Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 243 p., Brossura
  • EAN: 9788806207861
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Recensioni dei clienti

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    Giacomo Bellini

    10/09/2015 12:25:43

    Negli ultimi anni numerosi autori italiani hanno provato a raccontare la nostra storia moderna tramite le vicende di alcune famiglie. Fois purtroppo non riesce ad avere la potenza narrativa di Pennacchi (Canale Mussolini)o Evangelisti (Il sole dell'avvenire, forse concedendo troppo alla sua vena poetica, a discapito di una narrazione poco lineare. Resta anche il rimpianto di aver perso il Fois scrittore di noir (quello di Sheol). Questa trilogia gli ha preso troppo tempo.

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    Giorgio Cadoni

    11/01/2014 18:11:01

    I grandi romanzi russi dell' 800 scivolano tra le vicende e il sentire di quei tempi in quei luoghi, rendendo un'immagine nitida e perfetta. Fois riesce magistralmente ad interpretare, non la malinconia, ma il ritmo stesso delle vite e delle atmosfere fatte di attese infinite e rassegnazione al presente. Chiunque abbia, oggi, ricordo delle atmosfere familiari della Sardegna degli anni 50 (pre Costa Smeralda, pre Ryanair, ecc ecc) può dire di aver sentito sulla propria pelle le sensazioni e i sentimenti che affiorano dalle pagine del libro. Una ricostruzione perfetta col solo limite, forse, si non arrivare a chi "non sa" o "non vuol sapere" facendo inutile riferimento tecniche estetiche di scrittura

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    Massimo Azzini

    28/12/2013 23:22:38

    Niente da dire su Marcello Fois, ce ne fossero come lui, scrive bene, poi per un amante della Sardegna come me qualsiasi cosa che riguarda le storie di queste terra e genti sono un evento. Tuttavia mi preme rilevare che Grazia Deledda aveva già detto e descritto tutto così bene e come lei anche Giuseppe Dessì e Salvatore Satta. Insomma Fois non scopre nulla di nuovo, continua nel solco di un verismo solo più aggiornato e moderno, compito più che meritevole.

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    Lorso57

    18/03/2013 11:20:01

    Con una lingua antica, a tratti ostica, l'autore descrive le vicende, esageratamente tragiche, di una famiglia nella Sardegna dei primi anni del Novecento. L'uso eccessivo dei flash back infastidisce il lettore. Un libro malinconico, triste e, per quanto mi riguarda, sopravvalutato.

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    polorossa

    08/10/2012 00:16:40

    Fois ha un modus narrandi tremendamente verista, i suoi romanzi hanno una patina antica come la Sardegna che descrivono. Pecca a volte di incisività e scorrevolezza, ma questo è davvero un ottimo romanzo, per me da 4.5.

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    mariflo

    27/08/2012 18:15:56

    Lo stile di Fois e unico e l'ho ritrovato anche in questo libro. Difficile non partecipare, non appassionarsi alla storia dei Chironi. Personalmente, nel leggere i romanzi di Fois, questo compreso, provo lo stesso piacere che proverei se un anziano mi raccontasse una storia d'altri tempi. Ho trovato un po' pesante e prolissa la parte in cui si narra la storia di De Quiròn...

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    Raffaele

    05/06/2012 23:33:18

    Uno spaccato malinconico dell'Italia e della Sardegna che furono, un racconto molto intimo e, aggiungo, molto triste e purtroppo anche parecchio lento. La storia di una famiglia sfortunata come poche raccontato in modo quasi riservato; ci sono romanzi dell'ottocento che sembrano scritti ieri, altri come questo, scritti di fresco, già troppo vecchi.

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    marco

    27/12/2011 17:10:42

    E' il primo libro che leggo di Fois e certamente ne seguiranno altri. Complimenti all'autore per l'elegante scrittura e la capacità di fare entrare il lettore nel quadro in cui è dipinta la storia. Nell'insieme la trama non è poi così originale, ci sono però molti passi veramente illuminanti che hanno catturato il mio più vivo compiacimento. Consigliato.

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    AB

    24/06/2011 15:37:12

    Romanzo solido, di scrittura elegante. Generazioni che si susseguono e stagioni che cambiano. Fois è uno scrittore maturo. Bel romanzo.

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    Federica Cafasso

    18/01/2011 23:15:25

    Prosa bellissima. Scrittore di grande cultura e profondità.Il libro è scritto molto bene, alcuni passi sono davvero belli, la trama però l'ho trovata eccessivamente tragica. Se non fosse stato per il finale, dove c'è un ritorno alla speranza e alla voglia di ricominciare a vivere, direi che l'autore ha davvero esagerato con il pessimismo! Comunque ne consiglio la lettura.

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    ant

    12/07/2010 04:45:48

    La cosa che mi ha colpito di più di questo testo, e che voglio in parte riportare, è la capacità dell scrittore di entrare nell'animo sia dei protagonisti della storia narrata che nella psicologia comune di un po' tutte le famiglie numerose: quell'essere a volte così diversi e così simili. Michele Angelo, il fabbro, prendendo spunto dal suo lavoro e dall'arte della forgiatura così descrive la vasta gamma degli animi umani e si rivolge al figlio più in difficoltà(Gavino): ...bisogna dare un nome alle cose: quella lavorazione si chiama forgiatura. ...A volte ti sentirai schiacciato dalle responsabilità, eppure dalla sapienza con cui saprai imparare a volgere in bene questo male potrai dichiararti uomo, in officina la chiamiamo compressione...Poi viene la punzonatura, che corrisponde a lasciare un segno, una depressione, un foro. Oh, sentirai ferite tremende, saette che ti trapasseranno la carne. Esporrai a chiunque il tuo cuore spostando i lembi del petto, per dire: Eccomi. Farai tutti gli errori che è necessario fare e anche qualcuno in più. Ognuno di questi errori ti lascerà un marchio. Allora ,figlio, basterà che tu pensi che quelle non sono ferite, ma trofei, decorazioni. Segni della tua forza" Bel libro, da leggere sicuramente

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    marco

    08/05/2010 17:31:21

    Marcello Fois conferma di essere uno scrittore con la S maiuscola, capace di evocare emozioni e di farle vivere al lettore.

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    alberto

    15/01/2010 23:05:50

    una saga familiare che vuole essere uno sguardo sulle vicende italiane e sarde del novecento. insomma, un libro ben scritto dove il pessimismo è senza dubbio l'ingrediente principale, non c'è un lieto fine a una serie di episodi che hanno dell'incredibile, e l'epilogo della storia si riaggancia all'episodio di luigi ippolito durante la guerra grande: nulla di straordinario. io non vedo una grande affresco novecentesco in questo libro, ci sono degli spunti interessanti, ma che leggendo opere del passato, rigoni stern e lussu, non dicono nulla di nuovo. la trama però è avvincente anche se gli eventi negativi sembrano sempre prendere il sopravvento in ogni capitolo; quando, per esempio, inizia una storia d'amore diabolicamente s'inserisce nella vicenda qualche arcano che la rende un prodromo di sfortuna. dunque, per chi piace questo genere di romanzi dove le sfortune la fanno da padrone è un opera da gustare, invece per chi ama letture più tranquille è meglio evitarla.

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    anna maria

    01/11/2009 19:40:26

    sapore di sardegna in questo libro che racchiude l amore per i legami di terra e di sangue e che profuma di speranza nonostante un destino avverso. intervallato da un scrittura dettagliata e visiva con momenti di delicata prosa poetica.

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