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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
Pagine: 481 p. , Brossura
  • EAN: 9788806215279

Recensioni dei clienti

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    stefano

    13/06/2016 08.52.30

    Un romanzo non proprio riuscito. Oramai è chiaro che Roma è la capitale della dissoluzione, dell'amoralità, dei conflitti mai sopiti, dei conti sempre aperti, di tutto ciò, insomma che è negativo in termini assoluti. Una storia che non aggiunge nulla all'epopea criminale già narrata negli altri romanzi di De Cataldo. Lo scontro finale tra i due personaggi principali del racconto risulta fin troppo scontato. La scrittura riesce a mantenere un buon livello.

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    Stefano

    02/06/2016 11.17.08

    Ottima l'atmosfera è la descrizione del contesto ove si ambienta il libro. Mi è piaciuto il modo di sottolineare le aspirazioni, le preoccupazioni dei protagonisti. Un Ufficiale dei Carabinieri, una ragazza idealista e un criminale che agisce fra voglia di potere e voglia di imporre il proprio credo. Di contorno politici corrotti, personaggi lascivi, profittari .

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    eros55

    03/03/2016 15.55.56

    Mi ha appassionato, letto con voracità, mi ha riportato a periodi che mi hanno interessato (la banda della Magliana,il delitto del Circeo,i fascisti in Giappone o Sud America) e a ricordi non tanto lontani. Lode alla lungimiranza degli autori per quello che sarà "Mafia Capitale". Non c'è mai fine alla speranza di cambiamento, anche se tutto viene trattato con forte "pessimismo". Visto gli avvenimenti degli ultimi anni, mi rimane da dire che per quanto uno possa pensare male del malcostume politico, amministrativo e criminale, la comune intelligenza ha degli evidenti limiti anche nel pensare il peggio del peggio..............siamo ben oltre a ciò. Da leggere per capire.

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    bernardo

    03/02/2016 17.01.59

    Bisogna intendersi su cosa debba essere questo romanzo, se evasione, denuncia della realtà, o letteratura toutcourt. Purtroppo oggi giorno a fronte di una trama magari avvincente e verosimile, ci si scorda che un romanzo, se vuole essere letteratura, deve avere una scrittura degna di questo nome e una capacità di descrivere l'umanità che ne è protagonista nei suoi tratti più profondi. Qui la sensazione è che si sia voluta cavlacare l'onda dei Romanzi Criminali o Acab precedenti, ma senza una ispirazione sincera. Il risultato è un libro scorrevolissimo (ma vorrei vedere, con quella scrittura così furba e semplice...); capace di una importante opera di denuncia (precorritrice dello scandalo di Mafia Capitale); ma in finale incompleto nel dare profondità a un'umanità e una città interessantissima e che meriterebbe miglior cantori.

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    Barottino

    11/01/2016 19.29.38

    Concordo in pieno con vecchioblister. Non consigliato.

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    gino

    20/11/2015 23.32.42

    Buono, ma non a livello di Romanzo Criminale. Mi chiedo cosa siano abituati a leggere e soprattutto dove vivano quelli che hanno stroncato Suburra. Scritto prima degli scandali di Roma capitale Samurai era descritto al volante di una Smart e sempre vestito di Nero !!! Vi ricorda qualcuno a voi stroncatori?? Se Romanzo Criminale e' potuto diventare un capolavoro grazie al fatto di avere rappresentato gli anni 70 con tutto quello di affascinante e terribile che hanno rappresentato qui si sconta il disgusto che la descrizione della nostra capitale di oggi inevitabilmente comporta.

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    Ugo

    22/10/2015 08.53.08

    Leggendo le recensioni su IBS (in particolare quella ottima di 'vecchioblister'), come spesso mi accade, mi ero già fatto un'idea precisa del romanzo...ma ho voluto lo stesso leggerlo. La lettura ha confermato l'idea iniziale, ossia "solo" una sceneggiatura più che un romanzo. Quindi mi aspetto che, diversamente dal solito, il film possa essere superiore al libro che ho trovato incompleto, di irrilevante spessore. Anche l'intreccio della vicenda non regge molto, o meglio è abbastanza banale. Poi la scrittura è scorrevole, ma gli spunti notevoli sono praticamente assenti.

