Sudditi. Manifesto contro la democrazia - Massimo Fini - copertina

Sudditi. Manifesto contro la democrazia

Massimo Fini

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Editore: Marsilio
Collana: I grilli
Anno edizione: 2004
Pagine: 147 p., Brossura
  • EAN: 9788831784122

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Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia reale" è un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante.
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    Lorenzo Panizzari

    25/05/2012 15:54:03

    Buona analisi, ma critica non fosse fine a se stessa, perché non segue sintesi/alternativa e manca in progettualità: approfondire la strutt organizz, come realizzarla, a cosa rinunciare per quali benefici, chi dà inizio al cambiam come e perché dovrebbe farlo. L'assenza di tutto ciò è un grave difetto del libro. Tesi: nessun potere è legittimo, ma in partic la Democrazia ha deluso le aspettative (libertà, uguaglianza, perequazione, meritocrazia) e non è il fine della Storia dei Governi ma solo una contingenza al periodo storico dove domina l'econ; quando crollerà il mod sociale anche la Dem sparirà. Dem è sovrastruttura pro-borghesia su mercato/commercio e il crollo del socialismo prelude a quello del liberismo (diverse prassi, stesse basi); non ha un valore cardine, favorisce élite autoreferenziali (aristocrazie di fatto) non orientate al bene collettivo, ha aspetti negativi (colonialismo, guerra), è una potenziale dittatura (singoli/oligarchie), non tutela le diversità. Per reggersi la Dem stabilisce un legame politica/lobbies e costruisce il consenso per via culturale (media). Il voto non è libero (flusso del consenso da oligarchie a cittadini via leader/demagoghi e raccolta voti su prospett di breve periodo); il Parlam è subordinato ai partiti e nelle elez si sceglie solo a quale oligarchia obbedire (non c'è vera libertà di modif dei governanti). Da p89 alcune proposte di alternative (bioregionalismo, comunitarismo, piccola patria; scarta la Dem diretta via web/pc per incompetenza di chi dovrebbe votare) ma non adeguatamente approfondite. Piccole comunità, ritorno al comunitarismo, auto-produz/consumo, feudalesimo senza feudatari: poiché afferma che lo Stato sta collassando sotto l'ideologia capitalistica dominante/condivisa, questi termini servono a poco senza un'analisi costi-benefici, un progetto, ed una riflessione sul fatto che nella Storia, frammentazione e particolarismo hanno sempre portato conflittualità ben più che armonia.

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    Luca Scialò

    29/11/2009 23:17:02

    Un libro che ti sbatte in faccia cosa è davvero la Democrazia, ossia l'illusione di partecipare alla gestione di ciò che è nostro di diritto. Il libro forse mi ha deluso un pò per la conclusione, che ho trovato troppo filosofica, riduttiva e semplicistica. Comunque, lo consiglierei.

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    Andrea

    01/08/2009 13:27:26

    "La democrazia non è che l'ultima versione(forse anche la più subdola)che si è data il da sempre imperante sistema oligarchico". Beh che dire un uomo(MASSIMO FINI)che non le mada a dire.Grandeee!!!!!!!!!!!!!!

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    Paolo

    26/11/2008 15:45:14

    Buon libro con punti di vista originali, qualche sua affermazione può essere facilmente confutata . Abolire il sistema attuale per crearne uno diverso è un'impresa complessa ,richiederebbe un grande sforzo a cui nessuno è più abituato dato che ci lasciamo trasportare pigramente dall'evolversi delle cose. Credo però sia importante che ognuno di noi si impegni a fare delle critiche e ad agire concretamente su tutto ciò che ci circonda, anche nelle piccole cose .

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    Nello

    04/07/2008 10:38:05

    In questo corrosivo pamphlet, Massimo Fini intende prendere in esame quello che rappresenta sommamenta, con ogni probabilità, il tabù dei tabù, almeno per noi occidentali; la democrazia. L'autore ne studia l'essenza, sottolineando l'indefinibilità che la caratterizza; la pervasività che esercita sulla vita di ogni singolo cittadino; la sua stretta parentela con un sistema economico, quello di libero mercato, quanto mai inquietante; le nefandezze più atroci portate avanti in nome di essa, "il frutto più prelibato della mentalità occidentale" come la definisce l'autore. Al di là della ovvia discutibilità delle tesi proposte, al di là della eventuale, e legittimissima, non condivisione delle deduzioni riportate nel saggio, vanno riconosciute a MAssimo Fini delle grandi, innegabili qualità. Innanzitutto il coraggio teoretico, necessario per intraprendere una indagine polemica in merito a un tema scottante come la democrazia; poi l'estrema chiarezza con la quale riesce, in poche righe, a inquadrare alla perfezione il nocciolo del problema; la capacità di utilizzare le altrui opere con grande maestria e puntualità e, infine l'acutezza, velata talvolta da una sottilissima ironia, che gli permette di indagare, ragionare, scomporre e ricomporre compiutamente a proprio modo elementi apparentemente inscindibili tra loro. Per concludere, un saggio estremamente interessante, da non perdere assolutamente.

