Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 415 p., Brossura
  • EAN: 9788845927522

56° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: "Tempesta in giugno" (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e "Dolce" (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.

€ 9,35

€ 11,00

Risparmi € 1,65 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Altri venditori

Mostra tutti (6 offerte da 11,00 €)

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    rita

    23/09/2018 14:05:07

    Purtroppo faccio parte della minoranza che non ha amato questo libro. sopratutto la prima parte.. l'ho interrotta più volte, ho letto altro nel frattempo, ma l'attrattiva era veramente scarsa. e dire che a me i libri storici, sulla seconda guerra mondiale in particolare, hanno sempre affascinato. non mi piacciono i libri corali, dove ogni 3 pagine cambiano i personaggi, perchè faccio fatica a seguire poi tutti gli intrecci. la seconda parte, la storia d'amore, è più interessante ma comunque piatta e lenta. Poco approfondita la parte "amorosa" e poi della partenza. come romanzo storico poco incisivo. se questo è il capolavoro che dicono, "la Storia" della Morante cos'è? Un libro che non resta nella memoria, se non ne avessero fatto il film (che non ho visto) forse non lo avrebbero letto così tante persone e ce lo saremmo scordato.

  • User Icon

    simone

    23/09/2018 12:41:12

    Suite francese è un opera incompiuta che rappresenta un enorme affresco dell’occupazione nazista. Irène Némirovsky narra uno spaccato reale e della quotidianità della guerra e dell'occupazione attraverso diventi punti di vista di vari personaggi le cui storie si legano le une con le altre. Personaggi diversi, molto diversi tra loro che vengono denudati e mostrando lati nascosti che forse solo la guerra e quella terribile quotidianità possono far emergere. Ognuno dei personaggi diventa reale grazie alla bravura con la quale Irène Némirovsky riesce a fornirne i tratti e restituirci i pensieri in una scrittura emozionante che rende davvero impossibile far abbandonare la storia. A rendere amaro il finale è proprio la mancanza di un finale in quanto l'opera è rimasta incompiuta a causa della deportazione dell'autrice.

  • User Icon

    valentina

    23/09/2018 10:20:17

    La storia personale di Irene Némirovsky e le circostanze che hanno permesso a questo romanzo di venire alla luce e di essere pubblicato dopo più di sessant’anni, seppur incompiuto, potrebbero essere a loro volta oggetto di un romanzo. Il libro era stato pensato dall’autrice come un poema sinfonico, costituito da cinque parti, da qui il nome suite, ognuna delle quali avrebbe concorso a ricostruire ed a raccontare, con una diversa sfumatura, l’invasione della Francia durante la Seconda guerra mondiale. Pur essendo composto solo dalle prime due, riesce comunque perfettamente nell’intento di far sentire il lettore completamente immerso nell’atmosfera di quegli anni, evidenziando anche le contraddizioni e gli istinti primordiali che la guerra fa emergere. In Tempesta di giugno si narrano le vicende di una serie di personaggi molto diversi tra loro, accomunati tutti dalla paura e dal bisogno primario di fuggire da Parigi, che consentono di mostrare al lettore come il conflitto mondiale venisse percepito in contesti distantissimi tra loro. In Dolce si analizza invece la difficile convivenza tra occupati ed invasori, attraverso il racconto di una famiglia di un piccolo paesino francese costretta ad ospitare un ufficiale tedesco. Lo stile dell’autrice è coinvolgente e cattura l’attenzione, inoltre sono rimasta impressionata dalla lucidità e dall’imparzialità con la quale parla di eventi per lei contemporanei senza lasciarsi influenzare dalle sue vicende personali, ma piuttosto servendosene, per rendere la narrazione realistica e ricca di emozioni. Senza dubbio un capolavoro che merita d’essere letto.

  • User Icon

    angela

    22/09/2018 16:37:32

    Suite francese è un capolavoro, è un libro che mi ha spinto a leggere tutti i libro della stessa a autrice. Parla di guerra, ma anche di amore, di amicizia, di famiglia, di amor di patria. Ci sono così tanti elementi che è difficile sceglierne pochi di cui parlare, tutti gli elementi del libro sono stati descritti con chiarezza e semplicità. È bello vedere anche come le storie si intreccino, senza dare però al lettore la soddisfazione di un “sì, sono proprio loro, ci sei arrivato anche tu” e credo che sia una cosa molto interessante del libro perché ti fa capire che alla fine la vita è anche questo, un semplice intreccio di storie.

