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Salvatore Basile

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 302 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811671527
Usato su Libraccio.it € 9,12

Michele è un uomo di trent’anni, abita in una piccola casa a Miniera di Mare nei pressi della stazione ferroviaria del paese e il suo lavoro, ereditato dal padre, è quello di capostazione. Ogni giorno aspetta che l’unico treno concluda il suo cammino per controllarlo e pulirlo. La sua vita è monotona, abitudinaria, chiusa in poche e piccole azioni che fa in maniera maniacale e ripetitiva, giorno dopo giorno per quasi ben ventitré anni. Michele non ha amici, non ha passatempi, passa la giornata chiuso in casa, non parla con nessuno se non con la miriade di oggetti smarriti che raccoglie sul treno e che custodisce gelosamente in casa. Michele è l’emblema di coloro che si rinchiudono in se stessi dopo aver subito un forte trauma e che costruiscono barriere invalicabili alla vita reale preferendo una vita ovattata e “sicura” che apparentemente non produce dolore ma che, in realtà, logora l’anima. La ferita che Michele porta ancora indelebile nel suo intimo è una di quelle più dolorose: all’età di sette anni viene abbandonato dalla madre. Lui è presente in stazione al momento della sua partenza, le chiede il perché di quel gesto, se tornerà, se potrà avere ancora un suo abbraccio. Il bambino riceve solo fuggenti risposte, ma la madre non tornerà mai più. La vita di Michele scorre faticosamente con una tonalità monocromatica fino a quando, una sera, ritrova il suo diario rosso di quando era bambino e che la madre aveva portato con sé. Un evento che scuote prepotentemente il protagonista e che incrina il suo stato vegetativo nel quale era irreversibilmente caduto. Ma la scossa vera e propria che spinge Michele ad uscire dal guscio e ad affacciarsi alla vita reale viene data da Elena, una ragazza esplosiva, dinamica che ama profondamente la vita e che riconosce subito il dolore che si cela negli occhi neri cupi di Michele. Elena è il suo alter-ego, vede i colori dell’anima delle persone e sente i profumi e i sapori che la vita dona giorno dopo giorno a ognuno di noi. Grazie ad Elena, Michele decide di mettersi alla ricerca di sua madre per ricevere quelle risposte alle sue domande sepolte dallo scorrere del tempo ma che pulsano in maniera vitale. Michele compie un viaggio che lo costringe ad affrontare le persone e a confrontarsi con loro, a imparare velocemente che esiste un “male” ma anche un “bene” e che non è l’unico ad aver subito dei traumi. Un viaggio ricco di colpi di scena che gli permetterà di scavare nella profondità della sua anima, a ritrovare il vero se stesso e………

Devi stare tranquillo. Pensa solo che la vita è sempre un rischio, per chiunque. Ma se stai attento e usi il cervello, è un rischio controllato. In qualunque momento ti puoi fermare e tornare indietro…a meno che non sei morto, tutto qui. E tu non mi sembri morto.

Se con “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” Salvatore Basile sta avendo un grande successo in tutto il mondo un motivo ci sarà, anzi, più di uno! È un romanzo completo sotto vari punti di vista: le descrizioni dei luoghi e delle emozioni di Michele ed Elena sono minuziose, tutti i sensi vengono sollecitati. Gli aspetti più intimi dei protagonisti sono ben riconoscibili come la loro maturazione durante lo scorrere delle pagine. Non mancano l’imprevedibilità e il colpo di scena finale.  Nel romanzo si riconoscono tre macro-fasi dell’evoluzione del protagonista un po’ sulla stessa falsa riga delle cantiche Dantesche: una prima fase “infernale” in cui Michele si trincera in se stesso, una corposa e “purgatoriale” di introspezione personale ed infine una “paradisiaca” che permette all’anima del protagonista di mettere le ali e tornare alla vita.