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    alessia

    17/10/2015 09.14.15

    Bellissimo libro, inquietante per vicinanza con la realtà, bisogna sforzarsi per pensare che si tratti di fiction. So che è in uscita un nuovo libro, non vedo l'ora di leggerlo

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    Stefano Tartaglino

    02/02/2015 23.06.50

    Ho appena terminato di leggere questo libro, senza nulla sapere del suo "prequel", ovvero Romanzo Criminale. Come già detto da altri, l'anticipazione degli ormai noti eventi di Mafia Capitale ha, in un certo senso, quasi del prodigioso. La storia in sé non solo scorre molto bene, non facendo sentire per nulla le quasi 900 pagine, ma cattura, avvince, tiene con il fiato sospeso. Naturalmente, vista la gigantesca corruzione di politici, poliziotti e uomini di Chiesa, si finisce per simpatizzare con i criminali, primo fra tutti va da sé il Samurai. Ma, per lui almeno, si capisce perché : è l'unico ad avere STILE, elevandosi al sopra della massa di pesci piccoli, medi e grandi che lo odia perché in fondo lo ammira. Purtroppo per lui, e per quelli che, come Marco e Alice, non si arrendono all'inevitabile, oggi il mondo è dei mediocri, che siano politici o mafiosi poco cambia. Il libro come detto è ben scritto e ben orchestrato, anche se a volte l'elevato numero di personaggi costringe a dover fare mente locale su "chi è chi". Il punto debole è rappresentato dal finale, che si chiude troppo in fretta, senza un vero perché e lasciando molte storie in sospeso. In definitiva un libro che è una dichiarazione di resa : per quanto i vari Marco, Alice, Generale Thierry e Michelangelo De Candia possano lottare, il "sistema" è troppo marcio per essere cambiato. Nulla, né la Rete con i suoi blog, né le persone dal basso (che anzi cercano solo, ed è umano e comprensibile, un modo per tirare avanti un altro giorno) potranno mai mutare di una virgola l'ordine delle cose. Perché questo è : Il Nuovo Ordine.

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    Armando

    28/12/2014 18.49.20

    Ho letto questo libro appena pubblicato ed ho trovato cosi' accurata la descrizione della nuova criminalita' romana che ne ho dedotto che gli autori hanno voluto mettere in risalto l'attuale livello della delinquenza romana che non ha nulla a che vedere con i personaggi della banda della Magliana. I recenti fatti relativi a Mafia capitale dimostrano che gli autori con qualche anno d' anticipo avevano colto il cambiamento della criminalità' romana avvenuto nel frattempo. Per i lettori attenti di Romanzo criminale non è stato difficile riconoscere chi si nasconde dietro il personaggio del Samurai. Libro che scorre in modo fluido e si legge tutto d'un fiato.

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    vecchioblister

    28/08/2014 17.10.18

    Molto deludente. Una ricognizione superficiale e ripetitiva, stiracchiata e (certo, volutamente) "coatta" dello sfascio culturale e sociale, chissà quanto reversibile, in cui versa ormai Roma, non solo quella criminale. Ma i personaggi sono senza spessore, la lingua povera, la noia sopraggiunge nonostante ci sia solo azione. Il raffronto con le più celebri opere di De Cataldo e Bonini amplifica l'insoddisfazione e abbassa il voto: non c'è la magia di "Romanzo criminale" né l'efficacia di "ACAB". Ci sono invece volgarità gratuite persino rispetto al linguaggio basso che si è scelto (perché così si "acchiappa" il lettore), stereotipi a gogò anche nel raccontare realtà innegabili, uno sfoggio sterile della conoscenza di marche di abbigliamento, mobili e simili decisamente fuori luogo (tanto da ricordare i ben più onesti filmetti degli anni '70 con Pejo e Cinzano sempre in bella vista), strabordanti e continui riferimenti alla toponomastica cittadina (superflui per i lettori romani e incomprensibili per gli altri), il tifo per la Roma di uno degli autori (o entrambi?) pretestuosamente schiaffato a casaccio un po' ovunque (perché fa tendenza), e pure qualche imprecisione qua e là (esempio: il famigerato porto di Bar è in Montenegro, non in Macedonia!). Scritto male e di fretta: evidentemente 2 mani e 4 occhi invece di regalare ricchezza e accuratezza hanno prodotto un libro sfocato, nevrastenico, vuoto.

