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Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
Pagine: 265 p. , Brossura
  • EAN: 9788806205546

Grazia è innanzitutto una donna. Chi la conosce sa che vive con Simone, un ragazzo cieco incontrato in occasione di una precedente indagine. Chi la conosce sa che è una donna dura ma sensibile, ferma ma non intransigente.
Nel lavoro più che nel privato, ambito in cui sta vivendo parecchie difficoltà. La sua relazione sembra perdere compattezza, la sua voglia di famiglia si scontra con le difficoltà di rimanere incinta. Medici e iniezioni la aspettano nel tentativo di arrivare alla maternità.
Nel frattempo Grazia è destinata a occuparsi di un serial killer spietato, di nuovo. Un assassino che morde, un assassino che dilania.
Non dovrebbe essere lei a fare le indagini: lavora alla Direzione investigativa antimafia, ma la prima vittima "le appartiene" è parte del suo campo d'azione. Si chiama Vincenzo Cardella ed è il nipote di Carmelo Giannello, "l'anello di collegamento fra le imprese edili controllate dalla famiglia in Emila-Romagna" con un passato da esecutore mafioso. La sua morte potrebbe essere il primo tassello di una guerra di mafia.
"Verrò a prendervi uno per uno, stronzi maledetti!" Cosa scatena l'assassino e come sceglie le sue vittime? È davvero legato alla criminalità organizzata o sono altre le motivazioni che lo portano al delitto? E può dietro uno spietato, inesorabile, sanguinario killer nascondersi un'idea di giustizia, di equità e di denuncia sociale?
La scrittura di Lucarelli, diventata ancora più netta, limpida, fluida con il passare degli anni, è perfetta per raccontare la Bologna contemporanea, che lascia indietro gli stereotipi abituali, la sua solidità inattaccabile, per entrare nel vortice della precarietà e dell'incertezza.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    lettore4

    17/08/2016 15.39.40

    Primo e ultimo libro di Lucarelli che leggo. Il colpevole si scopre a metà raccontino, la trama è inverosimile, i personaggi si muovono senza una logica (la protagonista vuole un bambino, poi non lo vuole, poi lo rivuole, da un compagno con il quale non ha un rapporto quasi neanche d'amicizia), lo stile sciatto (sempre la protagonista ha un sonno così profondo da non svegliarsi neanche con le cannonate, ci dice l'autore, come se stessimo chiacchierando banalmente e non stesse invece esercitando il mestiere di narratore). Sconsigliato.

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    Raffaello De Masi

    25/07/2016 18.06.04

    Il Lucarelli che conoscevo e di cui ho letto tanto era un altro.E sinceramente mi dispiace Trama stiracchiata fammista a ricerca da psicologo da Giovani Marmotte,con sdolcinature che servono probabilmente ad "allungare il brodo". Lasciate perdere...

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    Andrea

    17/11/2014 17.09.39

    Onestamente come si può dare più di 1..... Lucarelli mi piace moltissimo quando racconta in TV, ma questo libro lasciatelo perdere....

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    ligio

    11/11/2014 18.25.41

    Non ho dato mai un voto cosi basso a nessun libro che ho letto. Un libro senza sapore, non sa di nulla, ha piu sapore l'acqua che questo libro .

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    cristina

    18/09/2014 12.40.48

    Condivido in pieno quanto scritto dal lettore Filippo, praticamente parola per parola. Il romanzo non funziona né dal punto di vista della trama né nello stile (non che Lucarelli abbia mai scritto in modo ricercato o caratteristico, ma sempre in modo banale a mio avviso). Gli eventi risolutivi del mistero mi sembrano presi per i capelli. Tutto molto poco plausibile e soprattutto non appassionante. Un po' ruffiano anche il tentativo di fare della critica sociologica, seppur sotterranea. Nelle note finali lo scrittore sembra chiedere venia al lettore per giustificarsi un po', ma io credo che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi questo romanzo.

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    Alessia

    16/09/2014 10.01.18

    E' il primo libro che leggo di questo autore. Mi è piaciuto. Non mi è parso il solito giallo. Lo consiglio per una lettura piacevole.

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    cris

    30/05/2014 20.05.43

    Il romanzo scorre e lo stile di lucarelli e' una garanzia, pero' il mistero si scopre subito e la trama quindi si trascina un po stancamente. Non do' un voto piu' basso perche' ho grande stima dell'autore.

