La straniera - Claudia Durastanti - copertina

La straniera

Claudia Durastanti

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Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2019
Pagine: 285 p., Brossura
  • EAN: 9788893447751
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Il concorso è valido dal 2 aprile all’11 giugno 2019. Clicca qui per informazioni e regolamento.
Se non desideri partecipare all’estrazione dei premi previsti scrivi a segreteria@ibs.it


Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Furio Colombo

Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall’infanzia al futuro, il nuovo libro dell’autrice di Cleopatra va in prigione è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni, un viaggio alla scoperta di identità molteplici e amori unici, e il ritratto indimenticabile di una famiglia e di un mondo apparentemente lontani che ci parla con assoluta precisione di oggi.

«La straniera ha architettura solida e scrittura fiammante» - Claudia Durastanti, Sette

«Sulla scrittura di Claudia Durastanti non si possono spendere che elogi, è di una eleganza e funzionalità ammirevoli» - Piersandro Pallavicini, Tuttolibri - La Stampa

«Claudia Durastanti è fatta per raccontare. La giovane scrittrice mi ha subito costretto a entrare nel suo mondo dandomi una spinta generosa e brutale alle spalle» - Alfonso Berardinelli, Il Foglio

«La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato»

Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della Straniera vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità. Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, l’autrice indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui. La straniera è il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole. In cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.

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    Gaia

    21/05/2019 14:15:29

    Non mi ha purtroppo entusiasmato particolarmente. Forse non è il momento giusto per me di leggere certe storie, certi stili. Copertina: 5 Storia: 3 Stile: 3

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    Monica

    19/05/2019 19:36:43

    La protagonista è Cittadina alienata di un mondo ricco di contraddizioni, dove il tutto e il subito contrastano il desiderio di appartenere a un luogo, a uno spazio, a una famiglia. Contrastanti sono anche i sentimenti che mi hanno accompagnata nella lettura. Un buon libro che mi sentirei di consigliare. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 4

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    Beatrice

    18/05/2019 07:12:22

    Quale e quanto potere hanno le parole sulla vita? Per Claudia Durastanti esse possiedono la capacità decisiva di dare forma ad un’identità, sono il mezzo per un riscatto, per una differenziazione. Nata da genitori sordi che hanno rifiutato la lingua dei segni considerata come uno stigma che espone, l’autrice, bambina e adolescente, è stata circondata da una non-lingua fatta “di rantoli e parole pronunciate a un volume troppo alto”. Nella sua famiglia, poi, il dialetto lucano ha rappresentato il marchio d’origine e con l’emigrazione negli Stati Uniti si è mescolato all’inglese dando luogo ad un pidgin che è rimasto impresso sulla giovane anche quando è diventata, rientrando in Italia, un’immigrata al contrario. L’autrice ricostruisce il passato attraverso una vera e propria “mitologia”, collazionando le diverse versioni dell’incontro tra i suoi genitori e poi scavando per individuare gli strati di una vicenda famigliare che sente di portare dentro di sé e che riaffiora negli episodi dei tempi più recenti. Questa autobiografia complessa e sfaccettata è dunque la narrazione del processo di conquista di una lingua ricca e corretta, segno di una correttezza morale, lontano dalle stranezze, ai limiti della follia, della famiglia d’origine; è il racconto dell’acquisizione di un ordine, nella difficile ma necessaria rivendicazione della propria individualità. La straniera è un libro forte, capace di disorientare, che non indulge a facili retoriche sul senso di sé e sulla disabilità e per questa sua forza espressiva non può lasciare indifferenti. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 4

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    Fra

    17/05/2019 10:04:03

    Ammetto a malincuore che questo libro non mi è piaciuto. Solitamente sono il tipo che sì, sceglie un libro basandosi sulla copertina senza stare a leggerne estratti, riassunti, non basandosi sulla lunghezza o su chi sia o cosa faccia chi l'ha scritto e così mi sono ritrovato tra le mani quella che è in parole spicciole l'autobiografia di Claudia Durastanti. La sua infanzia e la sua adolescenza non proprio semplicissime per il suo essere metà newyorkese e metà lucana e la sua maturità altrettanto complessa per essere cresciuta con due genitori affetti da sordità. Ho fatto davvero difficoltà a sentirmi in empatia con la protagonista (in questo caso l'autrice) complice anche un ritmo poco incalzante e una narrazione a tratti difficile ("Sono a pagina 20 ma ora l'introduzione terminerà; dai a pagina 50 sento che ora si decolla; niente siamo a pagina 100 e stiamo viaggiando a motori spenti"). Sono sicuro che mi pentirò di questa mia affermazione e mi scuso per la durezza con Claudia se mai leggerà questa recensione, ma se avessi voluto leggere la biografia di qualcuno mi sarei gettato su un Elon Musk o su un Magellano. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 3

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    Alessandra A.

