Teresa degli oracoli

Arianna Cecconi

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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 9 gennaio 2020
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788807033773

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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Le cose invisibili e i segreti non perdonano mai la distrazione e la fretta.

"Ci portiamo dietro il passato come le balene che nel grasso della pancia conservano le ossa di quando camminavano. Mentre nuotano, enormi balene, i pesci le guardano e non sospetterebbero mai che quei grandi animali al loro fianco prima respiravano aria e camminavano sulla terra. Forse neanche le balene lo ricordano, ma lo sanno dentro. Lo sa il loro corpo e quel segreto lo custodiscono nella pancia, sedimentato nel grasso di quella nuova vita. Anche Teresa si portava addosso i suoi segreti come le balene"

Teresa custodisce da sempre un segreto di cui è ormai l'unica depositaria. È vecchia, ostinata, e quando intuisce che la sua mente e la sua memoria si sono fatte labili, decide di non mettere a repentaglio ciò che ha tenuto nascosto per una vita intera. Così una sera si sdraia nel letto e non si alza più: per dieci anni, "zitta e immobile, fissava quello che gli altri chiamavano vuoto e che lei aveva imparato a interpretare". La sua famiglia però, ostinata, porta il letto al centro del salotto e dell'esuberante vita della casa, che è tutta al femminile: oltre a Teresa, ci sono le figlie, Irene e Flora, la cugina Rusì, la badante peruviana Pilar e Nina, la nipote. È lei a raccontare la loro storia, che inizia nel momento in cui la nonna si sta spegnendo e le cinque donne le si stringono intorno per vegliarla. Prima di andarsene, Teresa regala loro quattro oracoli - uno portato dal vento (come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle (come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia (come al cospetto della Pizia di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea)... Sono oracoli che sciolgono il nodo che blocca le loro esistenze, liberandole dalle paure, dal senso di colpa, dal passato, dall'incapacità di affacciarsi sul proprio futuro. E, liberando le loro esistenze, Teresa libera finalmente se stessa.
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    Bruno Izzo

    23/01/2020 11:35:52

    C’è una frase che condensa, in estrema sintesi, “Teresa degli oracoli” di Arianna Cecconi: “…famiglia finisce con A, perché è femmina…”. Questa è la spiegazione che dà Nina, una delle protagoniste, da bambina a scuola, alla propria maestra, quando si giustifica sul perché la figura del suo papà, in un classico disegno di gruppo di famiglia, è relegato in un angolo, rispetto al centro del ritratto che contempla solo figure femminili. Un romanzo di matriarcato verrebbe quindi da definirlo, ma non è solo questo, è ben altro. Oseremmo definirlo una sagra familiare, un gruppo di donne che orbitano intorno alla mater familias Teresa, donna semplice e tosta, una contadina della bassa padana. Di quelle donne di una volta, a cui la fatica insegna presto che non è proprio vero che ciascuno è libero di determinare la propria vita, magari lavorando al meglio e contando solo sulle proprie forze, spesso, se non sempre, non è proprio così. Non è sempre vero che scegli il tuo destino, è il destino che sceglie te: alcuni hanno più opzioni di altri; per altri, guarda caso specie per le donne, pare che la vita complotti perché tutto resti uguale a oggi. Nella sua semplice ed essenziale saggezza Teresa comprende che una donna non può godere compiutamente di tutti i colori della vita, per le donne la vita scorre come in un vero e proprio limbo. Coperta da una coltre grigia, come se fosse situata sotto una “panza de burro”, una pancia d’asino, simile ad un gigantesco asino in piedi ritto tra cielo e terra, la sua pancia grigia copre dello stesso colore le terre nebbiose, e le donne. A coprirne i segreti: giacché Teresa, come le Sibille della mitologia del passato, come la Sibilla Cumana o Cassandra figlia di Priamo, è depositaria del potere dell’oracolo, che dispensa secondo il classico dettame: “fermati ed ascolta”. E si ferma, Teresa, ed ascolta, e dispensa oracoli: ai membri della sua famiglia, gli unici in grado di comprenderli. Che guardo caso, sono tutte donne.

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    Giovanni

    22/01/2020 17:22:47

    Pretenzioso e immaginifico. Promette molto a cominciare dal titolo, ma contiene poco. Vorrebbe esporre, per immagini e flash back, l'affresco letterario di una insolita famiglia; invece è piuttosto un puzzle di sensazioni al limite del paranormale (però gli oracoli non c'entrano). Avevo letto le precedenti recensioni entusiastiche e quindi mi aspettavo molto ma, forse proprio per questo, mi ha deluso.

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    Alberta

    20/01/2020 15:43:19

    Una storia surreale e onirica, un po' realismo magico e un po' narrazione fiabesca. Decisamente consigliato a chi vuole volare un po' sopra la vita, come nei quadri di Chagall.