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    patrizia

    18/12/2013 12.44.09

    malgrado la partenza a rilento ed il fatto che bisognerebbe conoscere la detective ti prende moltiassimo e non rimani confuso dalla non conoscenza dei libri pecedenti. l'autore è veramente preciso e miticoloso nei libri come nelle opere televisive. direi ottimo libro

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    Valter

    09/12/2013 12.09.03

    Sono purtroppo d'accordo con tutti quelli che hanno dato il voto basso. Con tutto il dovuto rispetto a Carlo per questa sua fatica, a me è parso quasi che abbia disimparato a scrivere con quello stile da riuscire a catturare l'attenzione del lettore per la mancanza di scorrevolezza e capacità descrittiva. Questo non è un romanzo ma una sequenza di fatti di cronaca. Non ho provato alcun piacere nella lettura. A tratti non si capisce proprio nulla. La mia fantasia non è stata in grado di costruire personaggi ed ambienti. Il desiderio di piantarlo a metà è stato fortissimo. Speriamo che Carlo ci regali qualcosa di buono con il prossimo romanzo. Questo veramente lo sconsiglio. C'è di molto meglio. Saluto comunque Carlo con tanto rispetto.

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    Valentina

    16/10/2013 12.05.38

    Primo libro che leggo di questo autore. Lo conoscevo come conduttore tv, ma mi piace moltissimo come scrittore. Il libro inizia lento e sinceramente mi è sorta un pò di confusione tra i personaggi, sicuramente colpa mia. Comunque il finale ripaga della lettura, ti lascia l'amaro in bocca, ma ti tiene anche incollata al libro. Gli do un bel 5 anche se le recensioni che mi hanno preceduto non sono dello stesso parere! Molto bella la nota d'autore finale; di solito gli autori la snobbano un pò ma a me è piaciuta! Buona lettura!

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    maurizio crispi

    14/10/2013 08.00.21

    Lucarelli ci offre un nuovo romanzo! E i suoi romanzi sono sempre graditi, specie in questo caso, visto che ritorna uno dei suoi personaggi più amati, che è l'ispettrice di Pubblica Sicurezza Grazia Neri, al centro di passate indagini bolognesi, ma soprattutto eroina del "caso dell'Iguana" in "Almost Blue". Di questo romanzo che ha un montaggio ed un ritmo incalzante, a tratti quasi caleidoscopico ed onirico, non si può dire molto a dire il vero. Qualsiasi cosa, infatti, rischierebbe di svelare dei dettagli e condurre il lettore sagace a delle intuizioni anticipate che leverebbero il piacere della lettura. Quel che si può dire, invece, è che Grazia Neri è nuovamente alle prese con un serial killer che opera in una Bologna molto differente da quella in cui si svolgeva la sua prima indagine dell'"Iguana". E che anche per lei(che pure conserva intatta la sua freschezza) è passata molta acqua sotto i ponti e molte esperienze sono state vissute, con le inevitabili crisi. Ma non dirò altro, se non alcune considerazioni di stile. Innanzitutto, il fatto che "Il sogno di volare" si può leggere con una sua colonna sonora. Sono frequenti, infatti, le citazioni di canzoni che i personaggi ascoltano e dei relativi testi che posseggono in alcuni casi un valore pregnante rispetto alla lettura. Si tratta di un'impostazione narrativa non nuova per Lucarelli che ha già sperimentato in altre circostanze, offrendo - in alcuni casi - ai suoi lettori una compilation in CD per un ascolto in contemporanea alla lettura. Strettamente collegata a questa cifra stilistica, vi è la citazione - in epigrafe e poi ancora in momenti cogenti della trama - della canzone del cantautore Andrea Buffa, Il sogno di volare: una canzone che racconta una storia di emigrazione e di ingiustizie nei confronti dei più deboli e degli indifesi (una canzone di estrema attualità che andrebbe ascoltata con maggiore attenzione ancor di più oggi, con le notizie di tragedie del mare che si susseguono).

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    marcostraz

    04/10/2013 13.28.13

    Solito libro di Lucarelli, molto ben scritto e soprattutto con un grande ritmo (secondo me la qualità migliore di Lucarelli)...forse il finale è un pò telefonato, quello sì...e forse, situazione particolare perchè nel 99% dei casi è vero il contrario, forse qualche pagina in più non ci stava male...però indubbiamente è un romanzo ottimo e molto efficace, e non banale...e anche meno eccessivo di altri romanzi di Lucarelli...

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    betty

    03/09/2013 16.58.31

    Primo romanzo che leggo di questo autore... non mi è piaciuto granchè anche se me ne avevano parlato bene...ad ogni modo proverò con gli altri!

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    Filippo

    01/08/2013 11.28.09

    Romanzo improbabile, scritto male, sembra di fretta, pieno di vezzi, ripetizioni che vorrebbero sembrare intenzioni stilistiche e invece infastidiscono, con le consuete voci interiori dell'assassino che sono paginate di frasi sconnesse. Non sono simpatici i protagonisti, risulta provincialissimo il ricorso a riferimenti egoriferiti (il criminologo Picozzi, collaboratore di Lucarelli, o la serie tivù di Coliandro), annoia la continua citazione di canzoni bizzarre in un malriuscito tentativo di essere a ogni costo originali. L'autore chiede, nelle note, che nessuno riveli il colpo di scena finale: è vero, funziona abbastanza (pur nella sua poca plausibilità), ma nel contesto generale non risolleva una prova molto deludente. Ho tanto amato Lucarelli negli anni Novanta che non riesco proprio a ritrovarmi in questo pasticcio degli anni Dieci. (E il precedente lavoro a quattro mani, tra Camilleri e Lucarelli era una cosa imbarazzante, come pigrizia).