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    Federico

    11/06/2008 13:15:21

    Libro eccezionale! Riesce a scardinare molte certezze alle quali siamo purtroppo ancorati. Lucidissima la riflessione sull'uomo moderno.

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    Renzo Montagnoli

    04/11/2006 19:58:42

    Ho letto e riletto più volte questo interessante saggio di Massimo Fini, autore a cui certo si deve riconoscere la capacità di analisi acuta di qualsiasi argomento, soprattutto di quelli che appaiono dei miti, o comunque dei dogmi inconfutabili. E' indubbio che sia stato scritto quale risposta seria e concreta alle pretese di chi nel nome della “democrazia” vuole imporla con ogni mezzo, anche con la forza bruta, e il riferimento al conflitto iracheno non è per nulla casuale. E' un'analisi spietata, non tanto da un punto di vista dell'ideologia politica, ma della logica filosofica. Quante apparenti certezze verranno a cadere dopo la lettura di questo volumetto (147 pagine)! Quante inevitabili domande ci dovremo porre nel momento in cui ci renderemo conto che la logica esauriente di Fini ci farà apparire la democrazia come un regime di oligarchie politiche ed economiche, e anche criminali. Però, confessiamolo, che in cuor nostro abbiamo sempre dubitato della valenza di questo sistema; questo saggio non ha fatto altro che riunire i molti dubbi, confrontarli, amalgamarli e il risultato è inequivocabile. Se per la nostra cultura la democrazia è il migliore dei sistemi possibili, per Massimo Fini, ma anche per noi, finisce con il ridursi al meno peggio dei sistemi possibili.

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    vito

    24/07/2006 19:19:59

    Ho letto tanti articoli di giornale di Massimo Fini, e condivido la sua impostazione di principio, li leggo volentieri perché li vivo, in ripetute manifestazioni ho visto che la libertà obbligatoria di una maggioranza indotta dalla finanza truccata è la contraddizione in termini di oggi. Vorrei suggerire con modestia un paio di spunti: 1)La difesa della civiltà pastorale e del ruolo naturale dei genitori, 2)La difesa delle povere bambine che da grandi vorrebbero fare le casalinghe e da piccole vestirsi come le loro bisnonne. Perché vengono viste come un disturbo? Ci sarebbe posto anche per loro

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    Matteo

    21/04/2006 18:49:25

    Dunque, sicuramente un libro diretto,concreto e sicuramente di interesse. Cio che ritengo significativo è il variopinto insieme di commenti che questo libro provoca. Tengo a precisare che non mi riferisco ai commenti recensiti su questo sito ma a commenti di amici e conoscenti cui ho fatto leggere il libro. Ebbene molti lo confondono in una critica diretta al governo in carica al momento della pubblicazione. Io credo invece che bisogna ambientare questa critica, seppur giusta, ad ogni epoca o per meglio dire legislazione, sia essa di destra, sia essa di sinistra. Cmq buon prezzo, buona velocita di lettura e concetti condivisibili e in tutta onesta credo sia meglio che il popolo non abbia al 100% potere decisionale, ma questa è una mia opinione....

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    francesco rossi

    05/11/2005 12:19:35

    ottimo libro grazie a dio esiste ancora chi ragiona e scrive

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    demo

    31/07/2005 19:55:38

    come diceva qualcuno, la democrazia mi piace poco, ma gli altri sistemi sono ancora peggio! caro fini, tu preferisci forse l'anarchia? secondo me, tutto sommato è meglio la democrazia, con tutti i suoi limiti e problemi. ed è certamente meglio della dittatura, poco ma sicuro! se non ci credi vai in corea del nord, se ci riesci, poi capirai che la democrazia è mooolto meglio... saluti democratici

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    Toscani U.

    25/07/2005 23:58:02

    Platinum!!! Sei deviato, ma cosa vai dicendo!! é una panoramica assai esaustiva dell'argomento trattato, di conseguenza invisa a soggetti dogmaticamente "preconfezionati".

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    Platinum

    07/07/2005 21:42:59

    Com'è bravo quest'uomo a cercare le pagliuzze. Ma non è molto originale; in fondo sono le stesse cose che diceva Benito Mussolini nell'Enciclopedia italiana (la Treccani): "Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno.[...] Il fascismo respinge nella democrazia l'assurda menzogna convenzionale dell'egualitarismo politico e l'abito della irresponsabilità collettiva e il mito della felicità e del progresso indefinito. Ma, se la democrazia può essere diversamente intesa, cioè se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello stato, il fascimo potè da chi scrive essere definito una 'democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria'" (Vol. XIV pg 849 a destra). Poi sappiamo come è andata a finire. L'unica verà libertà è la libertà dell'individuo in quanto tale, non quella del popolo preso globalmente. La democrazia non è importante, quello che conta sono i valori liberali: la libertà di essere quello che si è, non quello che la società - di qualunque genere - impone. Tutto ciò che non si fonda su questo principio (che, ripeto, è diverso dal principio della libertà del popolo in quanto ente organico) è destinato a diventare dittatura.

