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Lo strano viaggio di un oggetto smarrito - Salvatore Basile - copertina

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Salvatore Basile

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Editore: Garzanti
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 5 maggio 2016
Pagine: 302 p., Rilegato
  • EAN: 9788811671527
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Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Salvatore Basile

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Gaia la libraia

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Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui. Ora c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
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    SiamoSoloStorie

    19/07/2020 09:59:57

    È attraverso il viaggio, l'esplorazione dell'ignoto e il coraggio di affrontarlo che l'essere umano ha la possibilità di crescere ed affrontare le proprie paure. Ed è attraverso un viaggio che il protagonista potrà diventare ciò che era destinato a divenire e potrà finalmente trovare risposta alle proprie domande.

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    Towandaaa

    22/10/2019 13:58:16

    Una serie di coincidenze forzate, personaggi che non apparirebbero credibili nemmeno nelle favole, dialoghi stentati, due colpi di scena che non raggiungono l'intento di increspare l'incedere piatto, risultato stucchevole.

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    Francesco

    07/10/2019 10:44:36

    Gli oggetti smarriti affascinano perché in essi sono contenute storie di uomini e donne che forse non conosceremo mai. Quando ciò avviene la vita cambia, come nel caso del protagonista, costringendoci a uscire dal guscio in cui ci siamo nascosti e costruito il nostro piccolo mondo perfetto, privo però di emozioni. È un bel romanzo, una storia che affascina, una storia di ricerca che parte dal quaderno di infanzia. Da leggere assolutamente.

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    Domenico

    05/10/2019 08:34:49

    In un mondo d’arrivisti buona regola è non partire, scrisse Gesualdo Bufalino, ne Il malpensante. Ma qui chi parte è la madre di Michele Airone, che lascia suo figlio di sette anni ed il marito capostazione a Miniera di Mare. Airone, guarda caso come l'uccello citato da Ovidio; un animale dallo spirito immortale, associato alla fenice, che risorge. Ecco che la madre fugge via portando con se quel quaderno rosso che è il diario di suo figlio. Egli lo ritroviamo a trent’anni, sempre nella stessa stazione ad unico binario, dove all’arrivo del treno provvede alla pulizia delle carrozze. In questo solitario lavoro, egli rinviene gli oggetti più disparati, della gente che ha oramai abbandonato il convoglio, finendo per trasmigrarli nel salotto di casa sua, il salotto degli oggetti smarriti. Fin quando, proprio un oggetto, la bambola Milù, diventa ipso facto, il cardine attorno al quale si “riapre” la monotona vita di Michele.Egli, infatti, conosce così la sua proprietaria: Elena (nome, anche questo, foriero di mutamenti nelle altrui vite).

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    Chiara

    06/05/2019 14:53:01

    Nonostante alcuni passaggi al limite della realtà, questo romanzo tocca molte tematiche attuali offrendo spunto di riflessione. Semplicemente commuovente.

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    Sara@

    08/03/2019 19:21:28

    Ho amato questo libro sin dalle prime pagine. L'autore grazie alle sue parole ci regala emozioni, magia e speranza. Lo consiglio!

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    Trixter

    18/10/2018 08:16:53

    Questa di Basile è nient'altro che una favola. Una favola moderna, piena di eccessi e situazioni surreali, in cui l'obiettivo dell'autore è quello di emozionare. Forse Basile cerca in maniera eccessiva "la lacrima facile"; mi è parso un testo da leggere ed apprezzare compiutamente solo in condizioni emotive particolarmente malinconiche; un libro che si lascia andare a descrizioni sottili e dialoghi profondi. Insomma, è senza dubbio una lettura piacevole; peccato che i personaggi non riescano ad entrar dentro il lettore, forse per la loro lontananza dalla realtà. Ma tant'è, Basile ha costruito comunque un buon prodotto letterario.

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    Valentina

    23/09/2018 10:29:02

    Le prime pagine del libro possono sembrare un po' monotone ma dopo poco la storia decolla e il libro cattura totalmente l'attenzione del lettore. La storia racconta di Michele, un ragazzo che è stato abbandonato dalla madre da piccola e da quel momento non si è mai allontanato dalla stazione ferroviaria in cui lavora. Un giorno ritrova trai sedili del treno il suo diario di quando era bambino che sua madre aveva portato con se prima di sparire...

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    Nicolò

    18/09/2018 10:29:23

    Il libro inizialmente non mi aveva preso nella lettura più di tanto e avevo paura che non potesse piacermi, ma mi sbagliavo. Infatti più lo leggevo è più non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue pagine.

