Sunflower

(180 gr.)

Artisti: Milt Jackson
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 1
Etichetta: Pure Pleasure
Data di pubblicazione: 1 maggio 2014
  • EAN: 5060149621943
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Descrizione

Registrato nel giro di soli due giorni nel dicembre del 1972 presso gli studi di Rudy Van Gelder a Englewood, nel New Jersey, l’album del vibrafonista Milt Jackson Sunflower è il primo – e di gran lunga il migliore – dei tre dischi della CTI di Creed Taylor (e uno dei più belli in assoluto pubblicati da questa etichetta). Nei quattro brani in programma, Jackson è accompagnato da una band che vede assoluti protagonisti Herbie Hancock – che per l’occasione suona sia il piano elettrico sia il pianoforte acustico – il contrabbassista Ron Carter, il batterista Billy Cobham, il trombettista Freddie Hubbard, il batterista e percussionista Ralph McDonald e il chitarrista Jay Berliner, con la partecipazione di una grande orchestra da camera diretta da Don Sebesky, autore anche degli splendidi arrangiamenti. Il programma si apre con “For Someone to Love” di Jackson, nella quale Berliner si esalta con la chitarra flamenca, con il vibrafono, la tromba e alcuni elementi dell’orchestra da camera che realizzano uno sfondo molto delicato e dalle sfumature impressionistiche. Questo brano si trasforma poco per volta in una languida ballata dai toni blues, che prende gradualmente quota fino all’intenso ingresso degli archi. Hubbard e Hancock si esibiscono in assoli delicatamente swing. “What Are You Doing for the Rest of Your Life” si rivela per Jackson il brano ideale per sfoggiare tutto il suo strepitoso talento, con i suoi assoli che dominano questo arrangiamento in lungo e in largo. Carter dà il meglio di se stesso nell’introduzione del classico di Thom Bell “People Make the World Go Round”, con Hancock che lo segue con il Fender Rhodes. Jackson esegue la melodia principale, creando un affascinante contrasto con la tromba di Hubbard e sfoggiando una splendida fluidità e un meraviglioso fraseggio. Nel suo breve assolo Hancock rivela tutto il suo stile funk, con il vibrafono che si mette in grande evidenza facendo il controcanto al suo raffinato fraseggio. Il brano che dà il titolo all’album è un’opera di Hubbard, che indugia in morbide atmosfere latine, per poi assumere ritmi più serrati con l’inizio degli assoli. La ricca tavolozza timbrica della tromba, esaltata dalla presenza delle ance, dei legni e degli archi che eseguono la melodia, aggiunge un tocco gradevolmente esotico alle sue improvvisazioni. SKJ di Jackson chiude il programma con blues hard bop swing di vecchia scuola, abbellito da alcune delicate ornamentazioni di Sebesky. Alcuni appassionati ritengono che Sunflower sia più una sessione di una intera band che un album di Jackson, ma a nostro modo di vedere questo costituisce uno dei suoi principali punti di forza.