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    Hyeronimus52

    26/04/2014 15.42.02

    Balordi e delinquenti, politici e prelati assetati di soldi, camorristi e malavitosi locali amicinemici alla prese con la faraonica impresa di creare una Las Vegas sul lungomare laziale a ridosso dell'urbe. Tra litigi e riconciliazioni con contorno di ammazzatine (come direbbe Camilleri), tutto sembrerebbe filare per il meglio se un colonnello dei Ros non si mettesse di traverso a far naufragare il disegno. Gustoso romanzo attuale più che mai che non stanca e non annoia.

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    Oblomov71

    20/03/2014 10.48.48

    Libro dall'indubbio (e romanesco) fascino furbo e un pò sguaiato. Si divora in pochi giorni, sorridendo a volte della pacchiana romanità a tratti eccessivamente ostentata, ma presi da una trama plausibile e sufficientemente complessa. Siamo certamente lontani dalla saga di sapore epico del Romanzo Criminale, a cui gli autori continuano a strizzare l'occhio, ma soprattutto dalla complessità e ambivalenza dei suoi personaggi.

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    marcello

    24/02/2014 17.53.19

    Mi è piaciuto molto di più di Romanzo criminale, non so se perché l'ho letto molto tempo dopo, ma questo è molto meno intricato e....se possibile...più umano ! Sembra strano no ?

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    Emiliano

    13/11/2013 08.51.03

    Certamente non all'altezza di romanzo criminale, lo si era capito. È comunque una lettura divertentissima e scorrevole, ma soprattutto credibile. Ho bruciato le 500 pagine in meno di quattro serate. Tolgo un punto per la scrittura, che poteva essere meno elementare, risultando quasi una semplice sceneggiatura per una fiction...

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    Andrea

    04/11/2013 10.23.42

    Bel libro, non come lo splendido "Romanzo Criminale" ma ben fatto e basato su eventi realmente accaduti (tentato omicidio a ostia, porto di ostia, ecc.). A me non è dispiaciuto e credo che lo possano apprezza meglio chi vive o ha vissuto a Roma.

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    vittorio pisa

    29/10/2013 19.34.10

    Non come romanzo criminale. Neppure il suo seguito (ho trovato anzi stucchevole e forzato il collegamento con i vecchi protagonisti di quel romanzo). Epico e meglio strutturato il primo. Nel secondo la narrazione, meno complessa, resta in superficie. Difetta l'approfondimento dei personaggi. In "Romanzo criminale" era quasi impossibile non identificarsi ne "Il Freddo", "Il Dandy", "Il Libanese" (anche se a molti questa apparente indulgenza verso i "cattivi", esaltata nell'ottima trasposizione cinematografica di Michele Placido, aveva fatto storcere il naso). In questo nuovo lavoro invece la rappresentazione de "Il Samurai", "Il numero otto", "Il Nicce", novelli autori della nuova organizzazione criminale che sarebbe succeduta a quella, più famosa, celebrata in "Romanzo criminale", risulta quasi fumettistica, caricaturale. Il risultato tuttavia è spassoso. Una lettura, dunque, non impegnativa e al contempo piacevole (però nessun paragone, please).

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    gianluca

    22/10/2013 14.54.36

    un collage di storie reali legate solo dall'appartenere ad un mondo sempre più corrotto e volgare. Personaggi poco credibili, scrittura senza spessore che sembra quasi quella di una sceneggiatura di un film d'azione. Libro un pò scontato nato per cavalcare il successo delle serie Tv.

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    anonimo

    14/10/2013 10.22.23

    Aldo, mi viene da chiedere se hai letto "Romanzo Criminale" o se hai presente la storia della Banda della Magliana. "I criminali di oggi sono entrati nelle stanze del potere, dentro il Vaticano, fanno affari con le amministrazioni". Perchè quelli della Magliana trent' anni fa invece cosa facevano? Il sistema è sempre lo stesso: criminali, politici e imprenditori sguazzano insieme nella stessa zona grigia fatta di collusioni e interessi convergenti. Non facciamo finta che sia qualcosa di nuovo

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    cesare

    05/10/2013 17.17.47

    Il seguito ideale di Romanzo criminale , ma meno credibile, molto più sporco e violento, mancano i personaggi simpatici, i veri duri, comunque una ottima lettura evasiva, un finale improbabile.

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