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    Laura

    21/12/2017 10:50:25

    Michele, un giovane vecchio, conduce una vita monotona, piatta, scandita dalla partenza del mattino e dall’arrivo nel pomeriggio dell’unico treno che passa. Ha una sola passione raccogliere gli oggetti smariti o dimenticati dai passeggeri e prendersene cura come fossero vivi. Finché nella sua vita piomba Elena, che con il suo entusiasmo lo travolge, scardina le sue certezze e lo spinge a lasciare la stazione e a mettersi alla ricerca del suo passato. Apparentemente è un romanzo d’amore, in realtà è il racconto di una viaggio, della sofferenza insita in ciascuno e dei modi diversi che ognuno ha per superarla. Dopo un inizio al fulmicotone, il romanzo procede per eccesso, in una sorta di feuilleton, in cui c’è dentro di tutto. Rimane però la sottile malinconia che abbraccia tutto e che lo rende un bel libro da leggere.

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    Asia

    27/11/2017 00:02:18

    Quando ho iniziato a leggere questo libro ho avuto timore che potesse non piacermi, colta dalla paura che fosse la classica love story italiana trita e ritrita, così ho messo da parte il pensiero e mi sono ritrovata a non avere troppe pretese, proprio come un libro dovrebbe essere letto, per il semplice fatto di volerselo gustare. Ne sono rimasta stupita perché, da una parte mi sono resa conto che la trama non avesse nulla a che vedere con ciò che avevo intuito, e dall'alta mai avrei immaginato che potesse arrivare addirittura a tenermi con il fiato sospeso e allo stesso tempo incollato tra le pagine. Il libro è molto scorrevole, cosa molto importante perché è proprio questa stessa scorrevolezza a rendere il romanzo per nulla pesante. Do 4 stelle solo perché, a parer mio, 5 sono la perfezione, ma consiglio il libro in ogni caso a tutti quanti.

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    fabiana

    18/10/2017 09:16:34

    L'idea di raccontare la storia di una famiglia partendo da un oggetto smarrito e poi ritrovato è interessante. La trama però si sviluppa in maniera improbabile a tratti surreale. Sembra essere un libro scritto a quattro mani: la descrizione dei luoghi è pesante e spesso inutile al racconto, altre parti del libro sono invece molto profonde. Complessivamente è un libro la cui lettura non mi di consigliare.

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    Lorena

    02/08/2017 06:42:15

    La parte iniziale è pesante, prende un po' di ritmo verso la fine. Non mi sono piaciuti i personaggi, figure e storie personali al limite della realtà. Alcune pagine sono comunque profonde e portano ad una riflessione.

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    Nunzia

    14/04/2017 19:38:34

    Libro che ti prende già dalle prime pagine!!! Contenta di averlo acquistato e letto!!! Consigliato!!

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    Laura

    02/01/2017 10:02:42

    Mi é piaciuto molto. Narrazione fluida e profonda, storia che ti entra dentro e ti avvolge. Non sempre le cose che accadono sono come appaiono: la realtà ha molteplici punti di vista e di osservazione.

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    tania

    11/11/2016 07:57:50

    Un inno a lasciarsi andare, a vivere la vita fino in fondo, a cercare sempre la felicità anche se la storia ha alcuni aspetti surreali.

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    loli

    23/10/2016 07:49:58

    Tante volte perdiamo le cose? tante volte perdiamo noi stessi, e quanto può essere lungo il percorso per ritrovarci! Salvatore Basile ci porta, con mano garbata e poetica, a fare un coinvolgente tratto di strada assieme a Michele, sperduto ferroviere de "Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" (Garzanti): un viaggio a tratti emozionante, a tratti surreale, dove l'oggetto smarrito è proprio il protagonista. Il quale troverà - non facilmente, ma attraverso vie dolorose e tortuose - sconosciute relazioni familiari e due braccia piene d'amore, liberandosi di ciò che per tanto tempo è stato superfluo e (non) gli ha riempito la vita. Mentre tutt'intorno sbocceranno i colori.

