Talento da svendere. Perché in Italia il talento non riesce a prendere il volo

Irene Tinagli

Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 29 aprile 2008
Pagine: 191 p., Brossura
  • EAN: 9788806185695
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
La mancanza di talenti è un aspetto del declino italiano. Perché il talento non è un dato naturale ma un prodotto di un sistema che va orientato attraverso politiche d'investimento, economiche e non può essere relegato a ciclici e generici dibattiti sulla ricerca o sui giovani. Saper coltivare e valorizzare il talento non è un optional, ma un imperativo per competere nell'economia di oggi, che chiama in causa tutti i principali attori del nostro sistema socio-economico: università, imprese, sistema sociale e territoriale. Il fallimento italiano è rintracciabile in problemi e ritardi in ciascuno di questi ambiti, che il libro analizza e discute in profondità, proponendo anche alcune soluzioni strutturali per affrontare il problema.

€ 12,32

€ 14,50

Risparmi € 2,18 (15%)

Venduto e spedito da IBS

12 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    annalisa

    12/07/2008 17:14:43

    libro molto interessante, a tratti illuminante: racconta con grande minuzia di particolari come il nostro Paese sia in effetti in coda a tanti altri da tanti punti di vista e settori. La cosa più deprimente è accorgersi che le motivazioni che alimentano tutto ciò non sono poi così lontane da noi, o solo politiche o solo di alcuni: in realtà si riscontrano giorno per giorno nella vita di tutti, è un fatto, un problema, grosso, di mentalità!!!cambiamola!

  • User Icon

    pie(R)

    07/06/2008 12:38:46

    bellissimo! l'ho letto tutto d'un fiato. consiglio a tutti di leggerlo. bravissima irene tinagli.

Scrivi una recensione

"Il 95 per cento del mio patrimonio esce dai cancelli dell'azienda tutte le sere, e il mio compito è farli tornare entusiasti la mattina dopo". Con questa semplice frase il capo di una nota software house americana rispose a un altrettanto semplice domanda: qual è stato il suo miglior investimento? Questo mirabile saggio di Irene Tinagli ci fa capire perché alla stessa domanda un qualsiasi dirigente nostrano risponderebbe diversamente: parlerebbe di investimenti diretti verso l'alto, investimenti in qualche forma di potere, non verso il basso, investimenti in persone, in conoscenza. Sempre lontano dal dibattito politico, il problema di come far emergere e sostenere i talenti, i bravi tanto per capirsi, viene qui analizzato in maniera organica e capillare, lasciando spaesato l'onesto lettore: purtroppo la quasi completa mancanza di una mentalità rivolta ai giovani, al nuovo, al merito, al piacere del sapere, dello scoprire e del migliorarsi, che poi sono l'essenza stessa della crescita culturale politica ed economica di un paese, mortifica ogni tipo di slancio propositivo, uccidendo giorno dopo giorno gli animal spirits, che da sempre determinano il successo di una comunità, ancora presenti. Un libro eccezionale e aspro: eccezionale come il rigore con cui è stato composto; aspro come il pensiero che una ricercatrice così brava, come tanti altri compatrioti, sia dovuta andare negli Stati Uniti per trovare la giusta fortuna. Da parte nostra, speriamo che l'impietosa descrizione che l'autrice fa del nostro obsoleto sistema paese suoni come un sermone in chiesa la domenica: fermiamoci, è il momento di riflettere e di cambiare, gli esempi da seguire non mancano; se invece essa passerà di nuovo inosservata, continueremo a lungo a osannare ancora il Rinascimento, oramai una vetta sempre più lontana da noi, non solo temporalmente.
Paolo Ermano