Categorie

Piero Chiara

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XIII-149 p. , Brossura
  • EAN: 9788804567912

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    paolo

    28/01/2016 20.33.38

    Gustosissima e divertentissima parodia di un signor nessuno che diventa qualcuno x tre donne zitelle a cui regala l'amore a notti alterne.Che poi un malinteso lo ponga in alta considerazione presso le autorita' fasciste e' una trovata straordinariamente divertente di un umorismo caustico e pungente. Da leggere.

  • User Icon

    Leopoldo Roman

    27/03/2015 09.02.25

    Divertente e piacevole. Quasi una novella boccaccesca, tragica e grottesca, dove Piero Chiara ha dato il meglio di se stesso. Con Emerenziano il gallo e le sorelle Tettamanzi, le galline, davvero un bel pollaio nella lacustre Luino! E che dire della vecchia Teresa, del Prevosto, del furbo e sciocco Paolino delle dame di San Pancrazio. Tutti personaggi letterariamente deliziosi e quindi indimenticabili. Pur trattando una vicenda scabrosa (oggi si direbbe scandalistica) Chiara ha saputo mantenere alto il livello della narrazione senza mai scadere nel volgare. Come scrive Carlo Bo nella prefazione "il narratore finisce per legare la fantasia al giuoco delle cose e trasformare la realtà in favola o ricondurre la favola a delle origini più attendibili".

  • User Icon

    zenzero

    19/03/2014 21.43.01

    Romanzo divertente, scorrevole seppur ricercato nel linguaggio, nella costruzione della trama e nel gusto del dettaglio. Anche secondo me antesignano di Andrea Vitali e come lui narratore appassionato dei propri luoghi e della gente che conosce.

  • User Icon

    Alessandro

    18/01/2014 09.51.27

    Emerenziano Paronzini (nome altisonante com'è uso per tutti i protagonisti di Chiara), reduce di guerra ma soprattutto uomo amante della quiete e della mediocritas, si trasferisce nella piccola e tranquilla Luino prevedendo di trovarvi moglie - una qualsiasi, purché ci stia. A fare al caso suo sono le tre sorelle Tettamanzi, zitelle, bruttine e tra loro assai differenti sul piano caratteriale. Su chi andrà la scelta? E' il secondo romanzo che leggo di Chiara dopo il piacevole 'Il piatto piange' (1962). Più che un romanzo, una novella boccaccesca allargata. C'è un richiamo parodistico al mito di Paride, ma anche il ritorno di un topos curiosamente endemico alla letteratura italiana: quello delle sorelle nubili (mi viene da pensare alla Coscienza di Zeno, a Don Giovanni in Sicilia, a Le Sorelle Materassi). Chiara mi si sta rivelando uno scrittore leggiero e divertente, che vorrei conoscere meglio anche per capire se abbia saputo fare anche qualcosa di diverso. Leggo che da questo libro è stato tratto il film "Venga a prendere il caffè da noi" di Alberto Lattuada (1971), con Tognazzi protagonista e un cameo dello stesso Chiara.

  • User Icon

    Silvia

    27/12/2013 22.07.03

    Mi sono accostata a questo autore perché molti lo associano a Vitali. A dire il vero il tratto è estremamente diverso; se da una parte abbiamo un brillante Vitali, frizzante nella sua narrazione quanto lo sono i suoi personaggi nel viverla, dall'altra c'è lo stile sofisticato e ricercato di Chiara. Due metodi diversi di raccontare lo stesso contesto lacustre, piatto all'apparenza, stereotipato ma in realtà ricco di sotterfugi, scandali e ilarità.

  • User Icon

    angelo

    23/04/2013 21.00.39

    Ingredienti: un uomo di mezza età furbo, cinico e determinato a trovare moglie, tre sorelle zitelle chiuse dentro i confini del puritanesimo più bigotto, un paesino che vive di pubbliche virtù e vizi privati, un destino che si rivelerà più cinico e baro del protagonista. Consigliato: a chi vuole scoprire le inevitabili e sorprendenti fuoriuscite dalle strettoie moralistiche, a chi vuole apprezzare un personaggio ritagliato su misura per Ugo Tognazzi (che lo interpretò magistralmente nella versione cinematografica del libro).

