La tentazione di andarsene. Fuori dall'Europa c'è un futuro per l'Italia?

Lorenzo Bini Smaghi

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Il Mulino
Formato: EPUB
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,32 MB
Pagine della versione a stampa: 201 p.
  • EAN: 9788815335937
Salvato in 2 liste dei desideri

€ 10,99

Punti Premium: 11

Venduto e spedito da IBS

EBOOK
Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

L’Italia è a un bivio: essere protagonista in Europa portando avanti un’azione riformatrice oppure temporeggiare, sperando che il vincolo esterno sopperisca alle debolezze interne. Ma chi non ha la forza di prendere in mano il proprio destino dovrà accettare quello che gli viene imposto dagli altri.
L’Europa, diversamente dagli Stati Uniti, non si è ancora del tutto ripresa dalle intemperie della crisi soprattutto per l’incompletezza del suo disegno istituzionale; al suo interno l’Italia è l’anello debole (Grecia a parte) che può costituire un rischio sistemico per l’intera area. Il senso di frustrazione per lo status quo alimenta la tentazione di andarsene, nell’illusione di poter scaricare sull’Europa le colpe di un male tutto italiano. In realtà il destino dell’Italia e quello dell’Europa sono strettamente collegati: solo agendo con una coraggiosa azione riformatrice l’Italia può ritrovare un suo ruolo da protagonista e insieme contribuire al completamento del progetto europeo.
5
di 5
Totale 2
5
2
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    n.d.

    14/10/2017 07:49:40

    Libro autorevole

  • User Icon

    ANDREA GIOSTRA

    22/05/2017 10:57:49

    Interessante e reale analisi della situazione economica italiana, letta da un punto di vista oggettivo e da una prospettiva internazionale, spoglia da qualsiasi inquisizione governativa italica e priva di elementi propagandistici provinciali oramai usuali della stampa nostrana succube del regime finanziario di stato inquinato da interessi lobbystici e campanilistici. Finalmente un osservatore compente e schietto che dall’alto della grande autorità internazionale che ha maturato in tutto il mondo che conta veramente nell’economia globale, delinea un profilo economico-finanziario oggi assolutamente disastroso, che classifica l’Italia all’ultimo posto in Europa, poco prima della Grecia. È vero quello che recentemente ha detto pubblicamente il Governatore della B.C.E. Mario Draghi che siamo fuori dalla crisi economica e in Europa la crescita sta lentamente riprendendo. Ma Draghi non ha detto che questa ripresa non riguarda affatto l’Italia, impantanata da anni in una situazione di stallo e di lento ma inesorabile declino economico e finanziario. È vero che l’Europa in questo momento ha una crescita trimestrale intorno allo 0,5%, che lascia prevedere una crescita annuale di circa il 2%. Un ritmo assolutamente sostenibile e incoraggiante. Dagli osservatori italiani e dalla stampa economica italiana, non viene però detto che ci sono due eccezioni in questa crescita europea: l’Italia e la Grecia. Sono analisi che i cittadini e le imprese italiane non conoscono, e che di fatto cristallizzano la posizione dell’Italia come il Pese europeo meno affidabile e meno interessante economicamente per eventuali finanziamenti esteri e per i più importanti investimenti sul territorio italiano. Nello scacchiere europeo, l’Italia, insieme alla Grecia, sono gli anelli più deboli, prossimi alla rottura; di fatto rappresentano un reale rischio per l’intero sistema economico europeo: anche questa grande verità, gli attuali governanti la nascondo con maestria mediatica a tutti gli italiani.

Note legali