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Orhan Pamuk

Traduttore: B. La Rosa Salim
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 574 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806207557

Recensioni dei clienti

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    Romolo

    08/06/2016 21.33.02

    Meravigliosa saga famigliare lunga 50 anni, in una Istanbul in trasformazione che funge da coprotagonista di tutta la storia. Personagggi caratterizzati benissimo, interessanti intrecci interpersonali, ottima scrittura. Assolutamente consigliato

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    enrico.s

    04/03/2016 10.11.52

    Nei libri di Pamuk che ho letto (non tutti) scorre sempre un fiume sotterraneo di serena malinconia che dà il "tono" alla narrazione. Questo ultimo, splendido, romanzo del Nobel turco non fa eccezione: qui il compito di tenere la nota dominante è affidato al protagonista Mevlut, che fin da subito capiamo essere una "brava persona" come lo stesso autore lo definisce quasi cinquecento pagine dopo. Il romanzo, in buona sostanza, è la storia di circa quaranta anni della vita di quest'uomo umile, ma non sottomesso; spesso triste, ma non disperato; solitario, ma non misantropo; pieno di dubbi e debolezze, ma non pavido; tormentato e infine riappacificato con sé stesso e la vita. Insomma, conradianamente: uno di noi. Sullo sfondo la città di Istanbul tra l'inizio degli anni '70 e i giorni nostri, con la sua esplosione demografica, l'evoluzione sociale che l'accompagna e la corruzione dilagante; questo secondo filone narrativo, che comunque si intreccia magnificamente con le vicende del protagonista, almeno per me è di minor interesse, però ovviamente necessario per completare il ritratto di Mevlut. Last but not least: non sono in grado di dire quanto merito ci sia della traduttrice nella resa della cifra stilistica di Pamuk; certo è che la scrittura è da Premio Nobel "vero". Semplice, classica, a tratti quasi da romanzo tardo ottocentesco nelle parti in terza persona, alle quali si alternano le voci dei vari personaggi, in prima persona, che danno la loro versione dei fatti, il che rende vivace e appassionate l'insieme, tenendo sempre accesa l'attenzione del lettore. ...voto, inevitabilmente, massimo.

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    alinghi

    10/02/2016 15.51.39

    Bello, scritto bene, a volte scorre lento a volte velocissimo proprio come il nostro tempo. A tratti ricorda molto Il museo dell'innocenza ma sicuramente con più avvenimenti, storici e non...Melanconico, nostalgico e mai banale. Uno splendito spaccato sulla Turchia di oggi e le sue radici

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    g.b.

    06/02/2016 10.45.25

    Mevlut, la sua storia, la sua Istambul, il tempo che cambia le cose e che non cambia niente. Il tempo come solo Pamuk sa raccontare. Bello davvero.

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