Sono stato un numero. Alberto Sed racconta

Roberto Riccardi

Editore: Giuntina
Collana: Vite
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 15/01/2009
Pagine: 165 p., Brossura
  • EAN: 9788880573272
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Recensioni dei clienti

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    PIERLUIGI

    28/09/2016 18:39:07

    INDIMENTICABILE. Soprattutto l'epilogo. Vivissimi complimenti al Colonnello dell'Arma dei Carabinieri, Riccardi! E' riuscito ad arrivare dritto al CUORE. Davvero TALENTUOSO. Pier78

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    Claudio

    27/07/2016 13:01:03

    Ennesima, ma non saranno mai troppe, testimonianza di un sopravvissuto ai lager nazisti per il solo e semplice fatto di essere ebreo. Alberto Sed ha perso in quell'inferno la madre, due sorelle, parenti e amici: solo con diversi colpi di fortuna è riuscito a salvarsi, a tornare a casa, ma non di liberarsi dei fantasmi e dei ricordi. Una grande e bella persona.

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    Massimo F.

    04/05/2016 12:08:25

    Per quanto opportunamente edulcorata e "pettinata" dall'autore, la storia di vita vissuta di un ragazzo deportato lascia decisamente il segno. Orrore allo stato puro, raccontato in maniera quasi elementare e con stile gradevole che lo fa emergere ancora più prepotentemente. Lettura da rendere obbligatoria nelle scuole.

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    monica

    19/03/2012 11:52:07

    Alberto ha subito fame freddo botte malattie, ha visto morire mamma e sorelle in Auschwitz, ha visto i corpi dei gasati degli impiccati dei bambini trucidati. E' scampato alla camere a gas per miracolo ha cercato la morte per porre fine alle sue sofferenze, eppure in questa sua testimonianza racconta il bene che lo aiuto' a fare ritorno nel mondo dei vivi. Parla con affetto e gratitudine di chi salvo' suo cugino di coloro che lo strapparono alla morte solo per bonta' d'animo, degli amici ritrovati e di tutti coloro che non torneranno mai piu'. Quasi ogni gesto quotidiano lo riporta in Lager nonostante i parecchi anni passati, da una visita medica ad un vagone del treno, ma la sua bonta' d'animo e il coraggio di continuare a vivere lo sente come una forma di riscatto, le SS lo volevano annientare perche' nato ebreo e lui con orgoglio mostra le foto della sua numerosa famiglia figli nipoti e pronipoti. Nessun odio per i suoi carnefici, solo la bellezza di tutto cio' la vita puo' offrirgli ora, impossibile non provare affetto per Alberto dopo aver letto questa sua splendida testimonianza.

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    Dolores

    18/03/2012 08:51:27

    Ho pianto, per tutta la durata della lettura del libro, calde lacrime. Come puó esistere tanta sofferenza, tanta malvagità ma anche tanta bontà? Sono stata male leggendo questo libro ma sono riconoscente al sig. Albero per questa sua preziosa testimonianza. Vorrei consigliarvi questa lettuta, non dobbiamo sottrarci a tanto dolore, é comunque un dono. Ringrazio di cuore Alberto Sed e vorrei che gli giungesse il mio abbraccio caloroso

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    paola19031974

    09/12/2009 17:05:06

    Caspita è un libro che ti coinvolge parola per parola... Fantastico Roberto Riccardi, per come a saputo esprimere nel miglior modo la vita di Alberto Sed. E mi chiedo come può la gente dopo "una sventura" del genere, aver ancora fiducia nel genere umano? Grazie alla fede? Grazie a questo libro ho capito... La domanda giusta da fare è: perchè le persone riescono ad arrivare a tanto? Che cosa passa loro nella testa? Un giorno capiranno il male fatto agli altri? Chissà... Ma io sono un tipo positivo e spero che con l'andare del tempo, le cose possano migliorare. Complimenti ancora per il libro. Auguro Buon Natale a tutti.

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    Ery

    06/07/2009 13:58:24

    Stupendo.Ringrazio Riccardi, nella speranza che altri come lui, vogliano e riescano ad ascoltare e poi raccontare persone come Alberto Sed, la cui vita può e deve, essere un grande insegnamento per tutti.

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    Annalisa

    07/06/2009 21:36:15

    Grazie. Non è il primo libro che leggo sulla Shoah, e tutti è bene averli letti, sono un monito che serve ad ogni generazione. Questo, forse perché risponde in parte a domande troppo grandi per avere una risposta, sono grata che sia stato scritto.

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    maria

    07/06/2009 09:23:14

    Ho letto questo bellissimo libro peraltro su suggerimento di un lettore che ne aveva già scritto un commento su questo sito.Penso che dovrebbe essere utilizzato come libro di testo di storia già in terza media.Oltre alla descrizione di quanto accadeva nei campi infatti, in modo molto chiaro si parla della "banalità del bene" e dell'incomprensibilità del male.Argomenti su cui i nostri figli devono riflettere fin da subito perchè valori quali la solidarietà, l'amore per il prossimo. la generosità non sembrano più appartenere a questo mondo!

