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Domenico Losurdo

Editore: Carocci
Anno edizione: 2015
Pagine: 382 p. , Brossura
  • EAN: 9788843077007
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Recensioni dei clienti

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    mauro cassano

    01/02/2012 11.24.58

    Un libro equilibrato ed indispensabile per capire il contesto storico internazionale in cui inserire Stalin. Un libro che demistifica e smonta pezzo per pezzo la patina oleografica di purezza del mondo occidentale e "libero", uscito "vincitore" dalla Guerra Fredda e fa piazza pulita dei vari libri neri e consimile paccottiglia in circolazione. L'accusa di stalinismo rivolta all'autore è semplicemente ridicola: ciò che Losurdo ambisce a fare è rifiutare la logica manichea della contrapposizione tra Bene (l'Occidente, comprese le sue tendenze filofasciste) e Male (l'Unione Sovietica e stati satelliti)e dunque analizzare fatti, documenti, fonti ufficiali e di dominio pubblico con criteri storici. Non c'è apologia di Stalin né presunto revisionismo "di sinistra" in ciò: in più punti l'autore si mostra critico della pratica staliniana (ad esempio nel caso delle deportazioni forzate di popolazioni sospettate di non esser sufficientemente patriottiche: una pratica condannata claris verbis dallo storico). Se si vuole effettivamente costruire un futuro per la specie umana occorre analizzarne correttamente il passato: è un tentativo che Losurdo compie egregiamente.

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    giuseppe

    08/03/2010 22.03.38

    non riscontro il carattere leninista nell'azione pratica di stalin.

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    Andrea

    29/11/2009 18.22.17

    Dopo la mia prima impressione (vedi sotto) vorrei dare un giudizio finale. Il testo guadagna un punto. Rimangono alcune perplessità. Tuttavia, pur fra alti e bassi il testo merita una lettura approfondita. Rimangono forti dubbi sul concetto di "comparatismo" che Losurdo applica. Penso ad un libro capitale come "Fascismo Fascismi" di Enzo Collotti e all'insuperato utilizzo dell'analisi comparata. Credo che Losurdo si sia fatto prendere la mano dal suo stesso oggetto. Non penso che ad uno studioso debba interessare riabilitare chicchessia e l'opera meritoria di smascheramento rispetto alla menzogna non dovrebbe essere seguita dal ribaltamento di segno opposto. Il punto per uno storico non è giustificare o condannare, è cercare di capire. Un episodio come Katyn , ad esempio, è liquidato in una frase (solo il titolo) ma non è svolto, citando invece le stragi degli Usa in Corea (?). Ma se nella ricerca sulla storia dell'URSS ci si imbatte in Katyn, è di Katyn che si deve parlare. Una strage non pareggia con un'altra. Sono due. Il comparatista le analizza entrambe. Sul piano politico ci sarebbe molto da dire e moltissimo su quello filosofico. Per esempio a livello politico, traspare che le rivoluzioni siano destinate a finire in un tragico realismo condizionato totalmente dalle forze esterne e che l'imperialismo americano, all'ingrosso, stringe in quell'angolo ogni azione contraria allo stato di cose esistenti. Non si tratta di essere pessimisti o realisti. Si tratta di capire che la storia non è affatto "maestra di vita" e che da essa possiamo solo capire ciò che non va fatto, non certo in quale direzione andremo. (lo storico non è un futurologo) . Complessità è la parola giusta, ma non entro in questo campo. Rimane un libro comunque da leggere, che irrita a volte in maniera davvero urticante. E forse questo è il complimento più grande che gli posso fare. ps mi scuso per la frase riferita ai nostalgici inserita nel commento precedente. E' davvero offensiva e fuori luogo.