  • User Icon

    Anastasia

    21/09/2018 20:26:58

    La sensazione é quella di leggere una storia nella storia. Le vicende dell'autrice si mischiano a quelle dei personaggi e si viene calati nel mondo della piccola/media borghesia francese, raccontata minuziosamente, senza tralasciare i difetti. Un libro che tiene incollato alle pagine chi legge, romantico, ironico e appassionante.

  • User Icon

    tristemente bello

    21/09/2018 10:12:56

    Ho iniziato questo romanzo con la massima diffidenza. Mi aspettavo la classica storia d'amore melenso, noiosa e strappalacrime. E invece l'ho letto tutto d'un fiato in soli due giorni. È veramente meraviglioso. Narra,si, di una storia d'amore ma di un'intensità e dolcezza che non possono non conquistare il lettore. Nonostante l'epoca di ambientazione non sia delle più felici finisce col diventare elemento centrale dell'opera. È molto scorrevole ed inoltre le traduzioni Adelphi sono sempre magistralmente eseguite, senza tradire o alterare il testo scritto in lingua madre. In conclusione, ho amato follemente questo romanzo!

  • User Icon

    Mary

    19/09/2018 20:32:28

    Irene Nemirovsky scrisse questo romanzo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi occuparono la Francia e i francesi furono costretti ad ospitare i soldati nemici in casa loro. L'opera è divisa in due parti: Temporale di giugno, che tratta della fuga di migliaia di parigini dalla capitale francese perché in pericolo dopo lo scoppio della guerra e Dolce, riguardante la storia di Lucille ed il suo affetto per un ufficiale tedesco. Devo essere sincera, il romanzo non è entrato a far parte dei miei preferiti, ma la guerra merita sempre attenzione soprattutto se descritta dalla penna della Nemirovsky, che riesce a guidare il lettore dall'inizio alla fine della lettura fornendo descrizioni e puntualizzazioni lì dove richieste. Il romanzo doveva inizialmente essere costituito da 5 parti, ma la scrittrice riuscì a portare a termine solo le prime due, in quanto il 13 luglio del 1942 fu arrestata e morì il 17 agosto dello stesso anno nel campo di concentramento ad Auschwitz. Se acquisterete l'edizione Bur di Suite Francese, troverete alla fine del romanzo, gli appunti della Nemirovsky (la quale scriveva sulla pagina destra di un quaderno il romanzo e su quella sinistra riportava le sue riflessioni riguardanti modifiche da apportare all'opera e soprattutto i punti principali su cui soffermarsi maggiormente) e la corrispondenza che tra il 1936 e il 1945 la scrittrice scambiò con suo marito Michel Epstein. Inoltre sono riportate anche le lettere che entrambi scambiarono con la casa editrice che pubblicava le opere di Irène, la quale nella persona di Albin Michel cercò di riportare la scrittrice a casa e aiutò le sue figlie inviando mensilmente del denaro per i loro sostentamento e per permettere che continuassero gli studi, proprio come avrebbe voluto la madre. Insomma un romanzo che non può non essere letto, perché invita a riflettere sulle atrocità di una guerra, che ci ha fatto perdere alcune personalità come la Nemirovsky, le quali avevano ancora tanto da raccon

  • User Icon

    Luciana Loi

    19/09/2018 15:10:57

    Ho trovato incantevole questo romanzo. Ho iniziato a leggerlo dopo aver letto molte cose della sua autrice e questo lo ha reso ancora più prezioso. Con una scrittura molto raffinata, questa Irene Nemirowsky, riesce a mostrare attraverso la Francia occupata del 1940, che proprio attraverso gli eventi piú terribili gli esseri umani mostrano la loro piú profonda natura, la loro umanità, la loro nobiltà o la loro bruttura. Non importa da quale parte del conflitto si trovino.

  • User Icon

    stefano

    18/09/2018 12:59:18

    Questo racconto corale ci permette di esplorare le reazioni, i sentimenti, i pensieri e gli atteggiamenti di diverse persone che si ritrovano nella stessa situazione. Proprio per questo motivo ho amato senza riserve la prima parte, che qualcuno (forse io stesso, se non fossi stato nella giusta disposizione d'animo per leggerla) potrebbe trovare noiosa ma che mi ha coinvolto in modo inaspettato. Ricchi, poveri, benestanti, impiegati, contadini sono sulla stessa barca pur avendo mezzi diversi. Le sorti si mescolano. La seconda parte si concentra su alcuni personaggi in particolare e per questo il racconto diventa più statico, quasi ripetitivo, ma mantiene in ogni caso uno sguardo oggettivo e attento sulle vicende. Nel complesso, un piccolo capolavoro.

  • User Icon

    Teresa

    17/09/2018 22:27:47

    Arriva la seconda guerra mondiale in Francia e l’autrice decide di raccontare in ogni piccola sfumatura la fuga dei parigini dalla città nel primo movimento, Tempesta di Giugno, e l’entrata dei tedeschi in una cittadina di campagna, in Dolce, secondo movimento della sinfonia rimasta incompleta a causa della deportazione di Irène Némirovsky. E lo fa con abile maestria, cogliendo i vizi, le paure, la cattiveria di ogni singolo personaggio nella sua immensa galleria, facendosi anche portatrice di ideali diversi e dimostrando anche che non tutti i tedeschi erano uguali, durante l’era del nazismo.

  • User Icon

    giuseppe

    17/09/2018 21:03:08

    Un libro bellissimo, che ci rende migliori dopo averlo letto. Svela l'animo umano in tutte le sue sfumature, dall'eroico al vile, dall'ipocrita a quello tutto di un pezzo. Dove L'eroe è chi compie il suo dovere di uomo e non colui che si imbosca e ne ricava il suo agio nelle difficoltà (grandiose le figure dei Michaud). Ci mostra la miseria e la nobiltà delle persone. Dove l'umanità e la dignità delle persone non è data dalla appartenenza di censo, ma dalla capacità di affrontare le situazioni che la vita ti pone. La narrazione è divisa in due parti; la prima racconta la fuga da Parigi, a causa dell'ingresso dei tedeschi che invadono la Francia, di persone di diversa estrazione sociale e culturale. E commuove vedere come la sofferenza è riservata a chi è meno attrezzato nella vita, spesso a chi è debole socialmente; un "ciclo dei vinti" in edizione seconda guerra mondiale. La seconda parte racconta di una sposa di guerra, infelice, tradita e odiata dalla famiglia del marito prigioniero, che scopre che un tedesco, se nobile di animo come questo del racconto, può essere persona degna di amore. Quella che ne nasce è una relazione soffocata e che non sboccerà mai in un amore conclamato, ma non per questo meno nobile quanto a sentimenti. Sullo sfondo le vicende del periodo di occupazione tedesca della cittadina francese teatro di questo racconto, con le miserie e le ipocrisie degli uomini protagonisti della storia, una Storia con la S maiuscola.

  • User Icon

    Alessia

    17/09/2018 19:31:27

    La scrittura della Némirovsky è magica e coinvolgente. Nonostante sia un romanzo incompiuto sono rimasta incollata alle pagine fino alla fine. Nella parte descrive la fuga dei parigini da Parigi con un attenzione ai particolari e alla veridicità dei fatti. Nella seconda parte invece la conquista di Parigi da parte dei tedeschi e il rapporto che istaura tra occupati e invasori

  • User Icon

    Elisa

    17/09/2018 18:36:33

    Un po' contrastato, a tratti quasi superficiale e in altre parti toccante e profondo. In tutti gli episodi quello che colpisce è il donare ai nazisti una dimensione umana e civile della persona. L'ambientazione parigina e quella della campagna sono due racconti distinti ma testimonianza della stessa storia attraverso le caratteristiche dei personaggi che sono diversificati e rappresentativi di diversi punti di vista

  • User Icon

    Nadia T

    08/09/2018 10:13:12

    I primi due terzi del libro li ho trovati molto frastagliati. L'ultima parte, invece, è stata interessante: l'"umanizzazione" dei Tedeschi in quanto uomini e non solamente soldati; i punti di vista differenti sull'ospitare i "Crucchi" in casa; i sentimenti che possono nascere tra due persone di fazioni opposte, e la lotta interiore per contrastarli. Non credevo che negli anni Quaranta in Francia esistesse ancora il feudalesimo...

