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Edoardo Nesi

Editore: Bompiani
Collana: Vintage
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 168 p. , Brossura
  • EAN: 9788845270222

Recensioni dei clienti

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    matteo

    19/04/2014 08.16.25

    Nesi doveva vincere il Premio Strega, il più inciuciato premio della storia italica, era scritto nel suo destino, anche politico. Un libro modesto, un affresco che si stacca dal muro a pezzi e ogni frammento che rimane a terra forma un insieme di bigliettini spiegazzati, quelli che si trovano nei baci di cioccolata. Ho fatto l'errore di comprarlo, spero che altri non cadano in questa trappola.

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    Cristiana

    18/06/2013 22.52.39

    Presuntuoso e piccino piccino. Mah?! chissà come erano le stoffe?... forse era meglio se continuava il mestiere di papà.

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    Luciano

    20/10/2012 17.42.59

    Una fotografia scattata in bianco&nero, nel segno della migliore arte che raffigura attraverso i toni di due colori estremi una realtà che è fatta di chiaroscuri che chiamano il lettore alla riflessione. Ho trovato questo libro molto interessante, forse perché pur non essendo un imprenditore ne ho conosciuti moltissimi di questa pasta ......... e mi è capitato di raccogliere i loro sfoghi e le loro sofferenze. Da tenere in biblioteca.

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    Natasha

    23/07/2012 12.11.08

    Il fatto che questo libro abbia vinto il Premio Strega nel 2011 credo sia un fatto deprimente, perché rende perfettamente la situazione italiana e il pantano in cui economia e cultura sono cadute. Un'Italia che manca di produttività perché infestata dai figli di papà, che non paghi di dirigere un'azienda piovuta dal cielo e senza neanche una cencia di laurea (come nel caso di Nesi), sfruttano le conoscenze e i giri 'fighetti' in cui si trovano, che Nesi cita ogni tre per due in maniera quasi ridicola, per 'esondare' nel mondo della cultura, dove oramai si pubblica soprattutto per conoscenze e agganci. Il libro è superficiale, autocelebrativo tanto da fare tenerezza, a volte persino un po' sciacallo, come quando ricorda di aver fatto l'aiuto regista per Nuti, occasione mansioni svolte ecc. e poi si scusa con lo stesso perché da quando è stato male non l'ha più chiamato...Se faceva una telefonata e non scriveva nulla si sarebbe risparmiato questa figura tapina. Nesi parla di sé citando viaggi, macchinoni, vestiti, la Capannina, Martini e tatuaggi con la profondità di un messaggio pubblicitario. Il passo in cui chiama la figlia, ripetutamente, 'bambola', perché è bella, è sconfortante. Dopo questo libro posso dire che le mie speranze in un'Italia migliore si sono affievolite ancora di più, perché se chi ha voce e possibilità, economiche, culturali e sociali, soffre di questi eccessi autocelebrativi, superficiali e inconcludenti, non c'è speranza. Tra l'altro, infarcire la metà di un libro di citazioni (canzoni, libri, ecc.) non comporta un debito verso terzi? La pagina in cui Nesi racconta di aver deciso di scrivere questo 'libro' così come doveva scrivere 'The love of the Last Tycoon' Fitzgerald è il colmo. Mi chiedo quanti autori bravi e validi vengono attualmente oscurati da questi sedicenti scrittori!

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    Cristina

    18/03/2012 18.29.12

    Tolgo il sarcasmo e quel pizzico di senso di superiorità molto toscano; prendo con le pinze le considerazioni sulla globalizzazione che mi sembrano troppo viscerali, troppo dettate dall'amarezza e dalla rabbia per essere condivisibili (in ogni caso hanno il pregio di instillare qualche dubbio). Resta un libro autentico e sincero, che va diritto al cuore del lettore. Finalmente un autore italiano contemporaneo che affronta una questione sociale forte - la crisi dell'industria manifatturiera tessile a Prato e in tutta Italia dopo l'apertura al mercato globale - parlando di sé e della sua famiglia ma, nello stesso tempo, parlando veramente per tutti. Finalmente e paradossalmente, proprio la storia personale di Edoardo Nesi, riesce a superare la dimensione soggettiva, che spesso è la cifra di tanti scrittori italiani di oggi. Qui è la questione che emerge, si dà voce al problema, e soprattutto si rende tutti partecipi con la sola forza della scrittura. Aggiungo anche che ho molto gustato le citazioni letterarie belle, forti e funzionali al testo.

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    sandra

    28/02/2012 18.03.04

    Finalmente un libro vero che parla di globalizzazione e distruzione della nostra economia delle piccole imprese .Coraggiosi e pieni di passione questi pratesi che hanno perso tutto!

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    daniele

    02/02/2012 15.30.20

    Bisogna conoscere Prato per apprezzare questo libro. La storia del protagonista coincide non solo con la vita dell'autore ma con quella di molti pratesi, gente onesta, a tratti brusca, ma sinceramente cordiale. Un quasi-saggio attuale e ben informato, molto leggibile.

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