  • User Icon

    Renzo Montagnoli

    30/01/2012 20.37.24

    Emerenziano Paronzini, un impiegato statale di mezza età, ha idee ben chiare in testa: è giunto il momento di accasarsi, di trovare una moglie, non necessariamente bella, ma che rappresenti per lui una sicurezza, un approdo definitivo in attesa dell'ultima stagione. E' così che nella sua ricerca, in cui spirito di osservazione e fiuto istintivo procedono appaiati, s'imbatte nelle tre sorelle Tettamanzi, zitelle ormai, timorate di Dio, anzi quasi beghine, senza problemi economici e con una vecchia, ma comoda casa in paese, circondata da un bel giardino. Belle non sono, anzi a voler essere realisti sono proprio brutte, anche se qualche particolare anatomico non è disprezzabile. E così come la faina si avvicina al pollaio con circospezione, il Paronzini guata le prede, fino a riuscire a introdursi nella loro dimora. La scelta cade sulla più anziana, Fortunata, ma il corteggiamento di un uomo, del tutto ormai inatteso, sconvolge l'equilibrio familiare, provoca scariche ormonali al punto che tutte e tre le sorelle decidono, autonomamente beninteso, di farlo innamorare. E così, se la scelta formale sarà per Fortunata, portata infatti all'altare, Emerenziano Paronzini si farà in tre, passando da un letto all'altro, accontentando così anche le altre due che, per la prima volta, nella loro ingessata vita da nubili, conosceranno la felicità. Secondo romanzo di Piero Chiara, dopo Il piatto piange, La spartizione vanta un'invidiabile freschezza, una leggerezza narrativa che presenta, per la prima volta nella produzione dell'autore luinese, una misurata ironia che fa muovere più al sorriso che alla risata, che stempera qualche scena un po' troppo erotica, restituendo all'atto sessuale quella sua naturalezza che solo secoli di calunnie hanno relegato fra i peccati. La spartizione è un romanzo sicuramente piacevole e divertente e quindi la lettura è senz'altro consigliata.

  • User Icon

    Rita Belloni

    24/12/2011 12.52.58

    Semplicemente bellissimo insieme a "Il pianto piange", "Il cappatto di astrakan" e "La stanza del vescovo". Un capolavoro! Godibilissimo!Indimenticabile la figura della domestica Teresa. Leggetelo!

  • User Icon

    chiara

    27/06/2011 07.31.23

    un'opera promossa a pieni voti: una stotia sagacee, divertente, scorrendo la quale si coglie il pensiero di Piero Chiara sull'amore, sulla vita, sul tempo. E uno scorcio di storia, che scorre leggero senza annoiare.

  • User Icon

    Simone

    10/03/2010 07.22.15

    Bellissimo, delicato e ironico! Una chicca da non perdere assolutamente!

  • User Icon

    maria russo dixon

    01/08/2009 10.07.09

    Chiara ebbe grande successo e notorietà negli anni 70 , tanto che di questo romanzo ci fu una versione cinematografica "Venga a prendere un caffè con noi" con Ugo Tognazzi questa sì sparita dalla circolazione. Chiara un 'effemeride della debole letteratura italiana, come probabilmente sarà Camilleri. Intanto Fruttero e Lucentini, Umberto Eco stavano intanto affilando i pennini. Chiara piaceva molto alle signore e a Maurizio Costanzo. Fosse vissuto di più, avrebbe avuto come rivali Mazzantini o Ammanniti e allora sì che ce l'avrebbe fatta a farsi prendere in considerazione. Beati monoculi, in orbe caecorum Maria Russo Dixon

  • User Icon

    Alessio

    13/07/2009 15.41.02

    Un capolavoro troppo ignorato. La grazia dello stile, l'acutezza dell'ironia, l'eleganza della prosa: Piero Chiara, uno scrittore che sta tra i grandi.

