Sorgo rosso

Yan Mo

Traduttore: R. Lombardi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 484 p.
  • EAN: 9788806178529
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 7,29

€ 7,29

€ 13,50

7 punti Premium

€ 11,48

€ 13,50

Risparmi € 2,02 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    AdrianaT.

    27/06/2017 06:53:52

    Tutti contro tutti: giapponesi vs cinesi; cinesi comunisti vs cinesi del Kuomintang; milizie locali vs giapponesi, comunisti e collaborazionisti; briganti vs giapponesi; cani vs tutti - una mattanza. L'epica moderna in una certa Cina a me sconosciuta; una scrittura che associa l'amplesso al 'bruciare delle fiamme dorate' e che, fra poetici tramonti e idilliache suggestioni bucoliche, mi ha fatto digerire pure i cani bolliti. Merito della delicatezza tutta orientale di Yan Mo. Una storia forte, una narrazione dai ritmi perfetti; un romanzo-mondo.

  • User Icon

    Paolo Storani

    22/04/2014 17:03:45

    Sorgo rosso metafora di un tempo incantato e magico, che si perde nel mito di un passato dove vivevano eroi che erano anche banditi ma soprattutto erano Uomini e Donne. Cui, alla fine del libro, viene contrapposto il nostro tempo, quello del sorgo ibrido, incerto, senza eroi (e forse senza Uomini?). Un libro memorabile in cui i continui salti avanti e indietro nella narrazione, il perdersi nel tempo, fanno scivolare nell'epica e nel mito quella che poteva essere solo la storia di una famiglia ma che infine diventa la storia di un popolo.

  • User Icon

    luca

    21/04/2014 19:26:41

    Effettivamente un ottimo affresco della Cina del tempo e di un conflitto, quello sino-gipponese, del quale si sa davvero poco. La cultura e la storia cinese, sono per noi europei, un qualcosa di molto sconosciuto, che in questo libro vengono ben rappresentate. Ho trovato lo stile di scrittura e le descrizioni molto coinvolgenti. Attenzione però: i capitoli non sono in ordine cronologico, bensì sono un continuo flashback rispetto ai capitoli precedenti, il che può complicarne la lettura e non piacere. Nel cinema i flasback costanti hanno sempre rappresentato grand film, non saprei dire se vale la stessa cosa per un libro. Piaciuto sicuramente

  • User Icon

    Gennaro

    19/06/2013 15:14:32

    Veramente un gran bel libro! Affascinante, coinvolgente, forte, disgustoso, eccitante, rocambolesco. Un'epopea vissuta tra flashback e anticipazioni, a cavallo di un quarantennio che ha sconvolto il destino di uno dei paesi più controversi del mondo. La tecnica narrativa di Mo Yan è superba, riesce a tenerti incollato al libro pur sballottandoti in giro per il XX secolo. Voto pieno assolutamente meritato, per un libro che ti fa venir voglia di prendere il primo volo per Pechino e andare alla ricerca di Gaomi e delle sue distese di sorgo, di pescare nel Moshui e di bere fino all'ebbrezza il vino di sorgo alla distilleria della nonna. Da leggere, sopra ogni cosa.

  • User Icon

    Michael Moretta

    01/06/2013 16:26:01

    Un libro affascinante e difficile, duro, crudo, violento, appassionato, emozionante e commovente. La storia del bandito Yu Zhan'ao, raccontata dal nipote, ci guida attraverso la storia della Cina rurale dalla fine degli anni 30 all'inizio degli anni 70. Viviamo quindi l'invasione giapponese e la guerra di resistenza combattuta dai villaggi contro i "diavoli" e contro i collaborazionisti cinesi. Altresì l'autore ci accompagna nella Cina comunista, guidata dai segretari dei villaggi e dalla nuova nomenclatura, il cui contrasto con il mondo agricolo centro della storia è stridente. La scrittura di Mo Yan non è per nulla semplice. Il narratore è il nipote di Yu, di cui ci viene detto pochissimo, che si riferisce ai suoi parenti non chiamandoli mai per nome ma solo con nonno, nonna, seconda nonna, e padre. Ciò che rende difficile la lettura è l'utilizzo dei piani sovrapposti, per cui gli eventi ci vengono raccontati senza una linearità cronologica. Si comincia nel 1939 per poi passare al 1970 e poi ritornare ancora indietro. Una volta calati in questo contesto la lettura diventa più semplice ed è possibile allora apprezzare la scrittura dell'autore, ricca di immagini colorate, profumate, forti, ricca di metafore, di aggettivi e di accostamenti arditi. Il tutto vissuto con la compagnia silenziosa ma costante del sorgo, a seconda dei momenti usato come bevanda, cibo, nascondiglio, giaciglio. Il libro è senza dubbio complesso ma ha un fascino enorme e ci conduce in un momento storico e in un luogo al centro dei quali ci sono superstizioni, banditi, tradimenti, massacri, vendette, crudeltà, eroismo e resistenza. Alcune scene sono davvero molto crude, ma d'altronde cruda era la realtà dell'epoca e crudi sono i fatti che qui si narrano. Infine sottolineo anche io l'abbondanza di refusi, soprattutto nelle prime cento pagine, ed in particolare il confondere "muri" con "muli".....una cosa non proprio da edizioni Einaudi....

