Lo stereoscopio dei solitari

J. Rodolfo Wilcock

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788845931673
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Descrizione
«Simile ai favolisti delle antiche civiltà perdute, che prescindevano da qualunque tipo di moralità, limitandosi ai graffiti, Wilcock ha l'aria di ribellarsi ai precetti seguiti da un La Fontaine (o da un Fedro). Osserva il “possibile” delle combinazioni telluriche, terrestri o sociali, e annota il discrimine fra il simile e l'omologo, puntando sull'inafferrabile controversia dell'irrealtà che lotta con se stessa, per non apparire irreale. Non c'è bisogno quindi di trovargli una collocazione letteraria, un posticino accanto a Landolfi o a Flaiano, a Manganelli o a Ceronetti. Il suo posto se lo è fatto.» Giacinto Spagnoletti

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Recensioni dei clienti

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    Arianna

    28/11/2018 22:29:31

    Brevissimi racconti, divertenti, ironici, fantastici, allegorici, ermetici, commoventi, introspettivi... c'è davvero di tutto in questo libro che mi ha dapprima incuriosita e poi completamente conquistata. Da rileggere, anche a salti, di tanto in tanto perchè ogni lettura è una nuova scoperta.

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    Gasparina Matteucci

    22/09/2018 11:01:12

    Impossibile da classificare, un libro di racconti brevissimi (quasi tutti si limitano a due facciate) autoconclusivi che sembra essere una raccolta di invenzioni fantastiche e/o poetiche, forse allegoriche, ma il cui punto forte è l'essenziale ironia, il loro essere fuori dal tempo, favolistici o verosimili che siano. Si leggono d'un fiato, ma per le successive letture questo libro sarà come un'enciclopedia, andrò a leggere quel raccontino che mi aveva dato quella sensazione o quelle due pagine che parlavano di una creatura un po' così. Wilcock possiede però la maestria nel tratteggiare tutti questo strani personaggi. Ve lo consiglio caldamente.

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    FTLeo

    14/05/2018 11:42:50

    Lo stereoscopio dei solitari - Juan Rodolfo Wilcock "Lo stereoscopio dei solitari" è una raccolta di 66 raccontini, i più lunghi dei quali raggiungono al massimo le quattro pagine, del poeta, scrittore e critico letterario argentino naturalizzato italiano Juan Rodolfo Wilcock, raccolta pubblicata per la prima volta nel 1972. Nel complesso, si tratta di raccontini fantastici che si leggono rapidamente, pieni comunque dell'abituale estro dell'autore, "provocatorio" e "fuori dal tempo" come suo solito. I raccontini, come detto, sono sicuramente fantastici: qui, Wilcock, però, a differenza della raccolta "Parsifal", utilizza il fantastico, da lui adorato quasi fino al parossismo, per giungere, con il suo tipico sarcasmo, a prendere in giro tutto ciò che di assurdo vi è nel reale. Tra i migliori, si segnalano: "Il centauro", "Gli specchi", "I cani da esca", "Il figlio naturale", Medusa", "La bestia", "Nello spazio", "L'isola", "La colonna", "Il pronzone", "Le scimmiette" e "L'aruspice". Wilcock presenta la raccolta "come un romanzo con settanta personaggi principali che non si incontrano mai". La nuova edizione Adelphi, del 2017, è la solita edizione economica della casa editrice milanese, fatta abbastanza bene, se comparata al prezzo in ogni caso accessibilissimo. Per quanto riguarda l'opera in sé, non siamo certamente al livello del Wilcock di "Parsifal", proprio come cura dei racconti, come caratterizzazione dei personaggi, soprattutto, forse, per la loro brevità, ma, tutto sommato, anche in questa raccolta si notano la mano e l'originalità dell'autore. Trattandosi di un'opera di Wilcock, comunque, che nel panorama letterario italiano rappresenta sempre un qualcosa di a sé stante, ne consiglio vivamente l'acquisto.

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