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    Antonella M

    18/01/2020 10:44:12

    Cinque donne si trovano al capezzale di una donna, Teresa, che ha detta del medico morirà in poche ore. Sono le 2 figlie Irene e Flora, la nipote Nina, Pilar la badante peruviana che vede le anime e Rusì l'anziana cugina che ha paura di tutto. Ma Teresa non muore finché non sistema le vite della famiglia; famiglia finisce con A perché è femmina come la loro famiglia. L'anima di Teresa entra ed esce dal suo corpo per far ordine nelle vite e tra le paure e i problemi mai risolti di queste donne. A me queste storie danno il nervoso, lo so, è un mio limite, non sono spirituale. Questo gruppo di donne chiuse nel mistero della "veggenza", del vedere i segni, l'onirismo. Tra l'altro sembra una storia già letta ma senza la stessa capacità di scrivere e senza mai arrivare al punto o arrivandoci troppo tardi. Mi ha annoiato a morte, mi ha anche innervosito. Per me è un grande NO.

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    DF [anteprima]

    16/01/2020 10:34:04

    Teresa è una nonna, una mamma, una moglie. Teresa è una donna che sta andando incontro alla morte. Il bianco non sta solo nei suoi capelli e nel suo incarnato: il bianco invade anche la sua memoria. Una memoria da tener viva, un puzzle che le sei donne che la circondano cercano di ricostruire in quella lunga attesa. Una storia rosa, dove gli uomini son solo delle comparse. Ogni personaggio rappresenta una fede, una convinzione, una cultura differente... come combinare le forze per affrontare un momento così difficile? Ricordi e simboli saranno la chiave per entrare nei meandri del passato famigliare.

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    Maria Rosaria Acireale

    15/01/2020 12:54:45

    Il romanzo “Teresa degli oracoli” di Arianna Cecconi è la storia di nonna Teresa ma anche quella di una famiglia con i suoi tesori, le promesse ma anche i segreti e gli scheletri nascosti negli armadi. Un esordio che è un capolavoro di delicatezza e sensibilità, un romanzo che sorprende per l’accattivante semplicità descrittiva e per la forma molto scorrevole. È Nina (nipote di Teresa) che racconta la storia di questa straordinaria famiglia. Teresa custodisce da sempre un segreto di cui è ormai l’unica depositaria. È vecchia, ostinata e decide di non fare trapelare ciò che ha tenuto nascosto per una vita intera. Così si sdraia sul letto e non parla più ma fissa il soffitto con i suoi intensi occhi azzurri. Accanto a lei per 10 lunghi anni ci saranno sempre cinque donne: le figlie, Irene e Flora, la cugina Rusì, la badante peruviana Pilar e la nipote Nina. I sentimenti, lasciati scorrere con candida partecipazione, acquistano risvolti nel silenzio complice. L'autrice dimostra di sapere investire in una non comune capacità espressiva per arricchire la memoria di magiche atmosfere. Le pause riflessive privilegiano la magia e il pensiero interiore all’interno del tessuto narrativo.

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    simonetta s.

    15/01/2020 11:39:54

    “Ci si abitua a tutto. Al silenzio, al disordine, all’amore o alla solitudine” Un libro di donne. Donne forti nell’animo. Donne colme di fragilità. Donne fautrici del loro percorso di vita. Gli uomini sono messi al margine, privi di parole, dai contorni sfocati. La storia di due kumpi Teresa e Nina, nonna e nipote. Simili, fortemente legate, accomunate da uno sguardo profondo privo di parole vane. Donne che sono pronte alla fatica, alla svolta, alla solitudine, alla rinuncia, al silenzio... sì, al silenzio che non è solo assenza di parole, ma soprattutto una scelta. Donne determinate e determinanti per le altrui vite. Le parole del libro risultano incalzanti, pregne di enfasi e di sentimenti, a tratti di tenerezza. Un libro che conquista con la sua semplicità, con la descrizione dei particolari, con la durezza della malattia. Mi ha rapita dalle prima battute per il nome della protagonista: Teresa. Quel nome caro alla mia esistenza, quel nome portato dalla mia bisnonna, quel nome che è il mio portafortuna, quel nome che sarebbe stato (o forse sarà) il nome di mia figlia... quel nome che racchiude la tenerezza di una nonna, piccola di statura, con i capelli raccolti in uno chignon, striati di bianco come fuoco... É vero: ci si abitua a tutto, ma si combatte per ottenere ciò che si desidera!

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    MB (Lettrice in anteprima)

    12/01/2020 12:00:13

    Probabilmente è sottile e finemente ricamata. Probabilmente è così la cortina trasparente che separa il presente dal futuro. O la vita dalla morte. O la memoria dall’oblio. È un velo così leggero che basta un filo di vento a sollevarlo vorticosamente, rendendolo inafferrabile. Dev’essere lì, in mezzo a quel mulinello ribelle, che nonna Teresa ha trascorso gli ultimi dieci lunghi anni. Sospesa nell’aria, come una farfalla sfuggita agli agguati del gatto Remigio. Impalpabile come un profumo, facendo a gara con la misteriosa essenza che Flora sparge intorno a sé, quando entra in una stanza. Invisibile e vagabonda, è andata librandosi sopra le incomprensioni tra Nina e la madre Irene, volando più in alto che lo stesso Gesù invocato da Rusì, in un istantaneo viaggio intorno al mondo, in un abbraccio universale che si estende dalla casa del fico alle terre andine in cui è nata Pilar. Il paesaggio interiore di questa donna anziana, bloccata nel letto da una malattia che cancella la mente, rimane al di là della nostra portata. È certo popolato di anime sconosciute, di creature eteree portatrici di verità nascoste. Quel salotto in cui il suo corpo giace immobile e silente dev’essere diventato un libro, nel quale ogni attimo scrive una pagina nuova. Per leggerlo, si può provare a seguire gli artistici arabeschi narrativi con cui l’autrice Arianna Cecconi impreziosisce la visione della voce narrante. La sensibile minuziosità del suo racconto è intessuta di ricordi ricreati e di segreti ancora da scoprire. È una prosa che si avvinghia, con un tenero palpito infantile, alla superficie sussurrante della realtà, preparandosi a diventare poesia. Come Teresa, anche la scrittura resta lì, immobile, ascoltando il proprio batticuore, in attesa di una rivelazione che potrebbe arrivare, da un momento all’altro. Giungendo furtiva, al posto della fine. Dischiudendo un inizio, che, forse, è soltanto un miracoloso ritorno alle origini.

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    damiano

    10/01/2020 15:11:45

    Molto bello e scorrevole. Profondo.

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    Gruppo di Lettori in Anteprima

    08/01/2020 10:52:43

    È un libro scritto con il cuore. L’affetto percepito è reale, come anche i sentimenti e le paure dei personaggi. La narrazione è fluida, incalzante; sebbene raconta momenti delicati a cui sono collegati momenti difficili, ci sono anche tanti motivi per cui ci si scopre a sorridere, oltre alla voglia di divorare le pagine una dopo l’altra. Decisamente un romanzo che vale la pena leggere! Non vedo l’ora di poterne leggere il seguito.

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    Fulvio

    07/01/2020 12:05:16

    I primi capitoli del romanzo introducono il lettore in un mondo femminile al centro del quale vi è Teresa, un’anziana signora costretta a letto. Le figlie, nipoti e badanti mettono il letto al centro del salotto e quindi della quotidianità. Si comprende che la vita di Teresa, però, ha ancora molto da insegnare È una nipote a raccontare la storia, una storia che ricorda le atmosfere degli scrittori sudamericani e soprattutto i profondi misteri degli animi femminili dei romanzi di Isabel Allende.

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    Gruppo di Lettori in Anteprima

    07/01/2020 10:09:42

    Ha un tratto lieve, surreale e magico questo romanzo che parla -attraverso la storia delle sue protagoniste- "della difficoltà di decidere, di scegliere, di amare, di crescere e di morire". Un inno alle radici ed ai legami familiari, dal tono nostalgico ed intimistico; mi ha tanto riportato alla memoria le atmosfere di Marquez e della Allende de "La casa degli spiriti". Intenso e suggestivo!!! Rita M.

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    Gruppo di Lettori in Anteprima

    07/01/2020 10:08:56

    La quiete della noia e dei tempi dilatati di chi si fa vivere ma non vive.... La storia di una famiglia di donne che non sono riuscite ad integrarsi nel mondo maschile .... Scrittura lenta dettagliata ma densa di significati ed in grado di portarti direttamente nei luoghi e a contatto con i personaggi della storia. Un libro per le donne. Barbara S.

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    Gruppo di Lettori in Anteprima

    07/01/2020 10:08:14

    “Innanzitutto è necessario sedersi davanti a una finestra e sfilarsi le scarpe. Sentire bene la terra sotto i piedi e chiudere gli occhi. E poi provare a rispondere a questa domanda. Come scegli ciò che scegli?” Sono saltato nell’ipnotica suggestione di questa storia e ho atteso le ali... Sono spuntate, superbe... N.

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    Gruppo di Lettori in Anteprima

    07/01/2020 10:07:06

    Le prime pagine di questo libro sono tra le più belle da me lette che descrivono le malattie che colpiscono la memoria delle persone care: una lacrima ha scorso il mio viso... Teresa è la capostipite della famiglia e, anche se nelle prime pagine non parla, riesce ad essere protagonista forte e presente, centrale come il letto che la accoglie al centro del soggiorno. La scrittura di Arianna Cecconi entra dritta nel cuore del lettore, rendendolo empatico, presente accanto a quel letto. Riccardo M.

