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Recensioni I sommersi e i salvati

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    09/07/2020 15:09:31

    L'ultimo libro scritto da Levi che raccoglie tutti i temi trattati nel corso della sua vita. Un'analisi chiara delle tematiche a lui care, dalla vergogna del sopravvissuto, alla testimonianza fino a un capitolo dedicato alla zona grigia. Consigliatissimo

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    Cri
    26/05/2020 14:02:19

    Un testo pieno di significato e di cose da imparare, scrittura meravigliosa che rende il racconto estremamente emozionante e coinvolgente. Assolutamente da leggere.

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    13/05/2020 20:40:20

    è davvero una perla. lo consiglio vivamente.

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    11/05/2020 21:33:54

    "Se questo è un uomo" mi ha colpito per la descrizione (sempre misurata e mai morbosa) degli orrori del lager, "La Tregua" mi ha appassionato con il racconto della speranza del ritorno a casa. "I sommersi e i salvati" affascina invece per la razionalità: Levi riesce a esprimere concetti complessi con un modo di scrivere semplice e conciso. Un libro per capire innanzitutto il concetto di "memoria", senza indulgere né ad alcuna forma di ideologia né alla retorica

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    11/05/2020 16:52:36

    Libro incredibile, probabilmente uno dei più importanti mai letti. Scritto in maniera semplice, comprensibile e diretta. Adatto a tutte le età.

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    11/05/2020 09:46:48

    Appassionante come ogni libro di Primo Levi; mentre in sé questo è un uomo lo stile è più narrativo e volto ad esporre la piena esperienza di Levi nei campi di concentramento, ne I sommersi e i salvati ha ampio spazio la riflessione su cos avveniva realmente in quei luoghi e su come l'autore ci si relazionó. Libro utile e interessante per arricchirsi del punto di vista di chi i campi di concentramento li ha vissuti in prima persona

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    03/02/2020 15:58:00

    Un'opera importante e particolarmente significativa, da leggere assolutamente. Levi riflette sulla sua esperienza in campo di concentramento con interessanti considerazioni sulla natura umana, andando in profondità e cercando di comprendere il perchè di certi comportamenti umani. Il saggio è scritto con lucidità e senza ipocrisia, al di là di ogni visione semplicistica che contrappone buoni e cattivi, mettendo in luce tutta l'ambiguità dell'animo umano e l'ambivalenza del suo agire.

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    Ni
    03/10/2019 18:34:04

    Saggio da leggere.

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    25/09/2019 22:48:07

    interesante

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    25/09/2019 10:36:32

    Una riflessione articolata e appassionata sull'essere umano, sia da solo sia all'interno di gruppi, senza distinzioni manichee e preconcette tra buoni e cattivi. Punto di partenza è il vissuto personale ancorato ad un momento storico ben preciso ma che al contempo assurge a "metafora" di dinamiche universali e ripetibili nel tempo. Le parole dell'autore, quindi, sono anche invito ad una coscienza civile viva, aperta, critica ed in continua e instancabile attività. Il tutto con linguaggio rigoroso e preciso.

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    24/09/2019 12:00:48

    Da leggere assolutamente

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    19/09/2019 21:17:47

    "I sommersi e i salvati" descrive accuratamente le dinamiche dei centri di concentrazione, trattando temi quali la vergogna, la violenza e la comunicazione.Una riflessione lucida e schietta di ciò che contraddistingueva tutti coloro che hanno preso parte nel meccanismo spietato dei lager. Ogni volta che leggo qualcosa di Primo Levi ne rimango sempre profondamente colpita: l'anno scorso leggevo il suo romanzo "Se non ora, quando?", oggi questo - il mio obiettivo di leggere tutto quello che ha scritto è ancora valido.

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    10/05/2019 21:21:30

    Un libro molto snello e scorrevole in cui Levi dopo aver raccontato l'esperienza nel Lager di Auschwitz in Se questo è un uomo affronta con la stessa lucidità ed umanità questioni apparentemente accessorie ma in realtà centrali per cercare di capire veramente con gli occhi di chi li ha vissuti i fatti narrati nel libro.Un libro molto empatico e doloroso ma scritto con un desiderio di esaminare gli eventi per comprenderli davvero encomiabile.Trovo che la sua lettura dovrebbe essere un dovere per ciascun cittadino di onorare la memoria dei sommersi e ringraziare i salvati per la loro inestimabile testimonianza.

