Traduttore: M. Testa
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 218 p., Brossura
  • EAN: 9788806202750
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Recensioni dei clienti

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    Mary

    18/04/2017 08:47:46

    Bellissimo!!!

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    Raffaele

    29/04/2016 23:03:01

    Non mi è piaciuto, la storia è banale e piuttosto prevedibile, i dialoghi anche; nulla di nuovo o di particolarmente interessante, forse la grandezza dell'Autore va cercata in altri romanzi.

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    Giacomo

    08/09/2015 17:27:18

    Quando la prosa sfiora la poesia. McCarthy è uno dei più grandi scrittori viventi (e non so gusti) e la strada è uno dei suoi più grandi capolavori. Potente e struggente. Parlare di originalità e incasellarlo in un genere è riduttivo e senza senso, l'ambientazione poteva essere il far west come la luna. Leggetelo se avete un cuore.

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    linus

    23/10/2014 15:09:30

    Ho scoperto da circa un anno questo scrittore.Prima ho letto "Non un Paese per vecchi" e poi "La Strada". E' uno scrittore affascinante nella sua asciuttezza. Essenziale, grande scrittura. Questo libro è poi molto tenero:intenso rapporto padre-figlio.

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    Cristiano Cant

    15/09/2014 14:32:18

    Se non è un capolavoro, comunque il massimo dei voti lo merita ugualmente. Per tre ragioni: primo perché riesce a rendere in un una prosa scabra e feroce l'immediatezza estrema delle cose che padre e figlio devono affrontare. Secondo perché è viva e tangibilissima l'emozione che cresce e filtra via via nelle pagine fino a farsi traccia nitida di verità interiore, e terzo perché emerge sola nel corpo della storia una pedagogia paterna, umana più in generale, che è resta il vero segno del racconto, ferita e consegna insieme. E mi rendo conto che solo così, con questo taglio tanto deciso e diretto una storia simile poteva davvero decollare, incidere, farsi grande letteratura, farsi vita.

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    angelo

    08/09/2014 10:18:04

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo grigio e sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un'umanità brutale dedita solo alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da percorrere come ultima speranza di vita. Consigliato: ai pessimisti che prevedono imminenti apocalissi, agli ottimisti convinti che solo i bambini potranno salvare il mondo.

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    Dario

    03/09/2014 17:02:55

    Un uomo ed un bambino percorrono una strada attraverso un mondo vuoto, grigio, inutile, dove la vegetazione è stata bruciata, gli animali sono estinti, tutto è ricoperto da uno spesso strato di cenere e gli umani sopravvissuti sono pochissimi. I giorni sono sempre più grigi e le notti paurosamente nere. In questo scenario da incubo i due lottano per la sopravvivenza. L'unica legge di questo nuovo mondo è quella del più forte, quella di una giungla spopolata dove l'unica cosa da fare è cercare le ultime risorse rimaste e sperare. L'uomo lotta con tutto se stesso, con tutto l'amore che ha per proteggere e preservare il bambino, che forse per lui rappresenta una delle poche speranze rimaste per ricreare un mondo migliore. Un libro potente ma non credo sia un capolavoro. Non mi ha stregato. La trama è forse troppo semplice. Ha però un aspetto da non trascurare: è scritto nel modo giusto, ovvero non divinamente ma nell'unico modo possibile in cui questa storia può essere raccontata. Semplice, asciutto, volutamente privato di ornamenti letterari e decorazioni stilistiche, come il mondo è stato brutalmente privato della sua bellezza. L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un testo scritto da una persona che quelle cose le ha viste, vissute e da quelle stesse cose è stato irrimediabilmente segnato.

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    Stefano

    05/08/2014 08:40:26

    Nella desolazione di un mondo spettrale, annientato dall'apocalisse nucleare, un uomo e un bambino, suo figlio, sono chiamati a ricostruire una sopravvivenza che appare assurda e improponibile. Qui il nocciolo di questo libro bellissimo. Qualcuno lo ha definito statico, fermo nella disperazione irrisolta dello scenario iniziale di distruzione totale, con scarso sviluppo della trama narrativa. Ma non va cercato qui il valore del testo. Questo libro va letto, piuttosto, come paradigma della vita distrutta che è chiamata a ricrearsi senza un obiettivo realistico possibile se non l'impegno a continuare, a non arrendersi, a sperare ancora e sempre. Pure contro ogni verosimile speranza. In questo senso, la strada, cioè il cammino che i due protagonisti decidono di percorrere, ha due valenze, decisamente antinomiche. Da una parte la strada è luogo da evitare, lo scenario dove si addensano i pericoli, le insidie, gli agguati della vita. Dall' altra, costituisce comunque la sollecitazione a muoversi, a riprendere i rischi del cammino senza fermarsi alle sicurezze effimere di rifugi transitori. La meta forse è proprio questa fedeltà caparbia al procedere incessante e al continuo ricominciare che è poi la sintesi del vivere.