  • User Icon

    yuri totani

    01/02/2013 18:26:43

    Libro sul tema della resistenza cinese contro gli invasori giapponesi durante la seconda guerra mondiale ambientato in un piccolo villaggio cinese circondato da campi di sorgo rosso. A volte troppo pulp(sangue e merda) nelle descrizioni per i miei gusti. Mi ha fatto venire voglia di bere il liquore di sorgo (senza urina), non capisco, però perché nel libro lo chiamino vino e perché gli avvenimenti vengano riportati cronologicamente in maniera casuale. Mi sorge il dubbio che il traduttore abbia mescolato la cartella con i capitoli, oppure è il segno della genialità dell'autore premio nobel?

  • User Icon

    Antonella Schina

    25/01/2013 14:23:46

    Ho acquistato questo libro dopo aver letto le buone recensioni ma ne sono rimasta annoiata e delusa. Lente e lunghe descrizioni, la storia che fa balzi nel tempo...sinceramente mi aspettavo qualcosa di molto più interessante.

  • User Icon

    fabio

    22/01/2013 14:21:01

    E' un capolavoro. Crudo e spietato. Mi ha lasciato forti emozioni. E' la storia di una famiglia, è la storia epica di un popolo. Banditi, eserciti che si scontrano tra loro e poi si uniscono per un istante contro il nemico giapponese, branchi di cani che diventano assassini pronti a colpire gli uomini. Poi, la battaglia quotidiana per la sopravvivenza e i riti e tradizioni di un popolo. Immenso

  • User Icon

    misselisabethbennet

    18/01/2013 19:22:44

    ... bel libro ma non proprio paragonabile a cent'anni di solitudine..troppo crudo e dettagliato in alcuni punti ma sicuramente rispetto a quello che esce dalle librerie è assolutamente un bel libro!

  • User Icon

    PROT

    06/01/2013 20:07:17

    libro difficile, non banale, scritto da un ottimo autore, che utilizza i colori per scrivere... ovviamente il rosso ma tanti altri... difficile però seguire il filo cronologico della trama, troppo frammentata a mio parere... comunque un libro da leggere, assolutamente... devo purtroppo anche io sottolineare i numerosi refusi di questa edizione, una cosa mai vista da uno che qualche centinaio di libri ne ha letti... mah...

  • User Icon

    Maria

    15/10/2009 11:06:59

    Un manipolo di uomini impavidi contro l’acerrimo nemico giapponese (e i suoi collaborazionisti), torture disumane subite o inflitte, tradimenti, passioni e gelosie in un romanzo che racconta la Cina dagli anni ’20 agli anni ’70 del secolo scorso. La cronologia però diventa uno strumento duttile in mano all’autore, si va avanti e indietro nel tempo e lo stesso evento viene descritto più volte con dettagli sempre differenti. Per chi, come me, ha letto il libro lentamente c’è il rischio di perdersi. Da sfondo (o da protagonista) c’è il sorgo rosso, alto, compatto che diventa sempre qualcosa di diverso, a seconda della situazione: un campo di battaglia, un rifugio, una tomba. Nel presente del narratore (gli anni ’70) il sorgo ibrido, tozzo e insignificante, ha ormai soppiantato la pianta di cui è il surrogato: una similitudine per indicare che riusciamo a identificarci solo nel nostro passato? Un libro che può essere letto se non si è deboli di stomaco e da consigliare solo a chi ama le storie di guerriglie.

  • User Icon

    sergio oliveri

    24/08/2009 11:06:32

    Celebrato come il maggiore scrittore cinese contemporaneo, Mo Yan mi è parso lontanissimo dal livello di Pearl Buck, che tanto avevo apprezzato anni fa leggendo, ad esempio, “La buona terra”. Ho trovato stucchevoli il suo stile prolisso e granguignolesco, le diffuse enormità e i troppo ripetuti paragoni, insopportabilmente esagerati, delle semplici cose della campagna cinese a chissà quali meraviglie celesti. Soprattutto non mi è piaciuto che un personaggio ricco di caratteristiche ormai universalmente riconosciute negative (violento, pluri-assassino, iper-orgoglioso, adultero ecc.) venga tratteggiato con toni da eroe positivo. Ho trovato invece interessante il fatto che Mo Yan descriva avvenimenti del XX secolo con atmosfere che da noi appartengono al più buio medio-evo, raccontando un ambiente lontanissimo dalle immagini di antica e diffusa saggezza, con cui altri Autori cinesi, come la citata Buck, avevano sin qui presentato quel popolo al mondo occidentale .In tal modo l’Autore dà una precisa idea dell’arretratezza culturale, etica e civile della Cina, anche se in tal modo egli fornisce un cattivo biglietto da visita per quel paese, quando invece oggi esso ha bisogno del contrario. Incredibile, infine, il numero di errori e refusi di stampa in un’edizione Einaudi: magari anche questo significa qualcosa. A mio giudizio, un libro tutt’altro che imperdibile.

