La teologia del cinghiale - Gesuino Némus - copertina

La teologia del cinghiale

Gesuino Némus

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Editore: Elliot
Collana: Scatti
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 24 settembre 2015
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788861929463
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La teologia del cinghiale

Gesuino Némus

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Gaia la libraia

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Vincitore Premio Campiello Opera Prima - Vincitore Premio Selezione Bancarella 2016 – Vincitore Premio John Fante Opera prima – Vincitore Premio POP Master in editoria - Vincitore Premio Osilo 2016.

Luglio 1969. Durante i giorni dello sbarco sulla luna, a Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Il primo è Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante; l’altro è Gesuino Némus, un bambino silenzioso e problematico, da tutti considerato poco più che un minus habens. Amici per la pelle, i due godono della protezione di don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli suoi. Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri De Stefani, un piemontese che fatica a comprendere le logiche del luogo, inizia a indagare con l’aiuto dell’appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere… Misteri, colpe antiche, segreti e rivelazioni vengono scanditi a ritmo battente in un romanzo dalle tinte gialle sapientemente orchestrato, imprevedibile e originalissimo per trama, stile, umorismo e inventiva. Un’opera pirotecnica, geniale e ricca di suspense che ci avvolge con le voci, i sapori e la magia della terra sarda, raccontando gli ultimi cinquant’anni di un’Italia sospesa fra modernità e tradizione.
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    Irenka

    08/03/2019 16:25:59

    Libro molto particolare arricchito da parti in sardo (quasi sempre con traduzione) che racconta la Sardegna di un tempo. La storia è avvincente e il finale lascia letteralmente a bocca aperta! Mi ha fatto divertire tantissimo. Lo consiglio a tutti ma soprattutto ai sardi che ne potranno apprezzare decisamente alcune sfumature.

  • User Icon

    izo

    06/06/2018 08:06:16

    Finalmente un autore vero con uno stile originale e non artefatto.

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    enza

    22/01/2018 12:37:38

    libro molto bello: da leggere

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    margherita

    24/12/2017 18:56:23

    E semplicemente bellissimo, strano, fantastico.

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    paola

    03/06/2017 15:17:43

    Ho trovato il titolo di questo libro leggendo un altro libro e .....sono rimasta sorpresa da questo autore a me sconosciuto totalmente. Il libro è strano , alcune volte divertente altre molto profondo....insomma proprio inaspettato! Da leggere assolutamente.

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    Simona

    03/12/2016 00:28:24

    Testo molto originale.. mi è piaciuta moltissimo l'ultima parte.. all'inizio ho avuto un po' di difficoltà ad entrare nel linguaggio (non sempre semplice) e nella particolarità della scrittura di Gesuino Nemus ma una volta compresa ci si lascia trasportare attraverso i sapori, gli odori, l'unicità e la bellezza della terra sarda, ci si affeziona ai personaggi e si pensa, si mangia e si vive come loro... Gesuino ha il pregio di prendere il lettore per mano e condurlo in modo del tutto originale, con semplicità e umorismo alla doppia scoperta, da una parte della vita in sardegna e dall'altra di un'indagine di polizia tra morti e scomparsi con un inaspettato ed ingegnoso finale a sorpresa... consigliato a chi non si aspetta i normali canoni di scrittura e vuole immergersi in qualcosa di nuovo e di insolito.. Vincitore Premio Campiello Opera Prima 2016 - Vincitore Premio Osilo 2016 - Vincitore Premio Selezione Bancarella Vincitore POP: Premio Opera Prima–Master in editoria

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    Alberto

    09/11/2016 09:08:28

    A volte il caso (o fiuto? no è solo il caso, non voglio prendere meriti che non ho) ti fa prendere in mano un libro non promosso, sconosciuto l'autore, e decidi di leggerlo. Grazie "caso" ! L'inizio non è stato facile, ma poi, via via, pagina dopo pagina, sono rimasto affascinato dalla storia, dai personaggi, dalla scrittura, dall'ambiente, da tutti i riferimenti più o meno palesi cui l'autore indulge. Formidabile ! Da leggere !