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    smania dario

    14/04/2005 11:58:50

    IL LIBRO MI E' PIACIUTO MOLTO...PECCATO NON SIA PASSATO (VOLUTAMENTE) IN NESSUN MEDIA IN QUANTO SOLLEVA IL COPERCHIO ALLA PENTOLA IN CUI TUTTI I PRIVILEGIATI DEL POTERE ATTINGONO QUALCOSA! IN TERMINI DI PRIVILEGI, FAVORI, DENARO , POTERE, PRESTIGIO D'IMMAGINE ETC. PER ME UN GRAN LIBRO DA REGALARE A PERSONE CON TANTE "CERTEZZE".

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    christian

    26/01/2005 23:41:07

    Un libro che fa riflettere mettendo in discussione tante certezze della tanto idolatrata democrazia.

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    stefano

    24/11/2004 23:08:04

    annienta tutte le nostre finte certezze,fa sorgere la spontanea domanda:il potere appartiene veramente al popolo o siamo in una oligarchia non dichiarata?

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    mattia

    05/11/2004 13:36:11

    Libro molto ben scritto e molto interessante nei contenuti. Non concedo il voto massimo perchè in un paio di punti mi è sembrato leggermente incompleto. Però è un autentico sollievo trovare una critica così circostanziata alla liberaldemocrazia e al totalizzante pensiero unico occidentale.

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    sergio

    01/11/2004 14:06:32

    Non ho letto il libro, ma penso che lo farò presto. Vi domandate come faccio a dare un voto? Semplice: sulla fiducia! Dopo aver letto ciò che Fini ha subito in Rai (leggetelo anche voi su "Regime" di Gomez e Travaglio) questo autore mi piace ancora prima di leggerlo!!! A proposito di democrazia: con tutti i suoi limiti, è ancora uno strumento che consente di mandare a casa un premier senza aver bisogno di aspettare che muoia.... vi pare poco? Premesso che un sistema politico perfetto non esisterà mai, accontentiamoci di una democrazia mooooolto imperfetta dove puoi pensarla diversamente senza almeno venir prelevato a casa dalla polizia politica.... ma adesso scusatemi, devo interrompere, c'è qualcuno che sta suonando alla mia porta....(?!?)

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    max 67

    20/10/2004 20:00:37

    ottimo libro assolutamente da leggere anche se io avevo preferito il precedente scritto in un modo piu' imperfetto ma piu' emotivo e' vero come dice un precedente commento che fino a quando in italia ci sara' un editore che publica libri del genere un po' di democrazia sara' ancora presente . ma non scordiamoci che massimo fini doveva fare un programma tivu e non glielo hanno permesso , che faceva l opinionista in radio e adesso non si sente piu' biagi santoro paolo rossi dario fo beppe grillo ecc. ecc. non si vedono e non si sentono piu'

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    ROB MAROK

    15/10/2004 12:28:55

    Eccellente,ancora. Che l'Autore lo sappia o no,ritengo che Fini sia un vero Taoista, nel suo saper vedere ed apprezzare, l'Ombra, il Rovescio d'ogni medaglia. Questa società ha esorcizzato il Male, si è arrogata tutte le definizioni "positive" come Bene, Libertà, Progresso, Democrazia, Scienza....col risultato di produrre maggior Caos ed Entropia. Una voce fuori dal coro, ma la sua analisi potrebbe lasciarci un poco smagati ed afflitti. Attendiamo con ansia un suo "che fare?" dr Fini.... Eccellente pure il "Nietzsche" su cui avrei molto da dire, specie un'idea precisa della condizione mentale del Nostro, e relativa pazzia....se vuoi ne parliamo, Massimo. Ancora complimenti da Rob

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  • Massimo Fini Cover

    Massimo Fini, scrittore e giornalista, vive a Milano. E' autore di Il Conformista (Marsilio, 2008), e di due fortunate biografie storiche: Nerone. Duemila anni di calunnie (1993), Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta (Mondadori, 1996). Per Marsilio ha pubblicato Dizionario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina (2000), Nietzsche. L'apolide dell'esistenza (2003), la trilogia di saggi storico-filosofici La Ragione aveva Torto? (1985, 2005), Elogio della guerra (1989, 2003), Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'Antimodernità (2002 e 2004), Sudditi. Manifesto contro la democrazia (2004), Il Ribelle. Dalla A alla Z (2006) e Ragazzo. Storia di una vecchiaia (2008), La modernità di un antimoderno (2016).Inoltre Fini è stato, a teatro, Cyrano. Contro... Approfondisci
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