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Catherine Dunne

Traduttore: A. Arduini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2015
Pagine: 398 p. , Brossura
  • EAN: 9788823507197
Usato su Libraccio.it € 9,72

Recensioni dei clienti

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    dani66

    27/12/2016 16.44.04

    Libro molto bello, ma veramente troppo triste. Un marito che prende a pugni la moglie, una figlia e un amante che muoiono, un ictus, un bambino dato in adozione. Manca qualcosa? I racconti che non sono scemenze e che non ti fanno venire voglia di suicidarti sono sempre più una rarità e la sfida è proprio questa. Esattamente come nei film o c'è Kusturica o c'è Fantozzi... io voglio la via di mezzo!!!!!

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    MARILENA

    23/09/2016 20.07.28

    Veramente molto molto bello. Come TUTTI i libri della Dunne, coinvolge, lega e vorresti che non finisse mai. L'ho letto d'un fiato, ma con la voglia di centellinarlo, per non farlo mai finire....come un avaro, centellina il denaro. DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE.

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    Mariflo

    24/05/2016 20.38.24

    Uno di quei libri che iniziano lentamente, che non capisci dove vogliano andare a parare e poi non puoi smettere di leggere. Il ritmo non è serrato ma gli eventi, quasi sempre tragici e dolorosi, si susseguono e tu vuoi sapere come andrà, cosa succederà, se ci sarà una fine. E la fine c'è, ovviamente, ma ti lascia tanta amarezza e un po' di pace per almeno una delle protagoniste.

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    nora

    10/01/2016 18.25.16

    Con uno stile ruvido, intenso, assai poco incline al romantico, pulito e lineare, in certi passaggi volutamente gelido, l'autrice racconta la storia in simultanea di due donne: la spagnola Pilar e l'irlandese Calista. Un venerdì di luglio, anno 1989, Spagna. Una donna Calista aspetta, in completa solitudine, in una villa a Torre de Santa Juanita una telefonata che dovrà portarle una notizia vitale. Pilar si appresta ad iniziare le sue incombenze di portinaia dentro uno stabile di Madrid, ma un evento inaspettato, quanto tragico, sconvolgerà tutti i suoi piani. Da quel giorno l'autrice va a ritroso a raccontare alternativamente la vita delle due protagoniste, che si dipanano tra la Spagna, Irlanda, Inghilterra per arrivare fino a Cipro. Vite che passano vicinissime, che si intersecano, ma che, per uno strano scherzo del destino, non si accomuneranno mai del tutto fino alla fine. Vite difficilissime, segnate da errori e grandi dolori. Due donne con radici profondamente diverse ma accomunate da "un terribile amore"che, accolto con motivazioni diverse, in balia di sentimenti che stordiscono, le renderà entrambe prigioniere della ragnatela tessuta da abili ragni, che condizioneranno pesantemente la loro vita. Arrivate a toccare il fondo, troveranno la forza che altri avevano cercato di annientare, per ricostruirsi, ma nuove prove e nuovi dolori le attendono sul cammino. Le storie finiscono là dove erano cominciate e il cerchio si chiude forse non come si saremmo aspettate o avremmo voluto, ma, secondo me, è quello che ci propone la vita, della quale non siamo registi assoluti

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    Max

    24/09/2015 12.39.05

    Racconto al femminile carico di pathos, con descrizioni precise, dettagliate. Una pellicola che scorre e mette a fuoco azioni, dialoghi, emozioni fortissime. Presenza costante il dolore, per la mancanza di vero amore, per lo smarrimento, la ricerca disperata di una realizzazione personale, un riscatto che possa portare ad un cambiamento di vita vero, profondo. Luoghi diversi, lontani tra loro. Esistenze che alla fine si ricongiungono. Scrittura straordinaria, al cardiopalma, che tiene incollati al racconto man mano che questo si dipana, aumentando la tensione emotiva. Mondi femminili, situazioni diverse, accomunate da sofferenze profonde e crudeli, che matureranno scelte altrettanto dolorose e crudeli. Il coraggio di scegliere e agire, sempre, in qualsiasi situazione. - Dopo avere "consumato" la lettura di questo potentissimo romanzo in pochissimo tempo, ho dovuto conservare un lungo silenzio e spazio nella mia anima. Per giorni e notti la mia mente e il mio cuore hanno posto domande, alle quali, però, non sono certa di avere trovato tutte le risposte. (Pat)

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    mile

    16/09/2015 01.22.26

    Catherine Dunne non delude mai! Ho scelto questo libro dopo aver letto anni fa "La metà di niente". Conosce a fondo e in profondità il tema della violenza domestica, psicologica e fisica sulle donne e la sa raccontare con sofferenza, con empatia e con grande capacità introspettiva. Conosce il dramma, l'isolamento, la confusione, il senso di prigionia e di soffocamento e la disperazione in cui sprofondano le donne che vivono "un terribile amore", ma anche la forza che riescono a trovare per uscirne. Un romanzo che mi è piaciuto moltissimo anche per com'è stato costruito e per il suo ritmo serrato e coinvolgente. Ne consiglio senz'altro la lettura.