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    rikki

    28/05/2009 01:08:31

    Dire che è un bel libro mi è difficile,è molto forte ma purtroppo vero.Sono triste quando lo leggo, pagina dopo pagina provo rabbia e anche delusione, per il fatto che molti di noi,me compreso, non sappiamo apprezzare la vita anche se dura, abbiamo di siucuro perso i valori stessi.Una sola domanda mi pongo,perchè?

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    Mirco Ficola - Perugia

    25/05/2009 15:18:54

    Questo libro lascia più di un brivido, una speranza e un dubbio atroce. E' indescrivibile l'emozione nel leggere la narrazione della vita (vita?) nei campi di sterminio. Altrettanto dirompente il messaggio finale di speranza nell'intelligenza del genere umano. Sono d'accordo con l'autore sulla necessità del ricordo dei fatti affinchè tutti sappiano e sull'errore di cercare di capire e quindi di trovare "una ragione" a quanto avvenuto: la "ragione" è la motivazione di cose nobili, non certo di atti di sterminio. E proprio perchè non può esserci una "ragione" per quanto è avvenuto che il dubbio affiora: ci potrà mai essere un nuovo olocausto? Se si intende la vita, molto semplicemente, come una ruota che gira, è facile pensare che "quella casella", prima o poi, possa nuovamente uscire. Forse sta a noi imprimere la velocità giusta a quella ruota affinchè non si fermi dove non si deve fermare.

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    nicoletta

    24/05/2009 19:21:04

    Veramente un libro fantastico.Ricco di emozioni e di stati d'animo.Consigliatissimo! Complimenti all'autore e in bocca al lupo!

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    valina

    09/05/2009 21:19:07

    Per non dimenticare, ma soprattutto per capire con gli occhi di un bambino... Un libro commovente sulla vita e la morte, da consigliare a tutti. Ragazzi, leggete cosa dice Alberto Sed riguardo alla sua passione per il calcio e cosa gli ha impedito di andare ancora allo stadio....e....RIFLETTETE.

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    steven

    24/04/2009 12:37:08

    Un libro bellissimo e commovente. Ci insegna a non dimenticare ed anche a non abbassare la guardia nei confronti di coloro che predicano odio verso chi e' "diverso" da noi.

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    M. T.

    20/04/2009 14:57:59

    Nei racconti dei campi di concentramento si può correre il rischio di stancare il lettore con le solite descrizioni di atrocità e cattiveria pura; questo non avviene in questo bellissimo diario di una vita, di una famiglia travolta e distrutta nel giro di pochi giorni. Un libro speciale che resta inciso nella memoria.

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    Sarah

    16/04/2009 19:55:23

    Molto molto molto bello, da leggere assolutamente, nonostante l'argomento è un libro vivace che parla anche di speranza e di possibilità con un tono a tratti leggero.

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    ERICA

    14/04/2009 20:49:21

    un libro toccante... in alcune pagine resti senza parole per la descrizione accurata di certi episodi. Trasmette però tanta tristezza e sconforto che scompaiono sapendo che il protagonista sia vivo ed abbia potuto testimoniare. Bello Bello Bello

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    Chiara

    01/04/2009 16:36:44

    Dire che mi ha toccata profondamente è dire poco. Ho ancora i brividi, e credo che la vicenda di Alberto Sed non uscirà mai dal mio cuore. Ma è trattata in modo così delicato che dopo aver letto non mi sento angosciata, anzi. Una grande lezione di amore per la vita, di etica, di cultura e Storia vere.

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    Tommaso

    24/03/2009 11:24:15

    Trascrivo un passo del libro: "Nei miei ricordi ci sono pagliericci che restavano vuoti, vestiti che tornavano in magazzino, compagni con cui non avrei più diviso le rare parole, le incerte speranze, i magri sorrisi. Nessuno di loro meritava di morire fra simili tormenti, lontano dai suoi cari, privo di ogni conforto. Ne sia celebrato il ricordo, i volti senza nome siano lapidi scolpite nella storia, restino incisi i numeri tatuati sulle braccia. Milioni di numeri e di volti, i miei fratelli. Legati a me non da razza o religione, ma da un imprevisto, inevitabile destino". Questo è solo un esempio: poesia, allo stato puro, dall'inizio alla fine. Bellissimo, imperdibile.

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    Valentina

    24/03/2009 08:48:18

    Me-ra-vi-glio-so! Un libro scritto con stile impeccabile, che esprime, dalla prima all'ultima pagina, valori e sentimenti belli e delicati. Stupenda la lettera finale.

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