    15/05/2019 16:01:48

    “La Straniera” è difficile da definire, e da racchiudere in una cornice. Le parole chiave sono: nomadismo e mitologia familiare. Apparentemente non ci sono radici, perché la protagonista è stata spesso in migrazione (dagli Stati Uniti, all’Italia, e all’Inghilterra), e anche la lingua usata non ha confini, perché “rotta”. È un connubio tra letteratura pura, e vita vera, vissuta. Molto amato. Copertina:5 Storia:5 Stile:5

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    elena

    15/05/2019 12:27:47

    Basta essere un po’ diversi per essere stranieri e ci vuole coraggio per trovare ogni volta un appiglio dove far presa e tirarsi su. Il coraggio della propria diversità. Copertina: 5 Stile: 4 Storia: 5

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    elena

    13/05/2019 10:15:50

    e’ bellissimo. una scrittura elegante, sottile e reticolare come filigrana, precisa. procede per scarti ma torna sempre al cuore. che sia autobiografico importa e non importa, conta il mondo affettivo che costruisce in cui si viene trascinati con grazia e passione. mix straniante di distacco e sangue. Claudia Durastanti fa sembrare molte altre scritture pallide e grossolane. temo che non sia per tutti, ma chi lo amerà lo ricorderà a lungo.

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    stefano

    13/05/2019 07:36:02

    Un indice che ci catapulta nella finzione, organizzato come un oroscopo : il lettore ha già un indizio. E' solo un piccolo aiuto, però, perchè in realtà la storia è complessa. La protagonista, segnata da migrazioni continue, dalla sordità dei genitori, da un'inevitabile solitudine, è un personaggio ricco si sfaccettature. Non è una creatura banale, non mitizza mai i genitori e la sua adolescenza anarchica e scapestrata al sud d'Italia è simile a quella delle sue coetanee americane. La donna troverà la sua dimensione quando comprenderà che se nessuno ti convince di essere "la straniera", ma diviene libera scelta, allora è un valore aggiunto all'intera esistenza. dialoghi , a volte volutamente estesi, invitano alla riflessione . E' uno di quei libri dalla cui lettura si esce modificati: un pericolo o un'atrrazione irresistibile? Fate voi...

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    iolanda

    11/05/2019 17:24:58

    Un libro molto bello,che fa riflettere molto sulla vita e sull'amore.. Altri elementi che ho amato sono l'uso della lingua gaelica e i paesaggi scozzesi..descritti alla perfezione! Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 5

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    Antonella Scarciolla

    11/05/2019 10:52:59

    Leggendo questo libro dall’estratto devo dire che ha suscitato in me curiosità in quanto vorrei sapere di più della storia di questa bambina; pur avendo letto poco ho già capito che questo libro è molto interessante, con una scrittura scorrevole e piacevole, bello! Copertina: 5 Stile: 5 Storia: 5

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    Caterina

    10/05/2019 21:04:45

    Un libro che si legge con grande piacere.La sua storia famigliare si intreccia a parti saggistiche dove viene espressa una più ampia riflessione su classe, disabilità ed educazione culturale.Perno della narrazione è la figura della madre, ragazza degli anni Settanta affetta da sordità. L'autrice indaga i rapporti famigliari, anche i più complessi, in maniera analitica e problematizzante.Lo stile narrativo è piano, profondamente letterario ma senza circonvoluzioni estetizzanti.Non ci sono stranieri, in ciò che scrive Durastanti. O meglio: lo siamo tutti, chi da un tempo recente chi da un tempo lontano, alcuni in maniera perpetua, quindi non ha senso guardarsi con distacco e approssimazione. Anche la straniera del titolo chi è? Claudia? Sua madre? Un’intera famiglia? Nel libro ci sono spinte, evocazioni, suggerimenti contrastanti. Copertina:4 Storia:5 Stile:4

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    Giovanna M.

