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Tiziano Scarpa

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 144 p. , Brossura
  • EAN: 9788806201692

Recensioni dei clienti

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    Attilio Alessandro

    14/04/2016 10.08.27

    Pessimo libro. Punto!

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    Salvatore Palma

    17/12/2012 07.47.40

    Nella prima metà del Settecento a Venezia, l'orfanotrofio "Ospedale della Pietà" ospita ragazze che non hanno famiglia. Una dimora dove non regna la gioia e dove ognuna percorre, malinconicamente, la principale tappa della vita: il passaggio dall'infanzia alla gioventù, da bambina a donna. Anche per Cecilia è così. Ma lei tenta di superare l'incessante frustrazione che è seguita all'abbandono, con la musica, con il suo violino e con il costante pensiero (che trasforma in lettere che non hanno un destinatario) della madre. Psicologico, riflessivo, intimistico e vagamente poetico, non affascina e non trasporta anche se, nel finale, vi compare qualche indizio di ottimismo. Vincitore del Premio Strega del 2009, come altri che hanno ottenuto lo stesso ambito riconoscimento letterario, è stato immeritatamente giudicato e paragonato ad un capolavoro.

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    Cristiana

    01/08/2012 09.38.59

    Melenso, noioso, senza trama. Utile documento per comprendere a che livello sia ridotto il premio Strega.

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    Maria Cristina Flumiani

    21/02/2011 18.17.50

    Scritto da Tiziano Scarpa, autore di varie pubblicazioni tra cui: "Venezia è un pesce", "Cosa voglio da te", "Kamikaze d'Occidente"; mi è capitato di comprarne una dopo aver assistito a una sua brillante esibizione come docente in un corso di scrittura creativa ma ero rimasta delusa dal suo stile parlato, punteggiato di parolacce. Questo libro si distingue dagli altri perché scritto sobriamente e con un'attenzione meticolosa nella scelta delle parole e delle espressioni più efficaci. Il titolo Stabat Mater è riferito a una sinfonia gregoriana e si addice alla narrazione. Ambientato nel '700, in un orfanotrofio, narra la storia di un'orfana che, durante le lunghe notti nel dormitorio, scrive lettere alla madre che non ha mai conosciuto. La ragazza è allieva di Vivaldi, descritto come un personaggio mefistofelico e geniale che, come Andreotti nel film "Il divo", giustifica il male se è finalizzato ad ottenere il bene. È scritto molto bene e permette di percepire immediatamente la carica emotiva dei personaggi di cui omette ogni descrizione fisica, eccezion fatta per Il colore dei capelli di Vivaldi, 'il prete rosso '; ma è troppo crudo nelle descrizioni di situazioni infelici e narrato con uno stile troppo rapido, come se l'autore avesse fretta di finire il racconto.

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    GRAZIANA

    24/11/2010 19.32.58

    A me è piaciuto moltissimo. Elegante, raffinato, stile asciutto con non una parola in più del necessario. Forse non adatto al grande pubblico, ma agli appassionati della bella scrittura sì. Finale insospettabile.

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    Gracet

    02/11/2010 13.00.49

    Non comprendo le critiche mosse a questo libro nelle precedenti edizioni forse perchè a me noioso proprio non è parso anche se ammetto di essere un tantino di parte, conoscendo a fondo la storia dei quattro Ospedali Grandi di Venezia. Se devo essere sincera ho divorato questo breve libricino in una giornata, ringraziando con le lacrime agli occhi chi me l'aveva regalato.

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