  • User Icon

    ale bedica

    27/10/2008 13.35.14

    "Con costanza,silenzio e buona tempra si possono ottenere risultati sorprendenti". Sotto l'avventura tragico grottesca delle sorelle Tettamanzi si nasconde un accurato studio di Estetica del Brutto. Chiara dimostra di conoscere non solo gli scrittori che farà leggere al suo Paronzini (Manzoni,Poe,Zuccoli,Dostoevskij,Mantegazza,in questo ordine),ma anche le classificazioni scientifiche del mondo naturale di Ulisse Aldobrandi,che nel seicento affermò che i 'mostri' devono essere considerati fenomeni perfettamente naturali:perciò tanto il bello quanto il brutto sono frutto di un uguale sforzo creativo e sono pertanto qualità 'raggiunte'.Chiara,nella sua analisi,provocatoriamente contrappone le tre Grazie,Aglalia lo splendore,Eufrosine la gioia e Talia la perfezione,simboleggianti l'ideale a cui l'uomo deve tendere,a Tarsilla le gambe,Fortunata i capelli e Camilla le mani,a dimostrare la ricerca personale del sublime. Chiara,ancora,sembra citare,Freud,per il quale l'ironia è l'espressione delle idee che violano la censura dei tabù.Infine la 'scena madre' della spartizione e ricomposizione delle tre mele marce,che opera il Paronzini alla tavola delle tre sorelle, richiama la frantumazione delle convenzioni tradizionali nel brano "Tre pezzi in forma di pere" di Satie. La spartizione non è solo un libro 'divertente';Chiara non è solo un bravo caricaturista.

  • User Icon

    francois

    21/10/2008 20.46.58

    "Di lui parlava un intero paese,e il suo nome sarebbe rimasto come un simbolo dei risultati che si possono ottenere con la costanza e col silenzio,con la buona tempra e con lo stomaco forte".Con queste parole,che sembrano un epitaffio,si conclude La spartizione. Emerenziano Paronzini è stato un eroe.Non è morto per eccessive fatiche sessuali. L'infarto non è stato causato dal giornaliero amore che gli offrivano alternativamente le sue tre ancelle,ma,probabilmente,dalle sei uova (due a colazione,due a pranzo e due a cena)che sempre con costanza e silenzio ha mangiato per due anni. "Camerata Emerenziano Paronzini!" "Presente!"

  • User Icon

    Luciana

    13/09/2008 22.12.35

    Questo spassosissimo romanzo (scoperto grazie a IBS) è una vera "chicca"... lo sto consigliando a tutti gli amici/amiche "libridinosi" come me. La scrittura è perfetta: ogni parola, frase o pensiero sono al posto giusto al momento giusto. Da non perdere!

  • User Icon

    Angelita

    20/03/2008 12.03.02

    I libri di Piero Chaira li ho scoperti di recente, dopo aver letto Vitali, e me ne sono innamorata. Questo è sicuramente uno dei più divertenti e ben scritti a mio parere. Consiglio anche la lettura de "I giovedì della Signora Giulia". Buona lettura

  • User Icon

    Elena

    31/08/2007 22.15.45

    Leggendo questo tipo di romanzo ci si sente pronti ad ascoltare gli aneddoti scabrosi raccontati sottovoce da una saggia nonnina di paese: decisamente rilassante.

  • User Icon

    Silvia

    27/08/2007 16.15.04

    Qualche anno fa avevo letto Il pretore di Cuvio e I giovedì della signora Giulia con un certo interesse ma senza essere particolarmente trasportata. Dopo aver divorato tutti i libri di Vitali e dopo aver visto che qualcuno lo paragonava allo scrittore luinese ho deciso di rimettermi ai romanzi di Piero Chiara. Ho ricominciato con questo e ne sono rimasta molto soddisfatta. La storia è intrigante, la pittura della vita di paese, sempre presentata con impagabile ironia, è arguta e precisa. Purtroppo il romanzo finisce troppo presto dato che non si arriva alle 150 pagine, tuttavia i vari personaggi - Emerenziano, la triade Fortunata, Tarsilla, Camilla e il povero Paolino - restano a lungo nel cuore. Per comletare la lettura suggerisco di vedere il film "Venga a prendere il caffè da noi" con Ugo Tognazzi, interessante trasposizione cinematografica curata da Chiara stesso che appare nella pellicola come personaggio secondario.

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione