Categorie

Eugenio F. Biagini

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2014
Pagine: 242 p. , Brossura
  • EAN: 9788815250650
 
Sono pochi i paesi che presentano una storia recente accidentata quanto quella dell’Irlanda, dal punto di vista religioso e politico, qui fortemente interrelati. Un italiano docente a Cambridge ne offre una sintesi di notevole efficacia partendo dalla Great Famine del 1845, “l’ultima delle grandi carestie del mondo moderno e la prima delle catastrofi ecologiche globali”. Sfatando con precisione e finezza alcuni luoghi comuni (l’irlandese ribelle all’imperialismo, il monolitismo cattolico), ma anche analizzando nel dettaglio le dinamiche dell’emigrazione, vocazione nazionale di questo popolo, il quale diede una dozzina di presidenti agli Stati Uniti già prima della Grande guerra, per non parlare della diaspora degli artisti, Biagini restituisce tridimensionalità al tema che, via via, diventa il cuore della ricostruzione: la cosiddetta questione irlandese, un “fascio di problemi”. Come si comprende in pagine di esemplare chiarezza, se quest’ultima si è protratta da fine Ottocento a fine Novecento è stato sia per la sua stessa complessità sia, più avanti, per la fallimentare politica sposata da Londra sia per la crudeltà gratuita di molte azioni dell’Ira (le bombe nei pub, l’insensato assassinio di lord Mountbatten), che fecero calare la sua popolarità. Questo almeno fino a quando, negli anni settanta, dopo la fase più cupa della repressione inglese, non cominciarono ad affermarsi le prime pratiche di power-sharing. Una ben congegnata sezione finale offre indicazioni bibliografiche e notizie sui principali partiti politici in scena lungo centosessant’anni anni di vita nazionale.
 
 
Daniele Rocca