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    Maxima Moralia

    24/10/2016 19:55:03

    C'è qualcosa di straordinario in questo romanzo d'esordio di un attempato scrittore sardo. Questo qualcosa si chiama "capacità di narrazione". Una cosa che si sta perdendo, quantomeno negli ultimi vent'anni. Dopo una mostruosa serie di romanzi appiattiti su storie minime, noiosissimi e contrabbandati come "piccolo mondo che diventa universale" quella letteratura d'appartamento così cara a tutti quelli che pensano che "per capire Joyce bisogna essere nati in Irlanda", o che per gustare a pieno Camilleri occorra essere nati in Sicilia" ecco invece un vero romanziere, ancora più vero e credibile proprio perché maturo e, crediamo, anzi ne siamo certi, di molta e più vasta esperienza scritturale di quello che le scarne note biografiche della sua casa editrice, lasciano intendere. Prendere due bambini nella Sardegna degli anni 60; un prete sbevazzone e cacciatore di frodo; un giornalista di Milano e Fabrizio de André; demolire il clichè dei latitanti a colpi di battute salaci e sempre a (in) tempo, destrutturando il giallo, genere "consolatorio e regressivo", per dirla con le parole di Massimo Onofri, critico dell'Avvenire, fino a trasformarlo in un vero romanzo generazionale, portandoli e guidandoli in 50 anni di avventure tra la legge Basaglia, le 95 tesi di Lutero, "cinghiale nella vigna del Signore", con contorno di mottetti sardi e shakespeariani, citazioni di Platone e paradossi di Epicuro, centenarie che parlano coi morti ancora nel 2016 e tanta altra bella roba, questa cosa, dicevo ha un solo nome: romanzo. Aggiungiamo anche mostruoso. Ecco trovato l'arcano: mostruosamente un vero romanzo!!!

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    Luigi

    22/10/2016 15:16:51

    Spinto dal titolo originale e dalle numerose recensioni positive ho deciso di leggere questo libro. In tutta franchezza ho fatto fatica a finirlo nonostante alcune (poche) parti simpatiche. Il finale e' originale. Forse chi ha origini sarde puo' avere piu' entusiasmo di me nel leggerlo.

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    marcello

    15/09/2016 22:38:27

    Libro strano, profondo ma di un interesse particolare. , ,Dal pecorino con i vermi alla metafisica, dal cannonau alle tradizioni primigenie, dall'ignoranza dei deboli alla violenza dell'umanità beluina. Il tutto sospeso fra morti misteriose,amicizie viscerali e fughe fisiche e mentali superate dalla storia, dalle morti ma non dalla...........

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    Paolo Cornaglia

    15/09/2016 19:09:58

    Libro speciale che difficilmente può godere sino in fondo chi non è nato in Ogliastra. Pazzesco il modo di condurre il periodare, la storia, la trama. Nessuna possibilità di capire cosa davvero sia successo sino alle ultime 4 pagine. Resta nel fondo una bellezza cupa di una parte ormai molto nota di Sardegna, allora ignota del tutto per la sua miseria materiale e ricchezza culturale. L'autore è folle almeno quanto i personaggi che anima di porzioni della sua stessa esperienza di vita. Notevolissimo l'interesse di chi legge per i colori, gli umori della gente che anima le pagine. Tra follia di chi canta in rima e di chi tenta di mettere ordine tra Dio e Uomini, la teologia del cinghiale è l'unico catechismo cui potersi riferire per non farsi travolgere. Leggetelo

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    domenico

    07/09/2016 20:15:05

    Ci sono "cascato" per caso. Nessuna recensione letta, nessun passaparola pervenuto. Una Sardegna antica, attaccata alle sue tradizioni, chiusa in un dialetto che fa muro a difesa della sua esclusività. In una Italia che si proietta nella modernità, inchiodata alla TV a seguire il primo sbarco dell'uomo sulla luna, sopravvive un piccolo piccolo paese dell'Ogliastra, resitente nel tempo ad ogni cambiamenteo o infiltrazione di modernità,dove si muovono alcuni personaggi di grande efficacia narrativa intorno a Gesuino un bambino senza padre e senza madre, che non parla e non ha memoria, ma che scrive libri di un solo giorno, fatti da solo titolo e che dimentica il giorno dopo. Un romanzo con una trama da giallo costruito a più voci, ricco di humor ed anche saggezza, che ci ricorda sentimenti come lealtà,amicizia, fedeltà di cui abbiamo disperato bisogno e che in questo piccolo paese sopravvivono immutati nei secoli.