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    Lucia

    07/09/2015 13.00.29

    Coinvolgente come tutti i libri della Dunne. La definisco scrittrice del momento

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    carol

    25/08/2015 21.50.44

    Non mi ha convinto, come già mi era successo per alcuni dei libri di questa autrice. E non riesco ancora a mettere bene a fuoco il perché. Ho come l'impressione di una storia falsa, scritta per suggestionare, così triste e dolorosa solo per tenere attaccato il lettore alle pagine e illuderlo che il libro gli stia piacendo. L'incipit con questo detto e non detto invece di incuriosirmi mi ha infastidito, alcuni momenti della storia sono forzati per giustificare le coincidenze, alcune parti della vita delle protagoniste sono narrate a tirar via, le descrizioni dei luoghi sono poco sentite (come se non "appartenessero" veramente all'autrice, che forse non ci ha mai vissuto, e quindi non riesce a farli appartenere neanche alle protagoniste), il finale poi, con il lieto fine da una parte e la vendetta dall'altra, l'ho trovato veramente improbabile. Lo salvo con un punteggio di 3 solo per la bravura nella descrizione dei personaggi e dei loro sentimenti, per la profondità di alcuni dialoghi e per la capacità di dipanare la storia tra passato e presente.

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    ketty

    06/08/2015 14.12.25

    Ancora una volta C. Dunne intesse una storia indimenticabile, che coinvolge il lettore già dalle prime pagine e non lo molla fino alla fine. Il tema è drammaticamente attuale; la tragedia, con il suo carico di tensione, incombe in maniera palpabile; il finale è ineluttabile. Consigliatissimo.

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    Isa

    04/08/2015 11.11.25

    "Negli ultimi tre anni ha cercato molte volte di cambiare il profilo della proria esistenza. Ha cercato di tagliarlo in modo che le calzi meglio, sia meno ruvido contro la carne viva del dolore. Ma e' come se le avessero consegnato un modello fisso, leggi immutabili che la limitano come un orlo, che imbastiscono e cuciono il tessuto della sua realta' in un modo che non e' in gradio di cambiare."

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    Elena

    02/08/2015 09.15.38

    Questo è il terzo libro della Dunne per me. L'ho preso senza esitazione, perchè la conosco e mi piace. Forse mi aspettavo troppo. La storia c'è. Quello che manca, secondo me, è l'approfondimento della psicologia dei personaggi a cui mi aveva abituata. Non sono riuscita a sentirmi coinvolta come per i personaggi degli altri libri. C'è molta più azione, ma la sua lettura non mi ha lasciato molto.

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    Sebastiana Cavasino

    29/06/2015 16.47.56

    Di tutti i romanzi che ho letto di Catherine Dunne, questo credo che sia il più bello; mi è piaciuto moltissimo anche Quel che ora sappiamo e Se stasera siamo qui in effetti ognuno di questi romanzi è diverso e per me questa è la bravura della scrittrice. Sa come parlare delle cose di tutti i giorni, parla di donne, madri, figlie, amiche, parla dell'amicizia, dell'amore e come spesso noi donne pensiamo di poter cambiare gli uomini che amiamo e tutto quello che soffriamo per un amore che ci toglie tutto.....Parlerei per ore di questo romanzo, mi è piaciuto così tanto che sta ancora sul mio comodino, non riesco a lasciarlo!!!!!! Consiglio vivamente di leggerlo, per le donne ma anche e perché no! per gli uomini !

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    Bianca

    24/06/2015 18.30.35

    Ho letto tutti i libri della Dunne. In assoluto questo è il migliore. Letto in due giorni. Scritto ad un ritmo incalzante e allo stesso tempo introspettivo. MERAVIGLIOSO. Triste ma così reale, forse concluso in modo frettoloso, non si vorrebbe staccarsi mai, meriterebbe la lode.

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