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    TommasoB

    17/06/2014 17:56:47

    Mi aspettavo davvero molto da questo libro perchè avevo letto numerose recensioni dove veniva descritto come un capolavoro prima di iniziare la mia lettura. Sono rimasto in parte deluso. Il libro che si pone come un romanzo psicologico in un mondo post guerra nucleare decolla dopo veramente troppe pagine. I primi capitoli simili e ripetitivi sembrano essere stati aggiunti dopo per aumentare le pagine. Nel finale il libro si migliora ma senza rafgiungere grandi vette. Alcuni passaggi e situazioni, specialmente dove i due vagabondi incontrano altri esseri umani prendono comunque il lettore. Lo consiglio a chi vuole leggere un romanzo psicologico incentratro sulla figura paterna.

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    giuliog02

    17/04/2014 00:22:33

    Un libro diabolico, che, benché apparentemente ben scritto, non mi sento di consigliare. La parte introduttiva é distaccante, statica, ripetitiva, medievale nella creazione dell'angoscia nel lettore. E' zeppo di incongruenze, troppo lunghe a descriversi. All'improvviso, circa a metà romanzo, l'Autore cambia ritmo, dopo alcuni spunti interessanti come quello del treno fermo, abbandonato sui binari, si riempie un poco più di vita, si intravvede il cammino della speranza, diviene un poco più chiara la trama di quest'odissea e le ultime quaranta-cinquanta pagine sono davvero all'altezza della fama dell'Autore e del suo precedente splendido " Non é un paese per vecchi ". In talune addirittura sublime. E' un libro che fa pensare. Purtroppo l'introduzione é troppo artificiosa e protratta. Varrebbe la pena leggere solo le ultime 120 pagine.

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    ariosto

    18/03/2014 16:01:37

    A mio giudizio è un libro scritto bene, ma per niente originale. Si lascia leggere velocemente, ma non mi ha trascinato. Le solite atmosfere da incubo post-atomico le solite catastrofi apocalittiche che piacciono tanto a quegli americani che non riescono ad esprimersi se non in atmosfere estremizzate.

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    Mirco Mosconi

    13/03/2014 23:19:43

    Ho letto tutto di Mc Carthy. Questo libro e' semplicemente il vertice della parabola di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Una storia di una potenza senza pari. Una rasoiata, un labirinto senza via d'uscita, un baratro angoscioso dal quale non puoi tornare. E alla fine apparentemente inconcepibile il "lieto fine". Da padre di un bambino piccolo una frase tra le tante che descrivono la filosofia di Mc Carthy. Il padre guarda il figlio che dorme e teneramente gli parla: "se non sei tu il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato".

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    Zuckerman

    01/03/2014 19:40:33

    Un banalissimo ed insignificante déjà-vu.

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    mjb

    20/02/2014 22:46:17

    Scenario apocalittico e stile crudo ed essenziale fanno di questo libro un quasi capolavoro. In un tempo dove ogni identità è stata perduta (i personaggi non hanno nomi propri) si conservano solo i ruoli: il padre che cerca di trarre in salvo il suo bambino conducendolo dove ancora c'è vita. L'ingegno si deve aguzzare per evitare trappole architettate da uomini che si sono dati al cannibalismo, per razionare il poco cibo che si riesce a raccattare. Il padre che nonostante le circostanze cerca di insegnare con l'esempio i valori positivi al bambino per quando il bambino stesso arriverà dove c'è vita, dove ci sono i buoni. E' chiaro mentre si legge che non ci saranno colpi di scena ed eventi sensazionali ma nonostante ciò, Mccarthy riesce a non far calare il livello di attenzione del lettore.

