Solomon Gursky è stato qui

Mordecai Richler

Traduttore: M. Birattari
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 maggio 2007
Pagine: 596 p., Brossura
  • EAN: 9788845921797
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Descrizione
Il racconto abbraccia due secoli, due sponde dell'Atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto è smisurato: vitalità, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma. Ma nessuna grande famiglia è senza macchia, e la macchia dei Gursky si chiama Solomon, rampollo in disgrazia che pare essere stato presente, come Zelig più o meno negli stessi anni, in tutti i momenti cruciali del ventesimo secolo - la Lunga Marcia, l'ultima telefonata di Marilyn, le deposizioni del Watergate, il raid di Entebbe. Solomon rimarrebbe tuttavia un mistero, se della sua fenomenale parabola non decidesse di occuparsi il più improbabile dei biografi, Moses Berger, ex ragazzo prodigio rovinato dal rancore e dall'alcol.

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Recensioni dei clienti

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    daniele

    12/04/2018 22:15:34

    Romanzo difficile da leggere, con molti personaggi e una narrazione contorta. Questo libro mi ha un po' deluso, mi aspettavo un ritmo e una storia divertente al livello del capolavoro che è "la versione di Barney". Solo negli ultimi capitoli si inizia a gustare l'intreccio narrativo

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    Rosalba

    06/12/2016 18:04:27

    Un gran bel libro,una stella in meno per la gran fatica che si fa a leggerlo.Una miriade di personaggi ti fanno perdere il filo del racconto .

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    Dario

    14/11/2016 12:50:30

    Molto buono

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    Fabio

    08/09/2016 13:37:30

    Romanzo monumentale che racconta una saga famigliare che meglio sarebbe definire epopea,con tantissimi personaggi e con vicende disseminate nel corso di due secoli. Lettura quindi impegnativa e non per tutti,che è bene affrontare con una buona dose di pazienza e un notes per prendere appunti,altrimenti si va facilmente in confusione. Rimane la vivida prosa dell'Autore,estremamente fluida e divertente, con uno stile inconfondibile che ricorda l'impetuosità di un fiume in piena. Se non ci si perde per strada è una lettura che può suscitare molte emozioni,anche se la "Versione di Barney" è a mio parere molto superiore e più originale.

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    Emanuela

    24/03/2016 09:46:28

    Libro molto bello, anche se non all'altezza della Versione di Barney.

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    Andrea Vannini

    19/10/2015 09:05:59

    Solomon è stato anche da me. Sicuro che, con Lui, passa da te la Bellezza con la sublime arte dello scrivere! Permettete lettori carissimi, almeno i più credenti nell'esercizio, potete abbandonare ciò che avete di sciocco o inutile sul comodino e fate entrare Mordecai Richler e, con questo Solomon, come già con Barney, passerà da voi un brivido leggero che sempre accompagna ciò che riesce ad esaltare il piacere di leggere. Non meno del massimo de voti!!

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    Ross

    28/02/2014 15:20:58

    Io adoro questo autore, dopo la Versione di Barney, questo secondo romanzo che leggo non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi! Leggere Richler e come vedere i migliori film di Woody Allen (dei tempi che furono, quindi), stampati in un libro. A volte è difficile tenere il ritmo e soprattutto seguire il filo (mi sono persa un paio di volte ;-) ma che importa, mi sono sempre ritrovata e ne è valsa assolutamente la pena. Da leggere!!!

