La solitudine del maratoneta

Alan Sillitoe

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Minimum Fax
Collana: Minimum classics
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 19 gennaio 2009
Pagine: 223 p., Brossura
  • EAN: 9788875212063
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Descrizione
"La solitudine del maratoneta", ripubblicata in questa edizione nel cinquantesimo anniversario della prima uscita, deve la sua fama in parte a una suggestiva trasposizione cinematografica del racconto che dà il titolo alla raccolta - un lungo e inarrestabile fiume in piena che ripercorre, al ritmo dei suoi passi durante una maratona, i pensieri agitati del protagonista - ma soprattutto allo stile innovativo, e ancor oggi modernissimo, di Alan Sillitoe. Il suo ritratto di un'Inghilterra proletaria, frustrata o ribelle, si delinea attraverso una serie di personaggi che, nella loro quotidianità, restano tuttavia figure emblematiche di uno dei periodi più fecondi della cultura britannica del Novecento. (Prefazione di Paolo Giordano)

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Recensioni dei clienti

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    Paolo

    24/02/2014 17:43:29

    Il titolo può ingannare dato che gli altri racconti non sono legati al tema della corsa. "La solitudine del maratoneta" è un racconto coinvolgente, lascia il segno. Gli altri racconti non sono tutti di eguale caratura.

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    PROT

    16/04/2012 17:20:25

    mi ha un pò deluso, anche se i vari racconti erano più o meno interessanti

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    alfonso

    13/04/2012 18:20:28

    Nettamente meglio dei 9 racconti di Salinger. Punto.

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    policlo

    29/03/2010 16:00:29

    Per essere un libro di racconti, è interessante. Il suo ruolo di "giovane arrabbiato" della letteratura inglese degli anni '60 si nota benissimo nei racconti, alcuni molto coinvolgenti, altri meno. Quando i protagonisti sono i bambini, un po' ricorda Frank McCourt, mentre se fosse nato 30 anni dopo, magari avrebbe scritto Trainspotting o una sceneggiatura per Guy Ritchie, visto le tematiche di degrado e delinquenza.

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    Mauro

    22/07/2009 00:58:02

    E' difficile costruire un'opinione su più racconti. Mi soffermerò sul primo e più lungo, che dà il titolo all'opera. Ho un debole per la narrazione che prevede un viaggio; tutti coloro che hanno almeno corso o nuotato per davvero, concentrati, non possono che restare sbalorditi di come un autore sia riuscito a riproporre dubbi, riscatto, ideologia, motivazione, coerenza, orgoglio e sfinimento. Tutte emozioni che passano quando sei davvero solo con te stesso. Tu, l'aria e tutt'intorno la Terra. E non ti imprta più niente, s enon solo quel passo in più, verso la tua gloria personale, dicendoti ce la faccio, ce la faccio.

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    philo

    16/02/2009 18:49:33

    scrittura semplice ed essenziale. i racconti però sono molto belli.

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