da non dimenticare. Lo consiglio vivamente a chi ha voglia di leggere un buon libro scritto da un giovane italiano.

  • User Icon

    Umberto Mottola

    01/07/2013 18:19:15

    Un buon romanzo, scritto bene e che si legge piacevolmente.

  • User Icon

    Gian Maria

    23/05/2013 11:31:03

    Se non fosse un finalista Premio Strega potrebbe anche meritare 3, ma a questo si è ridotto il premio? Una storia banale e noiosa, ancora con quell'epos familiare che ormai dopo "La meglio gioventù" ha solo un valore epigonico; un linguaggio piatto che non si solleva di un millimetro dal dialogo al supermercato; un intreccio che mira all'originalità (cambi di narratore) ma risultando del tutto artificioso. Un libro che potrebbe anche andare per una lettura distratta, ma finalista allo Strega certo no. Anche se la nuova giuria popolare in fin dei conti serve proprio a questo, a livellare le scelte sulla massa e quindi a fare mercato. Mah...

  • User Icon

    Massimo F.

    16/05/2013 16:29:49

    Ottimo lavoro, anche se non un CAPOlavoro. La modalità dei racconti, che è solo un meccanismo per raccontare gli stadi evolutivi della vita della protagonista, funziona piuttosto bene. L'autore riesce a trasmettere emozioni e la figura di Sofia resta ben impressa nella mente del lettore. Perdonabilissimo qualche passaggio un po' scontato. Da leggere.

  • User Icon

    Antonio

    19/04/2013 12:55:45

    Quattro. Quattro è un numero che per me vuol dir che il ragazzo è bravo. Non dico Cinque per un qualche motivo mio - soggettivo, e mio - e soprattutto per essere onesto; per dare un messaggio; per dire che è bravo, 'sto Ragazzo, che mi sta pure simpatico, cazzo, e che secondo me merita di essere letto da molti. Quel numero, il Quattro, per me lo merita tutto perché magari meriterebbe pure di più - se la scala fosse diversa - che c'è della gran voglia di scrivere, e della gran voglia di dire, e di essere onesti, quella gran voglia che riga le pagine di questo romanzo di racconti. Un gran bel romanzo; gran bei racconti. Per quel che mi riguarda, Quattro è un numero che ti fa sentire le parole schioccare con la lingua, quando lo leggi. Lo schiocco lo puoi fare più o meno secco: è molto secco se leggi Carver o Yates e robe così; qui è è uno schiocco bello pieno ma più dolce, eh. Dico Quattro perché ho usato quei due ragazzi sopra come unità di misura per il motivo che li sento che sono dei riferimenti importanti - che poi ce ne saranno pur altri cento, eh, di buoni riferimenti. Ma questo è il mio motivo per il Quattro, che è un numero, solo un numero. Apprezzo questo libro da come mi fa schioccare le parole in bocca, mentre le leggo nel cervello. Le schiocco, non ci sono santi è da Quattro bello pieno, e il Quattro, qui, mi piace. Sì - qui - Quattro è un buon numero, un numero onesto, un numero che sarebbe Otto se usassimo un'alra scala, quella di legno, non quella di pixel - forse Otto e qualcosa. Ma qui, il mio numero è Quattro. E Quattro è un buon numero per questo buon Romanzo. Se lo consiglio?: ovvio che sì. Anzi, lo rileggo appena posso, e spero che abbia il successo che merita perchè, ragazzi, qui le parole di 'sto Cognetti mica son buttate lì. Qui le parole ti schioccano nel cervello. E ce n'è di buone, lì dentro, di parole. Mi sa proprio di sì, che ce n'è di molto belle. Già.

  • User Icon

    Ianì

    05/02/2013 12:52:28

    Di solito i racconti non mi lasciano nulla, questo romanzo fatto di racconti che compongono i 30 anni di Sofia Muratore mi e' piaciuto molto! Complimenti allo scrittore.

  • User Icon

    vitaliano

    18/12/2012 17:48:15

    la dimensione principale della vita oggi è la precarietà.Che è poi la vita di Sofia che quando decide di andarsene volta le spalle e va senza apparente esitazione.Al punto da apparire cinica o semplicemente immersa nel suo presente.Al punto da non sapere se andrà verso il sud o passerà a salutare sua madre.O sarà espulsa dagli Stati Uniti perchè non in regola col permesso di soggiorno.Bellissima metafora sulla precarietà.Bersaglio centrato.

  • User Icon

    Alice

    17/12/2012 07:44:10

    Leggendo questo libro ci si avvicina al mondo di Sofia in punta di piedi, a volte sbirciando dalla finestra, a volte sedendosi in salotto con lei. Bellissima la scrittura di Cognetti, mai banale, semplice e sorprendente. Uno dei migliori libri italiani che io abbia letto negli ultimi anni.

  • User Icon

    Paola

    26/11/2012 14:32:42

    È una storia speciale. Di quelle che ti restano nel cuore e alle quali ogni tanto ripensi. La scrittura è pulita, stringata,incisiva e straordinariamente elegante pur nella sua voluta semplicità.Per me questo libro è uno dei più bei romanzi che ho letto quest'anno.

  • User Icon

    Napalm

    31/10/2012 19:39:50

    Questa libro ha una voce dentro che ti porta a credere che li fuori esistono mille cose ancora da fare e da scoprire, che ogni caduta è semplicemente una opportunità piu grande.

Vedi tutte le 20 recensioni cliente
  • Paolo Cognetti Cover

    Nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due.Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Insieme a Giorgio Carella è fondatore della casa di produzione cameracar.Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L'attimo fuggente, nel 1992.Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti.Autore di alcuni documentari - Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo - che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria.Per... Approfondisci
| Vedi di più >
Note legali