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Diego De Silva

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 274 p. , Brossura
  • EAN: 9788806226664

Recensioni dei clienti

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    Giulia

    02/09/2016 22.41.13

    PERFETTO. De Silva va letto.

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    Livia

    30/08/2016 22.44.09

    Sono d'accordo con Raffaella quando dice che solo chi ha vissuto una storia clandestina, può comprendere questo libro... Bello, vero ed emozionante... Magistrale il profilo caratteriale dei due protagonisti che si evince, soprattutto, dal dialogo interiore di ciascuno di loro. L'unica nota negativa: l'infinità di parentesi tonde!

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    raffaella

    23/05/2016 17.59.09

    Solo chi ha vissuto o sta vivendo una relazione clandestina potrà capire a fondo questo libro...bravo De Silva..hai colto nel segno...

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    Alessandro

    05/04/2016 16.03.57

    Un romanzo sulla vita di coppia (clandestina) ma a tratti un vero saggio sulla difficoltà di parlare e di capire gli altri,pure quelli che noi amiamo....e

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    valentina

    16/03/2016 09.09.18

    arrivata a pagina 80 e al millesimo sbadiglio abbandono questo libro. noia e ancora noia.

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    kine

    20/02/2016 19.05.06

    Lettura da ombrellone, piacevole e nn impegnativa. ... per certi versi ho trovato il libro utile.. soprattutto quando ho capito che il vero analista è il padre di lui.... personaggio utilissimo... nn chiedevo molto al libro, per questo metto voto 4...

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    AA69

    07/02/2016 15.39.03

    Che De Silva scriva bene, è fuori discussione... Il romanzo si legge in un niente, è divertente, ironico, allo stesso tempo leggero e profondo nelle riflessioni sulla difficoltà di comunicazione di una coppia. Sia essa ufficiale, che clandestina. Più che dialogare, tutti si parlanno addosso. Se questo libro fosse stato un quadro, il titolo sarebbe potuto essere: "l'uomo in fuga". In fuga dalla famiglia, dal dialogo, dalle responsabilità, dai problemi, dalla vita. Specie se complicata. come se ce ne fossero di semplici... Un protagonosta "calciatore", esperto in dribbling; come dribbla lui i problemi non li dribbla nessuno. Il pensiero del coniuge e di un possibile tentaivo di salvare la famiglia, non appare proprio. I coniugi, poi, sono i grandi assenti, sia agli occhi dei protagonisti, sia perchè essi stessi se ne tirano fuori a priori. Come se in gioco, ci fosse la vita di un altro. Bah. I figli sono i più saggi di tutti, dei padri e delle madri. Fanno loro paternali, richiamandoli non tanto alle responsabilità e ai loro doveri genitoriali, quanto ad un minimo di decoro. Ed ad un concetto basico basico di rispetto per l'altro. Ogni punto di riferimento viene a mancare, se la donna, madre e moglie, si rivolge allo psicologo - macchietta - non tanto per aiutare il figlio che ha subito violenza fisica e morale, quanto per convincere l'amante a "far sul serio". Come se, per far sul serio, avessimo bisogno di farcelo spiegare dallo psicologo e non da un'esigenza. Che amarezza. Chi vince, in tutta questa evanescenza di legami, è l'ironia. Che tutto smorza, attenua, lenisce. Anche lo spessore umano.

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    Stefania

    23/01/2016 01.04.51

    MAh.... è il primo libro di De Silva che leggo.... mi ha incuriosito il titolo e gli estretti in copertina..... idea originale, prometteva bene... ma alla fine sono rimasta abbastanza delusa..... i due protgonisti sono trattati in modo superficiale, poche emozioni, nessun senso di colpa per la famiglia ufficiale lasciata a casa, spesso consapevole! Mi viene da pensare che De Silva non abbia mai vissuto una relazione clandestina, con il suo tzunami di emozioni!!! Ripeto.... bella l'idea della terapia di coppia per amanti.... ma se uno psicologo qualunque leggesse la descrizione del terapeuta del libro e dei suoi comportamenti credo che avrebbe parecchie cosette da ridire!!!

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    carmen

    17/01/2016 20.41.46

    De Silva in questo libro ha messo in evidenza le difficoltà che affronta quotidianamente una coppia di amanti, inseguiti dagli sguardi curiosi della gente, condannati a rimorsi continui. Ma il finale è bellissimo, molto diverso dal triste finale de La donna di scorta. E' come se avesse dato agli amanti dei diritti che la società gli nega ed apprezzato un comportamento spesso condannato da tutti.

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    misselisabethbennet

    13/01/2016 18.40.14

    ..in una parola.. geniale!!! de silva non delude mai.. sebbene aspettassi con trepidazione una nuova avventura di malinconico devo dire che questo libro non ha lasciato l amaro in bocca tutt altro... uno dei migliori!!! assolutamente merita un posto nella libreria di casa!