    10/05/2019 12:51:32

    Libro candidato al premio strega, parla di una storia di coraggio introspettiva, di notevole intelligenza, parla della storia di Clara della durabilità, questa storia pone in essere la meraviglia del mondo. Lo consiglio . Copertina:5 Storia:3 Stile:3

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    Daniel

    10/05/2019 03:44:12

    Claudia Durastanti sembra ricordarci che ogni volta che ne parliamo o ne scriviamo, non possiamo fare a meno di reinventare il passato, così come reinventiamo il luoghi che abbiamo attraversato. Forse questa è l’unica possibilità che abbiamo di impossessarcene e di neutralizzare quel senso di estraneità che ci portiamo dentro vivendo. I protagonisti di questo Memoir romanzato, sembrano tutti vivere una sorta di scollamento o di “disallineamento dal mondo“, attraversano come stranieri paesi e fasi della vita senza mai riuscire ad integrarsi veramente, rivelandoci che forse questa è la cifra caratteristica di ognuno di noi, il destino che ci accomuna tutti. Con la precisione di un entomologa e un linguaggio volutamente asettico, l’autrice descrive magistralmente le modalità in cui questa estraneità si manifesta nelle diverse fasi della vita, in famiglia, nella professione o nel corso degli innumerevoli viaggi e forse il libro non poteva se non concludersi con un’analisi del sentimento amoroso. Cos’è infatti l’amore se non un processo entropico che porta due persone da una forma di estraneità ad un’altra? Copertina:5, stile:5 storia:4

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    Lisa C.

    07/05/2019 10:56:40

    Emozioni e sensazioni diverse per questo libro... Mi ha tenuta impegnata nella sua complessità e densità, forse, alle volte, un pochino lungo nei discorsi. Copertina 5. Storia 4. Stile 4.

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    Carla

    06/05/2019 07:28:45

    In questo libro Claudia Durastanti, figlia di disabili, ci presenta con grande nostalgia i mutamenti sociali e politici con una scrittura che indaga il ricordo e le contraddizioni del presente. La narrazione ruota attorno alla figura della madre, un’irrequieta ragazza degli anni Settanta, affetta da sordità, sempre in giro per il mondo, che instaura una relazione sentimentale con colui che sarà il padre della scrittrice, anche lui affetto da sordità. Un legame passionale ma anche problematico. Copertina:5 Storia:4 Stile:4

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    angelo

    05/05/2019 14:10:14

    Da buon romanzo anche un po' fantastico ci sono anche elementi magici, miti e leggende popolari della Scozia. Bellissimo l'uso della lingua gaelica nel corso del libro e anche le descrizioni dei paesaggi e ambienti scozzesi.Consigliato.Copertina 4 .Storia 4.Stile 3.

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    seredona

    03/05/2019 12:24:20

    Innanzitutto si percepisce la leggiadria e la spontaneità di una penna femminile, e il romanzo appare tutt'altro che artificioso. In un mondo caratterizzato da una crescente mobilità, è difficile avere una propria identità, delle radici ben piantate in un terreno; è facile sentirsi cittadini del mondo ma stranieri ovunque. Questo è sia uno svantaggio, poiché porta a un disorientamento identitario, ma anche un valore aggiunto, perché aiuta a mantenere la mente aperta, senza paraocchi e rivela la grande versatilità di chi vive al confine tra più mondi: l'Italia e l'America; due genitori sordomuti da una parte e la voglia di utilizzare le parole come un fiume in piena per raccontarsi, dall'altra; la molteplicità e la ricchezza delle esperienze possibili lontano da casa e la voglia di condividere il proprio "lessico famigliare", intimo ed accogliente. Copertina: 5; Storia: 4; Stile; 4.

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    Agnese

    03/05/2019 10:52:59

    Un romanzo dal taglio socio-antropologico in cui disabilità, alienazione ed immigrazione sono i temi portanti. Claudia Durastanti intraprende un viaggio in cui ripercorre tutta la sua vita e quella dei suoi stessi genitori e parenti, saltellando tra un paesino della Basilicata a la vecchia Brooklyn, fino ad arrivare a Londra, in cerca di se stessa e di quel posto nel mondo che tanto sembra rincorrere. Tra le cose che più ho apprezzato c'è di certo questo suo parlare apertamente e senza tabù di disabilità e di come una famiglia in rovina, anzi sgretolata proprio, sia in grado di affrontare tutto ciò che di brutto ha questa realtà. Ma nonostante i vari spunti che ho ricavato posso dire che lo stile è così tanto ostico e dispersivo, soprattutto in alcune parti centrali, che non mi ha fatto apprezzare pienamente il tutto. Copertina: 5 Storia: 3 Stile: 3

  • User Icon

    Gabriele

    02/05/2019 09:49:21

    Dirompente, deflagrante, potentissimo, di scottante attualità perché il tema dell'estraneità e dell'alienazione, che da sempre connotano, e in particolare ancor di più a partire dal secolo scorso, la letteratura, che parla sempre della vita e del suo tempo anche quando inventa altri mondi, il libro di Claudia Durastanti è, a ogni pagina, una rivelazione, in primo luogo di un grandissimo talento letterario. Trascende ogni categoria: è un memoir ma non solo, è un romanzo ma anche un racconto di formazione, di migrazione, di dolceamara nostalgia, di estrema e pudica tenerezza, di un’educazione sentimentale ruvida ma assai delicata, di andate e ritorni tra la Basilicata e Brooklyn cercando il proprio posto nel mondo, un senso alle cose che succedono e alle loro mille imprevedibili contraddizioni, seguendo il tortuoso percorso di relazioni che da un momento all'altro ci sono, poi mancano, poi ritornano: magnifico. Copertina: 5. Storia: 5. Stile: 5.

