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Tina Merlin

Editore: Cierre Edizioni
Anno edizione: 2001
Pagine: 196 p.

85 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia regionale e nazionale - Storia d'Italia

  • EAN: 9788883141218

Il libro, che ha ispirato lo spettacolo teatrale di Marco Paolini “Vajont 9 ottobre 1963. Orazione civile” che ha avuto tra l’altro il merito di aver fatto riscoprire al pubblico televisivo e dei media la vicenda del Vajont, prende le mosse dal 1956, anno in cui nella storia tribolata dei paesi di Erto e Casso entra la diga. Voluta dalla SADE, società privata per la produzione e l’erogazione dell’energia elettrica, come serbatoio che alimenterà la nascente industria metallurgica di Porto Marghera (Venezia), l’enorme manufatto alto 261 metri per una portata di 150 milioni di metri cubi d’acqua viene costruito in una zona geologicamente pericolosa. Nonostante le perizie lo confermino e segni premonitori segnalino sommovimenti del terreno, l’opera viene completata nell’autunno del 1959. Da allora fino al 9 ottobre 1963 i timori crescono e trovano eco negli articoli di Tina Merlin. Le sue denunce a nulla servono: la parola di una giornalista, per giunta comunista, non può che essere falsa e tendenziosa. Di più: conservatrice rispetto al modello di sviluppo che l’Italia adotta in quegli anni e che avrebbe portato senza dubbio posti di lavoro e benessere per tutti. Ostinatamente i tecnici vanno avanti. Invasi e svasi provocano scosse sempre più frequenti. C’è chi vede gli alberi camminare, ma qualsiasi allarme non ferma i 22 esperimenti compiuti. Nemmeno la simulazione fatta a Nove nell’estate del 1962 che lascia capire la portata della tragedia umana se la montagna dovesse franare. La decisione di nazionalizzare l’industria elettrica accelera i tempi di consegna dell’opera in perfetto funzionamento. Si comincia l’invaso, via via accompagnato da cedimenti e fessurazioni della roccia, che arriverà a 710 metri. Il 7 ottobre la preoccupazione prende tecnici, progettisti, operai di sorveglianza e amministratori locali. Si decide per lo svaso prima dell’irreparabile. Invece, a mano a mano che si abbassa il livello dell’acqua, la montagna, non più trattenuta dalla forza dell’acqua, comincia a scivolare lungo un piano inclinato. La sera del 9 ottobre 250 milioni di metri cubi di roccia precipiteranno nel lago sollevando un’onda di 100 metri di altezza che si riverserà in parte sui paesi di Erto, Casso, sulle frazioni di San Martino, Pineda, Spesse, Prada, Liron, Col della Ruava, Forcai, Valdapont e soprattutto su Longarone. Il giorno dopo, di fronte al mare di fango, giornalisti come Indro Montanelli e Dino Buzzati grideranno alla rivolta della natura, alla perfezione dell’opera tecnicamente ineccepibile, tacciando come sciacalli tutti coloro che osano parlare di responsabilità dell’uomo. 2000 morti sarà il costo del cosiddetto “progresso”.

Recensioni dei clienti

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    Vale

    20/11/2013 10.00.41

    Un libro scritto molto bene, dettagliato in tutte le fasi della "costruzione della catastrofe". Una storia di soprusi,omertà, vergogna e ingiustizia che tutti dovrebbero conoscere e un libro che dovrebbe essere una pietra miliare nelle scuole. Per integrarlo, dato che è un libro molto tecnico, suggerisco di guardare anche su internet l'interpretazione teatrale di Marco Paolini "il racconto del Vajont" e , per approfondire la vita dei paesi di Erto e Casso prima del Vajont, consiglio "I fantasmi di Pietra" di Mauro Corona.

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    parker

    25/03/2013 11.34.47

    un libro assolutamente da leggere per conoscere bene i fatti del disastro del Vajont. un reportage giornalistico che racconta tutta la storia, sin dalle origini della costruzione della diga più grande al mondo. sono passati quasi 50anni e in pochi conoscono questa storia troppo scomoda. da far leggere nelle scuole

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    Giancarlo

    10/12/2011 17.38.22

    Un libro da far leggere nelle scuole per conoscere la dura realtà dei fatti e l'irresponsabilità di noi esseri umani. Una pietra miliare

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    Stefano

    05/04/2007 12.19.48

    Bel libro. Una descrizione particolareggiata dei fatti che hanno portato a questa catastrofe. E anche delle penose vicende, umane e giudiziarie, che hanno fatto seguito. Da leggere anche con particolare riferimento all'oggi: viva il progresso, ma che sia progresso vero, non fatto sulla pelle delle persone.

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    Oliwier

    16/10/2006 23.11.06

    Questo libro è la più chiara testimonianza di quello che è accaduto, raccontata da chi ha vissuto menzongne, paure e tutto quello che c'è stato prima e dopo il disastro. Brava Tina. Sei stata una grande. Purtroppo come dici nel libro nessuno, neanche la Rai si interessa di ricordare questa tragedia. Non basta un'apparizione di Paolini (grande anche lui). Ottimo libro.

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    Marco

    11/11/2005 06.59.41

    Libro molto "tecnico" ma efficace, da leggere e fare leggere per non dimenticare.

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    davide

    21/10/2002 14.04.31

    Un pugno sullo stomaco questo libro: abbastanza tecnico, ma molto documentato. Un sacco di riferimenti a fatti e documenti assolutamente reali (e quasi si fa fatica a credere che lo siano), una serie di contraddizioni e soprusi che quasi fanno venir voglia di urlare. Da leggere, per non dimenticare.

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    Ivan

    05/09/2002 14.20.39

    Avrei voluto conoscere la Merlin. Una donna che negli anni 50-60 si schiera contro il sistema doveva essere una vera e propria pioniera. Il libro è un po' più tecnico di quello di Paolini, ma merita, è necessario e completa la conoscenza della sciagura!

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    Luciano

    26/01/2002 21.29.12

    Non posso dire bello solo perchè una cronaca del gerere non è scritta per piacere. Una grande lezione per tutti. P.S. non è possibile che per acquistare libri come questo si sia costretti a girare per diecine di negozi!

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    Francesco

    22/01/2002 18.03.15

    La cruda realtà! Così vanno le cose nel nostro paese, fra l'indifferenza e il disinteresse della maggioranza "silenziosa". Per fortuna ci sono persone come Tina Merlin che ogni tanto ci presentano il conto... e la coscienza si agita... almeno per un attimo. Grande libro nella sua drammacità!

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    carlo

    04/10/2001 15.45.38

    un libro appassionato e appassionante,tragico ed emozionante, che trasmette l'indignazione per il disprezzo della vita umana manifestato dai "potenti". Sarebbe bene che ognuno lo leggesse specie in un periodo in cui ,purtroppo, non riusciamo piu' ad indignarci per nessuna cosa.

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