Questo romanzo possiede molti punti di forza ma, forse, la migliore sua qualità è che fa vibrare le corde delle emozioni delle persone. L’autore fa comprendere che tutti coloro che hanno subito un trauma o un forte dolore sono, dopotutto, degli oggetti smarriti. Michele ha subito il trauma dell’abbandono e ha volutamente smesso di vivere fino all’incontro con Elena. Anche Elena porta con sé un dolore profondo e misterioso ma, per il suo carattere vulcanico,  affronta lo smarrimento di petto e a viso aperto. Due stili totalmente differenti accomunati dal fatto che di fronte a grandi scosse emotive che la vita, inevitabilmente, ci “dona” è necessario affrontare le proprie paure, uscire dal proprio stato di “confort”, abbattere quei paletti mentali che ci costringono a dire “non posso…”, “non ce la faccio..” per assaporare la vita nella sua più grandiosa totalità.

Recensione di Stefano Carboni

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Laura

    02/01/2017 10.02.42

    Mi é piaciuto molto. Narrazione fluida e profonda, storia che ti entra dentro e ti avvolge. Non sempre le cose che accadono sono come appaiono: la realtà ha molteplici punti di vista e di osservazione.

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    tania

    11/11/2016 07.57.50

    Un inno a lasciarsi andare, a vivere la vita fino in fondo, a cercare sempre la felicità anche se la storia ha alcuni aspetti surreali.

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    loli

    23/10/2016 07.49.58

    Tante volte perdiamo le cose? tante volte perdiamo noi stessi, e quanto può essere lungo il percorso per ritrovarci! Salvatore Basile ci porta, con mano garbata e poetica, a fare un coinvolgente tratto di strada assieme a Michele, sperduto ferroviere de "Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" (Garzanti): un viaggio a tratti emozionante, a tratti surreale, dove l'oggetto smarrito è proprio il protagonista. Il quale troverà - non facilmente, ma attraverso vie dolorose e tortuose - sconosciute relazioni familiari e due braccia piene d'amore, liberandosi di ciò che per tanto tempo è stato superfluo e (non) gli ha riempito la vita. Mentre tutt'intorno sbocceranno i colori.

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    Larlib

    11/10/2016 15.10.12

    E' un libro che ti si conficca dentro fin dalla prima pagina. E ti ritrovi in mezzo a colori e incanto, paure profonde ed entusiasmo purissimo, propri solo di un bimbo che ancora riesce ad affacciarsi dagli occhi di un adulto. Questo libro ha dentro la dolcezza dello zucchero filato la prima volta che vai al luna park da piccino; la profondità di un abisso che nasconde tesori perduti; la purezza di un cristallo di neve e la stessa delicatezza. Ha dentro tagli profondi e nodi allo stomaco, occhi incrostati di sale e cuori che urlano, fiato che manca e fughe a perdifiato. Questo libro ha dentro personaggi meravigliosi come meravigliose sono le sfaccettature che Salvatore Basile ha saputo raccontare con una scrittura che ti porta via. Chi non riesce a staccarsi dalla prosaicità, chi non riesce a cogliere la poesia nel mondo, la magia del surreale, chi ha la sensibilità di un comodino, si faccia un favore: NON LEGGA QUESTO LIBRO e si eviti figuracce pietose.

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    Cippi

    14/09/2016 12.29.37

    L'ho trovato molto bello, coinvolgente, mi ha colpito come da tempo non mi succedeva con un libro. La storia ha alcuni aspetti surreali, inutile cercarci realismo e plausibilità... ma vale la pena di provare a leggerlo

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    Stefano

    06/09/2016 15.23.42

    Concordo in pieno con i giudizi di Franz e Sofia: storia poco plausibile, stile inadeguato, a tratti imbarazzante. Davvero una grande delusione.

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    Franz

    20/08/2016 16.00.03

    A me non è piaciuto. Mi sono fatto fregare da recensioni in rete e l'ho comprato...ma ho trovato la storia banale e poco credibile (ok, è un romanzo...però...). Un emarginato che risorge, dopo 30 anni di isolamento, in seguito a un pestaggio?? Due che si lanciano in un burrone per scappare a un orso "polare" e trovano il cadavere del padre "uscito a prendere le sigarette"?? Ma dai...

