Traduttore: T. Dobner
Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 maggio 2016
Pagine: 406 p., Brossura
  • EAN: 9788804667544
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Descrizione

Troy Phelan è un grande magnate americano, la cui fortuna viene valutata 11 bilioni di dollari. Dopo aver apparentemente lasciato come legittimi eredi le sue tre ex mogli e i suoi sette figli, si uccide. Ma pochi istanti prima del suicidio, l'anziano miliardario esibisce il suo ultimo testamento secondo il quale l'enorme eredità spetterà a una sconosciuta figlia illegittima, Rachel Lane, missionaria in Brasile. Toccherà all'avvocato Nate, in crisi a causa dell'alcol e del recente divorzio, difendere i diritti di Rachel contro i soprusi dei presunti eredi.

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    Andrea

    05/11/2018 11:22:35

    Bel romanzo, Grisham è una garanzia

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    Giuseppe M.

    27/10/2018 14:32:23

    Ho riletto dopo alcuni anni questo primo libro di Grisham, e devo dire che è veramente bello. Non so se avvincono di più le liti tra gli eredi o il viaggio nella foresta amazzonica. Una lettura sicuramente consigliata. Voto 5

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    zombie49

    27/11/2017 20:06:00

    In Virginia, l’anziano miliardario Troy Phelan nel suo ultimo giorno di vita redige un nuovo testamento lasciando credere ai suoi avidi e inetti parenti, sei figli e tre ex mogli, che erediteranno una fortuna. Una brutta sorpresa li attende: non solo l’eccentrico magnate li ha quasi diseredati, ma ha stabilito una perfida clausola che potrebbe rovinarli. Unica erede sarebbe una figlia segreta nata fuori dal matrimonio, missionaria presso una tribù di indios nel Pantanal, in Brasile. Rachel Lane è però irreperibile, e Phelan ha incaricato uno studio legale di trovarla. Nate O’Riley, un avvocato con problemi di alcolismo, deve recarsi sul posto. Naturalmente i figli cercheranno di impugnare il testamento ma Troy ha preso le sue precauzioni. Il romanzo è teso e avvincente, e vive sulle storie parallele dei figli che negli Stati Uniti si disputano l’agognata eredità, e di Nate che fra mille difficoltà cerca di rintracciare l’ignara Rachel, indifferente al patrimonio di un padre che non ha mai conosciuto. Ho viaggiato sui fiumi nella Selva dell’America Centrale, unica via di comunicazione in aree remote non raggiunte da strade, e m’intriga l’avventura del poco agguerrito Nate sul Rio Paraguay. La storia del viaggio è realistica: Grisham, infatti, si è recato davvero nel Pantanal. Come molti occidentali Nate parte con molti pregiudizi, teme caimani, anaconda, piranha e addirittura inesistenti cannibali, ma non si preoccupa della vera piaga delle foreste pluviali, le zanzare portatrici di malaria e altre malattie potenzialmente mortali. Tutti i personaggi suscitano empatia: il vecchio dispettoso Phelan, i figli spendaccioni, Nate sbalzato nel cuore dell’Amazzonia. Come Kathy Reichs, Grisham descrive dettagli del proprio lavoro, ma la professione di medico forense m’intriga più di quella legale: i suoi avvocati sono realisticamente avidi e privi di scrupoli come i loro clienti. Forse troppo moralista ma sorprendente la conclusione.

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