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    Renato

    13/07/2013 11.31.43

    Ho apprezzato moltissimo Lucarelli negli anni passati, ho letto quasi tutti i suoi romanzi. Continuo ad ammirarlo per quello che ha fatto. Quest'ultimo lavoro presenta uno schema, una traccia di racconto assolutamente scontata e ripetitiva. Unico elemento interessante, l'attualità del movente dell'assassino. Una caduta dalla quale ci si deve rialzare.

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    Dario

    11/07/2013 08.59.43

    Purtroppo il peggior Lucarelli di sempre. Non salvo nulla di questo romanzo. Come thriller, confuso e mai a fuoco, è teso quanto una tisana di valeriana. I personaggi non prendono vita e lo stile è quanto mai stanco. Lontanissimo il livello, più che buono, di "Almost Blue" e "Un giorno dopo l'altro".

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    Renzo

    10/07/2013 20.46.34

    Purtroppo il ritorno di Grazia Negro poteva attendere ... libri migliori. Una scrittura a tratti scialba e una vicenda che diventa molto poco credibile pagina dopo pagina. Non abbandono mai un libro senza finirlo, ma qui la tentazione e' stata molto forte.

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    paolo

    01/07/2013 13.29.36

    Epilogo amarissimo e spiazzante di una storia ben scritta con abilita' da un Lucarelli tornato a scrivere thriller dopo qualche anno di interruzione.Il romanzo si legge tutto di un fiato ed il finale e' davvero buono anche se un po' machiavellico ed improbabile.

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    Nicola Intrevado

    30/06/2013 10.29.56

    Nella sua Postfazione intitolata "Brevemente" Lucarelli cita i critici che nel recensire riassumono la trama,questa abitudine in un giallo e' quantomeno fuori luogo,tuttavia,bisogna riconoscere che giudicare un libro da un punto di vista qualitativo rispetto ai parametri che ci siamo prefissati di esaminare non puo' prescindere dall' intreccio narrativo per giallo o rosa che il libro sia.E' un fatto.E trattandosi di giallo, appunto,la capacita' dello scrittore di costruire una fabula interessante e',per definizione,uno dei parametri fondamentali della riuscita del lavoro.Dunque.Ho letto questo giallo poiche' una mia amica Criminologa/Psicologa di Milano la Dr.ssa Marengo,mia compagna di specilaita' alla Liuc "Carlo Cattaneo" mi ha portato in regalo questo libro facendomi visita.Ora c'e' da dire un particolare,anzi due.Il primo che,sia io che la Gessica abbiamo conosciuto Lucarelli,persona ammodo,simpatica,un vero signore.La seconda e' che,ancora una volta,sia io che la Gessica abbiamo passato un biennio con Picozzi,personaggio del libro,che e' stato il nostro professore alla specilita' di cui dicevo.Persona competente e molto preparata.Ecco da dove e' nata l' idea di regalarmi questo libro.Anche un giallo nasce da un' idea,lo scrittore entra in ascensore,faccio per dire,trova una carta da gioco e da li' ci costruisce una trama su un delitto condominiale. L' idea di Lucarelli non so quale sia stata ma suppongo su sia innamorato delle idee musicali che cita nel testo cosi' ripetutamente,o magari un' altra.Ma sempre un' idea.Che poi, questa, si sia degnamente strasformata in una fabula interessante e' altro discorso.Dunque.C'e' un pullulare di gialli in giro,oltre che di gialli per strada, e per emergere da questa sovraproduzione non basta un' idea ci vuole a mio avviso un colpo di genio. Un' idea che sia grande davvero,condizione che, secondo il mio parametro di giudizio sfugge al buon Luccarelli,il quale si accontenta di raccogliere la carta in ascensore e basta.

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    giampy

    29/06/2013 11.03.07

    Finalmente il buon vecchio noir tutto adrenalina e passione. Finalmente le tracce musicali e le tracce difficili da reperire eppure così semplici. Finalmente le atmosfere cupe, toste, che camminano sui personaggi. Bel ritorno di Lucarelli. Finalmente un romanzo nuovo, con una trama davvero ben costruita. Unico neo: ma perché se uno sbaglia lo sbattiamo sempre in Sardegna? Questo è l'unico luogo comune che continuo a non sopportare. Pensate che per me sarebbe davvero terribile essere sbattuti a Milano. Punto in meno solo per questo.... scherzo. Libro da consigliare e leggere tutto d'un fiato.

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