Il sogno del ragno. Via da Sparta - Carlo Menzinger - copertina

Il sogno del ragno. Via da Sparta

Carlo Menzinger

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Editore: PSEditore
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 settembre 2017
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788899993603
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Il sogno del ragno. Via da Sparta

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Nulla è scontato. Se oggi il mondo fosse dominato da Sparta tutto sarebbe diverso. Attraverso il violento e spietato impero di Sparta, che, in un universo divergente e alternativo, ai giorni nostri domina metà del pianeta, la schiava Aracne fugge all'inseguimento di un sogno, della libertà e della vita per sé e per il bambino che porta in grembo. Nell'impero di Sparta, oggi, in metà del mondo, uomini e donne vivono separati, sesso e amore sono divisi da come li conosciamo, persino gli abiti sono considerati un lusso inutile, i malati e i vecchi vengono uccisi, il denaro e le comodità moderne non esistono, la guerra non ha mai fine, l'arte è quasi inesistente, la meccanica è ai suoi inizi, l'elettronica non è neanche immaginabile, ma la genetica ha fatto grandi passi avanti e Sparta persegue la selezione della razza. Riuscirà una ragazza di diciassette anni, violentata e condannata a morte, a trovare la sua strada per salvare se stessa e suo figlio in fuga attraverso un mondo ostile che non conosce? Riuscirà, nella capitale sotterranea di questo impero, una ricca studentessa a realizzare il suo sogno di una città diversa?
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    Giuseppe C.

    14/09/2019 10:19:50

    Se mi fosse capitato occasionalmente in mano (propostomi da un amico) probabilmente non avrei mai pensato di acquistare questo libro, non fosse altro che per la veste editoriale, che è decisamente di livello molto basso e non alletta certo il lettore. Ma questo non è imputabile, ritengo, all’autore che invece può fregiarsi di questo titolo a buon diritto, a differenza di molti sedicenti scrittori che farebbero bene ad optare per altre attività, senza invadere il mercato librario con un sacco di immondizia (letterariamente parlando). Penso di essermi approcciato in qualche modo e quasi tutti i generi letterari, ma questo è stato il mio primo incontro con un romanzo “ucronico”. Un incontro decisamente positivo, perché la storia narrata è piacevole, scorrevole, ben concepita e ben definita; con risvolti interessanti e messaggi sostanzialmente positivi. Immaginare un mondo diverso da quello che conosciamo, perché ad un certo punto la storia ha avuto un risvolto diverso, non è semplice e dovendo far collimare le condizioni geopolitiche, antropologiche, sociali, religiose, ecc., che la fantasia genera, con i presupposti storici, si rischia di proporre situazioni o condizioni poco plausibili o incongruenti. Nel libro in oggetto l’autore non sfugge a questo rischio e alcuni tratti danno adito a dubbi o perplessità, ma nel complesso il libro è sicuramente ben strutturato, ben scritto e degno di essere letto e apprezzato... e (ripeto) meriterebbe un’edizione migliore.

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    raimondo

    23/04/2019 15:15:10

    Ambientato in un mondo immaginario quanto realistico, Via da Sparta descrive la fuga verso la libertà della giovane Aracne, sicuramente il personaggio più "forte" (benché non l'unico degno di menzione). Brillante e ricco di spunti, è un libro per tutti che narra una storia credibile e avvincente. Sicuramente da consigliare

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    Marcovalerio

    10/02/2019 19:51:49

    Considerando i romanzi di Carlo Menzinger “Il Sogno del Ragno” e “ Il Regno del Ragno”, credo che si possa parlare di un unico romanzo (in quanto il secondo è il naturale seguito del primo, mentre entrambi fanno parte di una trilogia). Mi è piaciuta molto l’idea di un’ipotetica espansione di Sparta, la quale, col suo potentissimo impero conquisterà mezzo mondo nel corso dei secoli, rivoluzionando completamente la storia che tutti noi conosciamo. Partendo da una realtà storica oggettiva Menzinger sviluppa quindi una realtà divergente ben costruita e ben congegnata che, dal mio punto di vista, il lettore non deve faticare ad accettare. Essendo un genere che a me piace, ho personalmente trovato entrambi i romanzi particolarmente interessanti, capaci di catturare e di mantenere viva la mia attenzione fino alla fine. Per questo non vedo l’ora che esca anche il terzo volume, del tutto convinto che non mi deluderà.