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    Larlib

    11/10/2016 15:10:12

    E' un libro che ti si conficca dentro fin dalla prima pagina. E ti ritrovi in mezzo a colori e incanto, paure profonde ed entusiasmo purissimo, propri solo di un bimbo che ancora riesce ad affacciarsi dagli occhi di un adulto. Questo libro ha dentro la dolcezza dello zucchero filato la prima volta che vai al luna park da piccino; la profondità di un abisso che nasconde tesori perduti; la purezza di un cristallo di neve e la stessa delicatezza. Ha dentro tagli profondi e nodi allo stomaco, occhi incrostati di sale e cuori che urlano, fiato che manca e fughe a perdifiato. Questo libro ha dentro personaggi meravigliosi come meravigliose sono le sfaccettature che Salvatore Basile ha saputo raccontare con una scrittura che ti porta via. Chi non riesce a staccarsi dalla prosaicità, chi non riesce a cogliere la poesia nel mondo, la magia del surreale, chi ha la sensibilità di un comodino, si faccia un favore: NON LEGGA QUESTO LIBRO e si eviti figuracce pietose.

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    Cippi

    14/09/2016 12:29:37

    L'ho trovato molto bello, coinvolgente, mi ha colpito come da tempo non mi succedeva con un libro. La storia ha alcuni aspetti surreali, inutile cercarci realismo e plausibilità... ma vale la pena di provare a leggerlo

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    Stefano

    06/09/2016 15:23:42

    Concordo in pieno con i giudizi di Franz e Sofia: storia poco plausibile, stile inadeguato, a tratti imbarazzante. Davvero una grande delusione.

Vedi tutte le 34 recensioni cliente

L’atmosfera in cui ci si cala, iniziando la lettura, è quella de Il favoloso mondo di Amélie.

Sembra di entrare in una dimensione parallela in cui il tempo si è fermato. Esiste ancora la casa cantoniera abitata dal capostazione che controlla il salire e scendere dei pendolari da un vecchio treno. Una linea ferroviaria che si arrampica sugli Appennini tra cinque piccoli paesi fuori dal mondo, in una regione che potrebbe ricordare l’Abruzzo, divisa com’è tra mare e fredde montagne. Nonostante i dettagli lasciati cadere, come la presenza degli smartphone che riportano ai giorni d’oggi, il libro ha colori caldi e sfumati di una cartolina degli anni sessanta. E in questa altalena temporale si snoda la storia di Michele ed Elena.

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è, infatti, il classico romanzo di formazione. Dall’oggetto smarrito, o meglio ritrovato, inizia il viaggio del protagonista, aiutato dall’amica, verso la propria crescita personale e la maturità, l’acquisizione della forza per affrontare il proprio passato e i propri fantasmi permettendo a sé stesso di far pace e accogliere il futuro, uscendo finalmente da quell’isolamento in cui si era barricato.

Michele è un giovane di trent’anni segnato profondamente dall’abbandono della madre quando era bambino, e l’assenza emotiva del padre per il resto della sua vita.

Elena è una giovane donna che sfida il proprio dolore a colpi di entusiasmo e gioia di vivere. Una bambolina dimenticata in quel treno fuori tempo, è il compromesso che permette a due visioni opposte della vita di potersi incontrare e trovare un punto comune da cui iniziare a curarsi, reciprocamente.
La scrittura scorre veloce, sembra di ascoltare un cantastorie che racconta la fiaba della sera, davanti ad una tazza di tè. A tratti fanno sorridere i riferimenti a film che fanno ormai parte del dna di una generazione, come Harry ti presento Sally, dall’altra quasi commuovono certe frasi sull’amore, simili ad aforismi, che fanno alzare gli occhi dalla pagina e ripensare alla propria, di storia.

La dolcezza della narrazione, infine, fa perdonare anche la prevedibilità di alcune scene e gli espedienti, forse un po’ forzati dallo scrittore, per far quadrare il cerchio sul finale. Nel complesso un buon libro che mi sento di suggerire quando si vuole chiudere il mondo e lo stress fuori dalla porta e ritrovare il piacevole gusto di una storia a lieto fine.

