Il tempo rovesciato. La Restaurazione e il governo della democrazia

Sandro Chignola

Editore: Il Mulino
Collana: Studi e ricerche
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 13 ottobre 2011
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788815233677
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Descrizione

La cultura europea della Restaurazione è caratterizzata dalla necessità di rimediare alla rottura rivoluzionaria dell'Ottantanove e dell'esperienza napoleonica, e di integrarne alcuni principi all'interno dell'ordine politico. Il libro riflette sul problema della democrazia così come fu percepito dal liberalismo francese d'inizio Ottocento e sul tentativo sperimentato in Francia di governare e, anzi, di addomesticare la democrazia, intesa non come forma di governo, ma quale tendenza ineludibile all'uguaglianza e alla desovranizzazione della politica. Sulla scorta delle categorie interpretative fondate da Michel Foucault, l'autore svolge un serrato confronto con il pensiero e gli scritti di Chateaubriand, Ballanche, Guizot e Tocqueville, e ricostruisce la fisionomia nuova e moderna che da questa esperienza derivò ai dispositivi del potere.

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  La Restaurazione come "momento" teorico-politico, ovvero punto di transizione fra un tempo in cui vigeva un criterio di legittimazione e uno in cui ne vige uno diverso, anzi opposto. Diciamo pure: rovesciato. La sovranità che non appartiene più al monarca, ma al popolo, non è solo una questione di assegnazione del potere di decisione in ultima istanza; è anche e soprattutto una questione di radicale mutamento nella concezione del tempo. Il passato non è più matrice di senso, tanto meno di giustificazione dell'obbligazione politica, del perché si obbedisce a chi comanda, e perché chi comanda deve essere questo e non quello. Nasce, scrive Chignola, "un mondo mobile, evolutivo, impossibile a trattenersi con gli schemi interpretativi della tradizione". È un mondo nuovo. Non si regge più sulle consuetudini, ma su principi astratti dettati dalla ragione, che sovverte quel che fino ad allora si considerava "la natura". Quel "momento" ha una filosofia politica di eccellenza: si tratta del liberalismo francese della Restaurazione, e Chignola ha il merito di mettere in contatto gli studiosi italiani con una riflessione che ancora accende curiosità. Omodeo, De Caprariis e Matteucci molto si erano soffermati sulle radici del liberalismo di un Tocqueville, ma Chignola indaga nel profondo anche Chateaubriand e Guizot, fornendoci così le precise coordinate ideologiche e argomentative di un liberalismo conservatore che vive e attraversa tutte le sofferenze della grande transizione postrivoluzionaria. Per questo è un pensiero politico duttile, soprattutto per le proposte di ingegneria istituzionale. La Rivoluzione ha portato al riconoscimento dei diritti di libertà, ma ha pure innescato una deriva di senso che nell'immediato parve inarrestabile. Il costituzionalismo d'inizio Ottocento fu una risposta. Danilo Breschi