Traduttore: F. Nicoletti Rossini
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806221195
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Recensioni dei clienti

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    antifan

    16/10/2016 00:08:33

    Non discuto il valore di Cortàzar ma la sensazione predominante a fine lettura è stata più o meno :" E quindi? " Trovo queste prose atipiche molto piacevoli, divertenti a tratti ma a fine lettura mi hanno lasciato l'amaro in bocca, non tanto per le pagine ma per lo "spreco". Si, Cortàzar scrive bene anzi, molto bene, la sua prosa fluisce, non inciampa mai, però secondo me lui si compiace troppo, la sua letteratura (Rayuela compreso) è ludica, molto gradevole, spiazzante, piena di stile ma in sostanza sono spesso numeri da prestigiatore. Non ho ancora letto tutti i suoi racconti ma.. Boh?! Che sia quella appunto la grandezza di Cortàzar??

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    cantarstorie

    10/10/2016 11:18:14

    Piccolo, grande capolavoro di arguzia, e genialità. Da anni resta a portata di mano, sul comodino accanto al letto o tra i carteggi alla scrivania, pronto a essere sfogliato alla minima necessità di un sorriso, di una boccata d'aria nuova, o d'un sorso d'acqua fresca.

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    Marzia

    18/08/2015 09:53:40

    Capolavoro surrealista. Se non avete la mente aperta al surrealismo non leggetelo.

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    Sbabbo

    09/06/2015 23:44:55

    Cortàzar un genio, capace di condensare in racconti fantastici a volte di mezza pagina una abilità linguistica, un intimismo e una creatività in fermento. Altro che noia.

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    Gondrano

    29/04/2015 14:03:00

    Un genio all'opera, un pasto molto nutriente per la fantasia. Ed anche parecchio divertente.

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    Giulio

    16/09/2014 11:15:08

    La cosa più interessante di questo libro è la biografia dell'autore alle pagine iniziali. Consiglio di starne alla larga: noiosissimo, altro che genio!

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    Elio

    14/12/2013 19:58:29

    Tanto per non farsi mancare nulla qui Cortàzar distorce anche la forma del racconto al suo capriccio estroso e visionario: racconti, se si possono chiamare cosi, a volte di mezza pagina, brevissimi ma densi, capaci di esprimere un universo di significati ed emozioni in pochissime frasi, con parole tessute con la maestria di un artigiano esperto. Bella idea quella dei Cronopios e dei Famas: non mi hanno colpito più di tanto, anzi dovrei dire più del resto. A me Cortàzar lascia quasi sempre senza parole. Anche qui il massimo dei voti, pur avendo preferito di poco "Bestiario" e "Tutti i fuochi il fuoco", ma va premiata l'originalità di un furioso consumatore di fantasia per nulla a buon mercato, uno che intravedeva dappertutto un mondo nascosto che con la parola usata in un certo modo riesce a far venire fuori come nessun altro. Neanche il buon Haruki Murakami, altro amante del fantastico onirico e surreale, è arrivato a tali livelli di estro: forse gli manca un appiglio forte al reale, o una tale tecnica di stili e linguaggio. Ecco, io credo che oggi dato che tutti parlano a ragione di Murakami come di un grande scrittore bisognerebbe ancora di più rendere merito a Cortàzar e riportarlo alla fama che gli compete, pubblicando magari i suoi romanzi introvabili qui da noi e facendolo conoscere ad un pubblico ancora più vasto che non sa di avere una miniera d'oro magari nella libreria sotto casa. (Sia chiaro, io stimo tantissimo Murakami e mi piace tantissimo, ma Cortàzar è un'altra cosa).

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    Calvin

    22/10/2012 23:08:01

    Uno dei più grandi scrittori in assoluto della letteratura del 900. Acclamato da colleghi, registi e critici. Ma chi ha scritto i precedenti commenti sa chi e cosa ha letto??

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    Belting96

    28/06/2012 17:31:35

    Deliziosamente assurdo. L'unica cosa che mi dispiace è che i racconti non abbiano quasi mai un senso. Ma è proprio questo nonsense a fare di questo un libro unico!

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    nick polpetta

    20/03/2012 14:54:46

    Fantasia al potere, scriteriata e incurante di un qualsiasi rimpianto per il buon senso bandito così impunemente. Personalmente, senza rigettarlo completamente, al termine della lettura mi sono chiesto che senso abbia leggere questo libro. Dice un tale che se pigliando in mano un autore si finisce con il chiudere il libro senza trovarci nulla quello è un autore morto, a prescindere se sia contemporaneo o meno. Basandosi solo su quest'opera non direi che Cortazar è uno scrittore morto però personalmente credo che si debba riguardare. Non dubito che all'epoca abbia rappresentato una svolta letteraria e abbia avuto influenze notevoli nei posteri, ma oggigiorno, sommersi dalla valanga cacofonica di immagini, visioni e provocazioni varie che senso ha questo libro? Gridare al capolavoro oltre che esagerato credo che sia piuttosto fuorviante, sebbene regali sicuramente qualche spunto interessante e anche un po' più di qualche immagine azzeccata. In attesa di approfondire maggiormente l'autore, il libro mi ha fatto venire in mente un Achille Campanile in salsa macabra o un Gianni Rodari con qualche crisi depressiva di troppo, perché sebbene giochi con la fantasia e si armi di ironia quel senso latente di disperante disperazione mi pare dia sempre sostanza al testo, anche nei passaggi più lievi.

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    gianni

    02/09/2009 09:55:33

    Secondo libro che leggo di Cortazar (il primo è stato “Rayuela”, molto bello). Questo libro è una raccolta di racconti molto, alcuni anche molto brevi, tutti bellissimi e stranissimi, si va dalla sezione manuale di istruzioni in cui si insegna ad esempio come salire le scale (spassosissimo) alla vera e propria sezione delle storie di cronopios e di famas, queste misteriose entità di cui l’autore scrive come se fossero cosa nota ai più e di cui riesce a tratteggiare perfettamente le caratteristiche opposte che distinguono queste “creature”. Non so se sia vero quello che disse Neruda “chi non legge Cortazar è condannato” ma sicuramente chi non legge Cortazar si perde uno dei grandi della letteratura del secolo scorso.

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    Franco

    12/01/2008 19:27:22

    Cortazar = originalità. Qui un po' troppo sfrenata. Non sono sempre riuscito a seguirlo. Avevo grandissime aspettative su questo libro, ma in parte sono andate deluse. La colpa deve essere della mia scarsa predisposizione mentale a un'inventività così eccessiva, barocca (non nello stile di scrittura, ma nell'invenzione sì). E' stato come quando ho letto il suo famoso racconto "Le bave del diavolo" (contenuto nella raccolta di prossima uscita "Le armi segrete" dove c'è anche il capolavoro "Il persecutore) da cui Antonioni trasse lo spunto per "Blow up", ne rimasi deluso perché in parte non ero riuscito a capirlo. So fin troppo bene però che questo è uno scrittore enigmatico per eccellenza e per questo suggestivo, ma tant'è... Purtroppo non tutti riescono a rinunciare ad un minimo di logica, ad un minimo di consequenzialità.

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    marco

    19/05/2006 00:57:52

    genio creativo allo stato puro. cortazar è ingiustamente caduto nel silenzio più assoluto. eppure la sua prosa è incredibile, affascinante, molteplice, spassosa. ha avuto influenze degnissime, ed ha influenzato a sua volta maestri come marquez. un vero peccato non conoscerlo.

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