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    Andrea

    19/11/2009 08.34.52

    Losurdo è uno dei maggiori studiosi di Filosofia italiani. Tuttavia (o proprio per questo) questo lavoro mi lascia perplesso. Sono a c.a. metà del libro per cui potrei anche cambiare opinione. Però vorrei già"esternare" i miei dubbi. A me pare che l'autore, partito dalla volontà di ribaltare la visione di Stalin, nata soprattutto dopo la diffusione del rapporto Krusciev, finisca in un vicolo cieco che di storico ha davvero poco. Innanzitutto: un libro del genere che non si propone solo di ricostruire il dibattito attorno ad un oggetto, ma di revisionarlo in gran parte non possa essere scritto utilizzando fonti secondarie. Ho notato che queste incursioni nella storia dell'ex URSS spesso saltano a piè pari questo semplice precetto: la storia si fa con le fonti primarie (vedi un altro lavoro certamente di valore molto inferiore come quello di Ludo Martens) il resto è filosofia della storia (appunto) nella quale Losurdo cade spesso ("Saturno che divora i suoi figli", è un'immagine suggestiva che usa l'autore ma che non ha nessuna validità storica. e sembra usata per giustificare le cose che, evidentemente secondo l'autore, non potevano andare che così....). Poi, le fonti usate sono davvero discutibili. Non è possibile citare Stalin per discutere del "carattere modesto" di Stalin! Anche le fonti secondarie (soprattutto?) vanno sottoposte a critica e non prese così come sono. Il concetto di comparazione dell'autore, infine, è quantomeno da sottoporre a critica: non si compara per dire che, sì, stalin deportava le popolazioni, ma, insomma, lo facevano tutti in quel periodo! Se l'oggetto dell'opera non fosse stato Stalin questo sarebbe puro revisionismo storico alla Nolte! La lettura del testo è piacevole e Losurdo è persona molto colta e preparata (a parte i libri correttamente citati in tedesco ma dei quali, magari, si potrebbe anche indicare, quando esistenti, le traduzioni italiane) ma il lavoro non ha una grande importanza dal punto di vista della ricerca storica. Ho paura che piacerà invece a molti nostalgici.

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    Francesco

    19/09/2009 20.45.06

    Di solito i libri su Stalin nella stragrande maggioranza dei casi , sono libri che mettono in evidenza il Terrore degli anni '30 , il pugno di ferro del dittatore e i gulag traboccanti di reclusi . Questo libro ci mostra l'altra parte della storia , la costruzione di una potenza militare , economica e politica , costruzione che non conobbe pietà verso chi provava ad opporsi . Molti "miti" vengono sfatati , il primo dei quali riguarda la presunta "innocenza" di Trozky , il quale in realtà si prestò non poco nel tentativo di rovesciare il governo .L'aspetto repressivo e sanguinario del regime non viene negato , ma in parte giustificato con lo stato di eccezione perenne nel quale si trovò lo Stato sovietico per almeno trent'anni a partire dalla rivoluzione .Interessante lo smascheramento che Losurdo fa di alcuni luoghi comuni diffusi con la guerra fredda quali ad esempio , quello di un presunto antisemitismo di Stalin ; una falsità costruita ad arte che nega alcuni verità inoppugnabili come la presenza ai vertici dello Statoe dell'Armata Rossa di personalità ebraiche o il riconoscimento dello stato di Israele che prima di ogni altra nazione ,venne proprio dall'URSS . Il libro non è impeccabile , ma merita di essere letto e confrontato con altri , per farsi un'idea più equlibrata.

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    M

    28/08/2009 15.25.15

    Il punto di vista di Losurdo è: 1) nei 70 anni della sua esistenza, l'URSS ha influenzato la storia dell'umanità e la vita quotidiana di miliardi di persone in maniera indelebile; 2) se si vuole capire la nostra storia recente bisogna capire la storia dell'URSS; 3) per 30 di quei 70 anni, a capo dell'URSS c'è stato Stalin; 4) se si vuole capire la storia dell'URSS bisogna analizzare la figura e l'operato di Stalin; 5) nell'affrontare tali argomenti, finora, si sono usati soltanto i mezzi della propaganda e della distorsione caricaturale; 6) per correggere l'errore, è necessario impiegare gli strumenti dell'analisi documentale e della critica storica. Il libro di Losurdo è la coerente messa in pratica di questa prospettiva. Il saggio di Canfora in appendice completa il quadro, aggiungendo all'analisi critica della "leggenda nera" su Stalin quella della "leggenda aurea" su Gorbacev.

