Storia naturale di una famiglia

Ester Armanino

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 24 maggio 2011
Pagine: 194 p., Brossura
  • EAN: 9788806207007
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Descrizione
"Da qualche parte ho letto che la muta è la fase più delicata della vita di un insetto, il momento in cui è maggiormente esposto ai predatori e alle cadute". Bianca guarda accadere le cose, le osserva nei dettagli, come un'entomologa ragazzina. Solo che il mondo è troppo grande, mobile e complicato, scappa continuamente da tutte le parti. Soprattutto la sua famiglia. Un padre sempre circondato da donne-mantidi. Una madre operosa con gli occhi di Jane Birkin, posati ormai solo sui figli. Un fratello adolescente che la sua forza se l'è tatuata come monito sul braccio. Ma lo sguardo di Bianca è implacabile, perché la felicità della sua famiglia è solo una superficie luccicante. Per questo la rabbia che le si è infilata dentro, quella specie di scheggia tra le pieghe più morbide, Bianca vorrebbe spingerla su, arrotolarla sulla lingua e sprigionarla come un veleno. Se "crescere è abbandonare" - così dice sua madre -, allora forse occorre imparare a fidarsi di nuovo, con quel misto di adrenalina e timore che si prova quando ci si tuffa da uno strapiombo.

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    Ele

    18/09/2018 18:47:20

    Emozione..

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    federica 67

    07/11/2011 12:05:34

    Ho comprato il libro attratta dall'idea insolita di un binomio evoluzione umana/entomologia, ma sono rimasta delusa.Ecco l'ennesimo parto della nuova scuola letteraria giovane italiana,una scrittura intrisa di malinconia,con i protagonisti afflitti perennemente da angoscia e monocorde tristezza (alla Giordano e Carofiglio per intenderci).La protagonista è di un'antipatia unica,gelosa della cugina più bella di lei, indifferente al padre fino a quando non lo perde ed astiosa e gelida con la madre.Non parliamo del fratello, personaggio incolore e odioso, che prende a pugni un uomo vestito da Babbo Natale in un centro commerciale(in cui si è recato lui!) colpevole di avergli augurato buone feste e distrugge allegramente l'auto del padre per sfogo...La famiglia della protagonista, fonte di tutte le sue sofferenze è in realtà una famiglia privilegiata che vive in 10 stanze in centro,trascorre due mesi al mare in Versilia e nella quale la madre(ape operaia??)non lavora,ha la domestica fissa e non si capisce come passi le sue giornate.Il padre è come tutti i padri un po'assente,poco affettuoso , qualche volta preferisce la partita alla famiglia e la sua grande colpa è una comunissima storia di corna scoperta casualmente al Ristorante Cinese....Quando i due si separano, la preoccupazione principale della madre sembra sia solo quella di cambiare spesso arredamento in casa. Poi avviene la malattia del padre, che diventa la piantina del dolore da annaffiare ogni tanto per la protagonista, che altrimenti, davvero,per soffrire non saprebbe a che santo votarsi!Non può nemmeno prendersela con la nuova compagna del padre che è di una discrezione e sensibilità notevoli . Il libro è tutto qua non c'è altro.Come la "Solitudine dei numeri primi" finisce nel nulla,svapora...cosa avrà voluto dirci l'autrice? Che i genitori sono persone,che possono sbagliare,che i figli viziati ci mettono anni a capirlo e le madri annoiate ancora di più?Che le case si vendono e sono solo case? boh,mistero!

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    ant

    28/09/2011 09:38:45

    Un testo che mischia sentimento e passione per la natura. La protagonista è Bianca, ragazzina curiosa, appassionata di insetti e attenta al mondo che la circonda che vive in una famiglia apparentemente tranquilla e agiata, ma che pian piano si deve rendere conto che tutto l'agio e l'affetto di cui è circondata si sta disfacendo e sgretolando . Molto brava la scrittrice a creare una commistione fantasiosa tra le varie fasi della vita di Bianca e di quella dei suoi genitori con le peculiarità comportamentali di svariati insetti. Infatti la madre della protagonista in un primo momento , cioè quando si accorge di essere stata tradita dal marito, viene descritta come un'ape operaia, instancabile e lavoratrice indefessa. Poi,pagina leggendo, la stessa madre trova la forza di rinascere e si trasforma in crisalide per spiccare il volo verso una nuova vita e(estrapolo una frase che mi ha molto colpito) dice: «Crescere vuol dire abbandonare». Altre similitudini calzanti ci sono a riguardo delle pseudo amanti del padre della protagonista descritte come mantidi, o delle formiche che rappresentano la disgregazione della famiglia in tante piccole schegge. Non a caso in copertina c'è una ragazza sognante con un filo rosso legato al dito... a cui è collegato uno scarabeo. Io l'ho trovato molto singolare come libro Bello

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    daniela

    29/08/2011 13:23:06

    Bello. L'ho finito in questo momento. Scritto molto bene...attraverso la descrizione di momenti ti coinvolge nella vita e nel dolore. Piccoli cammei...lo consiglio a tutti!

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    Gioppp

    28/08/2011 23:05:49

    Opera prima bellissima. Toccante, poetico, emozionante,evocativo e moltO ben scritto. Brava. Davvero

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    Simona

    24/06/2011 12:58:12

    Delicato, coinvolgente, evocativo e poetico. Grata di avere avuto la possibilità di leggerlo.

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    tama

    31/05/2011 12:23:10

    Una delle migliori letture degli ultimi anni.. intenso emotivamente e scritto con grande originalità Bellissimo!

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