 

Michele è un uomo di trent’anni, abita in una piccola casa a Miniera di Mare nei pressi della stazione ferroviaria del paese e il suo lavoro, ereditato dal padre, è quello di capostazione. Ogni giorno aspetta che l’unico treno concluda il suo cammino per controllarlo e pulirlo. La sua vita è monotona, abitudinaria, chiusa in poche e piccole azioni che fa in maniera maniacale e ripetitiva, giorno dopo giorno per quasi ben ventitré anni. Michele non ha amici, non ha passatempi, passa la giornata chiuso in casa, non parla con nessuno se non con la miriade di oggetti smarriti che raccoglie sul treno e che custodisce gelosamente in casa. Michele è l’emblema di coloro che si rinchiudono in se stessi dopo aver subito un forte trauma e che costruiscono barriere invalicabili alla vita reale preferendo una vita ovattata e “sicura” che apparentemente non produce dolore ma che, in realtà, logora l’anima. La ferita che Michele porta ancora indelebile nel suo intimo è una di quelle più dolorose: all’età di sette anni viene abbandonato dalla madre. Lui è presente in stazione al momento della sua partenza, le chiede il perché di quel gesto, se tornerà, se potrà avere ancora un suo abbraccio. Il bambino riceve solo fuggenti risposte, ma la madre non tornerà mai più. La vita di Michele scorre faticosamente con una tonalità monocromatica fino a quando, una sera, ritrova il suo diario rosso di quando era bambino e che la madre aveva portato con sé. Un evento che scuote prepotentemente il protagonista e che incrina il suo stato vegetativo nel quale era irreversibilmente caduto. Ma la scossa vera e propria che spinge Michele ad uscire dal guscio e ad affacciarsi alla vita reale viene data da Elena, una ragazza esplosiva, dinamica che ama profondamente la vita e che riconosce subito il dolore che si cela negli occhi neri cupi di Michele. Elena è il suo alter-ego, vede i colori dell’anima delle persone e sente i profumi e i sapori che la vita dona giorno dopo giorno a ognuno di noi. Grazie ad Elena, Michele decide di mettersi alla ricerca di sua madre per ricevere quelle risposte alle sue domande sepolte dallo scorrere del tempo ma che pulsano in maniera vitale. Michele compie un viaggio che lo costringe ad affrontare le persone e a confrontarsi con loro, a imparare velocemente che esiste un “male” ma anche un “bene” e che non è l’unico ad aver subito dei traumi. Un viaggio ricco di colpi di scena che gli permetterà di scavare nella profondità della sua anima, a ritrovare il vero se stesso e………

Devi stare tranquillo. Pensa solo che la vita è sempre un rischio, per chiunque. Ma se stai attento e usi il cervello, è un rischio controllato. In qualunque momento ti puoi fermare e tornare indietro…a meno che non sei morto, tutto qui. E tu non mi sembri morto.

Se con “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” Salvatore Basile sta avendo un grande successo in tutto il mondo un motivo ci sarà, anzi, più di uno! È un romanzo completo sotto vari punti di vista: le descrizioni dei luoghi e delle emozioni di Michele ed Elena sono minuziose, tutti i sensi vengono sollecitati. Gli aspetti più intimi dei protagonisti sono ben riconoscibili come la loro maturazione durante lo scorrere delle pagine. Non mancano l’imprevedibilità e il colpo di scena finale.  Nel romanzo si riconoscono tre macro-fasi dell’evoluzione del protagonista un po’ sulla stessa falsa riga delle cantiche Dantesche: una prima fase “infernale” in cui Michele si trincera in se stesso, una corposa e “purgatoriale” di introspezione personale ed infine una “paradisiaca” che permette all’anima del protagonista di mettere le ali e tornare alla vita.

Questo romanzo possiede molti punti di forza ma, forse, la migliore sua qualità è che fa vibrare le corde delle emozioni delle persone. L’autore fa comprendere che tutti coloro che hanno subito un trauma o un forte dolore sono, dopotutto, degli oggetti smarriti. Michele ha subito il trauma dell’abbandono e ha volutamente smesso di vivere fino all’incontro con Elena. Anche Elena porta con sé un dolore profondo e misterioso ma, per il suo carattere vulcanico,  affronta lo smarrimento di petto e a viso aperto. Due stili totalmente differenti accomunati dal fatto che di fronte a grandi scosse emotive che la vita, inevitabilmente, ci “dona” è necessario affrontare le proprie paure, uscire dal proprio stato di “confort”, abbattere quei paletti mentali che ci costringono a dire “non posso…”, “non ce la faccio..” per assaporare la vita nella sua più grandiosa totalità.

Recensione di Stefano Carboni

  • Salvatore Basile Cover

    Salvatore Basile è nato a Napoli e vive a Roma, dove fa lo sceneggiatore e il regista. Ha scritto e ideato molte fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano.Nel 2016 pubblica con Garzanti Lo strano viaggio di un oggetto smarrito. Nel 2018, sempre con Garzanti, pubblica il suo secondo romanzo, La leggenda del ragazzo che credeva nel mare. Approfondisci
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