Traduttore: M. Belardetti
Curatore: J. Greven
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2016
Pagine: 70 p., Brossura
  • EAN: 9788845930546
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Descrizione

Sulle donne è una lunga passeggiata fra romanzi e poesie affidata a una scrittura che «assume i tratti eccelsi dell'andare a zonzo».

La meraviglia delle donne e l'incanto dell'amore fanno da leitmotiv a queste pagine postume, un manoscritto del 1926 cui Carl Seelig – mentore di Walser e suo compagno di lunghe passeggiate – diede provvisoriamente il titolo Diario (sulle donne), «diario» che costituisce il prezioso anello di congiunzione fra La passeggiata e Il Brigante. «Lo stesso Walser» scrive Sebald «ha osservato una volta che lui, da un breve testo in prosa all'altro, lavorava in fin dei conti sempre al medesimo romanzo, un romanzo che si potrebbe definire un “libro dell'Io” a più fasi o frammenti». Anche se gli risultava impossibile entrare in sintonia con le donne, quell'Io confessa che «è bello e utile conoscerle, ma è parimenti utile, e se del caso ancor più bello ... soccorrerle e servirle». Siano esse affittacamere, chellerine o misteriose figure intraviste a teatro o in un salotto, e vissute in un confronto tutto di fantasia, le donne sono sempre colte in una luce di minacciosa bellezza. Con un avvolgente flusso di parole, l'autore di questa deliziosa divagazione ci guida in un mondo interiore popolato di figure seducenti o stralunate, ma sempre irresistibili nel loro onirico fluttuare.

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    Cristiano Cant

    09/08/2017 20:43:34

    Walser e le donne, un ossimoro più grande forse non potrebbe darsi. Una favola di stupore, fin troppo inattesa. E tuttavia poco sposta nel suo universo sensibile, poiché è una contraddizione che non sradicherà ugualmente quella crosta solitaria insita dalla nascita nelle vene dello scrittore. Un uomo che vedeva se stesso come "un trastullo inattuale", condannato al solo ascolto del suo io, a un peregrinare fra sensazioni, a perdersi in sentieri più o meno simili a fraseggi poi resi sulla carta. Ma "lo scrivere procede mano nella mano con la vita", ed ecco il sorprendente in pagine di stimolo e ammirazione verso l'altro sesso, che Walser vede come un servizio verso la donna, un soccorso, un ascolto, qualcosa come una cura che possa migliorarla ad amarsi e ad apprezzarsi di più, pur dentro la possibilità di un sussulto, un richiamo, un'eco. Comparirà in questo racconto una giovane donna, Erna, di cui egli dirà: "Il nome, un suono, un fumo", per poi ammettere di vivere un'Erninfatuazione. E' una debolezza però che sa rialzarsi presto e che Walser legge nel cuore della propria scarsa esperienza a saperci fare. Dirà meravigliosamente: "L'umana inadeguatezza che, presente in ognuno di noi, ci storna da ogni sorta d'orgoglio". E' un piccolo libriccino denso anche di riflessioni sulla scrittura, sul senso del narrare, ma anche qui Walser passa come di sottecchi, con silenzio e modestia, nella malinconia di sentirsi ovunque come una pedina vaporosa, un artista che sa del mistero umano e lo accarezza quanto basta senza forzare per capirlo: "Lo spirito è un tale enigma, un coacervo di contraddizioni radicali". Quello che arriva nella lettura è una simpatia tenerissima per quest'autore unico nel quadro del Novecento poetico, un uomo che non a caso si definiva "un identico e schietto buon selvaggio", e che volò come una meteora nel cielo guasto di quegli anni donandoci romanzi e racconti impareggiabili. Un antimondano, come la poesia quando sul serio chiama e sente se stessa.

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