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    Sofia

    16/08/2016 10.19.52

    Andrò contro corrente, ma ho l'ho trovato pesante, un libro che non finiva mai. I personaggi sono irritanti, le situazioni surreali (cito, ad esempio, la valigia fatta con i vestiti trovati sul treno, senza prima essere lavati). Nel finale, fortunatamente, il romanzo prende quota, ma la pesantezza delle pagine precedenti mi ha comunque lasciato un senso di vuoto.

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    Fabiola

    09/08/2016 19.11.32

    Un romanzo profondo e coinvolgente.

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    Nadia

    22/07/2016 11.22.01

    Impossibile non innamorarsi di questo libro e dei suoi protagonisti. Un inno a lasciarsi andare, a vivere la vita fino in fondo, a cercare sempre la felicità. Tutto in modo non banale, ma con una storia originale, diversa, fresca. Lo consiglio senza alcun dubbio.

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    sanzonight

    01/07/2016 22.54.07

    Personaggi tutti d'amare. Piacevoli colpi di scena mai scontati. Da leggere sicuramente.

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    meg

    12/06/2016 20.54.13

    Letto con qualche pregiudizio, si è rivelato, nel complesso, più piacevole del previsto. Carino il tema degli oggetti smarriti, della stazioncina semi-abbandonata, delle routine rassicuranti. Meno carino lo stile, troppo descrittivo, forse troppi dettagli. Rende la lettura un po' lenta, in alcuni passaggi quasi noiosa. Trama non del tutto prevedibile seppur in certi passaggi o in certi personaggi poco realistica. Snervante il personaggio principale con le sue paranoie, la sua paura di tutto e il suo continuo piangersi addosso.

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    eli

    10/06/2016 17.02.25

    Non mi ha entusiasmata. Fin dalle prime pagine, personalmente, l'ho trovato lento e noioso ed ho perso subito di interesse, in alcuni tratti mi è parso anche prevedibile. Non mi piacciono molto le storie pessimiste caratterizzate da "tragedie" per ogni personaggio. Non vedevo proprio l'ora di finirlo.

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    Giuseppe Magnone

    09/06/2016 10.03.07

    Lo strano viaggio di un oggetto smarrito - Salvatore Basile Il tema del romanzo è completamente incentrato sulle conseguenze negative di un abbandono. Questo aspetto viene descritto in maniera eccellente dall'autore in diverse e varie forme di turbamento psicologico che i vari personaggi subiscono e che si intrecciano e si mescolano tra loro durante tutta la storia. Il protagonista principale è Michele, emblema assoluto della solitudine, nella quale una persona si rifugia per proteggersi a seguito dell'abbandono della mamma quando lui aveva soli 7 anni. Michele conduce da quel momento una vita di non legami affettivi con nessun essere umano, si lega solo ai suoi oggetti smarriti che trova sul suo unico treno, nella sua unica stazione ferroviaria, dove passa tutto il suo tempo. Il romanzo decolla quando, per caso, Michele entra in contatto del suo vecchio diario rosso che sua mamma aveva portato con se il giorno che lo aveva abbandonato e con l'aiuto di Elena, ragazza stravagante e particolare che Michele aveva conosciuto sul treno, decide di partire alla ricerca di sua madre. Da quel momento Michele e la sua solitudine entrano in contatto col mondo esterno, quello di Elena stessa, di Luce, di Gianni, di Laura sua madre, di suo padre. Non racconto altri particolari altrimenti ne rovinerei la lettura. Il mio giudizio è molto positivo, Salvatore Basile che conoscevamo come sceneggiatore, ha esordito in maniera egregia con il suo primo romanzo. Unica nota che mi permetto di fare è che io avrei concepito il romanzo stesso aggiustandolo con un briciolo di ironia: il lettore (almeno io personalmente) ne viene colpito giustamente dalla sua generale e complessiva tristezza, e appunto, stemperarla un pochino, non sarebbe stato male, a mio avviso. Consigliato Giuseppe Magnone

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    angelo

    05/06/2016 19.22.34

    Ingredienti: un capostazione abbandonato dalla madre e isolato dal mondo, il suo diario segreto ritrovato a decenni di distanza, la ricerca della madre tra disavventure e sorprese, l'incontro con una ragazza a dargli energia e nuove consapevolezze. Consigliato: a chi frequenta treni e stazioni per conoscere nuovi mondi e persone, a chi vuole scoprire la vita e i misteri di ogni oggetto smarrito.