  • User Icon

    Filomerico

    22/05/2009 00:05:24

    Un cantore discendente in linea diretta da Omero. Un Tolstoj dei nostri tempi. Il tipo di narratore che l'Europa occidentale da generazioni non è più capace di esprimere. Il riso ed il pianto, l'individuo e la comunità, la vita quotidiana e la storia, il lirismo e l'epicità, la guerra e la pace. Quando si arriva alla fine, di questa come delle altre opere di mo Yan, sembra impossibile di avere soltanto letto un libro.

  • User Icon

    Buby

    23/01/2009 11:41:02

    libro stupendo, lo consiglio a tutti!!!! E' quasi una poesia in prosa, ti fa vivere in un mondo spietato ma anche romantico al di fuori dei canoni occidentali. Dieci e lode!

  • User Icon

    Gianca

    26/04/2008 12:25:42

    Davvero un romanzo magistrale, poderose le vicende e la forza narrativa. Unico neo è la poca linearità cronologica degli eventi, il romanzo infatti prende corpo come un mosaico in cui man mano si inseriscono le varie tessere con continui salti di tempo, ma forse proprio questa è la particolarità della scrittura di Mo Yan. Un romanzo che molto probabilmente rimarrà nella storia della letteratura.

  • User Icon

    Antonio

    24/11/2006 02:59:46

    Romanzo davvero molto bello, che rivela non solo la bravura di Mo Yan nel descrivere situazioni, paesaggi, persone, ma anche la maestria del secondo autore che c'e' dietro queste pagine pubblicate per i tipi della Einaudi: la sua traduttrice dell'opera Rosa Lombardi.

  • User Icon

    Gaetano

    12/07/2006 13:58:59

    mentre leggi ti sembra di sentir l'odore dei fusti di sorgo o di vedere i colori generati dal sole d'oriente e avverti l'umidità come se leggessi nei pressi del fiume Moshui o ancora ti sale la nausea perchè i cadaveri dei banditi sembrano giacere sotto il tuo letto davvero...stupendo! evocativo, mitico, epico! mi riprometto di vedere il film

  • User Icon

    emilio locatelli

    09/05/2006 13:09:25

    Un capolavoro: stupefacente l'abilita nella descrizione di paesaggi e luoghi, carica di struggente lirismo, cosi' pure nell'introspezione psicologica ottenuta usando sempre come ingredienti i fatti della natura, le sue manifestazioni esteriori. Lirismo e crudezza si mescolano sconvolgendo il lettore. Libro anticristiano, nel senso che e' privo di morale del perdono, del premio divino e della ricompensa...Gli attori della narrazione sono come spighe di sorgo contro un vento tenace, che amano, odiano, soffrono in un eterno presente.

  • User Icon

    claudio

    27/01/2006 13:16:27

    Grande libro di questo scrittore che ha un talento secondo me paragonabile a Garcia Marquez. Come Garcia Marquez ha un suo stile di scrittura che deriva sicuramente dal paese da cui proviene, un modo completamente originale e strano di descrivere le situazioni, i personaggi,l'amore, la guerra. E' bello finalmente leggere qualcosa di nuovo e di originale, entrare nella logica di un altro universo a noi completamente estraneo. Estranei sono i paesaggi, le situazioni familiari, le reazioni dei singoli, la crudeltà così normale in un ambiente primitivo come la Cina rurale. Il libro è ambientato nella campagna cinese degli anni 40 ma da quel poco che ho visto in Cina non è molto diverso anche oggi, Shangai con i suoi grattacieli è a migliaia di chilometri.... Lo consiglio a tutti, insieme all'altro suo libro che ho letto "Il supplizio del legno di sandalo", e ne approfitto per fare i miei più sentiti complimenti alla traduttrice, non dev'essere facile tradurre dal cinese e riuscire a rendere così bene le sensazioni ed i discorsi della gente.

  • User Icon

    Giovanni

    10/11/2005 10:24:04

    Bel libro, non il migliore che abbia letto sull'argomento, ma Mo Yan descrive in maniera sublime le sofferenze, la forza, la disperazione ma anche la tenacia dei Cinesi che oppongono restistenza agli invasori Giapponesi. Vicende tristi ed Eroiche, banditi crudeli ma giusti, donne e bambini costrette a diventare forti. Un libro da leggere.

Vedi tutte le 21 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione