Storia d'Italia, crisi di regime e crisi di sistema 1861-2013

Massimo L. Salvadori

Editore: Il Mulino
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 7 novembre 2013
Pagine: 237 p., Brossura
  • EAN: 9788815247131

98° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 4. Storia contemporanea: dal 1700 al 1900

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Descrizione
Per capire la crisi di sistema che sta vivendo il nostro Paese occorre andare indietro nel tempo, fino alle origini, ai nodi irrisolti dell'intera vicenda storica nazionale. La guerra civile ideologica che ha da sempre inquinato il rapporto tra forze di governo e di opposizione - dall'Italia liberale a quella repubblicana - ha impedito il normale avvicendamento tra due schieramenti stabili e la reciproca legittimazione dei partiti, cosicché il cambiamento è passato attraverso traumatiche crisi di regime. Anche il primo esempio di alternanza di governo, che ha posto fine al ciclo storico dei regimi bloccati ,è avvenuto solo nel segno di una profonda crisi di sistema, crisi che si ripete oggi, a distanza di vent'anni, con le crepe che si sono aperte nel fragile e rissoso bipolarismo sorto dalle elezioni del 1994.

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  Più che una storia d'Italia, questo libro contiene lo svolgimento di una tematizzazione interpretativa fatta scorrere nel tempo. Si parte da un modo diffuso e da un luogo comune di leggere il presente per volgere lo sguardo verso il passato unitario e scorgere, non senza dosi cospicue di Kulturpessimismus, un'omogeneità continua della vicenda italiana. Al centro vi è l'anomalia (solo del nostro paese?) che scandice un lungo processo privo di serene alternanze e ricco invece di regimi e di crisi intermittenti dei sistemi che costituiscono la fisionomia di tali regimi. Vi sarebbero insomma sempre state in Italia, da Cavour e Ricasoli sino a Berlusconi e i suoi contemporanei, guerre ideologiche, o addirittura civili, fra le principali forze di governo e le forze di opposizione, tutte statalistiche (anche con Quintino Sella e Luigi Einaudi?), tutte burocratiche, tutte durevoli e nel contempo confuse, tutte in qualche modo frutto della diseducazione degli italiani per quel che riguarda i valori del pluralismo civile, sociale e politico. Benché il parlar sia indarno, questo è il mesto succedersi delle vicende italiane. Sembra quasi che si voglia smentire la definizione, dovuta a Bonomi e a Croce, del fascismo come parentesi. Il fascismo pare piuttosto la rivelazione estrema dell'intera traiettoria del regno prima e della repubblica poi. Tanto che si fa riferimento alla cosiddetta "seconda repubblica", mai esistita e pura invenzione mediatica accaparrata da politologi e ora anche da storici. Questo libro va comunque assolutamente letto. Non come libro di storia, tuttavia. Bensì come libro-formula sulla schematica successione di sistemi antagonistici e nel contempo continuistici. Ci aiuta a ragionare.     Bruno Bongiovanni