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Emanuela Zuccalà

Collana: Uomini e donne
Edizione: 6
Anno edizione: 2005
Pagine: 144 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788831527699
Usato su Libraccio.it € 5,94

Recensioni dei clienti

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    monica

    01/03/2012 08.47.54

    Aveva solo tredici anni Liliana quando fu deportata ad Auschwitz, da bambina ingenua e molto amata ora si trova a vivere una realta' inconcepibile, suo pdre e il nonno finirono direttamente in gas. Si trovo' sola e divento' indifferente alla morte, il pezzo di pane fatto di segatura e la schifosa zuppa erano le sue cose che rappresentavano un giorno di vita in piu' per lei. Affezionarsi a qualcuno in lager significava una perdita in piu' quindi era meglio non amare nessuno. Liliana si e' salvata ma tornata in Italia si senti' ancora piu' depressa. L'Italia non ne voleva sapere di Auschwitz, qualcuno negava che questo fosse accaduto, Liliana si portava dentro il Lager, aveva superato le selezioni per il gas, indossava abiti cenciosi e pidocchiosi mangiava senza posate nella sporcizia ed ora si sentiva incompresa, non apparteneva a questo mondo libero, da sopravvissuta si sentiva ancora piu' diversa e sentiva di avere un debito da pagare: quello di raccontare. In memoria di coloro che vide soffrire e morire in Lager, coloro che orami erano solo cenere ma che una volta erano uomini donne e bambini, erano esistiti e l'odio li aveva annientati. Un bellissimo libro da leggere e rileggere.

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    Maria Santoni

    08/02/2005 22.41.17

    Un libro bellissimo che ho letto in una nottata. Naturalmente non si può dormire, ma bisogna sapere, si deve sapere. La signora Liliana ci ha fatto uno straordinario dono e capisco l'urgenza e la irrefrenabile spinta a raccontare cio' che ha vissuto e visto. Ecco la sua straordinaria missione per i morti e per i vivi. Drammatico è tra le altre cose il silenzio assenso di moltissimi di noi. C'e' da lavorare molto su questo nelle scuole, nelle famiglie, dappertutto. Mancano le lezioni di Umanità dall'asilo all'Università. Non riesco ad esprimere come vorrei la mia grati-tudine alla Sig.ra Liliana Segre, anche per i miei amici ebrei che non sono piu'. Le auguro il centuplo di bene e tutto il mio affetto. Maria Santoni (altissimo il voto, inutile dirlo)

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