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    Michele Praitano

    01/05/2019 07:28:30

    Belli e profondi i capitoli su "Lavoro & Denaro" dal taglio socio-antropologico, i migliori del libro insieme a quelli su "Famiglia". Riuscite prove di spiegazioni esistenziali, da soli meritano un premio. Non convincono i continui riferimenti di altri capitoli del libro ad altre storie, letterarie e no ovvero film, libri, televisione. E' come se l'autrice si rendesse conto di essere un pò ostica nello stile con la paura di non far comprendere appieno il proprio pensiero; di qui il rimando a cose più riferenti. Senz'altro un libro impegnativo e profondo, un pò slegato nella parte centrale dal non riuscito fil rouge di collegamento al resto. Accattivante il gioco della biografia nel vero e falso, detto e non detto, neanche a se stessi. E' vero che non ci si libera mai dal "luogo" da cui proveniamo, neanche quando si raggiungono mete alle quali tendevamo o no. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 4

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Come deve essere a sei anni trasferirsi dalla Basilicata alle luci di Brooklyn? E il contrario? Perché questa è la traiettoria che è stata disegnata per Claudia Durastanti – scrittrice e traduttrice che oggi vive e lavora a Londra –, e che ora viene raccontata in un memoir personalissimo come La straniera. Un racconto che si muove nel tempo e soprattutto nello spazio, perché sono i luoghi geografici a scrivere e farci immergere nella sua storia famigliare. Una vicenda di continue migrazioni, andate e ritorni, che l’hanno portata a essere quello che è oggi. Centrale è la figura della madre, un personaggio sofferto – soprattutto perché sorda, come il marito – e incredibilmente umano, che incontra l’uomo della propria vita il giorno in cui sta per buttarsi da Ponte Sisto a Roma. O forse non è andata esattamente così, ma poco importa.
Le pagine seguono prima le tracce della donna, dagli anni nel paesino dei nonni a quelli del collegio a Potenza. E poi le visite ai genitori rimasti a NY e lo shopping a Soho, il mare – si fa per dire – a Dead Horse Bay. E la vita che prosegue, e si intreccia con quella di una bambina cresciuta tra Little Richard e il Mago di Oz. La vita di Claudia, così come era stata quella di tutta la famiglia, sarà segnata dai viaggi e da una certa irrequietezza, oltre che curiosità. Prende il sopravvento nelle pagine, in una dimensione sempre sospesa tra riferimenti più che concreti, speculazioni sull’esistenza e atmosfere oniriche. Dove vive chi si sente sempre straniero, a casa propria e nell’angolo più sperduto.

Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Il romanzo merita attenzione per tre aspetti del tutto insoliti (oltre all’insolito percorso biografico e di lavoro dell’autrice, che è e non è una straniera). Il primo aspetto è certamente il linguaggio. Riflette in modo curioso (sorprendente ) una vita, in modo più efficace di un sequenza di notizie. È un linguaggio lontano-vicino, familiare ed estraneo, molto bello e senza alcuna preziosità o deliberata ricerca di stile. Una seconda ragione è la storia, che appartiene, allo stesso tempo, al genere “familiare” ma anche a una sequenza di avventure con scarti sorprendenti rispetto all’attesa abilmente creata. Ovvero si carica e si libera della memoria personale e familiare, spingendo continuamente il lettore a rifare la mappa del mondo e del tempo che sta percorrendo. Infine merita attenzione il talento espressivo (che non è il linguaggio, ma la costruzione del racconto) che rende La Straniera non una raccolta di memorie, ma il punto in cui nasce (anche, ma non solo da ciò che è accaduto) una storia nuova».
Proposto da Furio Colombo
  • Claudia Durastanti Cover

    È scrittrice e traduttrice. Il suo romanzo d’esordio Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (Marsilio, 2010) ha vinto il Premio Mondello Giovani. Ha pubblicato inoltre A Chloe, per le ragioni sbagliate (Marsilio, 2013), Cleopatra va in prigione (Minimum Fax, 2016) e La straniera (La nave di Teseo, 2019). È stata Italian Fellow in Literature all’American Academy a Roma. È tra i fondatori dell’Italian Festival of Literature in London.  Approfondisci
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