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    Marco

    26/08/2009 21.20.41

    Ribadisco il giudizio estremamente positivo sul libro, "scientificamente" corretto e ispirato al rigore storiografico nell'uso della fonte. A Giancarlo che scrive con la - k - (e non mi stupisce) consiglio vivamente di leggere un poco di più e, magari, di vedere qualche programma televisivo salottiero in meno, dovei, davvero, la revisione storica è argomento modaiolo.

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    Gilberto Sisini

    29/04/2009 18.27.58

    Libro fondamentale. Almeno per chi vuole capire un fenomeno grandioso e complesso che è stato volutamente falsificato nella maniera più demenziale. Se vivessimo in un mondo civile dove i fatti e i documenti contano davvero e non le panzane interessate del potere, il libro di Losurdo sarebbe commentato nelle università, gli storici sarebbero costretti a rivedere giudizi ,affermazioni e sentenze a buon mercato. Viviamo invece nell'epoca della falsificazione storica permanente e testi storici di altissimo livello come questo, basati su materiale documentario e testimoniale di prima mano, quindi inoppugnabili, si preferirà passarli sotto silenzio. La figura di Stalin(non tanto il personaggio in se ) ma la sua politica complessiva è stata oggetto(e lo è tuttora) di una dannazione tanto virulenta quanto fuorviante. Losurdo spiega e dimostra la radice della falsificazione, scava archivisticamente in maniera tale e così in profondità che episodi, fatti e circostanze dati per scontati per anni si svelano nella loro reale dimensione, altri si colorano di una luce completamente diversa e altri ancora si dissolvono nel nulla, svelando così l'insostenibilità scientifica con cui la storiografia anticomunista da un lato e la retorica Trotzkista estremista dall'altro avevano, purtroppo riuscendoci, cercato di dipingere l'epoca staliniana. Un particolare comico che la dice lunga su certa storiografia: Losurdo si serve spesso di documenti e testi di autori apertamente antistalinisti .Sono loro infatti, a leggerli bene, che demoliscono i loro stessi teoremi senza rendersene conto. Losurdo fa con Stalin ciò che aveva già fatto con un altro grande della Storia: Hegel. Sia l'uno che l'altro vengono ricollocati nella loro dimensione reale, contestualizzandone il pensiero e l'azione, liberandoli del fango interessato che la cattiva storiografia gli aveva gettato addosso, in molti casi, su mandato politico di qualcuno.

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    Paolo

    18/02/2009 18.51.28

    Un analisi rigorosa dei fatti storici in questione, di cui serve una conoscenza di base. Ribalta molte certezze. Lucido nel descrivere l'ipocrisia con cui si creano mostri e demoni mediatici, offre spunti di ragionamento importanti, e quanto mai attuali, sulla forza della propaganda e conseguente manipolazione della pubblica percezione. Per il lettore Giancarlo vittima della propaganda: i libri vanno letti, poi si esprimono giudizi.

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    Giancarlo

    09/02/2009 21.58.55

    libro scandaloso,altro ke verità dei fatti, trovo insopportabile il revisionismo storico,sia ke sia di destra ke di sinistra, in quanto vigliacco,e insultivo nei confronti di ki ha perso la vita x questo paranoico

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    Giovanni Missaglia

    07/01/2009 18.13.58

    In un momento in cui sui giornali e nella pubblica opinione prevale la storia moralistica dei libri neri, il lavoro di Losurdo è salutare, anche se in qualche momento è eccessivamente assolutorio nei confronti delle responsabilità politiche di Stalin. Comunque, chi dopo questo lavoro, sostenuto da una ricchissima documentazione, voglia ancora equiparare nazismo e comunismo (attraverso la categoria già problematica di stalinismo e quella ancora più discutibile di totalitarismo) dovrà ricredersi. Splendido il saggio finale di Canfora.

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