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    Captachab

    18/02/2014 19:33:54

    Molta fatica a leggerlo. Se si togliessero le parole cenere, grigio, fuliggine, bruciato rimarrebbe metà libro. Certo il mondo dopo l'apocalisse non può essere rosa e fiori, ma le descrizioni sono ripetitive e noiose. Il protagonista non ha capito una cosa: in un mondo del genere l'unico modo di sopravvivere e' ricostituire una società tribale: se rimani da solo sei morto.

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    Hyeronimus52

    04/01/2014 00:16:41

    L'anabasi di un padre e di un figlio bambino che si aggirano tra le rovine fumanti della civiltà, sconvolta da un imprecisato cataclisma, con l'unico scopo di sopravvivere e di raggiungere il mare, aggrappati non tanto alla vita quanto all'amore reciproco che anima tutte le loro azioni e i loro pensieri. Un capolavoro della letteratura, scritto magistralmente, pregno di umanità e di amore, che ho letto con immensa partecipazione e coinvolgimento.

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    Patrick

    30/10/2013 15:29:56

    Letto in 2 giorni, freddo, asciutto ma allo stesso tempo magistralmente descrittivo. Un viaggio nel nulla di uno scenario post-apocalittico dove l'unica cosa che tiene in vita i 2 è il loro amore. Finito con gli occhi gonfi di lacrime. Concordo con chi dice che ogni padre dovrebbe leggerlo. Meraviglioso!!!!

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    Leonardo Banfi

    15/10/2013 12:32:48

    Un autore in grado di fare incollare gli occhi alle pagine che scorrono maestosamente. Una storia sorprendentemente toccante ma allo stesso tempo carica di tensione, orrore, disperazione, fame e piccoli momenti di gioia. L'utilizzo delle parole calcolato, la contrapposizione tra un padre che conosce il vecchio mondo e che lotta per sopravvivere lungo la strada della salvezza e un figlio innocente, all'oscuro di come era il mondo prima della distruzione, che lo accompagna crescendo e imparando a sopravvivere col padre. Un percorso fisico in direzione sud e uno interiore, la fine di una delle loro vite, in un mondo devastato che ha lasciato sotto i loro passi pesanti e deboli solo macerie e distruzione. Due esseri umani che lottano contro la loro specie per sopravvivere, che lottano per non essere mangiati. Un viaggio interiore dei due, le domande del piccolo al padre, unico punto di riferimento e un padre a cui preme portare in salvo il figlio e insegnarli a sopravvivere il piu' a lungo possibile, loro sono i buoni alla ricerca dei buoni, loro portano il fuoco. Una trama ben sviluppata con una scrittura scorrevole. Cio' che viene narrato si materializza davanti agli occhi. Un romanzo che si legge quasi in apnea

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    Leonardo Banfi

    14/10/2013 14:51:05

    Un autore in grado di fare incollare gli occhi alle pagine che scorrono maestosamente. Una storia sorprendentemente toccante ma allo stesso tempo carica di tensione, orrore, disperazione, fame e piccoli momenti di gioia. L'utilizzo delle parole calcolato, la contrapposizione tra un padre che conosce il vecchio mondo e che lotta per sopravvivere lungo la strada della salvezza e un figlio innocente, all'oscuro di come era il mondo prima della distruzione, che lo accompagna crescendo e imparando a sopravvivere col padre. Un percorso fisico in direzione sud e uno interiore, la fine di una delle loro vite, in un mondo devastato che ha lasciato sotto i loro passi pesanti e deboli solo macerie e distruzione. Due esseri umani che lottano contro la loro specie per sopravvivere, che lottano per non essere mangiati. Un viaggio interiore dei due, le domande del piccolo al padre, unico punto di riferimento e un padre a cui preme portare in salvo il figlio e insegnarli a sopravvivere il piu' a lungo possibile, loro sono i buoni alla ricerca dei buoni, loro portano il fuoco. Una trama ben sviluppata con una scrittura scorrevole. Cio' che viene narrato si materializza davanti agli occhi. Un romanzo che si legge quasi in apnea.

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    contessa

    10/10/2013 14:14:17

    Grande esempio di ottima scrittura. Impressionante risultato letterario...un libro assolutamente statico, che però mi faceva scorrere avanti con sè.. Da qualsiasi punto del libro,anche aprendolo a caso, si percorre la strada insieme al papà , al bambino e al carrello...come se tutto cominciasse da lì per il lettore, esattamente come tutto è cominciato da un punto indefinito per i protagonisti. Non metto il voto massimo solo perchè ho trovato spesso irritanti i dialoghi tra padre e figlio.

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