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La stagione della caccia

Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Edizione: 16
Anno edizione: 1994
Pagine: 154 p.
  • EAN: 9788838910180
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    Sydbar

    04/06/2014 19.33.49

    La stagione della caccia è un romanzo pubblicato nel 1992 e seppur non rientrante nel filone che ha per protagonista Montalbano dovrebbe, a parere dello scrivente, essere collocato tra le vette letterarie di Andrea Camilleri. Un'opera sopraffina che affascina fino all'ultima pagina e che trae ispirazione a detta dello stesso autore da: l'Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia (1875-1876). La trama narra di strane morti che colpiscono i componenti di un'altolocata famiglia di Vigata, località di fantasia in cui sono ambientati tantissimi romanzi di Camilleri, per la causa delle cui morti nessuno si fa nascere alcun sospetto... Una storia dalla trama semplice eppur geniale, mi ha rimandato il pensiero allo stile di una Agatha Christie in salsa trinacriana, ambientato in una Sicilia del XIX° secolo appena dopo l'unità d'Italia, una lettura piacevolissima che mi ha fatto sentire a mio agio nel leggere. La stagione della caccia è divertente, ammaliante, sottile, acuto nell'ingegnosità, di facile comprensione, ironico e avvilente nel drammatico finale, un finale in cui non c'è pentimento, non c'è perdono, ma per cosa poi? Vi invito a leggerlo e fare le vostre considerazioni. Mentre mi addentravo nella lettura di questo libro mi sono posto il dubbio se Camilleri abbia ideato una nuova lingua letteraria, il Camillerese come dice una mia cara amica, un dialetto siculo ma riadattato e personalizzato. Potrebbe essere Camilleri il nuovo Dante della Sicilia? Ai posteri l'ardua sentenza diceva il Manzoni. Buona lettura a tutti. Syd

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    Anna

    27/11/2012 16.04.01

    Decisamente, senza la schiavitù di Montalbano, che ha impoverito lo stile e la fantasia del suo inventore, si vaggia su altri livelli di narrazione. Piacedole, divertente e mai banale.

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    Mauna Kea

    29/07/2005 20.45.18

    Prima edizione del 1992. Meglio non raccontare la trama in questo caso, perche' e' proprio essa il fulcro centrale del romanzo (non lo definirei un giallo) importante nota pero' e' quella di non leggersi tutto il retro di copertina perche' rovina un po' il piacere della lettura. Mentre si sorride per la svolta presa dagli eventi ci si accorge pero' che il "sapore finale" e' piuttosto amaro. Si legge d'un fiato, e' una lettura davvero piacevole.

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