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    11/03/2019 06:57:32

    A differenza delle altre opere di Primo Levi, questo è un saggio e non un resoconto. C'è un tentativo di interpretare fenomeni di massa atroci, certamente i campi di sterminio, ma non solo. Con grande coraggio, Levi si chiede se sia ancora valida la differenza tra "noi" e "loro", tra "buoni" e "cattivi". Una opera che mette in guardia dai manicheismi contemporanei. Ancora più potente perché scritta da una persona che ha visto in faccia il male assoluto. Un grande saggio.

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    11/03/2019 06:52:31

    A differenza delle altre opere di Primo Levi, questo è un saggio e non un resoconto. C'è un tentativo di interpretare fenomeni di massa atroci, certamente i campi di sterminio, ma non solo. Con grande coraggio, Levi si chiede se sia ancora valida la differenza tra "noi" e "loro", tra "buoni" e "cattivi". Una opera che mette in guardia dai manicheismi contemporanei. Ancora più potente perché scritta da una persona che ha visto in faccia il male assoluto. Un grande saggio.

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    Max
    08/03/2019 10:13:47

    Ci sono libri che quando leggi non riesci a staccarti, questo è uno di quelli. A distanza di 40 anni da Se questo è un uomo, Levi mette in mostra tutto il suo acume, facendo i conti con il passato e con una memoria che sbiadisce, ma che ha maturato in lui sotterraneamente un'analisi densa di significati. Se amate la storia, se amate Primo Levi, se amate la profondità del pensiero e l'onestà intellettuale, non potete non leggere questo libro che risulta quanto mai attuale. Ci sono libri scritti col sangue proprio, sono pochi anzi pochissimi e questo è uno di quelli. Tutti i capitoli sono belli e interessanti da leggere, non solo quello dedicato alla cosiddetta zona grigia, che è il più citato. Ci sono episodi e racconti inediti (terribili...) ma soprattutto riflessione.

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    18/09/2018 09:49:04

    Quasi quarant'anni dopo "Se questo è un uomo" Levi torna, questa volta con la forma dell'opera saggistica, a occuparsi di quell'universo concentrazionario di cui egli è stato testimone diretto. Concetto fondamentale del testo credo sia quello della cosiddetta "zona grigia" locuzione oggi forse un pò abusata (privandola del potenziale concettuale originario la zona grigia oggi è sinonimo di qualsivoglia situazione opaca e poco chiara, una sorta di habitat delle eminenze omocrome). Lo scrittore torinese è mosso dal coraggioso intento di percorrere finalmente, con occhi ben aperti, l’oscuro sentiero che separa le vittime dai loro persecutori. Solo un pensiero superficiale e semplicistico poteva ancora sostenere che quell’ambito, sebbene spesso celato ad un primo sguardo, fosse vuoto o peggio ancora inesistente. Gli esempi portati dall’ex haftlinge 174517 sono oramai divenuti casi paradigmatici all’interno della letteratura inerente la Shoah. Si va dall’accoglienza fatta di calci e pugni propinata dagli altri compagni di sventura sin dall’apertura dei vagoni piombati, alla variegata pletora di disperati che nella sola speranza (non già certezza) di un piccolo sovrappiù alla già insufficente razione alimentare, si prestavano alle più variegate mansioni nella macchina perfetta del Lager: dagli innocui svuotatori di latrine fino ai più controversi Kapo. Ai confini della zona grigia descritta da Levi stanno infine le figure tragiche dei Sonderkommando e quella, a tratti grottesca, del rabbino Chaim Rumkovski.

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    10/06/2017 12:45:17

    L'ho letto in 2 giorni e credo che, rispetto a Se questo è un uomo e La tregua, questo sia di grande impatto. Ti costringere a riflettere, in alcune parti è provocatorio (la violenza è utile? si! o meglio, dipende). Mentre i primi due libri sono impostati come racconto biografico, questo è più un saggio. Le riflessioni di Levi sono molto profonde e applicabili non solo al sistema concentrazionario, ma all'uomo in generale. L'autore/narratore si comporta come uno psicologo che vorrebbe svelare le parti oscure dell'umanità. Il mio unico consiglio è di non leggerlo così velocemente come ho fatto io, a piccoli sorsi.

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    GD
    28/04/2015 12:53:56

    Fantastico. Un classico del pensiero per lucidità e onestà. Leggerlo una sola volta non basta, occorre portarlo con sé sempre.

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