Storia di Torino operaia e socialista

Paolo Spriano

Editore: Einaudi
  • EAN: 9788806335892
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«Il processo che doveva condurre Torino ad assumere una fisionomia moderna ebbe [...] uno sviluppo impetuoso e rapido nel primo decennio del secolo nuovo, quando [...] la nascita e il consolidamento dell'industria metalmeccanica trasformò il vecchio centro subalpino nella "città dell'automobile" e in una roccaforte del proletariato italiano. è questo corso storico, attraverso cui il movimento operaio e socialista torinese ha maturato il suo carattere originale e le sue prime esperienze rivoluzionarie, che percorreremo nel nostro lavoro.»
è il mondo dei borghi proletari, delle «barriere» di periferia, delle prime lotte dei muratori, dei fonditori, degli «operai automobilisti» raccoltisi in sciopero al Valentino, che ci viene incontro da questa classica ricostruzione della giovinezza di un movimento di classe: una Storia di Torino operaia e socialista che tratteggia, dallo scorcio finale del secolo XIX sino alla conclusione della Prima guerra mondiale - quando la città tocca il mezzo milione di abitanti ed è già divenuta la piú industriale e la piú operaia d'Italia - una cronaca vivacissima.
Paolo Spriano ha rifuso e riordinato in un solo volume, aggiornandola sulla base di nuovi contributi storiografici, una vasta ricerca - pubblicata tra il 1958 e il 1960 - che resta tuttora l'unico studio sistematico condotto nel vivo di una realtà sociale moderna sullo sviluppo del movimento socialista italiano. Il sottotitolo dell'opera, Da De Amicis a Gramsci, precisa nei suoi termini correlativi l'altro grande filone della ricerca: il cammino delle idee di emancipazione, il dibattito dei gruppi intellettuali e politici della «sezione» torinese, dal primo, originario, individuato dall'autore come «socialismo dei professori» sino al formarsi di una «terza generazione», di studiosi e militanti, quella che si raggrupperà attorno a «L'Ordine Nuovo» nel 1919-20.
Privilegiando sempre l'incalzare degli avvenimenti nei loro momenti piú drammatici (dalla reazione di fine secolo alle barricate del 1917), nel faticoso «lavoro di Sisifo » di costruzione di una resistenza sindacale (dalla nascita delle commissioni interne ai grandi scioperi dei metallurgici), nelle pause di ripiegamento e di riorganizzazione, le pagine del libro riportano il lettore a tutti gli appuntamenti dei «fatti di Torino», gli suggeriscono il senso e il ritmo di una tradizione e di un patrimonio emblematici, contribuiscono alla riflessione attuale su quei «valori istituzionali» del movimento operaio che colpirono appunto per primo Antonio Gramsci.

Nota introduttiva. I. Industrie e salari dal 1862 al 1898. II. Il primo movimento socialista. III. Il socialismo dei professori. IV. La lotta dei fonditori. V. La prima crisi del riformismo. VI. L'industria automobilistica. VII. Le sconfitte del 1907. VIII. L'egemonia giolittiana. IX. L'avventura sindacalista. X. La vittoria della Fiom. XI. La nuova generazione. XII. Le elezioni del 1913 e 1914. XIII. Neutralità assoluta o relativa? XIV. I fatti del maggio 1915. XV. Il primo anno di guerra. XVI. Torino città tentacolare? XVII. Cresce il fermento rivoluizionario. XVIII. Costo della vita e salari. XIX. Il "barile di polvere": marzo-agosto 1917. XX. La sommossa dell'agosto 1917. XXI. Dopo la bufera. XXII. La riunione di Firenze e Gramsci. XXIII. L'ultimo anno di guerra. XXIV. Il direttore del "Grido del popolo". Indice dei nomi.