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Traduttore: R. Prencipe
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2015
Pagine: 511 p., Rilegato
  • EAN: 9788817083232
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Un meccanismo perfetto costruito su svolte improvvise e colpi di scena con il solito intuito e inconfondibile tecnica per giungere alla verità.

Chi conduce interrogatori è sempre sensibile ai soggetti che rispondono a domande che non sono state poste. Niente illustra meglio ciò che passa loro per la mente.

E chi conosce meglio di tutti i pensieri di un criminale è Kathryn Dance, esperta di cinesica al servizio della Divisione criminale del California Bureau of Investigation, quello che tutti nel mondo chiamano FBI.
Ma la cinesica, ovvero la lettura del linguaggio del corpo, non è una scienza esatta. Può succedere anche di incontrare un criminale speciale, un mentitore seriale, una persona che durante un interrogatorio è capace di mentire senza lasciar trasparire assolutamente alcun segno di ansia. Quando Kathryn Dance incontra un personaggio del genere per lei sono guai… per esempio potrebbe essere improvvisamente destinata a un altro incarico, lontano dalla scena del crimine, a firmare scartoffie nella Divisione civile. È appunto per controllare timbri e autorizzazioni amministrative, che Kathryn finisce al Solitude Creek, un vecchio locale di Monterey, sulle sponde del fiume Solitude. Il giorno prima, durante un concerto della band dei Lizard Annie, un incidente aveva causato la morte di tre persone e il ferimento di molte altre: durante l’esibizione era scoppiato un incendio e il pubblico, colto dal panico, aveva tentato inutilmente di raggiungere le uscite di sicurezza, tutte bloccate. Il risultato era stato un vero e proprio massacro.
Ma Kathryn Dance non è lì per cercare un colpevole, è andata solo a controllare che tutte le autorizzazioni sanitarie e di sicurezza siano in ordine. Purtroppo, però, a chi ha il fiuto per il crimine, alcune domande nascono spontanee e trovarsi di nuovo in mezzo alla scena di un omicidio e non di un semplice incidente, può essere inevitabile.
Chi è abituato a leggere i thriller di Jeffery Deaver sa cosa aspettarsi, visto che in Italia sono stati pubblicati decine di bestseller, tra cui Il collezionista di ossa che ha inaugurato la serie del criminologo forense tetraplegico, Lincoln Rhyme. Tra gli autori del genere, Deaver è universalmente riconosciuto come un punto di riferimento, sia per la qualità della scrittura - misurata, asciutta, impeccabile - sia per le ambientazioni suggestive – una certa America di confine – sia, naturalmente, per la trama e la psicologia dei personaggi. A chi non lo ha mai letto, invece, possiamo solo suggerire di iniziare subito, partendo da qui.

Recensioni dei clienti

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    Samuele

    19/12/2016 21.37.49

    Non il solito Deaver, anzi , questo libro sfiora la banalità: si poteva evitare tranquillamente la parte del figlio; senza parlare della storia d'amore degna di un vero romanzo rosa per ragazzi. Ho dato due stelle solo perchè amo questo scrittore. E dire che ho aspettato per così tanto tempo questo libro....Delusione.

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    Adriana Rosas

    20/07/2016 10.48.01

    Molto bello, anche se molto complicato. La storia principale (l'attacco al Solitude Creek) si intreccia con altre storie, relative ad altri reati, ma anche alla vita familiare e sentimentale della protagonista; questa complessità disorienta un po' e richiede certamente un po' di impegno, ma il libro è - come sempre - ben costruito, ricco di colpi di scena, e ben scritto. E ogni storia è sviluppata in modo intelligente, basandosi su conoscenze specialistiche di notevole spessore: il che dà - ad ogni storia - la credibilità necessaria ad avvincere e a far riflettere!

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    bruno

    17/02/2016 12.28.05

    Decisamente deludente. Altro libro scritto "a peso": la narrazione si compone di tre storie parallele (una principale, le altre per far volume)che, in quanto tali, non si incrociano se non per qualche marginale dettaglio. Personaggi stereotipati, ritmo carente, stimolo a portare alla fine le 511 pagine tendente a zero. Da evitare.

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    Piera prestinari

    12/11/2015 07.48.16

    Noioso, faccio fatica riprendere il libro in mano

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    MARIA CARLA

    11/10/2015 14.48.07

    A me è piaciuto, anche se un po' troppo "macchinoso". poco thriller e più divagazioni, ma questo l'ha resto originale e interessante.

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    Sofia

    09/09/2015 13.08.25

    "Solitude Creek" è solo il secondo libro che leggo di Deaver, ma nonostante mi è piaciuto. Mi piace molto il suo stile, semplice ma non banale e soprattutto interessante. Chiudo il libro e non vedo l'ora di poter continuare con la lettura. Questo, per me, è uno dei fattori più importanti. Detto ciò, ci sono comunque alcune cose che non mi hanno convinta. Tra tutte, la cosa che mi è piaciuta di meno è stata il finale. Le ultime pagine. E' stato come cadere dal pero.

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    mario montella

    06/08/2015 10.32.54

    Si è vero è più deludente di tanti libri di Jeffery, è un po' confuso e sembra spesso un (mero) bel esercizio di stile. Pero' se ami JD lo leggi, l'ambientazione nella parte piu' interessante della California, la lotta tra il male assoluto ed il bene (che poi tanto puro non è), l'uso della intelligenza e della tecnologia........... tutto ciò crea un legame tra autore e lettore difficile da rompere. MM

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    dario

    26/07/2015 18.57.46

    Che delusione, se penso alle sue precedenti fatiche letterarie mi sembra che non sia scritto da Deaver. Confuso nella narrazione e poi il figlio Wes infiltrato nella banda giovanile per avere la stima della madre mi sembra davvero troppo. Non lo consiglio

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    gigliola

    18/07/2015 23.22.22

    Ho letto tanti libri di Deaver, ma, questo sembra scritto da un altra persona.stentato, noioso....mollato alla 150esima pagina.

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    elena.bazz

    18/07/2015 19.18.01

    Una volta in pochi giorni divoravo i libri di Deaver, questo invece ho fatto fatica a finirlo. Che delusione! In ormai troppi dei suoi ultimi thriller ho l'impressione che lo scrittore abbia perso la sua verve e la sua bravura, che all'inizio credevo indiscutibili. Un libro noioso, una trama e un'indagine che fanno fatica a procedere, pochi spunti interessanti. Ci sono in giro thriller di gran lunga migliori, questo non mi sento proprio di consigliarlo...

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    Marcello

    13/07/2015 14.36.56

    Troppi episodi ripetitivi fanno le prime 300 pagine noiose e scontate .A fatica raggiunte le ultime 100 pagine, finalmente un barlume di luce thriller ti prende per portarti su strade diverse non prevedibili ed un po' di maniera. Mal riuscito e da non consigliare

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