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    Carla

    09/01/2018 08:38:50

    Cosa sarebbe accaduto se più di 2000 anni fa Sparta non fosse stata sconfitta da Tebe e avesse avuto la possibilità di espandersi tanto da conquistare buona parte dei territori che ora chiamiamo Europa del sud? Cerca di immaginarlo - e lo fa in modo molto realistico - Carlo Menzinger di Preussenthal ne Il sogno del ragno primo romanzo della trilogia ucronica Via da Sparta, ricreando una realtà alternativa alla nostra in cui si muove la protagonista della storia, Aracne. Siamo in un'epoca che per datazione dovrebbe corrispondere ai nostri giorni, ma in un mondo completamente diverso da noi perché la storia si è svolta in tutt'altro modo: Sparta, dopo avere vinto su Tebe, ha distrutto Atene e la sua cultura, ha impedito l'espansione dell'Impero Romano e ha conquistato tutta l'area del Mediterraneo imponendo i propri principi violenti e guerreschi: non esiste la famiglia tradizionale, uomini e donne vivono separati, è condannato l'uso degli abiti e sono considerate da deboli - quindi emarginata - la pratica della cultura e dell'arte, le attività che elevano la mente e non riguardano la materialità, il benessere. Non esistono vecchi e malati perché vengono eliminati, così come i bambini deboli o con disabilità. Un mondo duro e brutale in cui la vita degli iloti, coloro cioè non d'origine spartana, è ancora peggiore perché sono schiavi. Aracne è una giovane ilota che, rimasta incinta dopo una violenza, pratica che viene incoraggiata invece di essere condannata, decide di fuggire dai territori di Sparta per poter crescere il suo futuro bambino in un luogo libero. Ne ha sentito parlare, sa che al nord la vita è molto diversa, anche se non è certa che sia la verità o si tratti solo di una leggenda. Ma sceglie di rischiare e parte per un viaggio che non sarà né facile né privo di pericoli. Il romanzo scorre veloce e coinvolgente, sia per l'intreccio in sé che per il modo in cui l'autore ha "costruito" la realtà distopica in cui la vicenda si svolge.

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    Nadia Bertolani

    04/12/2017 20:06:28

    Se la misura di una civiltà è data dalla condizione delle donne che la vivono, che questa civiltà appartenga al presente o al passato o, ancora, a un tempo che “non ha luogo”, ecco che le magnifiche protagoniste di “Il sogno del ragno”, primo di una promettente trilogia intitolata “Via da Sparta”, ci dicono molto di questa misura. Aracne, Cliternestra e Nimphodora sono le tre figure femminili che costituiscono il perno di questa storia avvincente; l’unico elemento che hanno in comune è l’appartenenza al grande Impero di Sparta, ma mentre Aracne è una schiava, Cliternestra è una donna potente e sua figlia Nimphodora una studentessa sognatrice. La prima vive a Neapolis, le seconde a Lacedemone. Il loro inevitabile incontro avverrà solo nelle ultime pagine e instillerà nel lettore il desiderio di conoscere il seguito della storia, ma è soprattutto la fuga di Aracne e la serie incredibile di avventure e disavventure che la riguardano a regalarci quelli che sono i veri “temi” di questo racconto molto particolare: non si tratta, infatti, di un romanzo storico, ma di un’ucronia cioè di un’invenzione, di una fantasia, di una costruzione di un mondo che non c’è che ci fa riflettere, ci fa capire e ci dice molte cose anche sul nostro presente. Durante la lettura ho provato empatia per la giovane Aracne, bellissima e misteriosa, ho trepidato durante la sua fuga per i boschi degli Appennini, nei suoi incontri con le Menadi antropofaghe, con lupi e briganti, ho sorriso della sua concezione dei rapporti sessuali legati a una semplicità istintiva e naturale ma in realtà privi di una reale capacità di amare; dall’altra parte ho solidarizzato con la giovane anticonformista Nimphodora che insegue il sogno di una nuova architettura in un mondo che disprezza la bellezza; ho riconosciuto in sua madre Cliternestra la volontà ferrea di mantenere una “posizione” sociale in un mondo che azzera qualsiasi individualità purché la macchina dello Stato, questo Moloch terribile, funzioni.

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    Silvio Donà

    28/11/2017 16:23:45

    Carlo Menzinger è uno di quegli autori cui è mancata finora la fortuna di incrociare una casa editrice “importante” che decida di investire su di lui dandogli maggiore visibilità; nonostante ciò, ha alle spalle un gran numero di pubblicazioni con varie case editrici. Autore con una spiccata predilezione per il “fantastico”, Carlo è specializzato soprattutto in “ucronie” e cioè di quella branca della fantascienza che immagina che la storia dell’umanità ad un certo punto non si sia sviluppata nei modi che conosciamo, ma in una forma alternativa, che ha dato vita a un futuro differente e imprevedibile. In questo alveo si colloca anche l’ultima fatica di Carlo, il romanzo VIA DA SPARTA, primo di una trilogia di tre romanzi ucronici che partono dell’idea che Sparta, nel V secolo avanti Cristo, si sia imposta nella guerra con le altre città-stato del Peloponneso, diventando progressivamente la massima potenza mondiale. Una società fondata sulla rigida separazione dei sessi e delle caste, in cui chi non è spartano di nascita è destinato a una vita da essere inferiore, se non addirittura da schiavo. In questo primo capitolo della trilogia, che illustra la realtà alternativa (ucronica, appunto) del mondo dominato da Sparta, facciamo la conoscenza coi protagonisti della saga: assistiamo al tentativo di fuga verso i liberi regni del nord della schiava Aracne e al tentativo di Nymphodora di affrancarsi dal suo destino di donna spartana, che la vorrebbe esclusivamente madre e amministratrice delle ricchezze conquistate dal marito soldato che ci si attende debba sposare. Giocando con i riferimenti storici e culturali classici, impastando con creatività elementi reali con l’invenzione fantastica, Carlo ci consegna un romanzo non banale, che si legge con facilità.