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    stef60

    01/10/2013 18:46:25

    Pirotecnico, travolgente. La capacità di Richler di tratteggiare personaggi (forse realmente esistiti) come quelli della famiglia Gursky è straordinaria. I protagonisti sono ex-contrabbandieri diventati miliardari, tra i quali spicca il protagonista Solomon (uno Zelig ante-litteram) che scompare, si reincarna e ricompare sotto vari pseudonimi e si prende la rivincita sul fratello Bernard. La famiglia Gursky diventa l'ossessione che divora Moses Berger, biografo non autorizzato, ubriacone e pescatore di salmoni. Un'epopea ebraico-canadese attraverso 5 generazioni di Gursky. Personalmente lo considero imperdibile, sebbene di lettura non semplice per i continui salti temporali tra presente e passato e l'enorme numero di personaggi

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    Dario

    07/08/2013 12:06:08

    Moses Berger tenta disperatamente, per tutta la vita, di scrivere la biografia dei Gursky, ricca famiglia ebrea e canadese. La sua attenzione si focalizza in particolare sulla figura di Solomon, personaggio sfuggente che aleggia per quasi tutto il romanzo come una presenza misteriosa. La sua ricerca lo porterà a raccogliere un infinità di storie e aneddoti che abbracciano 2 secoli di storia tra due sponde dell'Atlantico e numerosi personaggi che compongono le 5 generazioni della famiglia Gursky oltre ad altri che inevitabilmente ruotano attorno ad essa. Un romanzo eccezionale, perfetto quando a causa dell'estrema complessità la perfezione avrebbe potuto naufragare; Richler però è magistrale, un fuoriclasse che tiene saldamente le redini della storia senza perdere mai un colpo impressionando per la capacità di controllo associata alla scorrevolezza della scrittura. Salti temporali, spaziali, generazionali e culturali sembrano essere il suo pano quotidiano. La sua comicità e il suo sarcasmo divertono come un film comico ben fatto. Le descrizioni del suo Canada ( ci sono stato esattamente un anno fa ) rendono pienamente onore ad una terra dove la natura magnifica detta legge. Personaggi ( tanti, tantissimi ) vividi e profondamente umani. Ed infine un colpo di scena che richiede una grande attenzione e partecipazione al lettore. Questo libro è nutrimento per il cuore e l'intelletto. Una sfida estremamente coinvolgente ed emozionante.

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    armando

    31/08/2012 19:07:21

    Devo essere onesto nel dire che ho faticato moltissimo a leggere questo libro (i personaggi sono tanti e la trama, a volte, sembra procedere con un pò di fatica). Le ultime pagine del romanzo le ho lasciate al loro destino. Credo, però, che la colpa sia da imputare a chi scrive (io, non Richler): forse ho affrontato il libro con il piglio sbagliato (se è vero che gli altri commentatori in questa rubrica, e anche mia moglie, hanno speso belle parole per descrivere questo lavoro dell'autore canadese). Non saprei. Siccome a scrivere queste righe sono io e non voi, con coraggio deciso di essere impopolare e di dare a questo romanzo un voto un pò più basso della media.

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    Alessandro

    06/08/2012 15:04:02

    Prima di Barney, Solomon. Gran libro, pieno di personaggi e di storie che si intrecciano dalla fine del XIX secolo fino agli anni 70. Leggetelo prendendo appunti perché non è sempre facile seguire l'intreccio delle vicende, ma ne vale assolutamente la pena. Se siete confusi, cercate il bastone di malacca...

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    Luca Stringara

    24/09/2010 18:44:29

    Mentre medito sui misteri del cosmo, sopportandone il peso, avverto molta energia provenire da questo libro. Una saga famigliare agli steroidi, con tanto di eroi e supereroi. Un gran bel leggere. Davvero.

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    vittorio

    30/06/2010 10:54:45

    In ogni caso straordinario. In alcuni passaggi addirittura sublime. Do il massimo dei voti anche se, a differenza della "versione", il romanzo, sopratutto nel finale, lascia un pò l'amaro in bocca. Sembra che l'autore non sia riuscito pienamente a tirare le fila di questo monumentale affresco generazionale e si sia perduto in alcune divagazioni non sempre azzeccate. Resta comuqnue uno dei più grandi narratori contemporanei e questo uno dei romanzi che vale davvero la pena leggere.

