Collana: Lo stivale
Anno edizione: 2016
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788899538026
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Questo romanzo ha un sapore nostalgico. Racconta emozioni, ricerche e fughe, senza sprecare parole. La vita si insegue, qualche volta lei ci rincorre. In questa staffetta ci riconosciamo tutti ma in pochi riuscirebbero a descrivere il tragitto percorso durante la gara. Mazzoni lo fa con audacia, spingendosi fino in fondo, al limite della fatica, raccontandoci le difficoltà con un pizzico di ironia.

L’autore di Un tango per Victor ci accompagna nella vita di Denil, giovane italo-cileno, che nella multietnica e libera Amsterdam vive una vita tranquilla e solitaria. Esistenza che però sarà stravolta da un accidente apparentemente docile, l’amore. Il protagonista vive un dramma, cerca se stesso con la spietatezza di un killer e le proprie origini cilene con l’ansia del fuggiasco. Insomma, è vittima e carnefice.

Senza identità e senza meta, così ci viene presentato il protagonista. In una Amsterdam anarchica e fitta di contraddizioni, Denil maschera dietro l’apatica tranquillità quotidiana la propria confusione, la paura di non avere un’identità. Si aggrappa ai componenti della comunità cilena, allo zio depresso perché non è riuscito a uccidere il dittatore Pinochet con le proprie mani. Potete immaginare quindi quanto possa aiutare l’arrivo di una storia d’amore fugace ordita insieme a una donna fuggiasca come lui.

Ma al di là della storia, il breve romanzo di Mazzoni si lascia leggere senza interruzioni. Le pagine scorrono, le parole sono sempre dosate. Seguiamo Denil, voce narrante e “io” sfasciato apparentemente tranquillo. Lavora in un coffee shop, da qui proviene la sua calma? No, la sua vita è un’aporia. Solo un’inversione di marcia può cambiare il suo destino. Ed eccoci quindi al finale del libro, inaspettato e capace di riassumere in poche parole il tema del romanzo.
Denil ci lancia un messaggio preciso: l’estrema libertà uccide la libertà. Affermazione che non deve farci pensare a un discorso moralistico, ma che ci mette in guardia dai rischi fatali cui si va incontro quando si vuole dare un senso a tutte le cose che ci capitano. Denil sarà vittima di questo perverso meccanismo: dare senso anche al non senso. Tutto invece dovrebbe seguire la logica del Tango, un ballo basato sull’improvvisazione, sulla forza delle emozioni.

Sarà forse il Tango a salvare Denil?

Recensione di Martino Ciano