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    Nadia

    05/01/2020 22:05:55

    Libro magico, misterioso. Pare parli di oracoli, ma anche e soprattutto di libertà. Libertà che denota una difficoltà a scegliere di amare di crescere e anche di morire. Una storia di famiglia alla fine ed in ogni famiglia ci sono i segreti...gli scheletri nell'armadio. Libro talmente famigliare che ci scuote nel profondo scavando nei nostri più reconditi desideri.

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    Ludi

    05/01/2020 14:39:15

    Incipit del libro molto avvincente. Si viene immediatamente calati in una dimensione famigliare dove si intravedono subito elementi misteriosi e quasi magici legati alle tradizioni popolari che oggi forse, per chi vive in città, si vanno perdendo. Le prime pagine mi hanno un po' rievocato tratti e immagini già conosciuti nei romanzi di I. Allende. Sono sicuramente incuriosito dall'evolversi della storia.

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    Gaia

    05/01/2020 02:10:46

    Nina è la voce narrante di una storia tutta al femminile che ruota attorno alla Teresa del titolo. Questa piccola e immobile donna relegata in un letto e in fin di vita è il fulcro, l’elemento catalizzatore della storia e non solo della sua ma di quella di ciascun personaggio; sin dalle prime righe si capisce che il destino e l’esistenza di ogni componente di questa atipica famiglia le è indissolubilmente legato e da lei dipende... Gaia U.

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    Gi.P.

    04/01/2020 17:17:50

    "Teresa degli oracoli" è un romanzo che incede con passo magico e ci conduce in un modo di relazioni emotive tra donne di generazioni differenti, donne dal vissuto reale e concreto la cui umanità viene descritta con tono favolistico, mitologico e onirico. È una lettura affascinante certamente consigliabile. Gi.P.

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    Bruno Bonandi

    03/01/2020 23:11:50

    L'Antropologia Culturale è una mia grande passione, come l’interesse per i viaggi e immergermi nelle culture “altre”. L’impulso allo studio degli aspetti umani dal punto di vista psicologico mi accomuna ed è il motivo che mi ha condotto alla professione di psicoterapeuta. Nella scrittura di Arianna ho ritrovato il fascino della capacità descrittiva calda e coinvolgente di chi ha una considerevole abilità empatica di partecipazione profonda alla vita. Avevo già trovato alquanto stimolante il suo studio sul sogno provocato da entità esterne (mentre in realtà era alla ricerca della “malattia della paura”) che ha indagato nella cultura dei campesinos andini, in Perù, ma in questo suo nuovo lavoro, la sua capacità di osservazione coinvolgente e la maestria nel raccontare gli eventi e descriverne in modo così comunicativo la condizione esistenziale, si è rivelata affascinante, più sagace forse proprio perché slegata dai rigidi vincoli del lavoro scientifico, qui solo sotteso. E mi ha riportato così a quei ricordi delle mie letture formative adolescenziali, le mie prime scoperte dell’Antropologia: il grande De Martino e l’intramontabile Castaneda. In questo libro il tema che introduce il suo "racconto" è la colonna portante di tutta la mia "pratica" di psicoterapeuta esistenziale e la sua abilità nel raccontare quel "vissuto" della morte della nonna, mettendo in scena i sentimenti delle donne di questa famiglia allargata, l'ho trovato intimamente avvincente. L’attitudine descrittiva e partecipativa di Arianna seduce, coinvolge e ti fa entrare sul palco coi personaggi, trascina dentro o più opportunamente risucchia all’interno di quel mondo. Serve una notevole sensibilità, una straordinaria capacità di osservazione e un sorprendente talento per riuscire a narrare con armonia storie che trattano argomenti così inderogabili come quello della morte, riuscendo contemporaneamente ad esaltare l’altra faccia della medaglia: la vita, la vita di chi è lì a fare i conti con la fine.

Vedi tutte le 42 recensioni cliente
  • Arianna Cecconi Cover

    Arianna Cecconi è antropologa, vive e svolge la professione tra Marsiglia e l’Italia. Ricercatrice affiliata all’École des hautes Études en sciences sociales, insegna Antropologia delle religioni all’Università Milano Bicocca. La violenza politica, le pratiche magico-religiose, i sogni e il sonno sono i principali oggetti di ricerca di una lunga esperienza etnografi ca cominciata sulla montagna pistoiese, continuata sulle Ande peruviane, in Spagna e attualmente nella periferia di Marsiglia. Accanto al percorso universitario, svolge attività di formazione in contesti non accademici, lavora con radio, compagnie di teatro, scuole e centri socio-sanitari. Dal 2010 collabora con l’artista visuale Tuia Cherici nel progetto Oniroscope e con... Approfondisci
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