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    Federica

    11/01/2016 18.03.46

    Inizio originale e divertente, ma dopo poco la storia diventa ripetitiva e banale. Modesto è descritto in modo più ironico e completo, Viviana onestamente è un personaggio abbastanza vuoto...non è una storia che mi ha coinvolto particolarmente.

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    Talisie

    02/01/2016 17.01.16

    Ma che donne ha conosciuto il povero De Silva nella sua vita per rappresentarle in maniera così sgradevole in questo libro? Veramente sorge spontaneo il cordoglio per un uomo tanto simpatico, un vero acrobata dell'ironia, un talentuoso della risata intelligente, perso dietro a una donnetta isterica che va in ebollizione a qualsiasi parola di lui, che non si sa cosa voglia e che gioca ancora al mi si nota di più se vengo o non vengo, come diceva Nanni Moretti. Ovviamente è bellissima (ahimè, il solito cliché dell'avvenenza femminile), e sarà questo il motivo per cui lui l'asseconda nelle sue richieste idiote, come quella di andare dall'analista. E qui si va di male in peggio con la descrizione dei personaggi, dato che il suddetto terapeuta dovrebbe essere radiato immediatamente dall'ordine per il suo comportamento stralunato dovuto, manco a dirlo, a una sua senile passione per una donna che sembra la sorella minore della protagonista, anch'essa instabile e dedita a giochetti miserevoli, come quello di mandare sms allo stimato professionista fingendo di sbagliare destinatario per ingelosirlo, e pure - incredibile- riuscendoci! Per terminare la galleria compare il padre di Modesto, che sarebbe il nostro eroe, una specie di hippie seduttore impenitente che vuole fare il simpatico senza troppo successo. Tutta la simpatia va ai rispettivi partner dei due amanti, persone dai tratti appena accennati, ma che certo si avvantaggeranno dall'essersi liberati di due coniugi tanto sballati, notevoli per la discrezione e la tolleranza dei loro comportamenti, la misura nel linguaggio che emerge ancor più se paragonata all'eloquio da carrettieri che tengono Viviana e Modesto: magari si incontreranno, si piaceranno e dimenticheranno ben presto i due sciamannati con cui hanno finora diviso la loro esistenza, il che mi sembrerebbe un giusto risarcimento agli anni spesi con quegli squinternati.

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    federica

    30/12/2015 12.03.06

    terapia? ma dove? il confronto con il terapista è "ridotto" a 2/3 capitoli. Alla fine, è il figlio che in 2 pagine fa da terapia al padre. Non lo ricomprerei.

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    Paola

    05/12/2015 23.21.19

    È il primo libro di de Silvia che leggo... A me è piaciuto tantissimo e mi spiace che la lettura sia terminata, scorrevano le pagine ed oro preoccupata della loro fine....trovo i personaggi molto veri....li ho sentiti vicini! Sicuramente andrò ad acquistare un altro libro dell'autore.

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    giuliana

    23/11/2015 11.07.02

    ho letto di De Silva Mancarsi, Mia suocera beve e Non avevo capito niente, questo l'ho comprato sulla fiducia e non ho sbagliato. l'ho trovato bello, divertente mai noioso e per niente volgare (a proposito della recensione sulle parolacce). Modesto e suo padre mi hanno fatto veramente ridere.

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    Dony

    17/11/2015 17.15.34

    Bello e Divertente. A tratti esilarante. Una storia di tutti i giorni con la solita verve di De Silva e l'ironia che rende leggere e divertenti situazioni che non lo sono proprio. Il finale è forse scontato, ma in fondo è quello che ci aspettiamo, fossi stata nell'autore avrei osato di più. De Silva comunque è nella mia top 3 dei migliori autori Italiani insieme a Fabio Bartolomei e Muzzopappa. Ragazzi però scrivete un pò di più e un pò più spesso please!

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    evelyn

    11/11/2015 05.30.14

    acquistato "a scatola chiusa" per la piena fiducia che nutro/nutrivo in De Silva, specie dopo la lettura di "La donna di scorta". L'esordio è esilarante, poi è tutto un calare del ritmo narrativo e dei contenuti, fino a giungere ad alcune pagine che ho saltato in toto. Parecchie se non eccessive le parole volgari, merda cazzo coglioni. evitabili o almeno contenibili. Quella del terapeuta emerge come una figura inverosimile e ridicola ed è tra l'altro uno schiaffo alla categoria professionale ! Il romanzo non lascia nulla, se non il messaggio (banale) di non farsi troppe paranoie che tanto le cose vanno lo stesso come vogliono; almeno io l'ho capito così. Comunque .... bocciato! Rimanete ancorati sui libri del "vecchio" De Silva. Non lo ricomprerei.

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    Lina

    09/11/2015 20.02.54

    romanzo modesto: al di là del linguaggio sempre frizzante dell'autore c'è davvero poco.

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