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    Silvy

    31/08/2016 14:54:58

    Libro di altra categoria, per usare un termine caro agli amanti dello sport. Originale, a tratti divertente, impegna il lettore in una continua variazione di stili e periodi della storia contemporanea che vanno dal 1969 ai giorni nostri. Sinceramente, senza che i miei amici sardi se ne risentano, mi sembra una maniera totalmente diversa di parlare di quella bellissima terra senza scadere nei luoghi comuni. Complimenti!

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    And the Oscar goes to ....

    27/08/2016 08:20:20

    A parte qualche pagina qua e la, non è che mi sia piaciuto molto. Un 3,5 sarebbe più giusto ma 4 mi sembra troppo.

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    Antonella

    24/06/2016 16:24:12

    Quando ti imbatti in libri come questo è sempre una grande emozione. Da tanto non mi capitava di leggere una scrittura tanto originale. Mille spunti in uno stupendo affresco di provincia. Una bella sorpresa da leggere d'un fiato!

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    Luca Taj

    23/06/2016 08:56:18

    Mi ha fatto impazzire questo libro. Continuo a leggerlo e rileggerlo, da quando ho saputo che aveva vinto il Campiello Opera Prima, e ogni volta trovo sempre qualcosa di diverso. E' un libro "a strati". La storia, abbastanza usuale per quello che riguarda il tema così caro agli scrittori sardi, viene proposta da un sacco di angolazioni diverse, che vanno dal comico, al grottesco, al commovente, con continue divagazioni che sono, secondo me, la vera chiave di lettura di questo formidabile esordio. Le cosiddette "lungaggini" sono, a parer mio, il vero scopo del romanzo. Come dire: "La storia ce l'avete. Potete anche leggere solo quella. Ma se volete capire cosa voglio dire dovete perdervi con me, nei miei deliri senza punti né virgole". Non trovo fastidiose le descrizioni dei cibi o la descrizione delle spiagge. Siamo in Sardegna, a metà degli anni 60, è comprensibile. Ma è il tipo di scrittura che mi rende questo autore (del quale ora si sa il vero nome), veramente simpatico. Originalissima, spiazzante, direi. Francamente, poi, risolvere il caso, grazie a Lutero, "cinghiale nella vigna del Signore", in letteratura non s'era mai visto. Mi iscrivo tra i suoi ammiratori, sempre che ci sia un fan club, visto che non ha neanche la mail, a quel che si dice in giro. Meritatissimo Campiello 2016 (Opera prima, s'intende). Luca Tajani

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    Astrifiammante

    05/06/2016 08:53:32

    M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O. Un Campiello "primino" così bello non si vedeva da anni. Talento purissimo; giuria formidabile!!!

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    Il Gyga

    20/05/2016 08:20:49

    Maro', e meno male che pensavo di essere il primo a recensire 'sto libro:-)). Mi è piaciuto tanto, ma proprio assai. Penso che la miglior recensione sia quella di chi ha scritto "c'è tutto quello che si chiede a un romanzo". C'è la storia, la trama, i personaggi, i dialoghi e ci sta pure 'o finalone che non ti aspetti e che ti mazzia lo stomaco. E ci sta pure la sensazione che sia una storia vera, per la passione che mette l'autore. Bravo proprio 'sto scrittore sardo (almeno così c'è scritto nella quarta).

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    Alessandra

    15/04/2016 17:35:24

    Un bellissimo libro dai risvolti inaspettati. Lo consiglio vivamente a tutti soprattutto agli amanti dell'anima sarda.

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    Giovanni

    15/04/2016 11:53:07

    Molto bello

Vedi tutte le 44 recensioni cliente
  • Gesuino Némus Cover

    Gesuino Nèmus, pseudonimo di Matteo Locci (Jerzu, 1958), è uno scrittore italiano. Esordisce nella narrativa con La teologia del cinghiale, edito da Elliot nel 2015 e vincitore, tra gli altri, del Premio Campiello Opera Prima e del Premio John Fante Opera prima. A La teologia del cinghiale segue I bambini sardi non piangono mai, vincitore Premio Franco Fedeli miglior poliziesco dell’anno 2016. Approfondisci
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