Le stelle cadranno tutte insieme

Iacopo Barison

Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 5 aprile 2018
Pagine: 280 p., Brossura
  • EAN: 9788860445469
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Barison e i suoi trentenni sviscerano il nostro tempo

Lasciate stare l’anagrafe. A dispetto della giovane età si può essere scrittori avvertiti. Non ripetersi, non cadere in manierismi, non assecondare nessuno se non le proprie idee, porsi sempre nuove sfide. Si può esordire con un’asciutta e cinematografica storia on the road (che effettivamente diventerà un film) con un editore alla moda e poi finire a raccontare un’altra storia vecchia come il mondo (c’è qualcosa di ottocentesco, di francese, di Stendhal e Maupassant), più complessa e se vogliamo pessimistica, con un editore che era alla moda qualche tempo fa e ha un catalogo importante, in cui spicca il non ancora abbastanza apprezzato Harold Brodkey. Il nocciolo del nuovo romanzo di Iacopo Barison si può sintetizzare in un verso di vecchia canzone degli anni Novanta («The dreams we have as children fade away»), a dispetto della contemporaneità estrema del racconto.

Certo, il secondo romanzo del trentenne Barison, dopo il debutto con Stalin + Bianca, trabocca di sogni che via via si ridefiniscono (ne sanno qualcosa i tre personaggi principali, la voce narrante, Danny e Aria) e porta il lettore dove vuole, in uno spazio imprecisato tra durezza e tenerezza. Se avesse il lessico di un Busi o il vocabolario di un Del Giudice, l’effetto sarebbe molto più potente. La leggibilità non è mai in discussione (seppure con qualche caduta di stile, qualche sbavatura da linguaggio standard, da cliché). Sono però il ritmo e la frenesia del mondo (in cui convivono algoritmi dominanti e consultazione degli oroscopi, tecnologia ed esoterismo) di cui Barison si fa impassibile cronista quasi in presa diretta, a segnare uno scarto importante.

Gli smisurati desideri di nativi digitali, provinciali italiani ai tempi dei social network (che fanno capolino già in avvio di romanzo), la loro voglia di sfuggire all’anonimato e tuffarsi nella celebrità, la loro sete di futuro, tutte cose per cui sembrano geneticamente programmati, sono raccontati attraverso un narratore spietatamente sincero, guardando molto a certi modelli statunitensi di scrittura contemporaneae e non semplicemente per l’enumerazione di marche e modelli. Il risultato è un libro con qualche imperfezione, imperfetto come la vita, ma probabilmente capace come pochissimi di sviscerare il nostro tempo e il passaggio all’età adulta in questo presente, filtrato con gli occhi dei trentenni.

Chi sono questi trentenni (alle prese anche con fantasmi e ufo)? Tre provinciali, la voce narrante (lui, orfano di madre e con un padre che sarà colto da ictus) che sogna di scrivere sceneggiature di successo, la sua ragazza Aria (la morte di Cinemascope, il suo cane, è una delle “fratture” cruciali del romanzo; come la scomparsa di suo fratello, in fuga da un centro di recupero per tossicodipendenti), tormentata, stralunata, aspirante attrice, che sostiene di poter parlare con i morti, Danny, bisessuale, anche lui con l’obiettivo della recitazione, un traguardo che vuole centrare, a ogni costo. L’amicizia fra loro attraversa varie fasi, anche quello di un singolo rapporto a tre. E tutto si regge su una storia narrata a capitoli alternati: quelli dispari sugli anni del sogno e della maturazione, quelli pari sul tempo presente sull’età adulta che non incombe, ma è arrivata. Ah, dimenticavo, il secondo romanzo di Barison si intitola Le stelle cadranno tutte insieme (280 pagine, 17,50 euro) ed è pubblicato da Fandango. Merita più di un’occhiata.

Recensione di Arturo Bollino