Editore: Mondadori
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 658 p.
  • EAN: 9788804413820
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recensione di Puccini, D., L'Indice 1994, n. 9
(recensione pubblicata per l'edizione del 1994)

E noto che, come Hemingway e altri narratori del nostro tempo, anche Gabriel Garc¡a M rquez proviene dal giornalismo ed è nel giornalismo che ha fatto i suoi primi passi prima di diventare scrittore. E, come altri scrittori del nostro tempo, ha di tanto in tanto ripreso la penna per riacquistare contatto con il primo "mestiere" e scrivere su giornali e riviste, rifiutando invece - è il suo caso - interviste giornalistiche o televisive.
Chi volesse divertirsi o interessarsi seriamente a vedere che cosa differenzia uno scritto giornalistico da uno scritto narrativo vero e proprio, cioè costruito "a regola d'arte", può confrontare la breve nota giornalistica (due pagine appena) dal titolo "La lunga vita felice di Margarito Duarte" (la nota reca la data 23 settembre 1981) che appare nel volume miscellaneo qui recensito, con il racconto, che di quell'articolo costituisce il compiuto sviluppo narrativo, "La santa", dai "Dodici racconti raminghi", pubblicati da Mondadori nel 1992, e probabilmente scritti o riscritti poco prima di quest'ultima data.
Una pista chiara ce la offre del resto lo stesso autore nel libro or ora citato quando afferma che dopo un viaggio in Europa nel settembre del 1991 egli aveva "riscritto ancora una volta tutti i racconti". Eppure, al termine de "La santa" (un racconto che si estende per undici pagine) appare la data "agosto 1981". Il che significa che Garc¡a M rquez ha voluto mantener fede alla data di nascita dello spunto iniziale della storia, per prendersi invece, da un altro lato, tutte le libertà necessarie di narratore, sempre attento al dettaglio, alla divagazione e magari alla ricostruzione di un'atmosfera perduta e riacquistata.
L'aneddoto è semplice: un ingenuo colombiano arriva a Roma con un grosso baule, dove giace in perfetto stato di conservazione la sua bambina morta da qualche anno, che egli pensa di far beatificare dal Papa per la straordinarietà stessa di quel fatto. I motivi non aggiunti, ma utili a far diventare "racconto" quel semplice aneddoto sono molti: la pensione dove si trovano ad alloggiare insieme il personaggio che parla in prima persona (lo stesso Garc¡a M rquez) e Margarito Duarte; le due padrone della pensione; la presenza del tenore Rafel Ribero Silva; la crisi di singhiozzo del papa Pio XII che lo porterà alla morte; la presenza incombente del Centro Sperimentale frequentato, come è a tutti noto, dallo stesso Garc¡a M rquez; l'entrata in scena decisiva di Zavattini; e così via. Insomma, l'aneddoto, pur singolarissimo, si è venuto rivestendo di tutti quegli attributi che permettono di trasformarlo in una narrazione, con un prima, un durante e un poi; e, per concludere, di costruire un finale che, segnando il passaggio del tempo, di vari anni, e registrando la cocciutaggine di Margarito Duarte nel suo progetto assurdo, si fa patetico e mestissimo.
È solo un esempio. Infatti, gli articoli raccolti dall'autore e pubblicati via via in vari quotidiani del mondo (tra cui, alcuni su "la Repubblica" e molti o forse tutti su "El Pais" di Madrid) si occupano dei più svariati argomenti: politici, letterari, e di qualsiasi altro accadimento e pretesto. Molti sono i ritratti di persone famose: come Mitterrand, Buñuel, Graham Greene, Hemingway, Brassens, ecc. e moltissimi i paesi visitati a fondo o superficialmente (e tra quelli più citati e visitati vi è senz'altro l'Italia, dove una volta Gabo veniva persino in villeggiatura). Naturalmente, numerosi gli articoli riguardanti varie manie e simpatie dell'autore, che appare sempre in primo piano, ora un po' narciso ora divertente: una volta come gran pauroso del viaggio in aereo, un'altra volta come ex fumatore accanito, e via dicendo. E svariati gli argomenti politici spesso passati nel dimenticatoio, come le Malvine, "Begin e Sharon, premi 'Nobel per la morte'", l'invasione di Grenada, e altri del genere.
Spiccano, per chi vuol conoscere più davvicino Garc¡a M rquez nel suo lavoro, tutti gli articoli che si riferiscono al mestiere di scrittore (come quello dal titolo "Il tormento delle parole" o le varie letture per arrivare all'"Autunno del patriarca"), o quelli che entrano molto addentro alla genesi di una determinata opera dell'autore, come i due dal titolo "La storia nella storia", che descrivono alcune tappe decisive del romanzo "Cronaca di una morte annunciata". Sempre sullo stesso libro è da leggere l'articolo "Il racconto dopo il racconto", anch'esso molto curioso e stimolante. Un po' risaputo infine mi sembra l'articolo "Fantasia e creazione artistica", dove l'autore ripercorre le tappe del cosiddetto (ma lui, si badi bene, così non lo chiama) "realismo magico".
In Italia di Garc¡a M rquez giornalista erano apparsi due soli libri, il "Racconto di un naufrago" (1970, pubblicato da noi nel 1980 presso Mondadori), derivato direttamente da un resoconto per un quotidiano colombiano; e "Un giornalista felice e sconosciuto" (Feltrinelli, 1974), composto da cronache da lui scritte per una rivista venezuelana tra il 1957 e il 1959. In spagnolo, invece, si possono leggere ben quattro volumoni della sua "Opera periodistica", dove sono raccolti gli innumerevoli resoconti che il narratore colombiano scrisse per i giornali del suo paese dal 1947 al 1960. Una miniera per chi volesse trovare dati e fatti, parzialmente (molto parzialmente) presenti sullo sfondo di alcuni suoi libri successivi.