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    vieni_127

    07/04/2010 22:20:18

    Enigmatico, indubbiamente è necessaria una certa preparazione sia per quanto concerne il modus operandi di Richler che, più superbamente in generale, per una cultura "letteraria" senza la quale è praticamente impossibile approcciare a questo capolavoro. Solomon Gursky affascina più di quanto non facciano Hymie Mintzbaum e Boogie messi insieme, ma Moses Berger è un Panofsky appannato e un po' arrugginito. Tuttavia è inutile fare similitudini, la Versione e questo imponente "Salomon Gursky è stato qui" vivono di vita propria, come è giusto che fosse e come, di certo, Richler volesse. Un capolavoro, questo dei Gursky, senza dubbio, ma con un'unica grande pecca: troppo lungo a seguire una trama che snellita non avrebbe che guadagnato in agilità, troppo corto perché tutti noi avremmo voluto saperne di più di Aaron, Ida, Libby, Clara, Nathan, Anita, Tim Callaghan, Charna e, soprattutto, Barney (Gursky, non Panofsky). Un melting-pot succulente ma con l'impressione che un pizzico di sale in più e un po' di pepe in meno avrebbe reso il banchetto semplicemente irresistibile. Benché Richler rimanga, in ogni modo, un vero scrittore. Quello, per intendersi, con la S maiuscola.

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    Marco

    05/03/2010 18:14:00

    4/5 perché all'amor non si comanda e Barney è inarrivabile. Però, nonostante si rischi di perdersi tra i tantissimi personaggi e i grovigli della trama (non scoraggiatevi!), l'autore è un fuoriclasse e lo si sente sin dalle prime pagine. Nello stile, nella caratterizzazione dei personaggi, nella modernità dell'impianto narrativo. Davvero un gran libro.

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    Luca

    02/11/2009 13:51:24

    Ironia e tragedia mescolati magistralmente come solo i grandi scrittori sanno fare. Non do il massimo di voti solo perchè non è allo stesso livello della "versione di Barney", ma si sa capolavori del genere si scrivono una volta nella vita, anche se si è grandi scrittori. Davvero niente male questo romanzo, congiliato a tutti coloro, che in Italia saranno moltissimi, che hanno conosciuto Richler grazie alle (dis)avventure di Barney. Non vi deluderà.

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    Sal

    07/04/2009 21:21:26

    “Solomon Gursky è stato qui” è il capolavoro del ‘900. Un libro che contiene la vita, poiché credibile, ironico, ben fotografato, intelligente, struggente, epico. L’intero libro è il tempio perduto di Sadoq, patriarca degli Esseni, ed è anche una descrizione della civiltà e del suo straordinario potere espressivo. Quando l’ho letto la prima volta, appuntando le pagine che mi avevano colpito, ho capito che avevo affrontato una struttura narrativa edificante, che conduce al punto migliore da cui osservare la natura umana. Quasi una bibbia, dalla pioggia polverosa vennero i vecchi testamenti, e nel 1989, dopo un sorso di Macallan, giunge un “Testamento Cognitivo Iperrealista”. Diverte e seduce, per sempre.

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    Piergiorgio

    27/09/2008 00:14:53

    Capolavoro assoluto! Le gesta dei personaggi della saga dei Gursky si intrecciano lungo tutta la durata del libro, con una struttura talmente complessa che vi capiterà al penultimo capitolo di dover rileggere il secondo per capire appieno la vicenda. Uno dei libri più belli che abbia mai letto.

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    marcello filotico

    06/01/2008 13:12:55

    Richler è un grandissimo scrittore! Il libro è piacevole, intrigante e si legge d'un fiato (ma prendetevi un weekend lungo e noioso)! Ci sono due o tre perle di comicità geniale che solo Richler poteva scrivere! Una saga familiare (non voglio scomodare T.Mann), che dipinge scenari intimi alla Singer, ma con una leggerezza di scrittura impareggiabile! Un buon acquisto

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    Federico

    24/09/2007 13:05:04

    A differenza della versione di Barney, questa volta Richler fatica a mettere insieme i pezzi del caleidoscopio, lasciando un po' l'amaro in bocca. Mi sono piaciute molto le descrizioni del grande nord, vien voglia di partire.... Comunque buon libro

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