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    Ely

    27/05/2016 22.44.03

    Premetto che di questo libro avevo letto l'anteprima e mi era sembrato molto carino, di sicuro più leggero di quello che in realtà si è rivelato. Non è affatto una critica, anzi, ma se cercate un libro leggero da leggere in poche ore, questo non è il romanzo adatto. Il protagonista è Michele, che in tutta la sua vita di trentenne non ha altri scopi se non il suo lavoro alla stazione, non mette il naso fuori dal cancello e non si fida di nessuno, di nessuno tranne degli oggetti smarriti che trova puntualmente tutti i giorni sul treno, gli unici compagni di vita di cui può tranquillamente fidarsi, e di cui si prende cura. La sua vita è fatta di routine e quotidianità che nemmeno un pensionato riesce a raggiungere i suoi livelli, ma un giorno nella sua vita entra come un treno, appunto, Elena, tutto l'opposto di Michele, allegra e spigliata con una parlantina che stende chiunque. Sembra che i due non possano essere più diversi, ma Michele ha bisogno di Elena. Sul treno, durante il suo solito giro di perlustrazione, tra i tanti oggetti trova un quaderno rosso, e da quel giorno la sua vita non è più la stessa. E' il suo quaderno rosso, quello che tanti anni fa sua mamma ha preso prima di andarsene per sempre con quel treno. Ma se il quaderno è arrivato li, allora sua mamma non può essere lontana, e Michele decide di cercarla. Non ha punti di riferimento ne informazioni, solo una sua fotografia di vent'anni fa, ma spinto da Elena decide di mettere finalmente piede fuori dalla stazione e parte alla ricerca della madre che tanti anni fa lo ha abbandonato. Durante il suo viaggio incontrerà tante persone, Michele dovrà sforzarsi di parlare con loro e di riuscire a fidarsi di alcune di queste, ma la fiducia va dosata, e Michele questo lo sa bene. La ricerca sembra difficile con così poche informazioni, nessuno sembra avere visto sua madre, eppure lui sa che è in zona visto che ha lasciato il quaderno sul treno per lui. Sa solo che la deve trovare...

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    Vale

    27/05/2016 11.19.38

    Veramente molto piacevole.

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    chiara

    25/05/2016 13.59.29

    Letto tutto d'un fiato, coinvolgente e profondo. Svela un mondo al di fuori del "guscio", reale o immaginario, in cui ciascuno può nascondersi per vivere una vita che ci appaga. Senza emozioni e senza mettersi in discussione. Ma quando un evento straordinario e inaspettato rompe questa protezione ci si scontra con una realtà che non era considerata. Però il cuore e le emozioni accompagnano ad una apertura verso gli altri che guidano a nuove esperienze.

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    Francesca

    23/05/2016 23.10.32

    Incredibile come fuoriesca un caleidoscopio di emozioni "colorate" dal bianco della carta e dal nero dell'inchiostro! Una storia delicata e impregnata di possibile. Come se qualcuno ci suggerisse all'orecchio che l'amore può, nonostante tutto... Personaggi pieni, con pensieri, aspettative e dolori reali. Perchè la vita è così, carica di dolore, e poi ad un tratto la felicità che spesso ci coglie impreparati e spaventati. Un bellissimo libro, da leggere e da regalare. Quello che le ragazze vorrebbero sentirsi dire da chi le ama, e come i ragazzi vorrebbero essere amati. Semplicemente perfetto. Grazie!

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    Bookworm

    16/05/2016 11.10.41

    Michele si ritrova ad affrontare tutto ciò cui ha sempre tentato di sfuggire, tutte le situazioni, le persone e le emozioni di un ventennio condensate in cinque giorni, e rischia di rimanere scombussolato e confuso da queste innumerevoli esperienze di vita. Una storia commovente e universale di ricerca. Meravigliosi i due personaggi più saggi e filosofi, Serena ed Erastos.

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