  • User Icon

    Trapanatore

    12/08/2018 09:39:30

    Molto noioso una rottura pazzesca

  • User Icon

    Arianna Iorio

    13/06/2018 16:50:52

    C'è qualcosa di sorprendente in queste pagine che va oltre all'essere pregne dei sentimenti più contrastanti di vita e di morte, amore e odio, gioia e sofferenza, e ancora oltre al miracolo dell'amore che scardina tutte quelle serrature ben incassate e straripa nel cuore anche nelle situazioni più terribili e impensabili con quel dolce gusto della gioia di essere al mondo, e ancora oltre alla viltà dell'egoismo e del disprezzo nei confronti del prossimo in difficoltà, oltre alle bigotte convenzioni sociali della borghesia, oltre all'abisso tra ricchezza e miseria, oltre alle immagini truculente della guerra e ai segni indelebili che lascia nella mente e nel corpo... Ciò che va oltre è la dolcezza e la delicatezza della scrittrice, la sua penna leggiadra e la sua mente aperta, libera, che attorno alla miscela bollente ed esplosiva della guerra intreccia ghirlande di fiori fragili e profumati di lillà, frutti turgidi dai colori vigorosi e cieli con sfumature pastello che si tingono di sangue al tramonto per poi scaricarsi con una pioggia fresca e liberatoria o pesante e opprimente. Questo è quello che mi ha colpito di più, la poesia dell'autrice, la sua capacità di creare immagini pittoresche e poetiche che si fissano nella memoria come un dipinto o che si susseguono ben definite come in un film.

  • User Icon

    Fiorella Soldà

    13/05/2018 07:34:43

    Némirovsky mi attrae in modo particolare. Scrittrice di ampio e profondo respiro, usa la penna come un pennello da pittore, o meglio, come macchina da ripresa cinematografica. Osserva, sceglie, inquadra e rende al lettore con il suo stile lucido, perfetto. "Suite française" è tutto questo e quel che è riuscita a scrivere ha il ritmo e il fascino di una sinfonia.. Nel quaderno nascosto per decenni ha lasciato un'opera letteraria bellissima e, allo stesso tempo, un copione da film. Saul Dibb non lo ha capito ed ha realizzato un film mediocre. E' riuscito a stravolgere episodi, utilizzando solo "Dolce" e rendendo tiepida la "malia" del romanzo. E' chiaramente la mia opinione che però si avvale della lettura completa della produzione némirovskiana, biografie e saggi da me pubblicati. Riconosco anche che ogni lettore ha i suoi "amici" scrittori che riescono ad insinuarsi con godimento nella propria sensibilità nella propria "crescita" interiore.

  • User Icon

    Ylenia

    02/03/2018 09:33:10

    Suite Francese doveva essere composto da 5 libri, ma l'autrice ha fatto in tempo a scrivere i primi due "Tempesta di giugno" e "Dolce" prima di essere deportata, perchè russa di origine ebraica, e di morire in un campo di concentramento. La prima parte racconta l'esodo dei parigini, che scappavano dalla città che presto sarebbe stata invasa dai nazisti. Si concentra su alcune famiglie francesi, che vivono lo stesso dramma e i cui destini più volte si intrecciano. "Dolce" invece racconta l'invasione da un altro punto di vista: quello di Lucile, una giovane donna, il cui marito è prigioniero di guerra e che vive con la suocera. Da un giorno all'altro, si ritrovano a dover ospitare un ufficiale tedesco che guida gli invasori appena arrivati in paese... tra Lucile e Bruno si instaura inaspettatamente un rapporto particolare, di amore, che però è impossibile vivere. Su "Dolce" è basato anche un film, uscito pochissimi anni fa, dal titolo "Suite Francese": abbastanza fedele, è da vedere. E il libro è.... Assolutamente consigliato!

  • User Icon

    angelo

    07/02/2018 13:26:15

    Ingredienti: la fuga di alcune famiglie parigine dall’invasione tedesca nel 1940, la convivenza problematica nelle campagne tra contadini e invasori, tanti diversi protagonisti combattuti tra solidarietà ed egoismo, collaborazionismo e partigianeria, sacrificio e sopravvivenza, un anno di storia francese diviso in due atti (su cinque) di una grande opera incompiuta. Consigliato: a chi vuole scoprire la complessità dell’essere umano sospeso tra bene e male, a chi vuole conoscere un’opera sinfonica fatta con i sentimenti di piccola gente dentro la grande storia umana.

  • User Icon

    Francesca

    19/01/2018 16:56:56

    Stile elegante e raffinato, romanzo cinico ma avvincente

Vedi tutte le 106 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione