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Paolo Giordano

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 304 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804607748
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Recensioni dei clienti

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    CINZIA

    04/08/2015 12.14.27

    Non condivido assolutamente le critiche. Due storie di solitudine interiore che si intrecciano, raccontate con uno stile schietto e razionale, senza mai cadere in noiose descrizioni. Lettura scorrevole, dolorosa e coinvolgente.

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    Leonardo Banfi

    07/05/2013 20.49.44

    Un romanzo scritto non alla perfezione, diffusi errori grammaticali( coniugazioni errate dei verbi, ed altro..),punteggiatura a volte inesistente e altre superflua. La trama non del tutto da buttare anche se sviluppata in modo abbastanza lento. La prima meta' del romanzo e' abbastanza scorrevole e interessante ma nella meta' successiva diventa piuttosto noioso e ripetitivo. Un finale scontato. Leggendolo sembra quasi che siano due racconti uniti a formare un romanzo, forse sarebbe stato meglio scrivere due storie separate, quella di Alice e quella di Mattia e pubblicare due racconti separati, piu' corti e forse meno noiosi. Complessivamente una lettura abbastanza scorrevole, ma sicuramente non e' un romanzo da catalogare assieme ai grandi della letteratura. Purtroppo al giorno d'oggi le case editrici stanno puntando a pubblicare i romanzi commerciali e la valutazione vera di quello che viene presentato dallo scrittore a volte si perde. Se la trama fosse stata sviluppata da uno Stephen King o da altri scrittori sicuramente il romanzo sarebbe stato piu'interessante. La trasposizione cinematografica del romanzo e' peggio, pessima.

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    MICHELA

    15/11/2011 10.13.44

    IO LO BOCCIO senza dubbio. Un libro che a distanza di qualche anno mi ha lasciato zero di zero. Una storia che mentre la leggevo e tutt'ora mi ha fatto porre una domanda a cui non ho mai trovato risposta: "ma..che senso ha?". Questo, è l'unico libro, che ho acquistato perché mi è stato consigliato dalla stessa commessa della Libreria dov'ero andata. Beh, da allora, ho sempre scelto di testa mia..che è meglio!

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    Lucia D

    29/09/2011 15.56.50

    Non mi sono fatta influenzare dalle tantissime critiche negative che ho letto su questo sito. Sono stata felice quando mi hanno regalato questo libro perchè mi incuriosiva molto. A me è piaciuta tantissimo la storia di questi ragazzi. Puo' sembrare assurdo ma ci sono tantissime persone con una profonda solitudine interiore ed una razionalità da paura che non riescono a superare nemmeno davanti all'amore della loro vita.

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    Chiarangela Mistretta

    25/09/2011 10.34.04

    Non so che dire. Come a tutti credo sia successo la prima parte mi ha preso molto la lettura è stata scorrevole e la parte in cui Alice vede Michela, una donna della sua stessa età e uguale a Mattia mi ha lasciato col fiato sospeso e credo che questo abbia amplificato la mia delusione nel leggere un finale dove non si è concluso niente. E la storia di Alice e Fabio? E quella di Nadia e Mattia? E quella dei due protagonisti? E ,infine, Michela è viva o no?

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    A.M.

    17/06/2011 01.45.27

    E' un romanzo che suscita emozioni estemporanee. Le vite dei protagonisti Alice Della Rocca e Mattia Balossino sono segnate dagli episodi descritti negli ottimi due primi capitoli, certamente funzionali alla trama ma mal sfruttati sul piano lessicale, in particolare nella narrazione della vita adolescenziale e adulta di Mattia. Errori grammaticali e di stampa a parte (comunque contenuti), il corpo del romanzo racconta le delicate fasi della crescita umana, in cui ci si riesce ad immedesimare e in parte commuovere. La costruzione di alcuni flash-back è magistrale, oserei dire di follettiana memoria ed anche il titolo nasconde una profonda e ben congegnata metafora che lascio scoprire. Tuttavia né "La solitudine dei numeri primi" aleggia un senso d'incompiutezza; Giordano sembra voler dare un tocco di poesia al suo lavoro, ma non sempre ci riesce; vorrebbe, più avanti, suscitare nostalgia nei lettori, ma non colpisce al cuore e allo stomaco? si perde poi in un finale asettico e indolore, tra l'irreale e l'insospeso che non offre vie di fuga. Una storia difficile, senza dubbio, che richiedeva esperienza e maturità artistica di cui l'autore non poteva usufruire data la giovane età. Pertanto, nell'attendere al varco Paolo Giordano, è consigliabile una rilettura del libro che capolavoro non è, ma godibile, scorrevole e accettabile rispetto al classico Premio Strega si! Tre e mezzo, sperando di poter attribuire (finalmente) il tanto sospirato quattro.

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