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    Alberto Pestelli

    26/11/2017 09:44:15

    Via da Sparta. Il sogno del Ragno non è il primo romanzo di Carlo che ho letto ma credo che quest’ultimo segni un passo davvero importante (senza nulla togliere al Colombo divergente, a Giovanna e l’Angelo, al Settimo Plenilunio - scritto insieme a Simonetta Bumbi – che sono dei bellissimi lavori) nel suo “modo di scrivere”. La prima cosa che ho notato in questo romanzo è la ricerca. Carlo, da appassionato di Storia, non raccoglie la superficie del nostro passato, ma vi si addentra cercando di comprendere e riportare alla luce i “reperti” utili per la sua conoscenza. È a quel punto che interviene la mano dell’ucronia, stravolgendo completamente il vero corso della storia senza mai perdere di vista alcuni elementi che l’hanno caratterizzata. E per far questo ci vogliono delle solide basi e, per creare un romanzo in questo contesto allostorico, tanta fantasia. Via da Sparta. Il Sogno del Ragno ci proietta nel mondo di un oggi diviso in due blocchi di potere: uno è dominato dagli Spartani con le leggi dell’antichità. Un impero senza strade dove la tecnologia si basa prevalentemente sull’industria della guerra e sul miglioramento della specie guerriera. L’altro blocco è dominato dall’impero Nipponico. Una saga ben ideata e quindi ben scritta da Carlo dove s’intrecciano, nel finale di questo primo volume – sì, perché so che ci sarà un seguito – le vicende di Aracne, una ragazza ilota della provincia Vitellia (in parole povere l’Italia), e di Nymphodora una ragazza spartiate di Sparta ribattezzata Lacedemone che costituiscono entrambe il seme di una certa ribellione alle regole ferree dell’impero. La lettura del romanzo scorre piacevole e avvincente dall’inizio al termine di questo che costituisce la prima parte della saga di Via da Sparta. Un romanzo che io consiglio a tutti.

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    Svegliarsi spartani

    28/10/2017 18:25:42

    Una scrittura scorrevole e avvincente per un romanzo mai banale. Carlo Menzinger non solo ha una brillante idea ( cosa che non si può dire della maggior parte dei libri pubblicati, che a volte sembrano fotocopiarsi), ma la sa anche ben sviluppare: immaginate di vivere da spartani, non nell'antica Grecia , ma oggi. Un romanzo distopico a più chiavi di lettura . Consigliato.

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    Carlo M

    13/10/2017 20:07:06

    Un romsporta in un altro mondo. Non un mondo alieno attorno a qualche pianeta lontano, ma il nostro, la nostra vecchia Terra. Eppure questa Terra, oggi, ne “IL SOGNO DEL RAGNO” appare davvero molto diversa da come la conosciamo. Che cosa le è accaduto? Sparta, sconfitta Tebe, distrutta Atene e soggiogata Roma, domina ormai Europa, Asia e gran parte dell’Africa e dell’America. La storia si svolge dal 16/04/2009 al 14/07/2018. Inizia in parallelo a Napoli e in Grecia, a Sparta, con le due protagoniste che, ciascuna a modo suo combatte contro l’Impero di Sparta, che come un ragno ha allargato ovunque la sua tela. “Sparta ovunque” è una delle forme di saluto ora in voga. A Napoli, anzi, a Neapolis, Aracne, una schiava ilota di diciassette anni, violentata in strada per l’ennesima volta e rimasta incinta, sebbene le leggi di Sparta non lo permettano, fugge per non essere punita per questa gravidanza e per cercare un nuovo mondo, un nuovo modo di vivere e la libertà. È questo il sogno di Aracne (“ragno” in greco). È questo “IL SOGNO DEL RAGNO”. Aracne si chiama così perché sin dalla nascita ha un ragno tatuato sulla fronte. Non sa perché, ma un grande mistero che la riguarda da vicino è celato in quel tatuaggio. Al centro dell’Impero, a Sparta, che ora si chiama Lacedemone, un’altra ragazza, Nymphodora, poco più grande di lei, ma appartenente alla nobiltà, agli spartiati, e figlia di due delle persone più importanti dell’Impero, sogna di cambiare la città e studia una disciplina nuova, osteggiata da tutti: l’architettura. Sogna di costruire città diverse, perché Lacedemone è una grande metropoli del tutto sotterranea e lei sogna di costruire palazzi che si ergano verso il cielo. Non solo questo è diverso a Sparta, rispetto al nostro mondo. Uomini e donne vivono separati, non esistono le famiglie, sesso e amore sono diversi da come li conosciamo, la gente va in giro nuda, considerando i vestiti un deprecabile spreco, i malati e i vecchi vengono uccisi.

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