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Albertina Vittoria

Editore: Carocci
Anno edizione: 2006
Pagine: 190 p. , Brossura
  • EAN: 9788843038947

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    gianluca seramondi

    01/11/2008 19.26.02

    Vi sono testi il cui valore principale non risiede innanzitutto nella novità della ricerca, dell’approccio o della problematica affrontata, quanto, piuttosto, nella capacità di diffondere, divulgare, in maniera sintetica ed esauriente lo stato in cui si trovano gli studi intorno ad un determinato argomento. La divulgazione, in altri termini, tratteggia una panoramica articolata di un oggetto di studio offrendone, sebbene per grandi linee, sia il ritratto a oggi più accreditato sia, insieme, i discorsi che nel corso del tempo lo hanno eseguito, apportandovi di volta in volta arricchimenti, aggiustamenti, sfumature, ombre e luci. In questa prospettiva andrebbe letta la Storia del Pci 1921-1991 di Albertina Vittoria, uscito nel 2006 per i tipi Carocci. La studiosa, docente di Storia contemporanea all’Università di Sassari, tratteggia la complessa storia del Partito comunista italiano in un volume agevole e di facile lettura che, tuttavia, non esita ad affrontare i nodi più problematici, e oggi più rozzamente disputati, di quella storia. Sono difatti ben precise le direttrici che informano questa ricostruzione storica: il rapporto con l’Unione Sovietica e con gli organismi internazionali del comunismo; il rapporto mai interrotto e mai facile con il Partito socialista; il dialogo costante, e anche questo conflittuale, con gli intellettuali; l’azione culturale condotta, per così dire, in prima persona; il rapporto con la Democrazia cristiana. Emerge un quadro del Partito comunista italiano articolato, fitto di trame e di contraddizioni, di forti spinte in avanti e di passi falsi. Un quadro che incrina l’immagine di monolitismo che spesso gli si dipinge addosso. La Storia del PCI di Albertina Vittoria, corredata da una ricca e preziosa “Bibliografia ragionata”, rappresenta un testo importante per rivolgere al passato nazionale un occhio più riflessivo. Un testo che si dimostra capace, forse proprio per questa sua origine divulgativa, “umile”, di guidare il lettore in una storia intrecciata e niente affatto lineare.

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